Si arruolò nella Marina imperiale giapponese nel 1913, seguendo un primo ciclo di servizio su vecchie navi da guerra. Frequentò i corsi base di artiglieria navale e di naviglio silurante, mettendosi in luce per la puntualità tanto da essere assegnato alla Scuola siluristi come istruttore al principio degli anni venti. Esperto soprattutto in mine navali, nel cui uso si specializzò nella prima metà del decennio, comandò una serie di dragamine tra il 1923 e il 1926, anno nel quale fu promosso capitano di corvetta e messo al comando del cacciatorpediniere Maki. Iniziò quindi ad approfondire la conoscenza e l'impiego di tale tipo di navi attraverso successivi comandi di unità sempre più grandi e moderne, arrivando a essere capitano anche dell'; fu pure assegnato al comando di un paio di cannoniere. Nel corso della seconda metà degli anni trenta gli furono affidate in successione tre divisioni di cacciatorpediniere con le quali prestò servizio sul fronte di guerra cinese e, nel dicembre 1937, fu nominato capitano di vascello. Seguì l'incarico a bordo della nave appoggio idrovolanti Kagu Maru, con la quale partecipò alla facile occupazione dell'isola di Hainan nel febbraio 1939, e poi l'assunzione del comando dell'incrociatore leggero Jintsu. Nell'ottobre 1940 fu trasferito alla testa dell'incrociatore pesante Suzuya.

A bordo del Suzuya partecipò attivamente alla prima fase vittoriosa della guerra nel Sud-est asiatico e nel Pacifico, cooperando in diversi sbarchi in Borneo, Malaysia e a Sumatra; ebbe quindi un ruolo nell'incursione giapponese nell'Oceano Indiano (aprile 1942) e fu presente alla cruciale battaglia delle Midway (giugno), senza però arrivare a contatto con forze nemiche. Dalla fine di agosto fu coinvolto nella sfibrante campagna di Guadalcanal, accompagnando le portaerei nipponiche della 3ª Flotta nelle battaglie delle Salomone orientali e delle isole Santa Cruz. A metà novembre, nel corso della battaglia navale di Guadalcanal, bombardò l'aeroporto dell'isola. Divenuto contrammiraglio all'inizio del mese, ricoprì un comando di presidio in Giappone prima di tornare a Rabaul nel febbraio 1943 come capo della 3ª Squadriglia cacciatorpediniere ed essere subito incaricato di scortare sino a Lae, in Nuova Guinea, un importante convoglio; la missione fu scoperta dagli Alleati che radunarono una vasta armata aerea e distrussero il 75% delle navi giapponesi nella battaglia del Mare di Bismarck (2-5 marzo 1943). Kimura rimase ferito e riprese servizio nel giugno 1943 come comandante della 1ª Squadriglia cacciatorpediniere schierata nel Pacifico settentrionale: il mese successivo condusse a termine con grande successo l'evacuazione dell'isola di Kiska. Nell'ottobre 1944, inquadrato nella 5ª Flotta, ebbe una parte minore nel forzamento dello Stretto di Surigao (battaglia del Golfo di Leyte) e perse la sua ammiraglia, l'incrociatore leggero Abukuma. Il mese successivo, assunto il comando della 2ª Squadriglia cacciatorpediniere, diresse due fasi dell'operazione TA, l'invio ripetuto di convogli eterogenei alla guarnigione di Leyte. Sullo scorcio dell'anno fu richiamato in Giappone e rivestì ruoli all'interno dello stato maggiore generale e dello stato maggiore della Flotta combinata, passando poi alle scuole d'addestramento. Fu promosso viceammiraglio nel novembre 1945 e si ritirò subito dopo a vita privata, morendo nel febbraio 1960.

Biografia Inizio della carriera Masatomi Kimura nacque il 6 dicembre 1891 nella prefettura di Tottori. In giovane età s'iscrisse all'Accademia navale di Etajima e studiò nella 41ª classe, diplomandosi il 19 dicembre 1913, centosettesimo su 188 allievi; ottenne il brevetto di aspirante guardiamarina e fu destinato all'incrociatore corazzato Asama, sul quale completò la prima crociera d'addestramento all'estero. L'11 agosto 1914, tornato in Giappone, fu trasferito a bordo dell'incrociatore corazzato e il 1º dicembre ebbe la qualifica di guardiamarina; il 13 dicembre 1915 passò alla nave da battaglia Sagami, una preda bellica russa. Il 4 aprile 1916, dopo la restituzione dell'unità all'Impero russo, fu riassegnato all'incrociatore protetto . Il 1º dicembre 1916 tornò a terra, ebbe la promozione a sottotenente di vascello e fu indirizzato al Corso base della Scuola siluristi presso Yokosuka; una volta completatolo intraprese subito gli studi al Corso base della vicina Scuola di artiglieria navale (1º giugno 1917) che completò il 1º dicembre. Così addestrato fu subito aggregato alla cosiddetta "Unità provvisoria di difesa del Sud", costituita per le operazioni di conquista degli arcipelaghi in mano all'Impero tedesco (isole Marianne, Palau, Marshall e Caroline). Prestò servizio in questi territori di recente acquisizione per vari mesi e rientrò il 1º luglio 1918 a Yokosuka, sede del quartier generale del 1º Distretto navale alla cui dipendenze rimase per due settimane. Il 16 fu imbarcato sulla celebre pre-dreadnought : la nave era stata riclassificata come unità da difesa costiera e le sue crociere si limitarono alle acque nazionali giapponesi. Il 20 luglio 1919 la Mikasa divenne ammiraglia della "Unità di spedizione provvisoria" e Kimura vi rimase a bordo sino il 13 settembre, quando passò alle sue dirette dipendenze. Il 22 giugno 1920 scese a terra a Maizuru, comando del 4º Distretto navale, nel cui personale fu integrato.

Gli anni venti e trenta Kimura fu scelto come comandante ad interim di una torpediniera il 24 agosto 1920 e, nuovamente, il 1º settembre; entrambe le navi erano parte della 2ª Divisione torpediniere. Alla stessa data ottenne anche un posto alla Scuola siluristi come istruttore e, il 1º dicembre, ebbe confermati il comando della torpediniera e il ruolo di addestratore in concomitanza con la promozione a tenente di vascello. Il 27 luglio 1921 salì a bordo del trasporto militare Seito, prestandovi servizio sino all'11 aprile 1922, quando fu posto in attesa di incarico. Il 1º settembre ebbe il comando di una torpediniera della 2ª Divisione, trasferita alle dipendenze della Scuola siluristi per l'addestramento: infatti tornò contemporaneamente anche al ruolo di istruttore. La doppia mansione ebbe termine il 30 giugno 1923, quando fu designato fu comandante della torpediniera Kamome, un'unità molto piccola risalente agli inizi del XX secolo: fu d'altronde l'ultimo ufficiale a dirigerla, visto che il 15 dicembre fu radiata dal servizio. Kimura, intanto, aveva ripreso sin dal 10 luglio 1923 il compito di istruttore e, il 1º dicembre, era passato a comandare il dragamine W-3; il 10 gennaio 1924, infine, cessò l'attività parallela alla Scuola siluristi. Il 1º dicembre 1925 fu messo a capo del vecchio cacciatorpediniere di terza classe Yugure, trasformato in dragamine, e il 1º agosto 1926 del gemello Kisaragi, convertito allo stesso modo. Il 1º dicembre di quell'anno ricevette la nomina al grado di capitano di corvetta e lasciò entrambe le unità per assumere il comando del cacciatorpediniere di seconda classe Maki: espletò un lungo servizio su questa unità, acquisendo notevoli conoscenze sul naviglio leggero silurante. Solamente il 10 maggio 1929 ebbe sotto la sua responsabilità due unità più grandi e moderne: i cacciatorpediniere di prima classe o di squadra Asanagi e Oite, entrambi della classe Kamikaze. Il 5 settembre fu trasferito alla testa del meno prestante Hagi, un cacciatorpediniere di seconda classe di cui rimase capitano per più di un anno.

Il 15 novembre 1930 Kimura fu nominato comandante di un altro cacciatorpediniere, l'Hokaze, poi il 28 gennaio 1932 passò a comandare la cannoniera Katata. A questo punto della sua carriera Kimura poteva vantare una vasta preparazione nella specialità delle mine navali, costruita in gran parte nel biennio 1923-1925. Il 20 settembre 1932 arrivò per la prima volta a servire in una posizione di comando, lo stato maggiore della 3ª Flotta, dove ebbe un posto come assistente. Il 1º dicembre fu elevato al grado di capitano di fregata, tornò al servizio in mare e divenne comandante di una seconda cannoniera, la Atami; successivamente, il 10 marzo 1934, fu nominato capitano dell'eccellente cacciatorpediniere , un esemplare della rivoluzionaria classe Fubuki. Il 15 novembre 1935, ormai messosi in luce per capacità e preparazione, ottenne il comando di una formazione, la 16ª Divisione cacciatorpediniere. A partire dal 1º dicembre 1936 fu invece comandante della 21ª Divisione cacciatorpediniere, composta da quattro navi della classe Hatsuharu, che però si trovavano in parte in ricostruzione. Con i due reparti Kimura condusse regolari crociere nelle acque cinesi, partecipò alle esercitazioni navali della marina e nella seconda metà del 1937 prese parte alle prime operazioni collegate alla seconda guerra sino-giapponese. Il 1º dicembre di quell'anno salì al grado di capitano di vascello e fu trasferito contemporaneamente alla testa dell'8ª Divisione cacciatorpediniere, che rimase per oltre un anno sotto la sua responsabilità. Il 28 gennaio 1939, per quanto non avesse alcuna preparazione relativa all'aviazione di marina, Kimura fu nominato comandante della nave appoggio idrovolanti Kagu Maru, un mercantile requisito e militarizzato. Kimura arrivò a Sasebo (dove si trovava l'unità) il giorno seguente, si sistemò a bordo e il 31 salpò alla volta delle isole Zhoushan, raggiunte il 3 febbraio: Kimura condusse alcune pratiche di decollo e recupero idrovolanti, oltre a testare l'armamento. Fu quindi aggregato alla 5ª Flotta del viceammiraglio Nobutake Kondō che, nella notte del 9-10 febbraio, sbarcò con facilità a Hainan, nel cui porto di Samah Kimura ormeggiò il Kagu Maru; a fine mese sovrintese alla ritinteggiatura delle murate. All'inizio di marzo salpò diretto a Takao, sull'Isola di Formosa, ma il 5 dovette tornare indietro dopo aver domato un breve incendio a bordo, causa di danni superficiali; rientrò a Samah per gli opportuni interventi. Una volta completati e dopo una breve permanenza a Hainan, Kimura poté spostarsi a Keelung a Formosa e, infine, tornare in Giappone dove, il 20 aprile, fu scelto quale nuovo comandante della petroliera Shiretoko.

La seconda guerra mondiale 1940-1943