Un è il tradizionale portale d'accesso giapponese che immette a un jinja (santuario shintoista) o, più semplicemente, a un'area sacra. La sua struttura elementare è formata da due colonne di supporto verticali e un palo orizzontale sulla cima e frequentemente viene dipinto in colore vermiglio. Tradizionalmente sono fatti di pietra o legno, ma in tempi recenti i costruttori hanno iniziato a usare anche l'acciaio o il cemento armato.
Generalmente i torii si trovano a gruppi di tre e fuori dai templi o dai luoghi di culto non mancano mai. Il numero è tuttavia variabile. Ad esempio, i santuari dedicati al dio Inari possiedono tipicamente molti torii, per esempio il santuario di Fushimi Inari-taisha a Kyoto, che ha migliaia di torii.
La loro costante presenza nello shintō è dovuta al fatto che il passaggio sotto di esso è considerato una prima forma di purificazione, poi completata con le abluzioni rituali nelle immediate vicinanze del santuario. Le credenze popolari tendono a considerarlo semplicemente simbolo di fortuna e prosperità. Per questo è costume che una persona che ha ottenuto successo negli affari doni un torii come segno di gratitudine agli dèi.
Il carattere unicode che raffigura un torii è U+26E9.
Origine L'origine di queste costruzioni caratteristiche del paesaggio giapponese è incerta.Historical Dictionary of Shinto, Stuart D. b. Picken, pagina 32; ed. Scarecrow Press, anno 2002 Sebbene strutture simili si possano trovare in molte altre zone dell'Asia, come in India (i torana dell'architettura buddista e induista), in Cina (p'ai-lou), in Corea (hongsalmun), in Thailandia, in Nepal e altrove, la ragione e le circostanze per cui questi portali siano stati importati anche nell'Arcipelago non sono conosciute; un'ipotesi è che siano arrivati assieme al buddhismo. C'è anche la possibilità che i torii siano stati sviluppati in modo autonomo: inizialmente, le aree sacre venivano delimitate da una shimenawa legata a dei pali per delimitarne gli angoli e, all'ingresso, venivano posti due pali più alti, a cui era sempre legata una shimenawa, per permettere l'accesso ai fedeli. Quest'ultima teoria è comprovata dall'esistenza degli shime torii e dall'usanza di legare una shimenawa al nuki dei torii, tuttavia non è noto come e quando siano state aggiunte le travi orizzontali, è quindi possibile che il torii sia una struttura autoctona, ma influenzata dalle architetture del continente.
Secondo una versione dei miti di Amaterasu (la dea del Sole), quando questa si rinchiuse in una caverna per sfuggire al pestifero fratello Susanoo, causando un'eclissi, le persone, timorose di non rivedere più la luce del Sole, eressero un grosso trespolo di legno per gli uccelli (tutti i galli della città). Il loro continuo cantare la incuriosì e la indusse a sbirciare fuori dalla caverna.Approfittando del varco apertosi, uno degli dèi aprì completamente l'ingresso, spingendo via la roccia e permettendo alla luce del sole di illuminare ancora la terra. Quel trespolo divenne il primo torii.
È interessante che nel mito sia raccontato che sul trespolo siano stati messi vari uccelli. Secondo altre fonti autoctone, infatti, un tempo i torii avevano proprio la funzione di ospitare i galli sacri dalla lunga coda e gli uccelli in generale, visti come messaggeri degli dèi (tra l'altro questi particolari galli si trovano ancora in certi sacrari). È probabile che con il tempo venne dimenticato l'uso primitivo e fu così che il torii si trasformò da un'uccelliera in un portale. Questa teoria parrebbe confermata dallo stesso termine torii, composto di tori (uccello) e i (essere, stare, luogo).
Parti principali
I torii si dividono in due famiglie principali: quella dello shinmei torii, stile utilizzante solo travi diritte, e quella del myōjin torii, che utilizza invece anche travi ricurve.
Strutturalmente un torii è caratterizzato da tredici elementi, non tutti sempre presenti (in grassetto sono indicati gli elementi tipici di quasi tutti i torii): Il , l'architrave singola o doppia a cavallo delle due colonne. Gli , le colonne cilindriche, quadrate o ottagonali che sostengono la costruzione. Il , traverso che collega e tiene insieme gli hashira. Lo , una seconda architrave a volte presente sotto il kasagi. I , cunei che, quando presenti, fermano il nuki, possono essere due o quattro. Il o , supporto usituato tra shimaki e nuki. Lo o , una targa recante un'iscrizione normalmente (ma non sempre) fissata al gakuzuka. I , i capitelli, non sempre presenti, degli hashira. I , le eventuali basi quadrate delle colonne. I o , eventuali basi circolari delle colonne. I o , guaine alla base delle colonne. Lo , un timpano a volte presente sopra il kasagi. Il , un piccolo timpano che può sostituire il gakuzuka. I , pilastri secondari, a volte presenti in numero di quattro o otto, destinati al sostegno degli hashira. La , una corda sacra che a volte può essere legata attorno al nuki.
Le colonne possono avere una certa inclinazione verso l'interno detta .
Tipologie
Shinmei torii Lo , che dà il nome alla famiglia, è costituito unicamente da un architrave (kasagi) e due pilastri (hashira) uniti da un traverso (nuki). Nella sua forma più semplice, tutti e quattro gli elementi sono arrotondati e i pilastri non hanno inclinazione. Si crede che sia il più antico stile di torii. Lo shinmei torii e le sue varianti sono caratterizzati da architravi diritti.
Yasukuni torii Estremamente simile a uno shinmei torii, lo ha nuki a sezione rettangolare. Prende il nome dallo Yasukuni Jinja di Tokyo.
Ise torii Gli o sono portali che si trovano principalmente nel Santuario Interno e nel Santuario Esterno del Santuario di Ise, nella Prefettura di Mie. Per questo motivo, sono anche chiamati , dal nome giapponese ufficiale del Grande Santuario di Ise, Jingū.
È molto simile a uno yasukuni torii, i suoi pilastri hanno tuttavia una leggera inclinazione verso l'interno e il suo nuki è tenuto in posizione da cunei (kusabi). Il kasagi ha sezione pentagonale, i pilastri ottagonale. Le estremità del kasagi sono leggermente più spesse, dando l'impressione di un'inclinazione verso l'alto. Tutti questi torii furono costruiti dopo il XIV secolo.
Questo e lo stile shinmei torii iniziarono a diventare più popolari all'inizio del XX secolo ai tempi dello Shintoismo di Stato, perché erano considerati i più antichi e prestigiosi.
Naigūgen torii Il , che prende il nome dal Santuario Interno di Ise, è un ise torii con pilastri ottagonali. Anticamente questi torii esistevano nel Santuario Interno, ma attualmente sono stati sostituiti da normali Ise torii.
Shimakishinmei torii Uno è un ise torii a cui viene aggiunto uno shimaki. In questo caso, shimaki e kasagi hanno lo stesso spessore.
Gekū torii Il , che prende il nome dal Santuario Interno di Ise, è uno shinmakishinmei torii con pilastri ottagonali.
Gekūsō torii Il è una variante del più comune ise torii a cui viene aggiunto uno shimaki, ma in questo caso il kasagi è più sottile dello shimaki.
Naikū torii Il è molto simile a un gekūsō torii, ma i pilastri sono ottagonali.
Gakuzukashinmei torii Un è, come suggerisce il nome, uno shinmei torii con gakuzuka.
Gakuzukayasukuni torii Un , è uno yasukuni torii a cui è stato aggiunto un gakuzuka.
Ishihama torii Un , che prende il nome dal santuario Ishihama shinmeigū, a Tokyo, è un ise torii a cui viene aggiunto un gakuzuka.
Kaku torii Molto simile a uno yasukuni torii, il è costruito con travi a sezione quadrata e possiede uno shimaki.
Kasuga torii Il è un myōjin torii con architravi superiori diritti. Lo stile prende il nome da di Kasuga Taisha.
I pilastri hanno un'inclinazione e sono leggermente rastremati. Il nuki sporge e viene tenuto in posizione da kusabi posizionati da entrambi i lati, lo shimaki è sorretto da un gakuzuka.
Questo torii fu il primo a essere dipinto di vermiglio e ad adottare uno shimaki, a Kasuga Taisha.
Hachiman torii Quasi identico a un kasuga torii, ma con i due architravi superiori dai bordi inclinati, lo apparve per la prima volta durante il periodo Heian. Il nome deriva dal fatto che questo tipo di torii è spesso usato nei santuari dedicati a Hachiman.
Kōnomine torii Il è una variante unica dello hachiman torii a cui è stato rimosso il gakuzuka e con l'aggiunta di daiwa, sutuata presso il santuario Kōnomine, nella prefettura di Kōchi.
Kashima torii Il è uno yasukuni torii con kusabi e un nuki sporgente, con il kasagi dai bordi inclinati. Prende il nome dal santuario Kashima nella prefettura di Ibaraki.
Munetada torii Il si differenzia dal kashima torii per la presenza di un gakuzuka.
Munetadamiwa torii Un è una variante del munetada torii a cui vengono aggiunti due torii secondari.
Kakumiwa torii Uno è una variante del kaku torii a cui sono aggiunti due torii secondari. Sono inoltre presenti i gakuzuka.
Shinmeiryōbu torii Lo è uno shinmei torii a cui sono aggiunti i chigobashira.
Yasukuniryōbu torii Lo è uno yasukuni torii a cui sono aggiunti i chigobashira tipici dei ryōbu torii.
Hachimanryōbu torii Lo è un ryōbu torii con architravi dritti. Si presenta pertanto come un hachiman torii, ma il nuki non prosegue oltre i pilastri. L'unico esempio noto si trova presso il santuario Shinmeiryōsha della città di Shimotsuma.
Munetadaryōbu torii Un è un munetada torii a cui sono stati aggiunti i chigobashira.
Tenso torii Il , che prende il nome dal santuario Tenso a Tokyo, è un esemplare unico costituito da uno yasukuni torii a cui è stato aggiunto un gakuzuka circolare.
Namiuchi torii Il è un esempio unico di torii situato presso Ishikiri Tsukuriya-jinja di Osaka, uno shinmei torii con travi a sezione rettangolare e la parte superiore del kasagi modellata a forma di onda.
Ika torii Con il nome di si intende una combinazione di miwa e ryōbu torii (con otto chigonbashira invece che quattro), dove i torii, invece che in stile myōjin, sono in stile yasukuni torii. Prende il nome dal santuario di Ikagū, dove si trova l'unico esempio di questo stile.
Ōuo torii Con si indica un particolare tipo di torii, che può essere inteso come un miwa torii semplificato in stile shinmei: si tratta di un munetada torii con due torii secondari posti a sostegno degli hashira, composti solo da un hashira e da un kasagi ciascuno. Il kasagi principale è più spesso a una delle due estremità, dando l'impressione di una curvatura parziale. Si tratta di un esemplare unico di torii che prende il nome dal santuario di Ōuo a Saga. Il torii si trova in mezzo al mare, in una zona dove la marea raggiunge i sei metri, è accessibile, quindi, solo con la bassa marea.
Kuroki torii Il è uno shinmei torii costruito con legno non lavorato. Poiché questo tipo di torii richiede la sostituzione a intervalli di tre anni, sta diventando raro. L'esempio più famoso è al santuario Nonomiya a Kyoto. Il santuario ora però utilizza un torii in materiale sintetico che simula l'aspetto del legno.
Shiromaruta torii Lo o è uno shinmei torii fatto con tronchi da cui è stata rimossa la corteccia. Questo tipo di torii è presente nelle tombe di tutti gli imperatori del Giappone.
Shinmeimihashira torii Il o , nella sua versione shinmei, è un tipo di torii che sembra formato da tre shinmei torii individuali. Alcuni pensano che siano stati costruiti dai primi cristiani giapponesi per rappresentare la Santa Trinità. Viene posto in contrapposizione con i , ovvero tutti i torii a due colonne.
Nukinashi torii Con si intende un tipo estremamente particolare di torii, costituito solo da due hashira e da un kasagi.
Myōjin torii