Lo scandalo italiano del calcioscommesse del 2011, noto mediaticamente come Calcioscommesse (come gli analoghi scandali del 1980 e del 1986) o come Scommessopoli, colpì il calcio (e il calcio a 5) italiano a partire dal mese di giugno del 2011, vedendo coinvolti giocatori, dirigenti e società di Serie A, Serie B, Lega Pro e Lega Nazionale Dilettanti. L'accusa principale nei confronti degli indagati era quella di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva.
Cronologia degli eventi Lo scandalo venne alla luce il 1º giugno 2011 quando, a seguito di indagini condotte dalla Procura di Cremona nell'ambito dell'inchiesta denominata Last bet, furono eseguiti numerosi provvedimenti di custodia cautelare nei confronti di varie persone legate al mondo del calcio e a quello delle scommesse sportive. La Procura di Cremona si avvalse sin dall'inizio delle informazioni fornite ai media, e denunciate alle autorità competenti, dall'operatore austriaco SKS365 Group. Fra i nomi più noti, spiccavano quelli del capitano dell' Cristiano Doni e degli ex calciatori Stefano Bettarini e Giuseppe Signori. Nell'indagine sportiva, condotta dal Procuratore Federale Stefano Palazzi, furono deferiti alla Commissione Disciplinare della Federcalcio 26 tesserati e 18 società, con accuse che spaziavano dall'illecito sportivo alla semplice violazione del divieto di scommettere per i tesserati. I processi sportivi svoltisi nell'agosto 2011 videro gli organi giudicanti della FIGC accogliere sostanzialmente l'impianto accusatorio di Palazzi: furono irrogate pesanti squalifiche nei confronti di molti tesserati, ritenuti colpevoli di illecito sportivo, e diversi punti di penalizzazione nei confronti delle società coinvolte per responsabilità oggettiva o presunta. Due società (Alessandria e Ravenna) furono ritenute direttamente responsabili e pertanto furono retrocesse di categoria.
Il 19 dicembre 2011 furono eseguiti nuovi arresti nell'ambito della seconda tranche dell'inchiesta della procura di Cremona. Fra gli altri furono arrestati l'ex calciatore Luigi Sartor e l'ex capitano dell'Atalanta Doni, già squalificato per tre anni e mezzo dalla giustizia sportiva. Doni, che cercò di sottrarsi all'arresto con un tentativo di fuga, fu accusato di tentato inquinamento delle prove. Finirono sotto inchiesta diverse partite (anche di Serie A e di Coppa Italia) non solo della stagione 2010-2011, ma anche di quella precedente (2009-2010) e di quella in corso (2011-2012). Il 4 febbraio 2012 fu arrestato il portiere del Piacenza Mario Cassano, mentre il 2 aprile 2012 finì agli arresti, nell'ambito di un'inchiesta parallela condotta dalla Procura di Bari, l'ex difensore barese Andrea Masiello (nel frattempo trasferitosi all'Atalanta).
Durante la seconda fase la Procura di Cremona rivelò che si era giunti all'arresto dei nuovi indagati in seguito ad un'inchiesta transnazionale sul calcio scommesse partita da Singapore in particolare grazie alle dichiarazioni di Wilson Raj Perumal, cittadino di Singapore arrestato in Finlandia. L'organizzazione sarebbe stata gestita da Eng See Tan detto "Dan", il quale, secondo un'inchiesta, continuerebbe indisturbato a truccare partite in tutto il mondo. L'organizzazione aveva poi delle diramazioni in tutto il mondo e in particolare in Italia tramite il gruppo dei "bolognesi", riconducibile a Signori, e quello degli "zingari" riconducibile ad Almir Gegić e Carlo Gervasoni. La forza economica e corruttiva del "Dan" sarebbe stata tale da arrivare ad ipotizzare l'acquisto dell'AlbinoLeffe al fine di truccare le partite.
Gli inquirenti sospettano che Luigi Sartor, insieme all'amico Luca Burini, al commercialista Daniele Ragone e a Beppe Signori, tramite la Clever Overseas SA, società con sede a Panama e domiciliata e amministrata dalla società fiduciaria Pieffeci Professional Consulting SA di Lugano, abbia ripulito il denaro (almeno 600.000 euro) proveniente dalle scommesse di Singapore della Raffles Money Change Pte Ltd. Sartor si è difeso dicendo che la società svizzera era stata creata per far acquistare una squadra di calcio italiana agli uomini di Singapore.
Il 28 maggio 2012 una nuova ondata di provvedimenti restrittivi colpì, fra gli altri, il vice-capitano della Stefano Mauri e l'ex giocatore del Omar Milanetto (nel frattempo trasferitosi al Padova). Fra gli indagati non sottoposti a provvedimenti restrittivi comparvero i nomi dell'ex allenatore del Antonio Conte (nel frattempo passato alla Juventus con cui aveva appena vinto lo scudetto), del quale venne disposta la perquisizione dell'abitazione, degli ex baresi Andrea Ranocchia (passato all'Inter) e Leonardo Bonucci (anch'egli fresco scudettato con la Juventus) e degli ex genoani Domenico Criscito e Rodrigo Palacio (passati rispettivamente allo Zenit San Pietroburgo e all'Inter). Criscito, in ritiro pre europeo con la nazionale italiana insieme a Bonucci, subì la perquisizione della propria camera d'albergo a Coverciano e, a differenza di Bonucci, venne immediatamente escluso dalla lista definitiva dei convocati per l'europeo in quanto destinatario di avviso di garanzia. L'accusa per tutti gli indagati era sempre quella di associazione a delinquere finalizzata alla truffa ed alla frode sportiva. Con le medesime accuse e con l'aggravante del riciclaggio di denaro sporco risultava ancora indagato Giuseppe Signori, già radiato dalla giustizia sportiva.
Tra maggio ed agosto 2012 si svolsero i processi sportivi relativi ai nuovi filoni d'inchiesta delle procure di Cremona e Bari. Alcuni dei deferiti erano già stati giudicati e sanzionati nel primo filone di indagini. Le partite sotto inchiesta riguardavano le stagioni dal 2009-10 al 2011-12. Alle società coinvolte furono inflitte penalizzazioni di varie entità, da scontarsi nelle classifiche dei campionati 2012-2013, per responsabilità oggettiva negli illeciti contestati ai propri tesserati. Solo per il Lecce fu riconosciuta la responsabilità diretta della società e conseguentemente i pugliesi furono retrocessi di categoria (come era accaduto un anno prima ad Alessandria e Ravenna).
Il 22 giugno 2012 vi furono, da parte della Procura di Bari, i primi rinvii a giudizio per lo scandalo calcioscommesse: fu disposto il rito immediato nei confronti di Andrea Masiello e dei suoi amici Carella e Giacobbe.
Il 26 novembre seguente l'ex calciatore serbo Almir Gegić, latitante dal 1º giugno 2011, giunto all'aeroporto di Malpensa si costituì e venne preso in consegna dai Carabinieri.
Il 30 novembre la procura di Cremona ha chiesto una proroga di sei mesi per 33 degli indagati per il calcioscommesse, tra i quali Antonio Conte, Leonardo Bonucci, Stefano Mauri, Domenico Criscito, Giuseppe Sculli, Christian Vieri, K'akhaber K'aladze, Massimo Mezzaroma e Giorgio Perinetti.
Nel luglio seguente il pm di Cremona Roberto Di Martino ha mandato un avviso ai 149 indagati per notificare il maxi incidente probatorio che sarà condotto sulle 200 apparecchiature poste sotto sequestro durante le indagini. Tra gli indagati ci sono Domenico Criscito, Leonardo Bonucci, Sergio Pellissier, Daniele Corvia, Antonio Conte, Christian Vieri e Massimo Mezzaroma.
Il 9 febbraio 2015 il procuratore capo Roberto Di Martino termina le indagini e formula le accuse per i 130 indagati.
Il 27 aprile seguente, dopo quasi quattro anni di latitanza, all'aeroporto di Orio al Serio (Bergamo) si costituisce il macedone Hristiyan Ilievski, capo della banda degli zingari ed ex agente della polizia speciale macedone, venendo subito messo sotto torchio da Di Martino e Salvini con vari interrogatori durante i quali conferma di aver incontrato Stefano Mauri e Omar Milanetto prima di Lazio-Genoa del 14 maggio 2011 tirando in mezzo anche Stefano Bettarini (avrebbe combinato tarocchi per conto di una squadra di Serie A), Cristian Bertani e Rijat Shala.
In vista del processo penale, il 7 luglio la Procura di Cremona chiede il rinvio a giudizio per 104 degli indagati con l'accusa di frode sportiva. Sono 60 le partite contestate, in origine erano 200 ma in alcuni casi non si sono raggiunti sufficienti indizi per arrivare a un dibattimento mentre otto sono risultate prescritte.
Il 13 agosto la Procura Federale comunica di non volere procedere con un processo bis nei confronti di Mauri e della Lazio, di aver aperto un nuovo procedimento per Milanetto, Ferrario, Benassi e Rosati (ma risulterá essere un ricorso inammissibile) e di aver chiuso le indagini per la gara Crotone-Atalanta.
Il 25 agosto Massimo Mezzaroma (ex presidente del Siena), Pier Paolo Sganga (ex consigliere d'amministrazione) e Cristian Stellini (ex collaboratore tecnico) vengono deferiti dal Procuratore Federale in relazione alla tentata combine di Siena-Varese 5-0 del 21 maggio 2011: Stellini e Ferdinando Coppola avrebbero rifiutato la combine senza però denunciare il fatto alle autorità e andando a riferire l'accaduto al compagno di squadra Filippo Carobbio. Per evitare il deferimento per omessa denuncia, Coppola concorda con la procura un patteggiamento.
Il 13 ottobre la Corte d'Appello di Bari assolve William Pianu, Corrado Colombo e Simone Bonomi per non aver commesso il fatto, in merito all'ipotizzato reato di frode sportiva relativo al filone Bari-bis. Il 30 maggio 2016, in relazione al procedimento penale per frode sportiva riguardante Bari-Treviso 0-1 del 2007-2008 vengono condannati Vincenzo Santoruvo e Ivan Rajčić a 8 mesi di reclusione e 8.000 euro di multa mentre per Salernitana-Bari 3-2 del 2008-2009 vengono condannati Daniele De Vezze (8 mesi di reclusione e 8.000 euro di multa) e Stefano Guberti (6 mesi di reclusione e 6.000 euro di multa); con la stessa accusa viene condannato il factotum Angelo Iacovelli a 1 anno e 6 mesi di reclusione con 400 euro di multa. Tra i 13 assolti ci sono gli ex capitani Francesco Caputo e Jean François Gillet che rischiava 1 anno di reclusione. La FIGC, costituitasi parte civile, ottiene un risarcimento mentre sono rigettate le richieste di risarcimento avanzate dai tifosi.
Il 22 dicembre 2016 Cristiano Doni, Nicola Santoni, Gianfranco Parlato e l'Atalanta vengono assolti dalla Sezione Disciplinare del Tribunale Nazionale Federale per mancanza di prove in relazione al singolo caso di Crotone-Atalanta del 22 aprile 2011.
Primo filone di indagini: inchiesta di Cremona Il primo filone di indagini è quello relativo alla prima tranche dell'inchiesta della Procura di Cremona, per la quale il Procuratore Federale Stefano Palazzi deferì alla Commissione Disciplinare Nazionale della FIGC 18 società sportive (16 di calcio e 2 di calcio a 5) e 26 tesserati. Tra i club coinvolti: il ha patteggiato, lo è stato prosciolto in appello mentre l'Esperia Viareggio ha dovuto appellarsi al Tnas per farsi prosciogliere. Tra i 26 tesserati: 9 patteggiamenti, 2 prosciolti in secondo grado (Manfredini e Fabbri), una riduzione al Tnas (Quadrini da 1 anno e 6 mesi) e 15 condannati.
Processo sportivo di primo grado Il procedimento sportivo di primo grado si svolse dal 3 al 9 agosto 2011 presso la Commissione Disciplinare Nazionale della FIGC. I primi due giorni del dibattimento furono caratterizzati dalle richieste di condanna del Procuratore federale Stefano Palazzi e da alcune richieste di patteggiamento.
Richieste dell'accusa
Una delle 18 società ed 8 dei 26 tesserati deferiti chiesero e ottennero subito il patteggiamento, senza aspettare le richieste del Procuratore federale. Per le rimanenti 17 società ed i rimanenti 18 tesserati Stefano Palazzi formulò le sue richieste di condanna fra il 3 ed il 4 agosto 2011.
Società (Prima Divisione): retrocessione all'ultimo posto in classifica nel Girone A di Prima Divisione 2010-2011. (Serie B): 6 punti di penalizzazione in Serie B 2011-2012 più ammenda di euro. (promossa dalla Serie B alla Serie A): 6 punti di penalizzazione in Serie A 2011-2012. (Prima Divisione): 14 punti di penalizzazione in Prima Divisione 2011-2012 più ammenda di euro.