Le elezioni politiche in Italia del 1987 per il rinnovo dei due rami del Parlamento Italiano – la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica – si tennero domenica 14 e lunedì 15 giugno 1987. Furono le ultime elezioni alle quali prese parte il Partito Comunista Italiano.

Sistema di voto Le elezioni politiche del 1987 si tennero con il sistema di voto introdotto con il decreto legislativo luogotenenziale n. 74 del 10 marzo 1946, dopo essere stato approvato dalla Consulta Nazionale il 23 febbraio 1946. Concepito per gestire le elezioni dell'Assemblea Costituente previste per il successivo 2 giugno, il sistema fu poi recepito come normativa elettorale per la Camera dei deputati con la legge n. 6 del 20 gennaio 1948.

Per quanto riguarda il Senato della Repubblica, i criteri di elezione vennero stabiliti con la legge n. 29 del 6 febbraio 1948 la quale, rispetto a quella per la Camera, conteneva alcuni piccoli correttivi in senso maggioritario, pur mantenendosi anch'essa in un quadro largamente proporzionale. Secondo la suddetta legge del 1946, i partiti presentavano in ogni circoscrizione una lista di candidati.

L'assegnazione di seggi alle liste circoscrizionali avveniva con un sistema proporzionale utilizzando il metodo dei divisori con quoziente Imperiali; determinato il numero di seggi guadagnati da ciascuna lista, venivano proclamati eletti i candidati che, all'interno della stessa, avessero ottenuto il maggior numero di preferenze da parte degli elettori, i quali potevano esprimere il loro gradimento per un massimo di quattro candidati.

I seggi e i voti residuati a questa prima fase venivano raggruppati poi nel collegio unico nazionale, all'interno del quale gli scranni venivano assegnati sempre col metodo dei divisori, ma utilizzando ora il quoziente Hare naturale ed esaurendo il calcolo tramite il metodo dei più alti resti. Differentemente dalla Camera, la legge elettorale del Senato si articolava su base regionale, seguendo il dettato costituzionale (art. 57).

Ogni Regione era suddivisa in molti collegi uninominali. All'interno di ciascun collegio, veniva eletto il candidato che avesse raggiunto il quorum del 65% delle preferenze: tale soglia, oggettivamente di difficilissimo conseguimento, tradiva l'impianto proporzionale su cui era concepito anche il sistema elettorale della Camera Alta. Qualora, come normalmente avveniva, nessun candidato avesse conseguito l'elezione, i voti di tutti i candidati venivano raggruppati in liste di partito a livello regionale, dove i seggi venivano allocati utilizzando il metodo D'Hondt delle maggiori medie statistiche e quindi, all'interno di ciascuna lista, venivano dichiarati eletti i candidati con le migliori percentuali di preferenza.

Circoscrizioni Il territorio nazionale italiano venne suddiviso alla Camera dei deputati in 32 circoscrizioni plurinominali e al Senato della Repubblica in 20 circoscrizioni plurinominali, corrispondenti alle regioni italiane.

Circoscrizioni della Camera dei deputati

Le circoscrizioni della Camera dei deputati furono le seguenti: Torino (Torino, Novara, Vercelli); Cuneo (Cuneo, Alessandria, Asti); Genova (Genova, Imperia, La Spezia, Savona); Milano (Milano, Pavia); Como (Como, Sondrio, Varese); Brescia (Brescia, Bergamo); Mantova (Mantova, Cremona); Trento (Trento, Bolzano); Verona (Verona, Padova, Vicenza, Rovigo); Venezia (Venezia, Treviso); Udine (Udine, Belluno, Gorizia, Pordenone); Bologna (Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì); Parma (Parma, Modena, Piacenza, Reggio Emilia); Firenze (Firenze, Pistoia); Pisa (Pisa, Livorno, Lucca, Massa e Carrara); Siena (Siena, Arezzo, Grosseto); Ancona (Ancona, Pesaro, Macerata, Ascoli Piceno); Perugia (Perugia, Terni, Rieti); Roma (Roma, Viterbo, Latina, Frosinone); L'Aquila (Aquila, Pescara, Chieti, Teramo); Campobasso (Campobasso, Isernia; Napoli (Napoli, Caserta); Benevento (Benevento, Avellino, Salerno); Bari (Bari, Foggia); Lecce (Lecce, Brindisi, Taranto); Potenza (Potenza, Matera); Catanzaro (Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria); Catania (Catania, Messina, Siracusa, Ragusa, Enna); Palermo (Palermo, Trapani, Agrigento, Caltanissetta); Cagliari (Cagliari, Sassari, Nuoro, Oristano); Valle d'Aosta (Aosta); Trieste (Trieste).

Circoscrizioni del Senato della Repubblica

Le circoscrizioni del Senato della Repubblica invece erano le seguenti: Piemonte; Valle D'Aosta; Lombardia; Trentino-Alto Adige; Veneto; Friuli-Venezia Giulia; Liguria; Emilia-Romagna; Toscana; Umbria; Marche; Lazio; Abruzzo; Molise; Campania; Puglia; Basilicata; Calabria; Sicilia; Sardegna.

Quadro politico La precedente legislatura vide la formazione di due governi guidati da Bettino Craxi, fatto eccezionale poiché per la prima volta nell'Italia repubblicana venne affidata la presidenza del Consiglio a un politico socialista.

Le elezioni del 1983 infatti, consegnarono alle Camere una composizione di eletti che vide un ridottissimo scarto di differenza tra i seggi assegnati alla DC e quelli assegnati al PCI: solamente 27 alla Camera e 13 al Senato, una differenza mai così bassa dall'avvento della Repubblica. La DC infatti, alla precedente tornata elettorale, scese per la prima volta al di sotto del 35% dei consensi, fattore questo che contribuì alla necessità della formazione del pentapartito.

Le elezioni amministrative del 1985, pur formalmente positive nei risultati per il governo, evidenziarono i complicatissimi equilibrismi su cui si reggeva l’affollata maggioranza: se il tentativo di generalizzare la coalizione ebbe successo per le regionali, che confinarono i comunisti nelle tre storiche "regioni rosse" del Centro Italia, la naturale disomogeneità dei consigli locali non poteva non scontrarsi con i complicati accordi fra le segreterie di partito: il caso più evidente fu quello di Milano, la città di Craxi, dove il repentino disfacimento della risicata maggioranza nel consiglio provinciale aveva provocato per ritorsione gravi tensioni nel consiglio comunale.

Craxi governò fino al 1987, dimettendosi dopo aver sconfessato il «patto della staffetta» con la DC di Ciriaco De Mita, che avrebbe visto un democristiano alternarsi alla guida del Governo dopo un anno, per condurre al termine la legislatura. La fine del governo Craxi portò ad attestazioni di stima e di rammarico per la sua caduta da parte di diversi giornali stranieri, tra cui il Financial Times, Le Monde e The Wall Street Journal. Dopo la rinuncia di Oscar Luigi Scalfaro, Amintore Fanfani ricevette l'incarico di formare un nuovo esecutivo: si trattò di un monocolore democristiano, il cui unico scopo era quello di preparare le elezioni.

Principali forze politiche Partito Collocazione Ideologia principale Segretario Foto Democrazia Cristiana (DC) Centro Cristianesimo democratico Ciriaco De Mita Partito Comunista Italiano (PCI) Sinistra Comunismo Alessandro Natta Partito Socialista Italiano (PSI) Centro-sinistra Socialismo liberale Bettino Craxi Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale (MSI-DN) Estrema destra Neofascismo Giorgio Almirante Partito Repubblicano Italiano (PRI) Centro Repubblicanesimo Giovanni Spadolini Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) Centro-sinistra Socialdemocrazia Franco Nicolazzi Partito Liberale Italiano (PLI) Centro-destra Liberalismo Renato Altissimo Partito Radicale (PR) Centro-sinistra Radicalismo Giovanni Negri Lista Verde (LV) Sinistra Ambientalismo Gianni Mattioli Democrazia Proletaria (DP) Estrema sinistra Comunismo Mario Capanna

Campagna elettorale I partiti politici scelsero di candidare anche molti personaggi dello spettacolo o comunque molto al di fuori della politica:

La DC candidò l'ex calciatore Gianni Rivera; Il PSI candidò il disc jockey e presentatore Virginio "Gerry" Scotti; Il PSDI ingaggiò l'attore Gigi Reder per uno spot elettorale; Il PCI candidò il cantante Gino Paoli e Giorgio Strehler (come Sinistra indipendente); I radicali candidarono la pornostar Ilona Staller e il cantautore Domenico Modugno; DP candidò l'attore Paolo Villaggio.

Gianni Rivera, Domenico Modugno, Gerry Scotti, Ilona Staller, Giorgio Strehler e Gino Paoli vennero eletti (Rivera avrebbe proseguito la carriera politica anche ben oltre la X Legislatura) e si distinsero in vari modi nella relativa legislatura.

I socialisti non negavano ai democristiani la possibilità di avere il prossimo Presidente del Consiglio, ma contemporaneamente avvertivano gli alleati che «potrebbe toccare ancora a noi». La DC candidò nelle sue liste indipendenti qualificati come Guido Carli, Franco Piga, i generali Umberto Cappuzzo e Luigi Poli, e l'ex calciatore Gianni Rivera.

Risultati

Camera dei deputati

+ Partito Voti % Seggi Differenza (%) /Democrazia Cristiana (DC)13.233.62034,312341,389Partito Comunista Italiano (PCI)10.250.64426,571773,3221Partito Socialista Italiano (PSI)5.501.69614,27942,8321Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale (MSI-DN)2.281.1265,91350,97Partito Repubblicano Italiano (PRI)1.428.6633,70211,388Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI)1.140.2092,96171,136Partito Radicale (PR)987.7202,56130,372Liste Verdi (LV)969.2182,5113-13Partito Liberale Italiano (PLI)809.9462,10110,795Democrazia Proletaria (DP)641.9011,6680,191Partito Popolare Sudtirolese (SVP)202.0220,5230,02Lega Lombarda (LL)186.2550,481-1Partito Sardo d'Azione (PSd'Az)169.9780,4420,191Vallée d'Aoste - Autonomie Progrès Fédéralisme (UV-ADP-PRI)Candidatura autonomista presentata in Valle d'Aosta.41.7070,1110,03Altre liste728.2091,890-1 Totale38.571.508100,00630

Senato della Repubblica

+ Partito Voti % Seggi Differenza (%) /Democrazia Cristiana (DC)10.897.03633,621251,21 5Partito Comunista Italiano (PCI)9.181.57928,331012,486Partito Socialista Italiano (PSI)3.535.45710,91360,48 5Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale (MSI-DN)2.121.0266,54160,812Partito Repubblicano Italiano (PRI)1.248.6413,8580,822PSI - PSDI - PRCandidature presentate in Liguria, Emilia-Romagna, Toscana e Calabria. Eletti i socialisti Delio Meoli per Genova III, Luigi Covatta per Ferrara, Renzo Santini per Portomaggiore, Fabio Fabbri per Parma, Silvano Signori per Grosseto, Sisinio Zito per Locri; i socialisti indipendenti Gianfranco Mariotti per La Spezia e Giuseppe Lelio Petronio per Lamezia Terme; il socialdemocratico Antonio Cariglia per Massa-Carrara. I socialisti indipendenti furono quei senatori prestati dal PSI ai radicali per permettere la creazione di un loro gruppo parlamentare, il Gruppo Federalista Europeo Ecologista.962.2152,979--Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI)764.3702,3651,452Partito Liberale Italiano (PLI)700.3302,1630,531Liste Verdi634.1821,9611,962Partito Radicale (PR)572.4611,7730,042Democrazia Proletaria (DP)493.6671,521--Partito Popolare Sudtirolese (SVP)171.5390,532-1Lega Lombarda137.2760,421-Partito Sardo d'Azione (PSd'Az)124.2660,381-Alleanza Laico SocialistaCandidature presentate in Sardegna dalla coalizione formata da: Partito Socialista Italiano, Partito Socialista Democratico Italiano, Partito Repubblicano Italiano, Partito Liberale Italiano e Partito Radicale. Eletto il socialista Paolo Fogu per Iglesias.84.8830,261--PSI - PSDI - PR - VerdiCandidature presentate in Trentino-Alto Adige. Eletto il verde Marco Boato per Trento.58.5010,181--Vallée d'Aoste - Autonomie Progrès Fédéralisme (UV-ADP-PRI)35.8300,111--Altre liste690.6022,130-- Totale32.413.861100,00315

Analisi territoriale del voto

Rispetto alle precedenti elezioni, il Partito Comunista Italiano subisce un notevole calo di voti in favore di Democrazia Cristiana e Partito Socialista Italiano, perdendo le province di Piacenza (Emilia-Romagna), di Roma (Lazio), di Milano (Lombardia), di Ascoli Piceno (Marche), di Novara (Piemonte), di Cagliari (Sardegna) e di Venezia (Veneto).

Conseguenze del voto