Le Forze armate dell'Impero ottomano (in ottomano: Osmanlı İmparatorluğu'nun silahlı kuvvetleri), istituite nel 1299 e dissolte nel 1922 erano suddivise in tre strutture organizzative: Esercito terrestre (); Marina; Aeronautica.

La storia delle Forze armate dell'Impero ottomano dell'Impero può essere divisa in due grandi periodi: il periodo classico, che comprende gli anni che vanno dalla costruzione dell'esercito nel 1299 fino alle riforme militari dell'inizio del XIX secolo; il periodo moderno, che inizia con la fondazione del moderno esercito ottomano, conosciuto come Nizam-ı Cedid, nel 1829.

Fanteria e cavalleria Periodo classico Il primo esercito dell'Impero ottomano era un'armata che fu organizzata da Osman I con le tribù turche che abitavano l'Anatolia nord-occidentale nel tardo XIII secoloMesut Uyar, Edward J. Erickson, A Military History of the Ottomans: From Osman to Atatürk, Pleager Security International, ISBN 978-0-275-98876-0, 2009, p. 1. Questi soldati (spesso a cavallo) divennero un corpo irregolare di razziatori con funzione di truppe d'assalto, armati con armi semplici, come archi e lance. A loro furono dati dei feudi (timar) delle terre conquistate, quindi vennero chiamati timariot. Inoltre, essi acquisivano un bottino di guerra durante le campagne militari. Orhan I organizzò un esercito stabile pagato con un salario, piuttosto che con bottini di guerra o feudi. La fanteria era chiamata yayas e la cavalleria era conosciuta come müsellems. L'esercito era costituita per la maggior parte da mercenari stranieri, mentre erano pochi i Turchi che accettavano di essere pagati con salari anziché con bottini. I mercenari non erano costretti a convertirsi all'Islam fintantoché obbedivano ai comandanti ottomani. Introduzione delle armi da fuoco Gli Ottomani iniziarono ad usare cannoni qualche volta fra il 1444 ed il 1448. Successivamente, iniziarono ad apparire altri tipi di truppe, come archibugieri regolari (Pyade Topçu, letteralmente “artiglieria a piedi”), cavalleria regolare armata con fucili (Süvari Topçu Neferi, letteralmente “soldato d'artiglieria montata”) e bombardieri (Humbaracı), composti da granatieri che gettavano esplosivi chiamati khımbara, e da soldati che curavano l'artiglieria con materiali di manutenzione e polvere.

Data l'importanza strategica di tali armi, in ambito ottomano non vennero diffuse molte notizie tecniche sulla fabbricazione delle armi da fuoco e della polvere. Si hanno notizie tarde e generiche, soprattutto del XVII secolo, fatto volto a mantenere una segretezza particolare. Siamo a conoscenza di alcune peculiarità della fonderia di cannoni di Istanbul (tophane), grazie agli scritti di Evliya Çelebi (1611-1681), che propone anche alcuni dettagli tecnici, se pur con formule rigide e precostituite.

Kapıkulu

Queste truppe erano comandate e pagate dai titolari dei feudi, i quali guadagnavano potere e divennero una sorta di classe nobile. I mercenari divennero uno strumento per la loro ascesa al predominio sul sultano, che, semplicemente, non poteva permettersi di assoldare così tanti mercenari. Pertanto, nella metà del XIV secolo, Murad I costruì il suo primo esercito composto da schiavi, chiamato Kapıkulu. La nuova “arma” si basava sul diritto del sultano di 1/5 del bottino di guerra, nel quale erano inclusi anche i prigionieri presi in battaglia. Gli schiavi prigionieri venivano convertiti all'Islam ed addestrati al servizio personale del sultano. Il ramo più famoso dei Kapıkulu fu il corpo dei Giannizzeri, che erano reclutati fra giovani cristiani attraverso la tassa del devşirme, ma c'erano anche altre truppe, come il corpo degli Alabardieri (Baltacı). Il loro numero crebbe rapidamente, e la loro forza divenne il più importante elemento dell'esercito ottomano. Per migliorare l'esercito, Murad II sviluppò il sistema di reclutamento dei giovani, facendo diventare il devşirme una tassa per i Cristiani dell'Impero. Murad II usò la potenza dei Giannizzeri e li mise contro la nobiltà, costringendola a pagare con tasse o con terre in modo che il tesoro imperiale ottenesse il denaro necessario per mantenere i Kapıkulu.

Giannizzeri

I Giannizzeri erano le unità di fanteria adibite a soldati domestici e guardie del corpo del sultano. Il corpo ebbe origine nel XIV secolo, e fu abolito da Mahmud II nel 1826. Le prime unità dei Giannizzeri comprendevano prigionieri di guerra e schiavi. Dopo il 1380, il sultano Mehmet I riempì le loro file con i risultati del devşirme: i funzionari del sultano selezionavano un certo numero di non-musulmani, in genere cristiani, ragazzi (in un primo momento a caso, più tardi con una severa selezione) per addestrarli. All'inizio, si preferivano i Greci e gli Albanesi (che fornivano anche molti gendarmi), e solitamente veniva selezionato circa un ragazzo su cinque di età compresa fra i 7 e 14 anni, ma il numero poteva variare a seconda della necessità dei soldati. In seguito, il devşirme fu esteso fino ad includere anche i Serbi, i Bosniaci ed altre popolazioni balcaniche, più tardi specialmente dall'Ucraina e la Russia meridionale. I Giannizzeri iniziarono ad accettare l'arruolamento senza il devşirme per la prima volta sotto il sultanato di Murad III (1546 - 1595), ed il devşirme scomparve completamente nel XVII secolo. Dopo questo periodo, vennero arruolati anche volontari. A tutti gli effetti, i Giannizzeri appartenevano al sultano, il quale portava il titolo di kapıkulu (custode), che indicava il loro legame collettivo col sultano stesso. Ai Giannizzeri veniva insegnato a considerare il corpo come la loro casa, ed il reggimento come la loro famiglia, mentre il sultano era il loro padre de facto. Solo quelli che dimostravano il proprio valore accedevano al vero titolo di giannizzero intorno ai 24 o 25 anni. Il reggimento ereditava gli averi dei soldati alla loro morte, per accumulare ricchezze. Il corpo dei Giannizzeri aveva molti aspetti particolari. Essi indossavano uniformi, erano pagati con monete come le truppe regolari e marciavano al suono di marce suonate da un corpo di musicisti appositi, il mehter, prototipo di tutte le moderne bande militari. Insieme, tutte queste caratteristiche distinguevano i Giannizzeri dalla maggior parte dei soldati del tempo. Gli Ottomani furono il primo popolo a mantenere in Europa un esercito stabile dai tempi dell'Impero romano. I Giannizzeri sono stati paragonati alla Guardia pretoriana romana, e non aveva equivalenti con gli eserciti cristiani del tempo, dove i signori feudali si procuravano truppe solo in tempo di guerra. Il reggimento di un giannizzero era la sua effettiva famiglia. Essi vivevano nelle caserme, e, durante i periodi di pace, avevano funzioni di polizia e pompieri. Il corpo dei Giannizzeri, inoltre, si distingueva per il pagamento regolare di uno stipendio in denaro alle truppe, che venivano pagati anche in tempo di pace. Essi ricevevano il loro stipendio ogni tre mesi ed il sultano, dopo aver autorizzato il pagamento dei salari, si vestiva come uno di loro, visitava le caserme e riceveva un suo stipendio da soldato regolare della Prima Divisione. Il vigore dei Giannizzeri divenne particolarmente significativo quando i fanti che trasportavano le armi da fuoco si rivelarono più efficaci rispetto alla cavalleria dotata di spada e lancia. I Giannizzeri adottarono le armi da fuoco molto presto, all'inizio del XV secolo. Dal XVI secolo, l'arma principale dei Giannizzeri era il moschetto. Essi iniziarono precocemente a fare ampio uso di bombe a mano e colubrine. Anche gli ausiliari dei Giannizzeri erano molto diversi dai loro omologhi dell'epoca. I Giannizzeri vedevano la guerra come parte di una macchina militare ben organizzata. L'esercito ottomano aveva un corpo che serviva per costruire le strade, uno per costruire le tende nei campi, uno per infornare il pane, ecc. Il corpo dei cebeci distribuiva armi e munizioni. Il corpo dei Giannizzeri aveva i propri medici ausiliari: chirurghi musulmani ed ebrei che volevano viaggiare durante le campagne militari e che avevano sviluppato ed organizzato metodi per trasportare i feriti negli ospedali da campo dietro il fronte. Queste differenze fecero dei Giannizzeri dei soggetti di studio interessanti da parte degli stranieri contemporanei. Anche se alla fine il concetto di esercito incorporò e superò la maggior parte delle particolarità dei Giannizzeri, e l'Impero ottomano dissolse il corpo, l'immagine dei Giannizzeri è rimasta uno dei simboli dell'Impero nella mente occidentale.

Cavalleria d'élite

Un'altra parte importante dell'esercito ottomano era costituita dalla Sesta Divisione di Cavalleria (Altı Bölük), una forza d'élite a cavallo. I più importanti cavalieri di questa divisione erano gli Spahi. Una forza di incursori professionisti chiamati Akıncıs saccheggiava i territori nemici prima dell'esercito regolare; erano usati anche come ricognitori. Lo status dei Sipahi assomigliava a quello dei cavalieri medievali europei. Lo Spahi era titolare di un feudo (tu. tîmâr, da cui il nome alternativo Tîmârlı Sipahi, lett. "Cavalleria feudale") concesso direttamente dal sultano, e aveva il diritto degli introiti di quella terra, in cambio del servizio militare. In seguito, i contadini delle terre furono allegati ad esse.

Gli Spahi furono fondati durante il sultanato di Murad I. Anche se i Sipahi erano reclutati, come i Giannizzeri col sistema del devşirme, dal regno di Mehmet II Fatih, le loro file furono occupate da persone di etnia turca che possedevano terreni all'interno dei confini imperiali. Il corpo degli Spahi divenne il più grande della Sesta Divisione di Cavalleria Ottomana, ed erano l'equivalente a cavallo dei Giannizzeri, che combattevano a piedi. Le mansioni dei Sipahi comprendevano anche cavalcare col sultano durante le parate in veste di guardie del corpo a cavallo. Durante i periodi di pace, erano responsabili della raccolta delle imposte. Comunque, i Sipahi non devono essere confusi con i Timarioti, che erano cavalieri irregolari (spesso armati con archi) organizzati secondo criteri feudali, ed erano chiamati colloquialmente “sipahi”. Infatti, i due corpi avevano ben poco in comune. Un timar era l'unità di terra (feudo) più piccola per un Sipah, che forniva un reddito annuale non superiore ai 10.000 akçe, che era di due o quattro volte superiore a quello che guadagnava un insegnante. Uno ziamet era un'unità di terreno più grande, rendeva fino a 100.000 akçe, ed era di proprietà di un ufficiale dei Sipahi. Un hass era l'unità terriera più grande in assoluto, che dava introiti superiori a 100.000 akçe, ed era riservata alle persone coi ranghi militari più alti. Un Sipah con un timar era obbligato a fornire all'esercito cinque persone, il proprietario di uno ziamet fino a venti persone, ed uno con un has ne doveva dare oltre venti.

Azap

Oltre che coi Giannizzeri, nel 1389 l'Impero ottomano introdusse un altro sistema di coscrizione: quand'era necessario, le città ed i villaggi erano obbligati a fornire dei coscritti completamente equipaggiati presso gli uffici di reclutamento creati per ordine del sultano. Questo nuovo corpo irregolare di fanteria fu chiamato Azap, ed era utilizzato in molti modi: i soldati costruivano strade e ponti per l'esercito, portavano prodotti per la prima linea, e qualche volta erano usati come carne da cannone per rallentare l'avanzata nemica. I Başıbozuk (teste vuote, o senza testa) erano un ramo del corpo degli Azap ed erano reclutati fra i senzatetto ed i criminali. Erano feroci, indisciplinati, e specializzati nel combattimento corpo a corpo. Altre divisioni dell'esercito ottomano erano: gli Akıncı: unità di cavalleria di prima linea che facevano raid ed esploravano le zone di frontiera e gli avamposti; gli Akağa: eunuchi europei che custidivano il centro del palazzo del sultano e la corte;

Bande militari