Biografia Nato a Tivoli da Giovanni ed Euple Rosa Vincenzo Pacifici (1895-1944) e il rinnovamento della storiografia tiburtina, a cura di Camillo Pierattini e Renzo Mosti, Tivoli, 1985, frequentò le scuole locali, in particolare conseguì la licenza liceale nell'anno scolastico 1912/1913 presso il Regio Liceo Ginnasio "Amedeo di Savoia"; conseguì poi il 13 luglio 1917 la laurea in filosofia presso l'Università di Roma, il 2 dicembre 1918 quella in lettere e il 23 maggio 1919 il diploma di magistero in Filosofia e Pedagogia. Sotto la guida di eminenti maestri come Pietro Fedele, storico del medioevo, si dedicò ad attività di ricerca, non solo su indagini nella tematica generale della storia d'Italia, ma anche in una revisione minuziosa della storia locale, svincolandola dal provincialismo di cui era intessuta.
L'insegnamento fu la sua attività primaria. Insegnò presso il Regio Ginnasio Liceo "Amedeo di Savoia" di Tivoli incominciando come supplente nell'anno scolastico 1919-1920, poi fino al 1931-1932 insegnò italiano, storia e storia dell'arte. Insegnò anche nell'anno 1923-24 pedagogia, filosofia e storia nelle classi seconda e terza superstiti della Scuola Normale.Stato del personale degli insegnanti del Liceo classico statale Amedeo di Savoia di Tivoli, volume primo, n.98. Fu nominato nel 1926 per un quinquennio libero docente per un corso parallelo di storia medioevale e moderna alla facoltà di lettere dell'Ateneo romano, confermato nell'incarico nel 1932 e successivamente nel 1936, svolse come programmi accademici la storia del Ducato di Ferrara nel Cinquecento, una sintesi del Seicento, la storiografia relativa ai secoli XVII e XVIII e una sintesi storica e storiografica riguardante il periodo successivo, rimasta incompiuta per la sua morte.Le notizie sono state ricavate da documenti esistenti presso l'archivio della facoltà di lettere dell'Università "Sapienza" di Roma. Il decreto con cui fu abilitato per un quinquennio alla libera docenza porta la data del 7 dicembre 1926 e la firma di Pietro Fedele, ministro della Pubblica Istruzione. La conferma venne con decreto del 28 giugno 1932; il giuramento, allora richiesto dalle leggi vigenti, fu prestato il 21 dicembre 1936. Alcuni temi dell'insegnamento universitario furono pubblicati postumi nel 1949 a cura della Società Tiburtina di Storia e d'Arte, sotto il titolo Note di storiografia - Storia e storiografia nell'Illuminismo, pp.348 e riguardano i corsi svolti nell'anno accademico 1942-43.
Opera La sua prima collaborazione fu, a partire dal 1919, al "Bollettino di studi storici ed archeologici di Tivoli e della Regione Tiburtina" sino alla cessazione della rivista avvenuta nel 1939 con gli "Indici" da lui stesso curati; ma la collaborazione effettiva a questo periodico si era poi interrotta dal 1921 al 1928 per la maturazione del progetto di istituire un'associazione storica a sé stante, d'impronta moderna e con finalità scientifiche. Così nacquero nel 1920 la Società Tiburtina di Storia e d'Arte e nel 1921 la rivista "Atti e Memorie" Vai agli Atti e Memorie, che suscitarono grande interesse e curiosità nell'ambiente storico nazionale.
Nello stesso anno del conseguimento della laurea in lettere (1920) diede alle stampe il lavoro Ippolito II d'Este cardinale di Ferrara che si impose all'attenzione per due motivi fondamentali: il primo è quello dell'indagine scrupolosa delle fonti in campi "non sempre agevoli e quasi appieno inesplorati", conformemente ai canoni della Scuola Romana, di cui sono testimonianza i 19 archivi e le 11 biblioteche consultate in Italia e all'estero, nonché le note del testo dense di riferimenti archivistici e bibliografici; il secondo è quello dell'illustrazione di un personaggio poco conosciuto che ha occupato un ruolo importante "nell'arte e nella storia civile e religiosa del Cinquecento"V. Pacifici, Ippolito II d'Este cardinale di Ferrara, Tivoli, 1920, prefazione, pag. V, e che ha esercitato anche una profonda influenza sulla città di Tivoli.
Il successivo impegno culturale di Vincenzo Pacifici si identificò pienamente nella Società Tiburtina di Storia e d'Arte, durante il periodo di fervida attività che va al 1921 al 1944. Così, sempre intorno al 1920, affronta un vasto lavoro di revisione e di analisi dei problemi ch'erano stati affacciati, con mezzi limitati, dagli storici tiburtini della prima metà dell'800. Si trattava di elaborare una storia nuova adeguata alla millenaria tradizione di Tivoli e per questo Pacifici ripartì dalle fonti, per offrire nuovi strumenti di lavoro a quanti intendessero impegnarsi nell'approfondimento e nella rielaborazione della storia tiburtina. Un lavoro preliminare era stato compiuto agli inizi del XX secolo da Vincenzo Federici, che aveva pubblicato nel 1906 gli Atti del Comune di Tivoli dell'anno 1389 e nel 1910 lo Statuto di Tivoli del 1305, con aggiunta del 1307-1308E. Re e F. Bartoloni, In memoria di Vincenzo Pacifici, «Arch. Soc. Romana St. Patria», LXXVI (1953), pp. 17-18.
Testamento morale Il suo testamento morale fu ritrovato tra le sue carte, scritto quasi sotto il presentimento dell'imminente morte: in esso, tra le tante espressioni di fede e di speranza, ce n'è una sublime, racchiusa nelle parole: «Lascio a chi mi uccise la mia benedizione, … a chi comandò la strage lascio il perdono». Così morì la mattina del 26 maggio 1944, colpito mentre era accorso in aiuto dei suoi concittadini rimasti sotto le macerie causate dai bombardamenti americani.
«Conobbi il mondo fugacemente, ne vidi il male e forse non tutto, ne cercai il bene per quanto potei, lo lascio in un male maggiore. Vidi gli uomini nell'odio, diedi tutto me al verbo dell'Amore, li lascio in un odio più grande. Sentii l'onda degli affetti corrermi nel corpo, alitare nell'anima, io la rivolsi tutta all'umanità, e non diedi agli uomini nulla. Seguii l'ombra di un sogno, tutto un sogno è la vita; credetti che l'uomo avesse un valore, e non ne aveva. Ma è pur bello sognare, magnificarsi nell'illusione, sentire nei palpiti del cuore una potenza che non c'è. Lascio a chi mi amò il mio amore perenne, a chi mi disprezzò il mio amore perenne, a chi mi odiò il mio amore perenne. Lascio a chi mi uccise la mia benedizione, lo conduca Dio nel cammino del ritorno alla famiglia, e la casa sua tranquilla sorrida all'arrivo, famiglia placida all'azzurro nella pace dell'universo. Lascio a chi comandò la strage il perdono. Lascio ai popoli il Crocifisso. A stilla a stilla sanguina di sangue vivo Gesù eternamente poi che l'uomo eternamente apre le sue ferite quando le vede disseccarsi, le apre con ghigni avidi, con gli artigli delle mani, di quelle che Dio gli diede per benedire. In nome di quel sangue io ripeto una parola: Giustizia. Lascio ai miei fratelli la domanda del perdono. Lascio l'anima a Dio ed il corpo alla terra. Se una mano buona lo ricondurrà vicino ai miei morti, sotto un Crocifisso bianco tra due cipressi placidamente si disfaccia. Se qualche lacrima cadrà, sulla mia tomba, pianga la vittima, non l'uomo. Vincenzo».
Elenco delle pubblicazioni Una memoria di Adriano IV e Federico Barbarossa nell'Agro Romano, «Corriere d'Italia», 10 maggio 1914. La Cascata Grande dell'Aniene, «Bollettino dì Studi Storici e Archeologici di Tivoli» (sigla BSSA), 1919, pp. 15 e 63. Intorno alla Villa della regina Zenobia, «BSSA», 1919, p. 107. Tivoli, Federico Barbarossa e topografia dell'antica città, «BSSA», 1919, p. 111. La coronazione di Federico I nei poemi contemporanei, «BSSA», 1919, p. 147. Un vescovo tiburtino del 1100, Guido, «BSSA», 1919, p. 158. Tivoli e Corrado d'Antiochia, «Archivio della Società Romana di Storia Patria», XLII, 1919, pp. 269–293. L'Inquisizione a Tivoli e l'origine del Palazzo Comunale, «BSSA», 1920 p. 29. Le origini tiburtine della Compagnia di Gesù, «BSSA», 1920, p. 31. Notes on some recent discoveries at Tivoli, «The Journal of Roman Studies», X, 1920, pp. 90–95. Notizia di ritrovamenti in S. Maria Maggiore a Tivoli, «Archivio della Società Romana di Storia Patria», XLIII, 1920, pp. 461–464 G. M. ZAPPI, Annali e memorie di Tivoli, Studi e Fonti per la storia della Regione Tìburtina, Tivoli 1920, pp. 170. Ippolito II d'Este, cardinale di Ferrara, a cura della Società Tiburtina di Storia e d'Arte, Tivoli, 1920, pp. 472, con 4 figg. nel testo e 44 tavole f.t.; ristampa anastatica, Tivoli, 1984. Un carme biografico di Sisto IV del 1477 (Lucubraciunculae Tiburtinae), Tivoli 1921. Sull'occupazione garibaldina di Tivoli nel Ì867 (con Egidio Coccanari-Fornari), «Atti e memorie della Società Tiburtina di storia e d'arte» (sigla AMST.), I, 1921, pp. 91–96. Notizie, «AMST», I 1921, p. 101.Testo on line del primo volume degli Atti e Memorie La chiesa di S. Silvestro a Tivoli, «Arte Cristiana», IX, 1921, pp. 67–78, con 16 foto nel testo. L'Archivio Tiburtino di S. Giovanni Evangelista, Studi e Fonti per la storia della Regione Tiburtina, Tivoli 1922, pp. 98 . Recensione: F. HERMANIN, La Deposizione di Tivoli, in «Dedalo», 1921; AMST., II, 1922, p. 59. Recensione: J. P. KIRSCH, Eine Kreuzabnahme in Holzstatuen in der Katedrale zu Tivoli, in «Die Khristlische Kunst», 1921: AMST., II, 1922, p. 59. Un autografo di S. Filippo Neri, AMST., II, 1922, p. 60. La più antica pianta di Tivoli, AMST., II, 1922, pp. 60–61. Rinvenimento di una storia manoscritta di Subiaco, AMST., II, 1922, p. 61. Restauri e scoperte nella chiesa di Poli, AMST., II, 1922, pp. 61–62. Un breve di Clemente IV al vescovo di Tivoli Giacomo da Fossanova, AMST., II, 1922, pp. 116–118.Testo on line del secondo volume degli Atti e memorie Recensione: J. WILPERT, Die Römischen Mosaiken und Maleraien, Friburgo 1917; AMST., II, 1922, pp. 118–121. Recensione: V. Rossi, Di una Colonna corrispondente del Petrarca; AMST., II, 1922, p. 121 Recensione: P. T. SCHUTZE, A restoration of the circular Pavillion at Hadrians Villa near Tivoli, «Memoirs of the American Academy in Rome», II, 12; AMST., II, 1922, p. 122 Recensione: U. Monneret de Villard, in Rivista Italiana di Numismatica, 1919-1920; AMST., II 1922, p. 121 Recensione: C. DE Cupis, La caccia nella Campagna Romana, Roma 1922; AMST., II, 1922, pp. 122–124 Recensione: I. PINELLI, Pagine di vita modenese; AMST., II, 1922, p. 124 Il diario settecentesco di G. Gismondi, (parte 1 a); AMST., II, 1922, pp. 131–135 Affreschi e ruderi romani scoperti nella Valle di Truglia, AMST., II, 1922, pp. 135–136 Documenti e sigilli dei Vescovi di Tivoli, AMST., II, 1922, pp. 136–139 Il Diario settecentesco di G. Gismondi: la carestia del 1763-64 a Tivoli, (parte 2a); AMST., III, 1923, pp. 75–78; dal 1764 al 1780, (parte 3a); III, 1923, pp. 131–141 Recensione: S. Kambo, Grottaferrata e it Monte Cavo, Bergamo; AMST., III, 1923, pp. 78–81 Il Bernini a Tivoli e alcuni lavori barocchi, AMST., III, 1923, pp. 123–131 Acque Albule, Tip. Chicca, Tivoli 1924, in collaborazione con altri, pp. 36 con 7 illustraz. f.t. Una baruffa nella processione dell'Inchinata del 1725, AMST., IV, 1924, pp. 81–84 Scultura lignea del secolo XII (con Silla Rosa De Angelis), AMST., IV, 1924, pp. 218–220 Un nuovo documento sulle origini del Comune di Tivoli, AMST., IV, 1924, pp. 220–223 Scoperta di una statua nel tempio di Ercole, AMST., IV, 1924, pp. 223 Sulle vicende del codice delle «Lucubraciunculae Tiburtinae», AMST., IV, 1924, pp. 224–225 Recensione: E. VISCO, La politica della S. Sede nella rivoluzione di Masaniello da documenti inediti dell'Archivio Vaticano, Napoli 1924; AMST., IV, 1924, pp. 229–230 M. A. NICODEMI, Tiburis urbis historia, Studi e Fonti per la storia della Regione Tiburtina, Tivoli 1926, pp. 240 Tivoli nel Medioevo, in AMST., V-VI, 1925-26, pp. 370, con 60 figure fuori testo ; ristampa foto-meccanica nel 1971 II più antico ritratto di S. Francesco d'Assisi (con Silla Rosa De Angelis), AMST., VII, 1927, pp. 28–33 Necropoli preistorica, stipe votiva e base arcaica rinvenute all'Acquoria, AMST., VII, 1927, pp. 52–53