Fu rimossa dall’incarico con una sentenza della Corte Costituzionale.

È sorella dell'ex primo ministro Thaksin Shinawatra, deposto da un colpo di Stato nel 2006. Incriminata per inadempienza al dovere in riferimento a un episodio accaduto nel periodo in cui fu a capo del governo, si è rifugiata all'estero prima della sentenza che l'ha condannata in contumacia a 5 anni di detenzione, sostenendo la propria innocenza e dichiarandosi vittima di una macchinazione del regime militare per impedire il ritorno al governo della famiglia Shinawatra.

Biografia Famiglia Shinawatra Nacque nella provincia di Chiang Mai da una famiglia benestante thai-cinese di origine hakka, Era la più giovane dei nove figli di Loet Shinawatra e Yindi Ramingwong. Il padre era un uomo d'affari e membro della giunta comunale di Chiang Mai. La nonna materna, principessa Chanthip na Chiangmai, era discendente del re di Chiang Mai Thammalangka.

Istruzione Yingluck frequentò il Regina Coeli College, scuola privata per ragazze, e continuò gli studi allo Yupparaj College. Si laureò nella Facoltà di Scienze politiche e Pubblica amministrazione dell'Università di Chiang Mai nel 1988 e nel 1991 ottenne un master universitario in Sistemi informatici manageriali all'Università statale del Kentucky.

Prima parte della carriera da dirigente aziendale Iniziò a lavorare nel 1993 nel ramo vendite e marketing nell'azienda di directory telefonico Shinawatra Directories e ben presto divenne dirigente. L'anno dopo entrò come general manager alla Rainbow Media, azienda subordinata alla International Broadcasting Corporation, che sarebbe in seguito diventata la TrueVisions. Lasciò la ditta nel 2002 dopo esserne diventata la vice-amministratrice delegata e fu assunta come amministratrice delegata della Advanced Info Service (AIS), il maggiore operatore di telefonia mobile della Thailandia. Dopo la vendita della Shin Corporation (azienda collegata all'AIS) alla Temasek Holdings, Yingluck lasciò l'AIS e fu amministratrice delegata della SC Asset Co Ltd, l'azienda per lo sviluppo delle proprietà degli Shinawatra. Fu indagata per presunte irregolarità legate alla vendita della Shin Corporation ma non subì conseguenze. È stata anche membro del comitato della Fondazione Thaicom.

Vita privata Ebbe un figlio, Supasek, con il convivente Anusorn Amornchat, e quel tempo dirigente del gruppo Charoen Pokphand e amministratore delegato della M Link Asia Corporation PCL. La sorella di Yingluck,Yaowapa, è moglie dell'ex primo ministro Somchai Wongsawat.

Carriera politica Premesse Yingluck Shinawatra fu eletta prima ministra nel 2011 in un periodo di grave instabilità del Paese iniziato durante il governo del fratello, che era diventato capo del governo per la prima volta nel 2001. Thaksin aveva egemonizzato la politica thailandese per 5 anni con una politica populista in favore della fasce più povere della popolazione che gli valsero l'appoggio degli elettori del nord e del nord-est, tradizionali serbatoi di voti per la famiglia Shinawatra. Il suo operato lese gli interessi e sollevò le proteste della classe dominante di Bangkok, dando inizio alla crisi che culminò nel colpo di Stato del 2006 con cui una giunta militare lo destituì e affidò il governo al generale in pensione Surayud Chulanont. Thaksin si rifugiò in seguito all'estero dopo essere stato incriminato per abuso di potere, conflitto di interessi, corruzione e riciclaggio di denaro sporco, e fu quindi condannato in contumacia a due anni di prigione l'per abuso di potere. Secondo i sostenitori della famiglia, queste accuse sono montature organizzate dagli avversari politici. In quegli anni si distinsero le camicie rosse del Fronte Unito per la Democrazia contro la Dittatura, gli attivisti più accesi schieratisi con gli Shinawatra nella lotta contro il sistema militare della Thailandia monarchica e conservatrice.

Le elezioni del dicembre 2007, le prime dopo il colpo di Stato, furono vinte dal Partito del Potere Popolare (PPP) alleato della famiglia Shinawatra. Primo ministro fu nominato Samak Sundaravej, che dopo pochi mesi venne destituito dalla Corte Costituzionale per conflitto d'interessi. Il suo posto fu preso da un altro membro del PPP, Somchai Wongsawat, cognato di Thaksin e Yingluck, che dopo soli due mesi fu a sua volta deposto dalla Corte Costituzionale con l'accusa di brogli elettorali commessi dal PPP alle ultime consultazioni. Il partito venne disciolto e i suoi membri inibiti a ricoprire cariche pubbliche per 5 anni. La legislatura con il governo del PPP ebbe fine a causa della crisi politica in Thailandia del 2008 generata dalle crescenti proteste dei conservatori, che arrivarono ad occupare il Parlamento e l'aeroporto Suvarnabhumi, il principale scalo del Paese.

Il governo fu affidato senza elezioni a Abhisit Vejjajiva del conservatore Partito Democratico, evento che fu duramente contestato dalla fazione pro-Shinawatra. I ripetuti scontri politici e di piazza che si verificarono in seguito culminarono nella crisi della primavera del 2010, quando i sostenitori di Thaksin organizzarono dure manifestazioni per ottenere le dimissioni del governo e nuove elezioni. L'esercito represse le proteste con la forza, il bilancio finale degli scontri che seguirono fu di 90 morti e feriti. Campbell, Charlie, Four Dead as Bangkok Sees Worst Political Violence Since 2010, Time, 1º dicembre 2013 La maggior parte delle vittime furono manifestanti anti-governativi, ma furono uccisi anche diversi militari.

Entrata in politica e nomina a prima ministra Gli scontri si placarono e nei mesi successivi le camicie rosse si riorganizzarono. Lee Yu Kyung, Thailand: Red Shirts organise for democracy, greenleft.org.au Nel maggio 2011 furono fissate le nuove elezioni che si tennero nel luglio successivo e videro la schiacciante vittoria di Yingluck, candidata del neonato partito Pheu Thai, la quale formò un governo di coalizione. L'opposizione dei conservatori fu inizialmente moderata. Il governo ebbe riconoscimenti positivi per il modo in cui furono gestite le inondazioni che afflissero il Paese alla fine del 2011, le peggiori dall'inizio degli anni sessanta del Novecento.

Gravi critiche furono invece mosse al governo per la gestione del programma che garantiva agli agricoltori un prezzo minimo sulla vendita del riso superiore a quello dei mercati. Il successivo crollo dei prezzi del riso provocò ingenti perdite allo Stato; il partito fu accusato di aver intrapreso un'ennesima politica populista al fine di prendere voti e allo stesso tempo di far arricchire intermediari legati agli Shinawatra. Inoltre, nei mesi successivi il governo non riuscì a trovare i fondi per pagare agli agricoltori quanto promesso. In relazione a tali fatti, la responsabilità di malgoverno fu addossata a Yingluck, contro la quale venne aperto un procedimento dalla Commissione anti-corruzione.

Manifestazioni anti-governative del 2013-2014

La crisi politica thailandese si riacutizzò con le manifestazioni anti-governative di Bangkok dell'ottobre 2013 contro la proposta di legge presentata dal governo che prevedeva un'amnistia per i reati connessi alla crisi politica tra il 2006 e il 2011, di cui avrebbe usufruito anche Thaksin. A capo delle proteste dei conservatori vi fu l’ex vice primo ministro fuoriuscito dal Partito Democratico Suthep Thaugsuban. Una serie di grandi manifestazioni paralizzarono per lungo tempo buona parte della capitale e determinarono la caduta dell'esecutivo di Yingluck, che dissolse il Parlamento in dicembre e continuò a governare ad interim in attesa di nuove elezioni.

Le elezioni furono fissate per il 2 febbraio 2014, ma vennero boicottate dall'opposizione che presidiò i seggi elettorali per impedire di votare. I conservatori chiesero che alla famiglia Shinawatra fosse preclusa la possibilità di controllare il governo con una legge elettorale senza la quale quasi sicuramente i partiti vicini agli Shinawatra avrebbero vinto, come era avvenuto in tutte le consultazioni a partire da quella del 2001. Panarat Thepgumpanat, Thais to ponder election under martial law as way out of crisis , reuters.com del 20 maggio 2014

Destituzione Dopo sette mesi di dure proteste, che chiedevano le sue dimissioni perché rappresentava gli interessi del deposto fratello, nel maggio del 2014 Yingluck fu destituita con una sentenza della Corte Costituzionale, come era successo ai suoi predecessori Samak Sundaravej e Somchai Wongsawat. Fu riconosciuta colpevole di "abuso del potere politico a fini personali" per aver rimosso dall'incarico nel 2011 l'ex capo del Consiglio di sicurezza nazionale ed averlo sostituito con un proprio parente. Con tale sentenza furono destituiti anche tutti gli altri ministri in carica quando successe il fatto. Il nuovo esecutivo provvisorio venne formato con altri politici della coalizione che era al governo, non implicati nella rimozione dell'ufficiale nel 2011. Primo ministro ad interim divenne Niwatthamrong Boonsongpaisan, l'ex ministro del Commercio, incaricato di guidare il Paese verso nuove elezioni.Bultrini, Raimondo, Thailandia, destituita la premier per abuso di potere, repubblica.it del 7 maggio 2014

La destituzione di Yingluck creò preoccupazione per le eventuali ritorsioni ad opera delle camicie rosse. I dimostranti anti-governativi proseguirono le proteste chiedendo al Senato di proclamare un nuovo governo che preparasse una nuova legge elettorale. Anche le camicie rosse si riunirono in massa nei pressi della capitale in supporto del governo e si temette che la vicinanza tra i due schieramenti potesse portare a una guerra civile.

Colpo di Stato militare del maggio 2014

Con l'acutizzarsi della tensione, il 20 maggio 2014 i militari del neonato Consiglio nazionale per la pace e per l'ordine, capeggiato dal comandante in capo dell'esercito Prayut Chan-o-cha, proclamarono la legge marziale ed il 22 successivo effettuarono un colpo di Stato, il dodicesimo da quando è stata concessa la Costituzione nel 1932. Il governo ad interim fu sciolto, la Costituzione (imposta nel 2007 dall'esercito) venne soppressa, entrò in vigore il coprifuoco sul territorio nazionale dalle 22 alle 5 e i dimostranti di entrambi gli schieramenti furono dispersi. I provvedimenti vennero presi dopo che, a partire dall'inizio delle proteste in novembre, 28 persone avevano perso la vita e 700 erano state ferite in scontri e attentati collegati alle proteste.

La mattina del 23 maggio, Prayuth Chan-ocha si auto-proclamò primo ministro ad interim della Thailandia e convocò 23 leader politici nazionali nonché 114 esponenti delle dimostrazioni dei mesi precedenti. All'incontro partecipò Yingluck, che fu tratta in arresto assieme ad alcuni familiari e a molti dei politici ed attivisti presenti, dopo che era stato loro notificato il divieto di lasciare il Paese.Thailandia, militari arrestano l'ex premier Yingluck Shinawatra, repubblica.it del 23 maggio 2014

Tra i primi provvedimenti presi dalla giunta militare, furono vietati gli assembramenti di più di 5 persone. L'imponente spiegamento militare che accompagnò tali provvedimenti rese impossibile organizzare un movimento di resistenza, le prime manifestazioni anti-golpiste delle camicie rosse furono disperse e nel giro di qualche giorno la situazione era sotto il controllo delle forze dell'ordine. Yingluck fu rilasciata dopo alcuni giorni, durante i quali non c'erano notizie precise sulla sua sorte, e rimase sotto il controllo della giunta militare. Negli anni successivi la giunta ha continuato la repressione sulle opposizioni legate agli Shinawatra arrestando attivisti, politici e giornalisti e vietando ogni forma di dissenso.

Procedimenti giudiziari