La fiamma olimpica dei XX Giochi olimpici invernali venne accesa a Olimpia, il 27 novembre 2005, con la cerimonia rituale che precede ogni edizione delle Olimpiadi, e viaggiò sulle torce progettate e costruite da Pininfarina attraverso una staffetta di tedofori e un percorso di lungo le strade di Grecia, Città del Vaticano, Malta, Slovenia, Austria, Svizzera, Francia e Italia, fino a giungere allo stadio Olimpico di Torino il 10 febbraio 2006, giorno della cerimonia di apertura dei Giochi, quando l'ultima tedofora Stefania Belmondo con la sua torcia accese il braciere olimpico, che rimase ardente fino al 26 febbraio, giornata conclusiva della manifestazione.

Torcia

La torcia olimpica fu progettata e prodotta da Pininfarina, azienda torinese, attiva nel settore delle carrozzerie per automobili, dopo un lavoro di 18 mesi fatto da una squadra di 30 persone, per un totale di oltre ore lavorative.

Realizzata in alluminio e plastica nelle parti esterne, ed acciaio e rame in quelle interne, per una lunghezza totale di e un peso di , la torcia era dotata di un sistema di combustione interno alimentato da una miscela formata al 40% di propilene e 60% di butano, per un tempo di combustione di 15 minuti, grazie a un brevetto firmato Cavagna Group. Questo brevetto consisteva in una bombola di alluminio su cui era installato un regolatore per la riduzione della pressione, con la funzione di controllare la pressione del gas contenuto, anche in caso di corsa molto veloce del tedoforo e di raffiche di vento da ; anche il colore giallo-arancione e la particolare consistenza della fiamma, necessari per motivi di immagine e resa televisiva, furono frutto dello studio e della messa a punto della tecnologia del regolatore da parte di Cavagna Group.

La forma della torcia era ispirata a ricordare contemporaneamente uno sci e il monumento simbolo di Torino (la Mole Antonelliana), e riportava la scritta "Torino 2006" insieme allo stemma dei Giochi e ai cinque cerchi olimpici. La fiamma invece di sgorgare dalla cima della torcia circondava il corpo della stessa, in modo da dare l'impressione che stesse andando a fuoco.

La torcia ricevette il premio "Lorenzo il Magnifico" alla Biennale internazionale dell'arte contemporanea di Firenze.

Staffetta Organizzatori

Tedofori

I tedofori furono in totale ( in Grecia e in Italia e nazioni confinanti) e furono selezionati dagli organizzatori e da alcuni partner, tra la fine di settembre e l'inizio di novembre 2005. La candidatura era aperta a tutti, e poteva essere effettuata compilando un modulo sul sito internet ufficiale. I candidati prescelti vennero avvisati circa un mese prima della staffetta che dovevano compiere. Ad ogni tedoforo venne fornita la divisa ufficiale, composta da tuta, berretto e guanti in lana targati "Torino 2006"; se lo desiderava, poteva acquistare la torcia numerata utilizzata nella propria frazione di staffetta al costo di 300 €.

Il primo tedoforo, ad Olimpia, fu l'astista greco Konstadinos Filippidis mentre l'ultima, che accese il braciere allo stadio Olimpico, fu la fondista italiana Stefania Belmondo (medaglia d'oro, d'argento e di bronzo sia ad Albertville 1992 sia a Salt Lake City 2002; due bronzi a Lillehammer 1994 e argento e bronzo a Nagano 1998).

Tanti furono i tedofori italiani famosi (elenco non esaustivo): il maratoneta Stefano Baldini; gli sciatori alpini Alberto Tomba, Piero Gros e Deborah Compagnoni; i fondisti Maurilio De Zolt, Marco Albarello, Giorgio Vanzetta e Silvio Fauner; il biatleta Pieralberto Carrara; gli atleti Salvatore Antibo e Fabrizio Donato; i calciatori Paolo Di Canio, Alessandro Nesta, Andrij Ševčenko e Francesco Totti; l'allenatore Marcello Lippi; l'arbitro di calcio Rosario Lo Bello (suo padre fu tedoforo ai Giochi di Roma 1960); i ginnasti Igor Cassina e Yuri Chechi; il pilota Jarno Trulli; la pallanuotista Alexandra Araujo; i cestisti Dino e Andrea Meneghin; lo schermidore Andrea Cassarà; la nuotatrice Ambra Migliori; il pugile Sven Paris; personaggi del mondo dello spettacolo come Niccolò Ammaniti, Giorgio Armani, Claudio Baglioni, Milly Carlucci, Ficarra e Picone, Roby Facchinetti,Voce e tastierista dei Pooh, che accompagnò la fiaccola nella frazione di Bergamo, sua città natale. Adriano Galliani, Sabrina Ferilli, Linus, Gianni Morandi, Cristina Parodi, Simona Ventura, Gianfranco Vissani.

Frazioni Il percorso a piedi fu complessivamente di ( in Grecia e in Italia e nazioni confinanti), suddiviso in frazioni ( in Grecia e in Italia e nazioni confinanti), ciascuna di , in cui il tedoforo poteva scegliere se effettuarlo di corsa o camminando.

Percorso La fiamma è stata accesa all'altare del tempio di Estia ad Olimpia il 27 novembre 2005: dopo essere sfilata davanti al monumento a Pierre de Coubertin, è stata consegnata al primo tedoforo, il saltatore con l'asta Konstadínos Filippídis. Dopo alcuni giorni di staffetta in Grecia, è stata ufficialmente consegnata al comitato organizzatore dei Giochi torinesi durante la tradizionale cerimonia allo stadio Panathinaiko di Atene il 7 dicembre seguente.

La fiamma è arrivata in Italia il giorno dopo, 8 dicembre, data in cui il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi l'ha consegnata, dopo una cerimonia nella piazza del Quirinale, al primo tedoforo italiano, Stefano Baldini, che ha dato inizio ad un viaggio per tutte le province del paese. La destinazione finale della fiamma era lo stadio Olimpico di Torino, dove nel corso della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi, il 10 febbraio 2006, sarebbe stato acceso il braciere olimpico.

Il percorso della staffetta olimpica ha attraversato tutti i capoluoghi di provincia italiani e numerose altre località. La fiamma olimpica è stata portata anche all'estero, con brevi passaggi in tutti i paesi che confinano con l'Italia: Città del Vaticano (dove la fiaccola ha ricevuto la benedizione del papa Benedetto XVI), Malta, San Marino, Slovenia, Austria, Svizzera e Francia (dove la fiamma ha transitato per due città che nel passato hanno ospitato i Giochi olimpici invernali, Grenoble e Albertville).

La sera del 10 febbraio 2006, nel corso della cerimonia di apertura dei Giochi, la fiamma olimpica è stata portata all'interno dello Stadio Olimpico da Alberto Tomba, campione dello sci alpino, che ha dato inizio all'ultima parte della staffetta. Dopo di lui, la torcia è passata ai quattro componenti della staffetta italiana di sci di fondo che vinse l'oro a : Maurilio De Zolt, Marco Albarello, Giorgio Vanzetta e Silvio Fauner. A De Zolt, il più anziano del gruppo, il compito di reggere la fiaccola nel tratto percorso dai quattro fondisti. La torcia è poi passata al piemontese Piero Gros, oro nello slalom speciale a , poi a Deborah Compagnoni, tre volte campionessa olimpica nello sci alpino, ed infine alla fondista Stefania Belmondo, vincitrice di dieci medaglie olimpiche in carriera (record per lo sport italiano). La Belmondo, ultimo tedoforo, con la torcia ha acceso il complesso meccanismo che ha portato la fiamma in cima alla torre del braciere olimpico tra i fuochi d'artificio.

Riepilogo delle località attraversate dal percorso della staffetta