La Sabina è una regione storico-geografica dell'Italia centrale, storicamente da considerarsi come la terra abitata dai Sabini, da cui prende il nome, popolazione preromana indoeuropea di ceppo osco umbro, geograficamente posta tra Umbria, Lazio e Abruzzo, delimitata dal corso del fiume Tevere a sud-ovest, dal fiume Nera a nord-ovest, dagli Appennini a nord-est e dal fiume Aniene e dal Cicolano a sud-est,Il confine tra la Sabina e il Cicolano non è mai stato del tutto univoco; oggi si tende ad includere nella Sabina l'intera Valle del Turano: seguendo questa linea, nel 1873 si scelse di aggiungere l'aggettivo "Sabino" alla denominazione ufficiale del comune di Varco, situato sui monti Carseolani, tra la Valle del Turano e la Valle del Salto. attraversata dall'antica via Salaria (oggi SS4 Salaria).

Territorio La regione anticamente abitata dai Sabini si sviluppa sull'asse sud-ovest-nord-est a partire dal Tevere e fino allo spartiacque appenninico con le Marche:

Questa accezione della Sabina comprende un ampio territorio, oggi amministrato da circa novanta comuni divisi in quattro regioni:

Lazio, con tutta l'odierna provincia di Rieti tranne il Cicolano,L'area comprende: i comuni di Fara in Sabina, Scandriglia, Castelnuovo di Farfa, Poggio Nativo, Toffia, Frasso Sabino, Casaprota, Mompeo, Montenero Sabino (area pressappoco coincidente con l'antico municipio di Cures); i comuni di Leonessa, Amatrice, Borbona, Posta, Accumoli, Cittareale (area pressappoco coincidente con l'antico municipio di Forum Decii); i comuni di Poggio Mirteto, Montopoli di Sabina, Magliano Sabina, Forano, Stimigliano, Cantalupo in Sabina, Collevecchio, Tarano, Poggio Catino, Casperia, Torri in Sabina, Selci, Montebuono, Monte San Giovanni in Sabina, Roccantica, Cottanello, Salisano, Montasola, Vacone (area pressappoco coincidente con l'antico municipio di Forum Novum); i comuni di Rieti, Cittaducale, Contigliano, Cantalice, Antrodoco, Poggio Bustone, Greccio, Castel Sant'Angelo, Rivodutri, Borgo Velino, Belmonte in Sabina, Colli sul Velino, Labro, Morro Reatino, Micigliano (area pressappoco coincidente con il municipio romano di Reate); i comuni di Poggio Moiano, Torricella in Sabina, Monteleone Sabino, Rocca Sinibalda, Longone Sabino, Poggio San Lorenzo, Orvinio, Colle di Tora, Pozzaglia Sabina, Castel di Tora, Ascrea, Paganico Sabino (area pressappoco coincidente con l'antico municipio di Trebula Mutuesca). http://www.asciatopo.altervista.org/geo_samnium.html e svariati comuni della Città metropolitana di Roma (Sabina romana), tra la riva sinistra del Tevere e la riva destra dell'Aniene (odierni comuni di Montorio Romano, Montelibretti, Moricone, Monteflavio, Nerola, Guidonia Montecelio, Fonte Nuova, Marcellina, Mentana, Monterotondo, Montorio Romano, Palombara Sabina, Sant'Angelo Romano, San Polo dei Cavalieri, nonché alcune aree estreme del comune di Roma).In quest'area si produce l'olio extravergine di oliva della Sabina D.O.P.. Anche la Valle del rio Licenza rientra in quel territorio, dominato dai Monti Lucretili e delimitato dalla sponda destra del fiume Aniene, tradizionalmente indicato come Sabina, includendo gli attuali comuni di Licenza, Percile, Roccagiovine e Vicovaro;Domenico De Sanctis, Dissertazione sopra la villa di Orazio Flacco, Roma, 1768, p. 37.

Umbria meridionale, con alcuni comuni a sinistra del fiume Nera (Cascia, Norcia - l'antica Nursia -, Monteleone di Spoleto, Preci fino a Monti Sibillini); Abruzzo: l'alta Valle dell'Aterno (area dell'antico municipio di Forum Decii: odierni comuni aquilani di Campotosto, Capitignano, Montereale) fino all'Aquila (area limitrofa all'antica città di Amiternum: frazioni di San Vittorino, Coppito, Pettino e limitrofe nel comune de L'Aquila, e i comuni di Barete, Cagnano Amiterno, Lucoli, Pizzoli, Scoppito, Tornimparte, tutti in Provincia dell'Aquila). Alcune aree interne del teramano potrebbero essere ricomprese nel territorio dei Sabini, per il ritrovamento di alcune stele epigrafiche sepolcrali rinvenute nella media ed alta valle del fiume Vomano - a Cermignano e a Penna Sant'Andrea - e nella media valle del fiume Tordino, a Bellante, che in scrittura sud-picena definiscono l'appartenenza dei cippi funerari al popolo dei "Safinim". Marche, con una piccola area al confine con l'Umbria, in Provincia di Macerata, afferente al bacino idrografico del Nera (comuni di Castelsantangelo sul Nera, Ussita e Visso, compresi in età augustea sotto il municipio di Nursia).

Con il medioevo e l'epoca moderna il territorio della Sabina perse la propria unità e fu diviso nel suo cuore dal confine tra Stato della Chiesa, che controllava Rieti e la parte a sud-ovest, e Regno di Napoli, che controllava Cittaducale e la parte a nord-est. Se quest'ultima parte formò il distretto di Cittaducale e fu assimilata all'Abruzzo, quella in territorio pontificio invece continuò a livello amministrativo ad essere chiamata Sabina (nonostante escludesse i territori anticamente parte della Sabina ed all'epoca in mano ai Borboni), causando una parziale modifica del significato del termine, che in questa accezione esclude tutta l'alta valle del Velino e l'amatriciano ed indica un territorio dello Stato Pontificio dai confini piuttosto variabili, esteso da Rieti e Valle del Turano fino al Tevere e Aniene.

La riunione politica dei territori sabini avvenne solo nel 1927, con l'istituzione della provincia di Rieti che però escludeva la Sabina romana (nonché - ovviamente - i territori dove nel frattempo erano sorte e si erano sviluppate le città di L'Aquila e Terni) ed al contrario includeva la valle del Salto ed il Cicolano che storicamente è più affine alla Marsica.

La Sabina è attraversata dai monti Sabini, che la dividono in Alta Sabina (Rieti, la parte a nord-est, la Sabina umbra ed abruzzese) e Bassa Sabina (la parte a sud-ovest e la Sabina romana); questa divisione è ripresa anche dall'organizzazione territoriale ecclesiastica, che divide la Sabina nella diocesi di Rieti (alta Sabina e Cicolano) e diocesi di Sabina-Poggio Mirteto (bassa Sabina e Sabina romana), ad eccezione per il comune di Vacone che rientra nel territorio della Diocesi di Terni-Narni-Amelia, e da quella dell'infrastruttura telefonica (prefissi 0746 e 0765).

Attualmente il coronimo è talvolta usato impropriamente per connotare l'intera provincia di Rieti, che per quanto detto sopra non rappresenta appieno né la Sabina antica (che è più estesa e non include il Cicolano), né la Sabina divisione amministrativa pontificia (che non includeva né il Cicolano né l'alta valle del Velino).

Ancor più improprio è il suo uso per indicare un'area pianeggiante su ambo le sponde del Tevere tra le province di Rieti e Roma (escludendo non solo Rieti e l'alta Sabina, ma anche quei comuni della Bassa Sabina arroccati sui monti tra Rieti ed il Tevere), per fare riferimento ad un'area ben collegata a Roma (autostrada, ferrovia) oggetto negli ultimi anni di notevole sviluppo economico ed immigrazione da Roma, in controtendenza al resto della Sabina vera e propria.Esempi di questo utilizzo del termine sono:

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Storia

Secondo Dionigi di Alicarnasso, i primi abitatori della regione, che in seguito sarebbe stata identifica come Sabina, furono gli AborigeniDionigi di Alicarnasso, Antichità romane, I 9.1, che vi fondarono diverse città, in gran parte di difficile collocazione, tra le quali la capitale Lista (forse localizzata nel territorio di Cittaducale, distrutta dai Sabini provenienti da Amiternum).Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, I 14.1-6Di seguito gli altri centri aborigeni elencati da Dionigi: Suna (forse nei pressi dell'odierna Toffia), Suesbola (forse presso Monte Calvo, nel comune di Scandriglia), Mefula (forse presso l'Abbazia di S. Martino, nel comune di Fara Sabina), Orvinium (localizzato nel territorio di Montopoli in Sabina e non nell'odierno comune di Orvinio), Trebula (la romana Trebula Mutuesca, presso l'odierno Monteleone Sabino), Tiora (Colle di Tora), Cutilia (presso Paterno di Castel Sant'Angelo), Marruvium (da non confondere con Marruvio dei Marsi), Batia (identificata nei pressi dell'attuale Vazia, comune di Rieti), Palatium (presso Belmonte in Sabina), Carsula (presso Rivodutri), Issa (ovvero Montisola, nel comune di Contigliano). Dionigi narra come il territorio abitato dagli Aborigeni venne conquistato dai Sabini: a questo popolo si deve la fondazione di molti centri, il più importante dei quali era Cures.Segue un elenco di centri abitati sabini con tra parentesi la localizzazione: Eretum (Casacotta di Montelibretti, in precedenza erroneamente localizzato nel comune di Monterotondo); Regillum (Moricone); Casperia (forse nel territorio della moderna Casperia); Fanum Vacunae (Vacone), Aqua Viva (Acquaviva, Cottanello), Forum Iani (Forano), Reate (Rieti), Septem Aquae (Ponte Crispolti, Rivodutri), Forum Decii (Bacugno, Posta), Ad Martis (nel territorio di Amatrice lungo la via Salaria), Moronea (Montereale), Predii Cosani (Accumuli), Summa Villarum (Amatrice), Testruna (Scoppito), Lavaretum (Barete), Nursia (Norcia, l'antico centro arriverà ad estendersi per trentuno ettari) e Cursula (Cascia). I primi contatti dei Sabini con Roma si perdono nella leggenda, anche se è certo che Romani e Sabini furono per lungo tempo in perenne guerra reciproca e che tra i due popoli sia avvenuta una compenetrazione, tanto che da un certo momento i Sabini si insediarono sul colle Quirinale, contribuendo notevolmente alla crescita ed al rafforzamento di Roma.

La leggenda del ratto delle Sabine fa risalire i rapporti tra i due popoli immediatamente dopo la fondazione di Roma, quando Romolo, in cerca di alleanze e di donne con cui popolare la città, rapì con l'inganno le donne dei Sabini scatenando la guerra fra Roma e i popoli vicini, dei quali solo i Sabini rimanevano invincibili. La battaglia del lago Curzio fu interrotta solo quando le donne rapite si gettarono fra le armi dei contendenti, imponendo la tregua fra Romolo e Tito Tazio e la nascita di una collaborazione fra i due popoli. Secondo una versione più prettamente storica, fu la continua ricerca di pascoli di pianura che spinse i Sabini a premere sul territorio di Roma e ad insediarsi sul Quirinale.

Ad ogni modo i Sabini, annoverati nella tribù romana dei Tities, espressero due Re di Roma (Numa Pompilio e Anco Marzio) e diedero origine ad alcune tra le gens romane più antiche (Curtia, Pompilia, Marcia, Claudia, Valeria e Hostilia).

Nonostante coabitassero all'interno delle stesse mura, nel corso dei secoli rimasero forti i contrasti tra Romani e Sabini, e sono numerose le guerre ed azioni militari degli uni contro gli altri, conflitti vinti perlopiù dai romani. Il territorio del futuro municipio di Forum Novum, nella Sabina tiberina, fu conquistato nel 303 a.C e iscritto successivamente alla tribù Crustumina. Il resto della Sabina fu definitivamente assoggettata a Roma nel 290 a.C dopo la vittoria di Sentino del 295 a.C. per opera del console Manio Curio Dentato. Alla popolazione Sabina fu offerta la cittadinanza romana senza diritto di voto, ma già nel 268 a.C. gli fu concessa la cittadinanza romana con l'inclusione in due nuove tribù, la Quirina e la Velina. Al console Manio Curio Dentato si deve anche la bonifica dell'antico lacus Velinus, operata facendo confluire le acque nel vicino fiume Nera e dando così vita alla cascata delle Marmore, che permise la coltivazione sull'ampia pianura fertile della Piana Reatina.

Nella divisione augustea dell'Italia fu compresa nella Regio IV, il Sannio, divisa in sette municipi secondo Plinio: Forum Novum, Cures, Trebula Mutuesca, Reate, Forum Decii, Amiternum e Nursia