Biografia e opere Rabirio, con Amafinio e Cazio Insubro, tradusse le massime di Epicuro in lingua latina, divulgando la sua filosofia in ItaliaElizabeth Rawson, Intellectual Life in the Late Roman Republic, New York, Johns Hopkins University Press, 1985, pp. 23 e 284.

Origene cita Rabirio ed Amafinio dandone un giudizio poco benevolo riguardo alle loro qualità di traduttori e per lo stile trascurato e superficiale:

Non diverso era stato il giudizio di CiceroneCharles Brittain, Cicero: On Academic Skepticism, London, Hackett, 2006, p. 134,, che ha poche simpatie per l'epicureismo e per quelli che considera scrittori che usano una sermo vulgaris, lingua volgare e senza metodo dialettico, poiché essi pensano che non ci sia alcuna arte nel parlare e nel comporre""[...] nullam denique artem esse nec dicendi nec disserendi putant". Marco Tullio Cicerone, Academica, I 2.. Questi si servono però di un'esposizione così elementare e semplice da poter essere facilmente compresa da tutti e questo, assieme alle «blande lusinghe del piacere» predicato dagli epicurei, spiega il loro successo.Cicerone, Tusculanae, IV 3, 6.

Note

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