Biografia Francesco Parrino nacque a Piana degli Albanesi nel 1754 da una famiglia arbëreshe, figlio di papàs Demetrio e di Angela Manzone. Fece i primi studi nel Seminario Italo-Albanese di Palermo, dimostrando ben presto la sua propensione per il proprio idioma.

Così scrisse Nicolò Chetta in Tesoro di notizie su de' MacedoniNicolò Chetta, Tesoro di notizie su de' Macedoni, Contessa Entellina, 2002, p. 557. su di lui:

Egli scrisse importanti versi in albanese, come la poesia I shën Gjergji e i shën Mitri luftuan (San Giorgio e San Demetrio combatterono). Egli è l'autore del Canto di Lazzaro (Kënka e Lazarit o kënga e Lazërit)..Vedi Canti tradizionali p. 282. che ancora oggi si cantaTerminata la Proiasmena (“Messa dei presantificati”) del venerdì sera, a ricordo dell'evento evangelico, i fedeli intonano il canto di Lazzaro (Lazëri), e, subito dopo, gruppi di giovani, guidati da un papàs per le vie del paese e davanti agli uscì delle case, eseguono lo stesso canto.Il canto di Lazzaro, come da tradizione orientale, è interpretato senza strumenti musicali e unicamente a voce. Recentemente, d'altro canto, è stato eseguito anche con il supporto musicale bandistico nella comunità dell'Eparchia di Piana degli Albanesi di Mezzojuso. per le vie delle comunità siculo-albanesi la notte di venerdì antecedente la Domenica delle Palme (E Diellja e Rromollidhet), quando si ricorda la resurrezione di Lazzaro di Betania da Gesù, simbolo della comune resurrezione degli uomini.

Fu amantissimo, scrive il poeta Giuseppe Schirò, della patria lingua albaneseSotir Ferrara, Il ruolo del clero di rito bizantino nella conservazione del patrimonio etnico e culturale, in Le minoranze etniche e linguistiche. Atti del 2º Congresso Internazionale. Piana degli Albanesi, 7/11 settembre 188, I, Palermo 1989, p. 157. e lo ricorda così in Opere VIII Saggi:

Il canto, divenuto popolare e comune a tutta la comunità albanese di Sicilia, è una testimonianza che contiene utili informazioni linguistiche., nonché storiche. Una cattiva variante della versione del Parrino fu rinvenuta da Giuseppe Schirò in un manoscritto inviato al poeta di Piana degli Albanesi da P. Niilo Borgia., monaco basiliano arbëresh del Monastero di Grottaferrata. Fu quindi recuperato e pubblicato nelle opere tradizionali di Giuseppe Schirò. Sulle sue trascrizioni studiò e scrisse, nel 1938, anche l'albanese K. Prifti, su Kënga e “Lazarit” të Arbreshët in “Përpjekja Shqiptare”, II, pp. 219 sgg.

Morì a 77 anni a Piana degli Albanesi il 24 aprile 1831.

Note

Bibliografia Giuseppe Schirò, Giuseppe Schirò,

Voci correlate Arbëreshë Eparchia di Piana degli Albanesi Rito bizantino

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