La sigla BMW E87 identifica la versione a 5 porte della prima generazione della Serie 1, un'autovettura di segmento C prodotta dalla casa automobilistica tedesca BMW dal 2004 al 2011 in sostituzione della Serie 3 Compact. Da tale versione sarebbero derivate in seguito la 3 porte (E81), prodotta dal 2007 al 2012, la coupé a due porte (E82) e la cabriolet (E88). Queste ultime due varianti di carrozzeria sono rimaste invece in listino dal 2007 fino alla fine del 2013.
Storia e profilo Genesi del modello
Visti i non esaltanti numeri di vendita della Serie 3 Compact, si decise di darle un'erede in grado di soddisfare maggiormente i gusti e le esigenze della clientela.
Prese così l'avvio il progetto E87, volto alla realizzazione della prima generazione della Serie 1. La base meccanica avrebbe mantenuto la trazione posteriore e l'inedito pianale avrebbe fatto da base per la futura generazione della Serie 3 annullando le sinergie con la nuova Mini, che avrebbe comportato la conversione alla trazione anteriore. Nel 2002, al salone dell'automobile di Ginevra, BMW presentò la concept car CS1, una cabriolet che specialmente nel frontale e nelle fiancate anticipava in maniera decisamente chiara lo stile del nuovo modello. Durante l'estate dello stesso anno vennero sorpresi dalla stampa i primi prototipi camuffati durante i test di collaudo su strada.
Debutto La vettura definitiva fece il suo debutto al salone dell'automobile di Parigi nell'autunno del 2004: nacque così la prima generazione della Serie 1 in versione berlina, mentre dal 2007 entrano in gamma le versioni cabriolet e coupé.
Design e interni
La prima generazione della Serie 1 non voleva proporsi come una versione accorciata della Serie 3, come invece era stato fatto fino a quel momento con le due generazioni della Compact. Era pur vero che il pianale della E87 sarebbe servito per la realizzazione della quinta generazione della Serie 3, vale a dire la E90, previo allungamento del passo, ma l'impatto estetico della prima Serie 1 lasciava chiaramente intendere la volontà di distaccarsi stilisticamente dalla "sorella" maggiore. Realizzato dall'équipe guidata da Chris Bangle, neppure l'estetica della prima generazione della Serie 1 mancò di far discutere e dividere tra sostenitori e detrattori, a causa della mescolanza di spigoli e curve e delle particolari proporzioni conferite al corpo vettura.
Il frontale, dall'andamento verticale e per niente spiovente, esibiva una calandra col classico doppio rene e gruppi ottici dal disegno a goccia composti da doppi fari circolari in puro stile BMW, ma dal disegno un po' meno aggressivo, con un'ampia "bocca" sul paraurti, ai lati della quale erano presenti i due fari antinebbia rotondi.
La vista laterale permetteva di osservare l'insolito equilibrio tra parte anteriore e parte posteriore, dato da un cofano motore relativamente lungo e da una zona posteriore decisamente raccolta sul retrotreno. Qui si notano anche i tagli spigolosi su linea di cintura e zona sottoporta, ma anche l'immancabile "gomito" di Hofmeister sul terzo montante. Spigolosa anche la coda, con tagli netti e decisi sia nella zona del portellone del bagagliaio, sia negli stessi gruppi ottici posteriori di forma vagamente trapezoidale.
Gli interni erano spaziosi solo nei posti anteriori, mentre dietro l'abitabilità era più sacrificata a causa del tunnel della trasmissione e dell'abitacolo arretrato che interferiva con il passaruota posteriore, rendendo più impegnativo l'accesso ai posti posteriori. Il posto guida era caratterizzato da un volante quasi in posizione verticale e da un tunnel centrale piuttosto sviluppato anche in larghezza, dietro al quale poteva trovare posto il comando del dispositivo iDrive, fornito di serie nei modelli superiori e solo a richiesta nella E87. La plancia era a struttura tubolare, con rivestimento fonoassorbente. La qualità dei materiali, specialmente nei rivestimenti, nella cappelliera e nei vani portaoggetti, ma anche nelle guide dei sedili che erano completamente a vista, non era ottimale.
Struttura, meccanica e motori La Serie 1 presentò fin dal suo debutto un'evidente particolarità che la rese singolare rispetto a tutti gli altri modelli di segmento C, vale a dire la sua architettura meccanica, che prevedeva il motore anteriore in posizione longitudinale e, come tradizione per tutti i modelli BMW, la trazione posteriore. Si trattava quindi di un caso atipico, una vera eccezione nel panorama delle compatte, tutte con trazione sull'avantreno, o al massimo con trazione integrale nel caso di alcuni modelli sportivi (l'Audi S3, per esempio). Ciò ha contribuito largamente ad una perfetta ripartizione dei pesi tra avantreno e retrotreno (50%-50%), ed una conseguente stabilità su strada di livello superiore. Ma anche altri espedienti hanno contribuito a tale ottimo risultato, primo fra tutti l'avantreno in lega di alluminio, ma anche lo spostamento di componenti come la batteria, che nella E87 è stata sistemata sotto il vano bagagli.
La geometria delle sospensioni prevedeva un avantreno di tipo McPherson ed un retrotreno multilink a cinque bracci. Presenti anche molle elicoidali, ammortizzatori idraulici telescopici e barre antirollio su entrambi gli assi. L'impianto frenante a quattro dischi, prevedeva dischi anteriori autoventilanti da 292 mm di diametro e posteriori pieni, ma da 300 mm di diametro. Completavano il quadro gli pneumatici Run-flat (opzionali) e lo sterzo a cremagliera con servosterzo idraulico.
Al suo esordio, la E87 era disponibile in quattro motorizzazioni, due a benzina e due a gasolio:
116i, con motore da 1596 cm³ in grado di erogare una potenza massima di 115 CV; 120i, con motore da 1995 cm³ in grado di erogare fino a 150 CV di potenza massima; 118d, con motore turbodiesel common rail, della cilindrata di 1995 cm³ e con potenza massima di 122 CV; 120d, con lo stesso motore della 118d, ma con potenza portata a 163 CV.
Mentre la 116i era equipaggiata con un cambio manuale a 5 marce, le altre versioni erano dotate invece di un cambio a 6 marce, sempre manuale.
Allestimenti Tre erano i livelli di allestimento previsti per la E87 al suo debutto: Eletta: livello di base comprendente già una dotazione di serie più che degna, e comprendente tra l'altro i sedili anteriori regolabili in altezza, i fendinebbia, il climatizzatore automatico, l'autoradio con lettore CD ed i cerchi in lega da 16 pollici nelle versioni 120i e 120d; Attiva: livello intermedio, comprendente quanto già visto nell'allestimento Eletta, ma con in più i fari allo xeno, il dispositivo lavafari, le sospensioni con taratura sportiveggiante, il volante ed i sedili dal disegno sportivo ed i cerchi in lega da 16 pollici su tutte le versioni; Futura: livello di punta, comprendente quanto già visto nell'allestimento Attiva tranne le sospensioni con taratura sportiva (ottenibile comunque a richiesta), ma con in più il cruise control, il volante multifunzione, il retrovisore esterno autoanabbagliante, il sensore di parcheggio posteriore, il sensore pioggia ed il pacchetto luci (a led) esterno.
Per la 116i, versione di base della gamma, è previsto un quarto livello di allestimento, più semplificato dei primi tre.
La lista optional comune a tutta la gamma prevedeva invece: cristalli atermici posteriori, interni in pelle, navigatore satellitare con lettore DVD (disponibile a scelta nelle versioni Business o Professional), predisposizione telefono, sedili anteriori riscaldabili e tetto apribile elettrico. Molti degli accessori presenti nei livelli più alti sono comunque ottenibili a richiesta anche nei livelli più bassi. Altri optional, come il cambio automatico Steptronic a 6 rapporti, erano ottenibili a richiesta solo per le versioni 120i e 120d.
Evoluzione La nuova vettura nasce con il preciso intento di rivaleggiare con vetture come l'Audi A3 e l'Alfa Romeo 147, nonché la Volkswagen Golf, tutte vetture di classe medio-bassa, ma con allestimenti e finiture di alto livello, appartenenti quindi a quello che viene comunemente definito "segmento premium".
Pur non condividendo praticamente nulla con la Serie 3 E46, oramai anziana e prossima al pensionamento, la E87 aveva in comune con la più grande berlina bavarese lo stabilimento di produzione di Ratisbona. Inizialmente, quindi, la produzione venne avviata in tale sito, per poi espandersi anche nello stabilimento di Lipsia, nell'ex-DDR.
Nel corso del 2005, la gamma si ampliò verso l'alto con l'arrivo della 130i, spinta da un 3 litri a benzina della potenza di 265 CV. Per quest'ultimo modello, assente nell'allestimento Attiva fu previsto però anche un nuovo livello di allestimento, denominato MSport, d'impostazione più sportiva. Sempre nel 2005, vi fu anche l'arrivo della 118i, anch'essa con motore a benzina, ma in questo caso si trattava di una variante depotenziata del 2 litri da 150 CV montato sulla 120i, motore la cui potenza, nel caso della 118i, si fermava a 129 CV.
Nel 2006, la gamma rimase quasi invariata: l'unica eccezione fu nei motori diesel, che divenne possibile scegliere con filtro antiparticolato (DPF) o senza.
Restyling 2007