Lorigine africana di Homo sapiens è il modello teorico paleoantropologico più ampiamente accettato tra le ipotesi che cercano di descrivere e ricostruire l'origine e le prime migrazioni delluomo moderno.

È conosciuta anche come Ipotesi africana, Teoria della migrazione dall'Africa (in inglese Out of Africa - da cui le teorie Out of Africa I e Out of Africa II), Origine africana recente, Ipotesi di un'origine unica e recente (RSOH dall'inglese recent single-origin hypothesis), Teoria del rimpiazzo (dall'inglese Replacement Hypothesis).

L'ipotesi dell'origine africana dell'uomo moderno si basa fondamentalmente sui dati genetici e sui ritrovamenti archeologici. Tali dati convergono verso un'unica data e un'unica localizzazione, cioè l'Africa subsahariana circa 200 000 anni fa.

Evidenze paleoantropologiche Secondo la paleoantropologia, lHomo sapiens più antico sarebbe l'Uomo di Kibish (o resti Omo I), i cui resti sono stati trovati a Kibish in Africa orientale (fiume Omo, Etiopia), risalente a circa 195 000 anni faWhite TD, Asfaw B, DeGusta D, Gilbert H, Richards GD, Suwa G, Howell FC (2003) Pleistocene Homo sapiens from Middle Awash, Ethiopia. Nature 423:742–747.

La distribuzione dei siti di ominidi nel vecchio continente e gli studi di antropologia fisica forniscono anche indizi geografici per l'origine africana dell'uomo moderno. Per esempio, uno studio craniometrico di un campione di seimila crani conclude che maggiore è la distanza dal continente africano, proporzionalmente minore sarà la variabilità fenotipica, cosa che corrobora l'ipotesi di una deriva genetica, in questo caso dall'Africa subsaharianaManica, Andrea et al. 2007, The effect of ancient population bottlenecks on human phenotypic variation Nature 448, 346-348 (19 July 2007) | doi:10.1038/nature05951; Received 8 January 2007; Accepted 22 May 2007.

Evidenze archeologiche La scoperta di resti che mostrano il comportamento umano moderno è considerata la prova consistente della presenza di Homo sapiens. È noto che in Europa il comportamento umano moderno corrisponde al Paleolitico superiore, all'incirca 30 000 anni fa; ma molto prima in Africa, esiste la prova materiale della presenza di esseri umani moderni.

Punte di freccia e strumenti in osso per la pesca trovati nel Congo (di circa 90 000 anni fa) sarebbero la più antica scoperta del comportamento umano moderno,Calvin William H. 2004, A Brief History of the Mind. Cap. 9 From Africa to Everywhere. come anche le punte di pietra e le punte di freccia di osso trovate in alcuni siti archeologici, a Howiesons Poort e a Stillbay in Sudafrica (di circa 60 a 70 000 anni).Hirst, K. Kris Southern Dispersal Route. About.com:Archaeology

Evidenze geografiche Il basso livello dei mari permetteva di percorrere l'odierno stretto di Djibouti a piedi e probabilmente da qui sono passate le ultime migrazioni dal corno d'Africa all'Arabia come anche le dimostrazioni di datazione dei reperti della zona che arrivano sino a 400 000 anni prima del presente, e successivamente circa 85 000 anni fa attraversando il "corridoio verde" dell'antico Sahara passarono in Arabia verso la penisola indica ed in seguito il resto dell'Asia, come le evidenze sembrano suggerirehttps://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29632352/, con migrazioni di popolazioni che si spostavano seguendo corsi d'acqua, fiumi e laghi.

Evidenze linguistiche Tuttavia, nel 2011 l'antropologo Quentin Atkinson ha pubblicato uno studioAtkinson, Quentin D. 2010-2011, Phonemic Diversity Supports a Serial Founder Effect Model of Language Expansion from Africa, peraltro molto contestato, che localizzerebbe in Africa occidentale un'ipotetica lingua primigenia. Analizzando 504 lingue viventi ha infatti rilevato che le lingue con più suoni sono quelle parlate in Africa e quelle che ne contengono meno si trovano in America Meridionale e nelle isole dell'Oceania; così, per esempio, mentre la lingua hawaiiana ha 13 suoni, la lingua khoisan !Xu ne raggiunge 141.

Gli oppositori, pur non negando la possibile origine africana della lingua, contestano sia il campione di lingue scelte (con campioni diversi si ottengono risultati diversi) sia la numerosità dei fonemi come marcatori dell'antichità della lingua. Atkinson ipotizza infatti un "effetto fondatore" analogo a quello della genetica, per cui i gruppi emigrati avrebbero portato con sé meno fonemi di quelli del gruppo originario; tuttavia non esistono prove che le lingue derivate utilizzino meno fonemi di quelle da cui derivano, come dimostra la presenza di lingue con alti numeri di fonemi sia in Nordamerica che in Sudamerica.

Evidenze microbiologiche Lo studio microbiologico del batterio gastrico umano Helicobacter pylori ha rivelato che la distribuzione dei ceppi (varietà) è in relazione ai modelli di migrazione degli esseri umani. Si è arrivati alla conclusione che l'origine dell'uomo moderno e di questi batteri è nell'Africa subsahariana, data la maggiore diversità ivi riscontrata.Linz, Bodo et al 2007, An African origin for the intimate association between humans and Helicobacter pylori

Evidenze genetiche Le evidenze genetiche suggeriscono che gli esseri umani anatomicamente moderni (Homo sapiens) si siano evoluti 200 000 anni fa da una preesistente popolazione di esseri umani anatomicamente "arcaici", definiti Homo sapiensKlein RG (1999) The human career: human biological and cultural origins, 2nd ed. University of Chicago Press, Chicago. I dati climatologici (palinologia, glaciologia, idrogeologia) confermano l'esistenza di momenti climatici che potrebbero essere responsabili di un collo di bottiglia che abbia causato selezione naturale e deriva genetica della nuova specie. Le primigenie espressioni di umani moderni africani dell'epoca, geneticamente non avevano la morfologia e fenotipo africano odierno, ma avevano una pelle di tonalità variabile meticcia e caratteristiche morfologiche intermedie, che poi nel tempo si sono estremizzate nelle espressioni caratteristiche attuali.

Luigi Cavalli-Sforza, uno dei più famosi genetisti, usa metodiche di indagine basate sul DNA mitocondriale, segmenti ripetitivi di alcune sequenze del DNA genomico, che offrono dati aggiuntivi assai utili negli studi sul lontano passato e la tecnica dell'orologio molecolare, che permetterebbe di calcolare il tempo trascorso dalla separazione fra due specie o popolazioni, analizzando la differenza di mutazioni accumulate. L'autore, che segue l'opinione prevalente oggi, individua l'Africa come la patria originaria sia dei primi ominidi che dell'homo sapiens, cioè di individui morfologicamente già assai simili a noi.Cavalli Sforza, Luigi 1992, Geni, popoli e lingue

DNA mitocondriale

Il macro-aplogruppo N è l'aplogruppo ancestrale di quasi tutti gli aplogruppi europei, mentre il macro-aplogruppo M è l'aplogruppo ancestrale degli aplogruppi dell'India e del sud-est asiatico. Tutti gli aplogruppi del mtDNA trovati al di fuori dell'Africa sono discendenti dell'aplogruppo N o dell'aplogruppo M, suggerendo che si siano formati a seguito di un fenomeno migratorio dall'Africa verso gli altri continenti.

In effetti in Africa è presente, limitatamente Corno d'Africa e in Tanzania, solo l'aplogruppo N1, per il quale si teorizza l'introgressione, a seguito di una migrazione di ritorno, dal continente Auroasiatico all'Africa.

Cromosoma Y thumb|upright=1.6|Mappa della distribuzione geografica degli Aplogruppi del cromosoma Y (i numeri sono gli anni prima del presente) e supposte rotte migratorie secondo l'Ipotesi dell'origine africana. Il teorico aplogruppo CT del cromosoma Y (perché nessun uomo in tale aplogruppo è stato per ora trovato) è definito dalla mutazione M168 (che si suppone avvenne 70 000/68 000 anni fa) presente in tutti gli aplogruppi del cromosoma Y dell'uomo moderno tranne che negli aplogruppi A e B di esclusiva diffusione africana. Da CT discende l'aplogruppo DE (68 300/59 100 anni fa, per alcuni in Eurasia«Regioni vicine ma esterne al nord-est Africa, come il levante o il sud della penisola araba, potrebbero essere servite come incubatore dell'iniziale diversificazione degli aplogruppi non-africani come il DE-YAP* e il CF-P143* del cromosoma Y e l'M e N dell'mtDNA.»"Saudi Arabian Y-Chromosome diversity and its relationship with nearby regions", e caratterizzato dalla più nota mutazione YAP) e l'aplogruppo CF (ipotetico perché nessun uomo in tale aplogruppo è stato trovato e risalente a 69 900/64 600 anni fa verosimilmente in Eurasia). Dall'aplogruppo DE deriva quindi l'aplogruppo D (59.400 e 50.300 anni fa in Asia) e l'aplogruppo E (58 900/44 600 anni fa forse in Eurasia e poi introgresso in Africa). Dall'aplogruppo CF deriva invece C (circa 60 000 anni fa in Eurasia ) ed F (55 700/38 700 anni fa in Eurasia) il cosiddetto "Adamo Euroasiatico" perché da esso discende il 90/95% della popolazione maschile dell'Eurasia.

Note

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