L'uomo che uccise Liberty Valance (The Man Who Shot Liberty Valance) è un film del 1962 diretto da John Ford e interpretato da James Stewart, John Wayne e Lee Marvin, adattamento del racconto The Man Who Shot Liberty Valance della scrittrice statunitense Dorothy M. Johnson pubblicato nel 1949 sulla rivista Cosmopolitan.Un adattamento teatrale dello stesso racconto è stato realizzato dal britannico Jethro Compton nel 2014, con Paul Albertson e Oliver Lansley nei ruoli che erano stati di John Wayne e James Stewart e James Marlowe in quello di Liberty Valance.
Alla sua uscita ottenne una buona accoglienza da parte della critica, anche se alcuni la giudicarono un'opera minore del regista soprattutto per l'utilizzo del bianco e nero e l'assenza dei consueti panorami della Monument Valley, considerati come segni del suo crescente disinteresse nel girare film. Nel corso degli anni è stato rivalutato come uno dei migliori western di Ford e proprio la sua atmosfera opprimente e claustrofobica è stata vista come un riflesso dell'oscurità e del pessimismo di una storia che predilige i personaggi e le loro emozioni all'ambientazione..
Nel 2007 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti, in quanto giudicato "di rilevante significato estetico, culturale e storico", e nel 2012 è entrato nella Film Hall of Fame della Online Film & Television Association.
Trama Il senatore Ransom Stoddard torna con la moglie Hallie nella piccola città di frontiera di Shinbone, dove 25 anni prima era incominciata la sua carriera politica. Il motivo è il funerale di Tom Doniphon, sconosciuto agli abitanti, ma all'epoca protagonista di una vicenda che l'uomo comincia a raccontare a un gruppo di cronisti dello Shinbone Star. Il flashback incomincia con l'assalto alla diligenza su cui viaggiava Stoddard da parte dalla banda di Liberty Valance, spietato bandito al servizio di un gruppo di potenti e disonesti allevatori di bestiame che godeva di una sorta di impunità. Ridotto in fin di vita, l'allora giovane e idealista procuratore era stato tratto in salvo proprio da Doniphon e rimesso in sesto grazie alle cure di Hallie, alla quale a quel tempo Tom era sentimentalmente legato.
Con la protezione del rude Tom e del suo aiutante Pompeo, Stoddard cercò quindi di integrarsi nella comunità collaborando allo Shinbone Star dell'editore Dutton Peabody, allestendo una scuola per istruire i cittadini e cercando di riportare la legalità in un West dove l'unica legge era ancora quella del più forte. Ma la costante presenza di Valance e le sue vessazioni misero a dura prova i suoi ideali e le vicende che si susseguirono portarono a un duello ormai inevitabile. Stoddard riuscì inaspettatamente a uccidere il bandito, conquistando il cuore di Hallie e diventando l'eroe dei cittadini di Shinbone che per acclamazione lo candidarono al congresso degli Stati Uniti. Quando il suo avversario lo accusò di dovere la sua celebrità al solo fatto di aver ucciso un uomo, Stoddard si convinse a rinunciare e fu proprio Tom a farlo tornare sui suoi passi e accettare la candidatura: seppure deluso per la perdita della sua innamorata, gli confidò che era stato lui stesso a uccidere Valance, sparandogli da dietro un angolo un attimo prima che lo facesse il bandito.
Il racconto di Stoddard si conclude ma a questo punto il nuovo editore dello Shinbone Star gli comunica che la vera storia non sarà mai pubblicata, perché nel West la leggenda prevarrà sempre sulla realtà dei fatti. Sul treno di ritorno per Washington, dopo aver dato l'ultimo saluto a Tom, il senatore propone a Hallie di tornare a vivere a Shinbone e la donna accetta. Grazie al progresso e al contributo di Stoddard, le terre una volta aride e desolate sono ora diventate un giardino, ma è a quelle terre che il suo cuore apparterrà sempre.
Analisi
Nel 1962 uscirono L'uomo che uccise Liberty Valance e Sfida nell'Alta Sierra di Sam Peckinpah, due film che affrontavano la fine del vecchio West e che inaugurarono un periodo in cui l'interesse del pubblico per il western incominciò a calare. Nello stesso periodo molti dei maestri del genere (Budd Boetticher, Delmer Daves, André De Toth, Anthony Mann) stavano inoltre per abbandonare la professione e l'età d'oro del western sembrava ormai finita..
Con il suo tono pessimistico, la struttura della storia in flashback, gli ambienti confinati e la fotografia oscura e inquietante, Liberty Valance è stato visto come un tipico esempio di western noir.. I temi sono quelli che avevano interessato John Ford sin dall'inizio della sua carriera: i valori dell'Est contro quelli dell'Ovest, che attraverso il progresso hanno creato una società dove legge e ordine non sono più determinate dalla violenza.. Ancora una volta, come in Sfida infernale (1946) e Sentieri selvaggi (1956), troviamo anche la lotta tra individuo e società e tra natura selvaggia e civiltà. Quello che qui manca sono gli eleganti panorami della Monument Valley e il film è insolitamente oscuro e claustrofobico. Rinunciando per la prima volta all'uso ispirato del paesaggio a favore delle riprese in studio e realizzando il suo primo western in bianco e nero dopo Rio Bravo del 1950, Ford offre uno stile visivo che esprime la sua perdita di fiducia nel "sogno americano" e ridimensiona le proporzioni del mito della frontiera.
Quella di Ford è ancora una visione sentimentale e nostalgica della storia americana, ma se sedici anni prima con Sfida infernale aveva esaminato la fine del selvaggio West con un senso di speranza e possibilità, con Liberty Valance il mondo nuovo che sostituisce quello vecchio è rappresentato attraverso il rimpianto e l'oblio. Come scrive Scott Eyman nel saggio Print the Legend: The Life and Times of John Ford, mentre in Sfida infernale e Sentieri selvaggi il regista aveva spinto i suoi personaggi verso un'ascesa finale al mito, in Liberty Valance «inizia con il mito e lo smantella metodicamente sulla strada di una triste ironia»..
Secondo l'autore Robert B. Ray, il film rappresenterebbe uno studio critico di uno dei paradigmi più duraturi dell'età d'oro di Hollywood: l'eroe "fuorilegge" (Tom) riluttante a collaborare con l'eroe "ufficiale" (Stoddard) per sconfiggere il nemico comune (Liberty Valance) per l'amore di una donna (Hallie). Ma il risultato in questo caso è più doloroso.. Così come altre volte in passato, Ford si concentra sulla necessità di sacrificare la volontà individuale per un bene superiore, in questo caso soprattutto da parte di Tom. L'orgoglio ferito per aver perso la sua donna, il suo status in città e il suo West potrebbe spingerlo a non rivelare la verità a Stoddard su ciò che è veramente accaduto, ma non lo fa.. Tom ha scelto di perdere tutto in nome del progresso, dove il vecchio eroe deve essere distrutto per far posto al nuovo.. Dopo 25 anni tutto è completamente cambiato, tutti hanno ottenuto ciò che pensavano di volere, ma nessuno è felice. Stavolta Ford si chiede se il sacrificio sia davvero giustificato.
Produzione Alla fine degli anni cinquanta il mondo di Hollywood stava affrontando un periodo di profondi cambiamenti. Il vecchio studio system viveva i suoi ultimi giorni e per un regista come John Ford era sempre più difficile trovare supporto per i propri progetti. I suoi ultimi film erano considerati troppo sentimentali, vecchio stile e poco sofisticati e il western non sembrava un genere praticabile ancora a lungo.. Ciò nonostante, nella primavera del 1961 Ford acquistò per 7 500 dollari i diritti del racconto di Dorothy M. Johnson e propose alla Paramount Pictures di realizzare un adattamento al quale avrebbe contribuito attraverso la John Ford Productions.
La proposta non convinse subito lo studio, ancora alle prese con le perdite subite con I due volti della vendetta diretto da Marlon Brando e poco propensa a rischiare con un altro western,. ma alla fine fu trovato un accordo a una condizione: la presenza di John Wayne, che aveva appena firmato un contratto con lo studio e stava per incominciare le riprese de I comanceros con Michael Curtiz. Il 10 aprile 1961 il progetto fu annunciato alla stampa,. anche se per il via libera definitivo ci vollero quasi sei mesi durante i quali Ford poté dirigere il segmento sulla guerra di secessione di La conquista del West.
Sceneggiatura Nello stesso periodo il regista rinnovò la sua collaborazione con James Warner Bellah e Willis Goldbeck, già autori un anno prima de I dannati e gli eroi, che si occuparono sia della produzione sia della sceneggiatura. Al racconto originale vennero apportati alcuni cambiamenti che conferirono alla storia una maggiore risonanza sociale e politica. Oltre alla trasformazione di Liberty Valance in un bandito al soldo dei grandi allevatori, furono infatti aggiunti i personaggi di Pompeo, il "braccio destro" afroamericano di Tom, e di Dutton Peabody, l'editore che usa citare Shakespeare e che rischia la vita per difendere il primo emendamento.. Altri importanti cambiamenti riguardarono la figura di Tom Doniphon (Bert Barricune nel racconto), che nel film perse il carattere di vero e proprio mentore nei confronti di Stoddard, e l'aggiunta della rivelazione finale da parte dello stesso Stoddard sul vero "uomo che uccise Liberty Valance" (e della conseguente famosa battuta pronunciata dall'editore Maxwell Scott)..
Cast
Attore prediletto da John Ford sin da Ombre rosse del 1939, John Wayne non riuscì subito a capire il suo personaggio che a differenza degli altri vide come semplicemente funzionale alla trama. «Me ne dovevo solo andare in giro mentre Jimmy Stewart e Lee Marvin avevano tutte le scene migliori», ha dichiarato in seguito, «ero quasi un fondale scenico, facevo poco per la storia tranne essere colui che spara a Valance e mantiene il segreto, così che i cittadini pensino sia stato Jimmy. Non mi dispiaceva interpretare un ruolo di secondo piano, ma non avevo nulla da fare». Quando qualcuno gli fece notare che in realtà Tom era caratterizzato da una profonda ambiguità, l'attore si infuriò: «Me ne frego dell'ambiguità. La perversione e la corruzione sono mascherate dall'ambiguità. Non mi piace l'ambiguità. Non mi fido dell'ambiguità».. Lo stesso Ford ha detto nel 1978 al regista Peter Bogdanovich: «In effetti Wayne recitò la parte del protagonista. Jimmy Stewart aveva la maggior parte delle scene ma era Wayne il personaggio centrale, la ragione di tutto quanto»..
James Stewart, che aveva già lavorato con John Ford nel 1961 in Cavalcarono insieme, accettò subito di interpretare il ruolo dell'eroe idealista Ransom Stoddard anche se in quella prima occasione il rapporto tra i due non era stato dei migliori. Per la parte di Liberty Valance fu John Wayne a suggerire Lee Marvin, dopo averlo notato ne I comanceros che aveva diretto (non accreditato) con Michael Curtiz. «Duke mi disse "Penso che ci sia una grande parte per te in L'uomo che uccise Liberty Valance"», ha dichiarato in seguito Marvin, «e io gli chiesi: "Quale parte sarebbe?", "Liberty Valance" rispose. Gli chiesi: "Chi è l'uomo che lo uccide?" e lui rispose "Io". Gli dissi "Duke, se qualcuno deve farlo non riesco a pensare a nessun altro da cui vorrei essere ucciso"».
Per il resto del cast John Ford ricorse a numerosi attori con i quali aveva già lavorato in passato, tra cui Woody Strode (Pompeo), che in seguito lo ha definito «il più grande regista per cui abbia mai lavorato», Vera Miles (Hallie), John Qualen (Peter), Andy Devine (lo sceriffo Link Appleyard), John Carradine (Cassius Starbuckle), Denver Pyle e O.Z. Whitehead. Gli ultimi due interpretarono Amos e Herbert Carruthers, rispettivamente padre e figlio, anche se in realtà Pyle era più giovane di 9 anni.
Riprese