Considerato uno dei volti più iconici della televisione italiana, ha legato gran parte della sua carriera alla Rai, conducendo numerosi programmi di intrattenimento e tredici edizioni del Festival di Sanremo, di cui è stato anche sette volte direttore artistico. Ha lanciato artisti come Beppe Grillo, Tullio Solenghi, Heather Parisi, Lorella Cuccarini, Eros Ramazzotti, Laura Pausini, Andrea Bocelli, Giorgia, Fabrizio Moro e tanti altri ancora. Grazie al suo stile e al suo carisma, è diventato un punto di riferimento per la cultura popolare italiana, capace di coniugare spettacolo, intrattenimento e approfondimento televisivo.

Biografia Origini e formazione Giuseppe Baudo nacque il 7 giugno 1936 a Militello in Val di Catania, in provincia di Catania (oggi Città metropolitana di Catania) figlio unico dell'avvocato Giovanni Baudo e della casalinga Innocenza Pirracchio. Fu compagno di scuola, alle elementari, del cantautore Franco Trincale, che lo ricorderà in una ballata.

Mosse i primi passi sul palco del Cinema-Teatro Tempio della sua città, di proprietà dell'amico di famiglia cavaliere Salvatore Tempi, intrattenendo il pubblico negli intervalli con prose, liriche e pianoforte. Frequentò per un anno il IV ginnasio del liceo classico "Secusio" di Caltagirone, poi si trasferì con la famiglia a Catania, dove completò gli studi al Liceo classico statale Nicola Spedalieri.Lo si apprende da una intervista-video di Giorgia Capozzi. Cfr. Qui mise in scena, insieme ai compagni di classe, la commedia L'ex alunno di Giovanni Mosca.

Dopo il diploma, rimase a Catania e iniziò gli studi universitari. In questo periodo conobbe Tuccio Musumeci e insieme intrapresero la carriera nello spettacolo, rispettivamente come presentatore e come comico.Santino Mirabella, In scena - conversazioni con Tuccio Musumeci, Palermo, Flaccovio, 2011, pp. 20-26

Si laureò in giurisprudenza all'Università degli Studi di Catania, anche se non esercitò mai la professione forense. La notte precedente alla discussione della tesi, prese parte in qualità di presentatore al concorso di bellezza Miss Sicilia che si tenne nei pressi di Ragusa. All’alba fece ritorno a Catania a bordo di un camioncino carico di frutta e verdura, raggiungendo la sede dell'università appena in tempo.

Anni 1950: gli esordi teatrali e televisivi Nel novembre del 1955, Baudo fu scritturato a Catania dalla «Brigata d'arte» di Turi Ferro e Ida Carrara per la quarta e quinta stagione di prosa del Circolo Artistico, utilizzando lo pseudonimo «M. Baudi». Tra le varie produzioni prese parte anche alla messinscena di Tutto per bene di Luigi Pirandello.

Nel 1956 partecipò con Tuccio Musumeci a uno spettacolo delle Radiotelesquadre allestito da Luciano Rispoli a Ragalna, segnando il loro debutto in televisione.Mariano_Sabatini, Ma che belle parole! Luciano Rispoli. Il fascino discreto della radio e della Tv, Firenze, Vallecchi, 2022. ISBN 978-88-252-0361-5 Fondò inoltre il Centro Universitario Teatrale (C.U.T.). Nell'aprile dello stesso anno, la compagnia con la sua regia, presentò al Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania la prima rappresentazione in Italia svolta in ambito accademico di Aspettando Godot di Samuel Beckett. Sempre in quell'anno scrisse e interpretò lo spettacolo di rivista 4 in matrimonio, al Teatro Argentina di Catania.Cfr. Archivio storico digitale "La Sicilia", Catania, 30 agosto 1956, p. 5.

Il Gruppo artistico universitario (G.A.U.) di Catania organizzò una formazione artistica nell'agosto del 1957 da portare in giro per la Sicilia: Baudo scrisse la commedia musicale in due atti Donna presente... sconfitta imminente,Cfr. Prossima tournée del Gruppo artistico universitario, La Sicilia, Catania, 31 agosto 1957, p. 5.; -, Lunedì cominciano a Gela le "Feriae Matricularum", cronaca di Caltanissetta, La Sicilia, Catania, 27 dicembre 1957, p.11; g.s., Da oggi a Gela il "Feriae Matricularum", cronaca di Caltanissetta, La Sicilia, Catania, 31 dicembre 1957, p.5. riprendendo le musiche di Gorni Kramer.Il cast era composto da Pippo Baudo, Margherita Guglielmino, Nino Falcone, Antonella D'Oro, Guido Noè, Ottavio Scifo, Pippo Cavaleri; accompagnati da Nino Lombardo; la partecipazione de "Il Victorian Men Ballett"; con Tuccio Musumeci; Lino Miraglia, cantante. La compagnia farà tappa a Lentini, Siracusa, Gela, Vittoria, Porto Empedocle, Adrano, Agrigento, Castelvetrano e Palermo. Per tre anni consecutivi (1957-1959) fu pure protagonista della rivista goliardica itinerante Il Ficcanaso, a puntate, nei mesi estivi sulla costa ionica (Lido Galatea di Acitrezza, Lido dei Ciclopi di Acicastello).Cfr. Collezione de La Sicilia, Catania, 19 luglio 1957, p. 5; 26 luglio 1957, p.5; 2 agosto 1957, p.5; 9 agosto 1957, p.5; 23 agosto 1957, p. 5; 30 agosto 1957, p.5; 18 luglio 1958, p.5; Locandina pubblicitaria "Lido dei Ciclopi", 25 luglio 1958, p.5; Locandina pubblicitaria "Lido dei Ciclopi", 18 luglio 1959, p.5; Locandina pubblicitaria "Lido dei Ciclopi", 19 luglio 1959, p.5. A settembre del 1957 fa lo speaker per varie manifestazioni di gare automobilistiche sull'Etna e presenta un gran ballo di premiazione ad Acireale, dov'è «animatore dinamico e instancabile».Viva attesa a S. Alfio per l'autogimkana a coppie, «La Sicilia», Catania, 19 settembre 1957, p.7; Domani ad Aci S. Antonio gimkana automobilistica, «La Sicilia», Catania, 21 settembre 1957, p.7; nello stesso numero del 21 settembre, stessa pagina, si cita il gran ballo di premiazione in piazza Belvedere.

Nel 1958, insieme al G.A.U., propose lo spettacolo teatrale A carte scoperte.Cfr. La Sicilia, Catania, 24 dicembre 1958, p. 4.

Alla fine del decennio si unì come pianista e cantante all'orchestra Moonlight, con cui nel 1959 esordì in televisione nel varietà La conchiglia d'oro, programma condotto da Enzo Tortora.Cfr. La Sicilia, Catania, 19 settembre 1959, p. 5.

Anni 1960: le prime conduzioni, il Carosello, il successo con Settevoci e l'esordio a Sanremo

Nel 1960 Baudo sostenne un provino in Rai, dove Antonello Falqui e Lino Procacci lo giudicarono «adatto per programmi minori». In seguito esordì come conduttore televisivo nel programma Guida degli emigranti, esperienza che si rivelò fondamentale nella sua formazione professionale. Laureato in diritto del lavoro, fu incaricato dal direttore del telegiornale di realizzare servizi all'estero sulle comunità italiane. I viaggi lo condussero dall'Africa al Belgio, dove ebbe modo di osservare da vicino le condizioni di vita degli emigranti italiani, comprese le difficili realtà dei minatori di Marcinelle, occasione in cui incontrò anche il padre del futuro cantante Adamo. Queste esperienze contribuirono a rafforzarne la sensibilità giornalistica e la capacità di raccontare storie con empatia e precisione.

Successivamente condusse Primo piano e Telecruciverba, oltre a diverse manifestazioni musicali, tra cui il Festival calabrese della Canzone Italiana di Vibo Valentia (1961), il Gran Festival di Piedigrotta (1962), il Festival di Napoli (1963, 1965 e 1966 – dove appare, in una scena, anche nel film Operazione San Gennaro, mentre presenta il festival), CantaItalia (1964) e Il grande beat show / Ciao amici-Lancia a Torino (1966).

Nel 1965 Baudo prese parte, in tournée teatrale, alla rivista Scanzonatissimo di Dino Verde e Bruno Broccoli, insieme a Alighiero Noschese, Antonella Steni ed Elio Pandolfi. Prese anche parte a un episodio di Carosello per la Simmenthal, intitolato "La famiglia senza guai", realizzato da Luciano Emmer, e in cui compariva, tra gli altri, Alberto Rabagliati.

Il successo arrivò con Settevoci (1966), la cui affermazione è spesso attribuita a un episodio fortuito: il 6 febbraio di quell'anno, la bobina del telefilm Le avventure di Rin Tin Tin non sarebbe giunta in tempo e la Rai fu costretta a mandare in onda la puntata pilota del programma, fino ad allora giudicata «intrasmissibile». La trasmissione ottenne immediato consenso e fu confermata per quattro stagioni, lanciando la carriera del conduttore, che in seguito dichiarò ironicamente: «Io devo il mio successo a un cane, lo devo a Rin Tin Tin».Secondo lo storico della televisione Pino Frisoli, tuttavia, i palinsesti e i giornali dell'epoca dimostrano che Settevoci era già previsto per quella data, mentre Rin Tin Tin andava regolarmente in onda il lunedì successivo. L'aneddoto della bobina mancante resta quindi una leggenda, mentre il successo fu dovuto a un format efficace e alla conduzione di Baudo.

Nel 1967 partecipò al Carnevale di Oleggio come presentatore (poi nuovamente nel 1977), considerato un periodo d'oro del carnevale oleggese. Nello stesso anno in TV condusse Eccetera, eccetera, insieme a Gino Bramieri e Marisa Del Frate. Il 17 giugno partecipò alla trasmissione Sabato sera, condotta da Mina, prendendo parte a un momento rimasto celebre della televisione italiana insieme a Corrado, Mike Bongiorno ed Enzo Tortora. Ancora in Carosello, fu testimonial dei prodotti Motta fino ai primi anni Settanta, dal biscotto integrato Graal al panettone; quei celebri episodi scritti da Enrico Vaime e Marcello Marchesi, lo videro anche nei panni di Tarzan nell’episodio "Sulle piante".

Nel 1968 presentò per la prima volta il Festival di Sanremo, accanto a Luisa Rivelli. Nello stesso anno fu anche il conduttore di Un disco per l'estate, manifestazione che aveva inaugurato quattro anni prima e che presentò nuovamente nel 1969, 1986, 1992 e 1993.

Musicista con radici jazz, nello 1969 compose, insieme a Luciano Fineschi, la canzone Donna Rosa, con testi di Sergio Paolini e Stelio Silvestri. Il brano è un valzer dal ritmo orecchiabile e dal testo ironico, che racconta la storia di una donna affascinante e misteriosa. Fu presentato come sigla di chiusura di Settevoci, dove venne interpretato da Nino Ferrer, divenendo uno dei momenti più apprezzati della trasmissione. L'anno successivo il brano ispirò il musicarello Il suo nome è Donna Rosa, diretto da Ettore Maria Fizzarotti, in cui Baudo recitò nel ruolo del "duca Pippo", firmando anche le musiche insieme a Fineschi.

Anni 1970: quiz, varietà e Domenica in

Dopo il successo ottenuto con Settevoci, ricevette dalla Rai l'incarico di condurre Canzonissima nelle edizioni del 1972 e 1973, affiancato rispettivamente da Loretta Goggi e Mita Medici.

Nel 1972 Baudo tornò in veste di attore come protagonista in teatro con la commedia musicale L'ora della fantasia, tratta dall'opera di Anna Bonacci e liberamente tradotta da Maurizio Costanzo, accanto a Sandra Mondaini, mentre le musiche furono firmate da Pippo Caruso. Le liriche delle canzoni furono scritte da Paolo Limiti, mentre scenografia e costumi furono opera di Carlo Tommasi e Corrado Colabucci, con la regia affidata a Davide Montemurri. Lo spettacolo univa musica e recitazione, segnando un'importante esperienza teatrale nel percorso artistico di Baudo.

In radio dal 2 dicembre 1974 al 4 gennaio 1975 Baudo fu il padrone di casa per quel mese dello storico programma d'intrattenimento radiofonico del mattino Voi ed io, in onda sul Programma Nazionale Radiorai (oggi Radio 1), dal lunedì al sabato dalle 9 alle 11,10, riscuotendo vasti consensi in termini di ascolto.