Rivoluzionaria socialista, prese parte alla Comune di Parigi con il marito Victor Jaclard. È la sorella della matematica Sof'ja Kovalevskaja.
Biografia Anna Vasil'evna Korvin-Krukovskaja nacque, come la sorella Sof'ja, nell'aristocratica famiglia del generale Vasilij Korvin-Krukovskij. Entrambe conobbero la letteratura materialista di Ludwig Büchner e di Karl Vogt, e quella socialista e populista di Černyševskij e di Lavrov, simpatizzando con i circoli politici più radicali.
Nel 1864 incontrò Fëdor Dostoevskij, dopo aver pubblicato due racconti nella rivista letteraria L'Epoca. Lo scrittore la incoraggiò e si legò d'amicizia con lei fino a chiederle di sposarlo, ma ottenne un rifiuto. Scrisse alla sorella Sof'ja: «Sono stupita di non poterlo amare. È talmente buono, intelligente, geniale. Ma gli occorre una donna che si consacri interamente a lui, e io non posso farlo».B. Noël, Dictionnaire de la Commune, II, 1978, p. 30. Si pensa che Anna sia stata rappresentata da Dostoevskij nel personaggio Aglaia Epancina del romanzo L'idiota.K. Lantz, The Dostoevsky Encyclopedia, 2004, p. 220.
Lasciata la Russia nel 1866, raggiunse Parigi e lavorò come operaia in una tipografia. Frequentò gli ambienti rivoluzionari e vi conobbe lo studente di medicina Victor Jaclard, con il quale dovette fuggire a Ginevra per sottrarsi all'arresto della polizia bonapartista. Si sposarono e aderirono entrambi alla Prima Internazionale, e sembra che Anna abbia tradotto in russo l'Indirizzo inaugurale, scritto da Marx, dell'Associazione dei lavoratori.
Alla caduta di Napoleone III nel 1870 i coniugi Jaclard tornarono a Parigi, e Anna partecipò alla prima Unione delle donne, fondata da Jules Allix, che ebbe breve vita, venendo sostituita dall'omonima associazione creata da Élisabeth Dmitrieff e Nathalie Lemel. Durante la Comune, Anna Jaclard entrò nel Comitato di vigilanza del XVIII arrondissement di Parigi, occupandosi di organizzare e controllare l'insegnamento svolto nelle scuole femminili. Il 31 marzo 1871 fondò con André Léo il giornale La Sociale e partecipò ai soccorsi dei federati combattenti contro l'esercito di Versailles.
Durante la Settimana di sangue combatté sulle barricate e riuscì a sfuggire ai versagliesi, mente la corte marziale la condannava in contumacia alla deportazione a vita nella Nuova Caledonia, accusandola falsamente di «complicità in sottrazione fraudolenta di diversi effetti».B. Noël, cit., II, p. 31. Con il marito si rifugiò in Svizzera, poi a Londra, dove incontrò Marx e cominciò, senza terminarla, la traduzione in russo del I libro de Il Capitale.
Nel 1874 Anna e Victor Jaclard si trasferirono in Russia. Qui lavorò come giornalista e traduttrice, e riprese i contatti con i circoli rivoluzionari. Con l'amnistia del 1880 tornarono a Parigi, dove Anna morì nel 1887.
Note
Bibliografia Marc Slonim, Gli amori di Dostoevskij, trad. di Maria Michahelles, Firenze, Centro Internazionale del libro, 1958, pp. 165-172 Bernard Noël, Dictionnaire de la Commune, II, Paris, Flammarion, 1978 Kenneth Lantz, Korvin-Krukovskaja, Anna Vasil'evna (1843–1887), in The Dostoevsky Encyclopedia, Westport-London, Greenwood Press, 2004
Voci correlate Femminismo in Francia
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