Il clima italiano è il clima che caratterizza la regione italiana, compresa tra 47° 00′ e 35° 30′ di latitudine nord, ovvero posta nel sud della zona temperata dell'emisfero boreale. Nel nord del territorio prevale, secondo la classificazione dei climi di Köppen, un tipo di clima temperato umido con estate calda (Cfa), mentre al centro-sud il clima mediterraneo con periodo estivo secco (Csa). Sull'Appennino e nelle Prealpi è prevalente un clima del sottotipo Cfb. Mentre nelle Alpi troviamo una zona di transizione che parte da Dfb fino ad arrivare ai sottotipi ET ed EF presenti sulle cime più alte ed i ghiacciai.

Generalità

Dal punto di vista climatico l'Italia è favorita dalla grande massa d'acqua dei mari mediterranei che la circondano quasi da ogni lato. Tali mari costituiscono soprattutto per l'Italia (meno per quelle iberica, balcanica e anatolica) un benefico serbatoio di calore e di umidità. Determinano infatti, nell'ambito della zona temperata meridionale, un clima particolare detto temperato mediterraneo con differenze locali dovute alla geomorfologia del territorio, che tende a fare sentire i suoi effetti mitigatori specie in regime di alta pressione.

Dal punto di vista meteodinamico, oltre agli influssi mediterranei, il clima italiano risente in parte, a mezzo delle correnti occidentali, specie nelle stagioni intermedie, anche delle dinamiche in seno all'oceano Atlantico, con le sue perturbazioni che viaggiano da ovest verso est, spinte dalla circolazione zonale e più in generale dalla posizione reciproca, a livello sinottico, dell'anticiclone delle Azzorre e dell'anticiclone subtropicale africano (di quest’ultimo in particolare modo). Le arie fredde invernali, che talvolta riescono a inserirsi anche nel contesto del clima dell'Europa meridionale, grazie alle catene montuose delle Alpi e degli Appennini solitamente giocano dei ruoli marginali. L'effetto mitigatore del Mediterraneo si somma a tale condizione con tendenza a rinvigorire, per cessione di calore sensibile e umidità, le perturbazioni da ovest indebolite oppure con formazione di depressione mediterranea o vera e propria ciclogenesi mediterranea.

Tipi di ambiente climatico

Elementi geografici fondamentali: tra la Testa Gemella Occidentale e l'Isola di Lampedusa vi sono quasi 12 gradi di latitudine la penisola è divisa in due versanti dalla catena appenninica la parte continentale della regione italica è circondata da un sistema montuoso (Alpi-Appennini) In Italia si trovano la montagna più alta d'Europa (escludendo il Caucaso: Monte Bianco 4 810 m) e il vulcano più alto d'Europa (Etna 3 403 m) l'altitudine minima d'Italia è −3,5 m. Secondo la classificazione di Wladimir Köppen l'Italia è suddivisa in dieci tipi di clima:

Clima temperato subtropicale o mediterraneo secco tendente al subtropicale (Csa tendente a BS): Napoli e alcune aree costiere della Campania, aree costiere della Sicilia, della Sardegna meridionale, della Calabria ionica centrale e meridionale e del Salento ionico. Questo clima si distingue per le precipitazioni scarse (quasi nulle in estate) e molto irregolari. Clima temperato caldo mediterraneo a siccità estiva (Csa): gran parte della Sardegna, della Sicilia, della Calabria e della Puglia, intera fascia costiera dalla Liguria alla Calabria, intero litorale del Mar Ionio, coste adriatiche da Ancona alla Puglia e più in generale tutte le zone di bassa quota del Centro e del Sud. La lettera minuscola "s" indica: "il mese più secco, che è estivo, riceve in media una quantità di precipitazioni inferiore a 30 millimetri". Clima temperato mediterraneo a estate tiepida, con siccità estiva (Csb, transizione verso Cfb nelle regioni più settentrionali): aree collinari e di bassa montagna di Lazio, Abruzzo, Molise, Campania e Basilicata, monti della Daunia, alto Gargano e bassa montagna di Calabria, Sardegna e Sicilia. Clima temperato di transizione al mediterraneo (Cfsa): caratteristico dell'immediato entroterra della Liguria e del Lago di Garda, a bassa quota, con forti piogge autunnali, inverno abbastanza piovoso e moderata siccità estiva. Secondo il Köppen la "transizione" si estrinseca non tanto nel regime termico, quanto nella comparsa di una differenza notevole di precipitazioni tra l'estate e l'inverno (il mese più secco, estivo, riceve una quantità di precipitazioni inferiore a un terzo di quella del più piovoso dei mesi invernali, ma sempre superiore a 30 mm): è per questo che tale categoria non comprende l'Emilia-Romagna né il Piemonte meridionale (Langhe e Alessandrino), che hanno un'estate moderatamente secca, ma non le abbondanti piogge invernali di tipo mediterraneo. Ad Alessandria, per esempio, il mese più secco è luglio (32 mm di pioggia) ma in quello più umido invernale (dicembre) cadono 46 mm, mentre a Ferrara il minimo pluviometrico cade in gennaio (39 mm, contro i 44 di luglio). Clima temperato ad estate calda (Cfa): tipico della Pianura veneto-friulana, delle coste adriatiche da Trieste a Pescara, della Pianura Padana e più in generale le aree di bassa quota del Nord Italia, Marche collinari e i bassi versanti appenninici che si affacciano sulla Pianura Padana. La quota massima oscilla grossomodo tra i 400 metri s.l.m. di alto Piemonte e Prealpi e i 500 metri di Emilia-Romagna, Oltrepò Pavese, Alessandrino e Langhe. Qui si hanno due massimi pluviometrici, uno in primavera e uno in autunno, e due minimi, uno in inverno (di solito in gennaio) e uno in estate (luglio o agosto): l'estate tende a essere più piovosa dell'inverno nelle zone a nord del Po, mentre nelle terre subappenniniche e in provincia di Cuneo la differenza si annulla. Clima temperato a estate tiepida (Cfb): caratteristico delle colline e degli altopiani del Piemonte al di sopra di circa 400 metri s.l.m. a nord e 500 metri s.l.m. a sud, dell'Appennino ligure e tosco-emiliano e dei bassi versanti alpini e prealpini (esclusi quelli più interni). Clima temperato fresco (Cfc): tipico delle zone prealpine e appenniniche a quote elevate. Qui le precipitazioni possono essere notevoli: sono frequenti soprattutto nelle stagioni intermedie ma abbondanti anche in estate.

Temperato-freddi I climi indicati con la lettera iniziale D sono caratterizzati da una temperatura media del mese più freddo inferiore ai −3 °C e sono esclusivi dell'emisfero boreale (nell'emisfero australe, in gran parte oceanico, si passa direttamente dai climi temperati a quelli polari). Sotto la categoria dei "climi polari", indicati con la lettera E, rientrano invece tutti i climi caratterizzati da una temperatura media del mese più caldo sempre inferiore a +10 °C.

Clima temperato freddo d'altitudine (DfH): si trova sui monti dell'arco alpino al di sotto dei 2000-2200 metri s.l.m. (compresi i fondovalle più interni di media altitudine) e in singole zone appenniniche a quote elevate che godono di una continentalità locale. Esso si distingue per l'inverno lungo, rigido (la temperatura media del mese più freddo è inferiore ai −3 °C) e leggermente secco. Sulle Alpi le precipitazioni sono soprattutto estive, mentre sugli Appennini il regime pluviometrico ricalca quello presente ad altitudini inferiori (con un moderato aumento estivo). Clima freddo della tundra di altitudine (ETH): arco alpino a quote superiori ai 2000-2200 metri s.l.m. e alcune cime dell'Appennino, caratterizzato da rigide temperature notturne e invernali e da precipitazioni soprattutto estive. Il paesaggio varia gradualmente dalle praterie d'alta quota fino ai ghiacciai. Clima nivale di altitudine (EFH): vette più elevate delle Alpi ricoperte da neve perenne, con quote generalmente superiori ai 3 500 metri s.l.m.

Eliofania, radiazione solare globale e nuvolosità

Eliofania

In base alle carte sull'eliofania e sulla radiazione solare globale in Italia, le aree che presentano i valori maggiori sono le coste della Sardegna, la fascia costiera occidentale e meridionale della Sicilia, tutta la Puglia a sud di Bari e le fasce costiere dell'arcipelago toscano meridionale: tutte queste zone presentano valori superiori alle 2 600 ore di sole all'anno, con una media superiore alle 7 ore giornaliere.

Ricevono mediamente tra le 2 400 e le 2 600 ore di sole all'anno (tra le 6,5 e le 7 ore giornaliere) la fascia costiera settentrionale e orientale della Sicilia, le zone più interne della Sardegna, l'intero litorale occidentale peninsulare a sud di Livorno, comprese le aree pianeggianti e collinari dell'entroterra, il litorale ionico tra Calabria e Basilicata, le zone interne della Lucania, le coste adriatiche di Molise e l'intera Puglia settentrionale.

Valori tra 2 200 e 2 400 ore di sole all'anno (tra le 6 e le 6,5 ore giornaliere) si registrano nelle aree più interne della Sicilia, in alcuni tratti del litorale ionico calabrese e nelle corrispondenti zone interne, lungo le coste adriatiche dell'Abruzzo, in Liguria, Versilia, zone interne della Toscana settentrionale e orientale, in Umbria e nell'entroterra del Basso Lazio e della Campania. Tutte le altre zone a nord della linea immaginaria trasversale obliqua, tracciata tra la zona immediatamente a nord della città di Genova e il confine tra Marche e Abruzzo, fanno registrare valori medi annui che non raggiungono le 2 200 ore, ovvero inferiori alle sei ore giornaliere.

I valori medi annui più elevati nella rete di stazioni piranometriche relativi alla radiazione solare globale sono superiori ai 18 MJ/m² e interessano la parte meridionale e l'estremità sud-orientale della Sicilia. Valori medi annui compresi tra i 16 e i 18 MJ/m² si registrano su gran parte della Valle d'Aosta, sull'estremità occidentale alpina del Piemonte, sull'isola di Pianosa, sulle aree costiere e sublitoranee del medio e Basso Lazio, sulla Puglia centro-meridionale, sulla Calabria, sulla Sardegna e su gran parte della Sicilia (comprese le isole di Ustica, Pantelleria e Lampedusa).

Valori medi annui compresi tra i 14 e i 16 MJ/m² interessano la Liguria di ponente, gran parte della Toscana e del Lazio centro-settentrionale, gran parte delle Marche, dell'Abruzzo e del Molise, la Campania, la Basilicata, la Puglia settentrionale e la Sardegna nord-orientale. Valori medi annui compresi tra i 12 e i 14 MJ/m² si verificano sul Piemonte centro-orientale, sulla Liguria di levante, sulla Lombardia, sul Trentino-Alto Adige, sul Veneto, sul Friuli-Venezia Giulia, su gran parte dell'Emilia-Romagna e sulla dorsale appenninica tra l'Emilia, la Toscana, l'Umbria, le Marche e il Lazio. Valori medi annui inferiori ai 12 MJ/m² si registrano su un'area dell'Appennino tosco-emiliano che comprende le vette più alte.

Nuvolosità

La nuvolosità tende generalmente a raggiungere i valori medi più bassi nel mese di luglio, mentre i valori medi più alti, in base alle diverse zone climatiche, possono interessare in modo variabile alcuni mesi tra il tardo autunno e la prima parte della primavera, con il mese di novembre che fa registrare i valori medi più elevati nella maggior parte del territorio.

Temperature

Le temperature medie più basse si registrano nell'Italia settentrionale, perché è costituita da aree montane e da pianure (la Pianura Padana e la Pianura veneto-friulana) non favorite da un mare esteso.