Gli aborigeni della Tasmania (in lingua locale Parlevar) erano gli indigeni vissuti nell'isola australiana di Tasmania.
Prima dell'avvio della colonizzazione inglese dell'isola, avvenuta nel 1803, il numero di aborigeni in Tasmania era stimato in 3.000-15.000 individui, a seconda delle fontiRhys Jones stimò 3000-5000 individui, N. J. B. Plomley 4000–6000, Henry Reynolds 5000–7000, Colin Pardoe più di 12000 e David Davies circa 15000. La causa più accreditata della decimazione della popolazione aborigena tasmaniana pura è l'introduzione di malattie da parte degli europei: già nel 1830 veniva scritto che la maggior parte di essi era stata uccisa dalle malattie, ma anche le battaglie tribali e con gli europei (fra cui la Guerra Nera, considerata il primo genocidio moderno) causavano numerose perdite fra la popolazione aborigena. Generalmente, l'ultimo aborigeno tasmaniano viene identificato con Trugernanner (meglio conosciuta come Truganini), deceduta nel 1876. Nel 1889, tuttavia, il titolo di "ultimo aborigeno tasmaniano" venne riconosciuto a Fanny Cochrane Smith, che venne per questo ricompensata con 300 acri di terreno e una pensione annuale di 50 sterlineRebe Taylor, Unearthed: the Aboriginal Tasmanians of Kangaroo Island, Wakefield Press, 2004 pp.140ff.. Per questo motivo, la lingua tasmaniana è andata perduta. La comunità aborigena Palawa, tuttavia si è rivelata molto attiva nel tentativo di restaurare le antiche tradizioni aborigene. Fra questi sforzi, vi è anche il tentativo di ricostruire e reintrodurre la lingua tasmaniana in base alle registrazioni o agli scritti in questa lingua: il risultato è una sorta di esperanto di lingue tasmaniane chiamato palawa kani.
Prima dell'arrivo degli europei
I primi esseri umani giunsero in Tasmania circa 40.000 anni fa (i manufatti più antichi ritrovati sull'isola sono stati ritrovati nelle caverna di Warreen e risalgono a 34.000 anni fa, ma resti ritrovati durante degli scavi nei pressi di Brighton sembrerebbero essere ancora anteriori, rendendo di fatto i primi aborigeni tasmaniani la popolazione umana più meridionale del Pleistocene), sfruttando l'istmo che allora congiungeva l'isola al resto dell'Australia durante l'ultima era glaciale. Tale istmo scomparve circa 8000 anni fa a seguito dell'innalzamento del livello del mare, che portò alla formazione dello stretto di Bass e di fattò lasciò isolate le popolazioni stanziatesi in Tasmania dal resto delle popolazioni aborigene australiane.
L'isolamento totale in cui gli aborigeni tasmaniani hanno vissuto per millenni (dovuto anche al fatto che né loro, né gli aborigeni australiani hanno mai sviluppato forme di navigazione, che avrebbero consentito contatti fra le due popolazioni) ha fatto sì che molte delle nuove scoperte fatte nell'entroterra australiano rimanessero sconosciute agli abitanti dell'isola, rimasti infatti piuttosto "primitivi" rispetto alla maggior parte dei popoli indigeni della Terra. Ad esempio, essi ignoravano del tutto l'utilizzo di attrezzi in osso o uncini, così come il cucito, il boomerang, o le tecniche di accensione del fuoco: quest'ultimo veniva ricavato a partire dagli incendi naturali, e portato di comunità in comunità da uomini appositamente delegati. Gli aborigeni della Tasmania, inoltre, non costruivano capanne o similari (sebbene attualmente si sia propensi a credere che di tanto in tanto venissero costruite capanne di frasche per proteggersi dal freddo o dalla pioggia), preferendo vivere in grotte. Una scuola di pensiero vorrebbe che tale stato di primitività sia dovuto al fatto che rispetto all'Australia continentale la Tasmania possedesse tali e tante risorse naturali di facile accessibilità da non rendere necessario lo sviluppo di tecnologie atte a migliorare le prestazioni nella caccia od in altri ambiti: effettivamente sono stati ritrovati attrezzi in osso risalenti ai primi stadi della colonizzazione dell'isola, ma poi il loro utilizzo è scomparso fino a non lasciare tracce. I reperti archeologici suggeriscono che il periodo dell'abbandono degli strumenti in osso coinciderebbe grossomodo con l'espansione nell'entroterra delle tribù aborigene. Questa coincidenza cronologica ha fatto nascere una teoria piuttosto controversa, che vorrebbe che tale espansione avrebbe portato gli aborigeni tasmaniani ad eliminare quasi del tutto pesce ed affini dalla propria dieta, ripiegando invece su animali terrestri come wallaby e possum: ciò avrebbe comportato un abbandono degli strumenti d'osso (generalmente associati alla pesca nelle popolazioni primitive) a favore di strumenti di pietra scheggiata.
Prima dell'arrivo degli europei, in Tasmania si contava un numero di aborigeni variabile a seconda delle stime fra le 3000 e le 15.000 unità: gli studi genetici, supportati anche da alcuni racconti tradizionali, sembrerebbero suggerire cifre maggiori, il che farebbe pensare a un'epidemia che avrebbe ridotto drasticamente il numero di aborigeni già prima dell'arrivo degli europei sull'isola (forse introdotta accidentalmente dai cacciatori di foche, ai tempi piuttosto comuni nella zona). Lo studio dei reperti archeologici ha portato a stimare la popolazione della sola zona costiera occidentale in 3000-6000 persone, circa il sestuplo delle stime comunemente teorizzate: sebbene tali cifre siano poi state ridimensionate, la bassa deriva genetica farebbe pensare a una loro verosimiglianza con la realtà, e addirittura non è stato escluso(sebbene manchino prove archeologiche a supporto di tale tesi) che la popolazione di aborigeni tasmaniani abbia pouto raggiungere in tempi storici le 100.000 unità.
Tribù
La natura delle interazioni sociali, culturali e territoriali degli aborigeni della Tasmania rimane ancora piuttosto oscura, in quanto non sono mai stati effettuati studi esaurienti sul campo e i dati ottenuti si basano più che altro sulla tradizione orale. Gli aborigeni tasmaniani erano piuttosto tendenti al nomadismo, tendendo a spostarsi periodicamente all'interno di territori definiti, sia per adattarsi ai cambiamenti stagionali della disponibilità di cibo (ad esempio maturazione di frutti e bacche), che per consentire alle risorse di una determinata zona di riprendersi dallo sfruttamento.
La società tasmaniana si organizzava su tre livelli: unità familiare o clan; unità sociale o banda, formata da varie unità familiari non strettamente imparentate fra loro, fino a un totale di 40-50 persone; unità tribale, formata da varie bande confederate ad occupare un territorio definito (sebbene ci fosse un flusso abbastanza consistente fra le varie tribù ed in stagioni di abbondanza i territori potevano essere condivisi con altre bande.
In Tasmania si contavano nove tribù, ciascuna composta da un numero di bande variabile fra le 6 e le 15, ciascuna delle quali a sua volta composta da 2-6 clan familiari. Di seguito è riportato il nome delle varie tribù, suddivise in gruppi in base alle affinità linguistico-culturali, e dove possibile è riportato anche il nome delle varie bande in cui ciascuna tribù si suddivideva.
Gruppo nord-orientale Tribù del Nord Est: si divideva in sette bande, che raccoglievano un totale di circa 500 persone. I membri di questa tribù erano probabilmente in rapporti amichevoli con i membri della tribù di Ben Lomond, ai quali essi consentivano l'accesso alle zone costiere della zona nord-orientale del loro territorio. Leenerrerter Leenethmairrener Panpekanner Peeberrangner Pinterrairer Pyemmairrenerpairrener Trawlwoolway Tribù del Nord: contava fra le 200 e le 300 persone, suddivise in quattro bande. Questa tribù deteneva il monopolio quasi totale dell'ocra, che veniva barattata con le tribù circostanti: nel territorio si trovano le maggiori miniere di questa sostanza della Tasmania, per raggiungere le quali i membri della tribù utilizzavano percorsi ben definiti e tenuti sgombri tramite il fuoco. Alla tribù era concesso di passare parte dell'anno nei territori costieri della tribù del Nord Ovest, dove si rifornivano di carne di foca e conchiglie provenienti da Robbins Island per fabbricare collane: questo privilegio veniva ripagato con l'accesso libero dei membri della tribù del Nord Ovest alle miniere di ocra. La regione occupata dalla tribù, piuttosto isolata, venne assegnata in massima parte alla compagnia della Terra di Van Diemen nel 1824, senza essere mai stata esplorata dagli europei: i tentativi di colonizzazione furono un fallimento sostanziale a causa del clima freddo e umido, della fittissima vegetazione e delle coste poco adatte all'attracco di imbarcazioni, tuttavia nel 1827 venne fondato un porticciolo ad Emu Bay, dove solo un anno dopo un'aborigena fuggita dagli accampamenti di cacciatori di foche sulle isole dello stretto di Bass, Tarerenorerer (meglio conosciuta come Walyer) fondò un movimento di resistenza aborigena ed organizzò una serie di attacchi e razzie, utilizzando moschetti rubati ai coloni. Pallittorre Plairhekehillerplue Punnilerpanner Noeteeler Tribù di Oyster Bay: questa tribù (conosciuta anche col nome aborigeno di Paredarerme) è generalmente ritenuta la più popolosa fra quelle tasmaniane: essa contava infatti una popolazione stimata fra le 700 e le 800 unità. La tribù di Oyster Bay era in buoni rapporti con la tribù di Big River, con la quale vi erano spesso incontri sociali e venivano condivisi i siti di caccia dell'interno e sulla costa: al contrario, questa tribù era apertamente ostile alla tribù delle Midlands settentrionali, al punto che fra i territori delle due tribù vi era una zona cuscinetto non visitabile (corrispondente all'attuale parco nazionale Douglas-Apsley). I movimenti migratori di questa tribù erano diretti verso le regioni interne durante i mesi primaverili (dove vi era l'opportunità di commerciare in ocra e resina di Eucalyptus gunniicon le tribù del Nord e del Nord Ovest), per poi fare ritorno nella zona costiera durante l'autunno. Non tutti i membri della tribù migravano stagionalmente: alcuni gruppi familiari passavano tutto l'anno nella zona costiera. La scelta dei luoghi dove insediarsi era basata sulla topografia del luogo: generalmente, le bande si accampavano lungo le vallate dei fiumi o ai piedi delle colline, preferibilmente sul versante nord. Laremairremener Leetermairremener Linetemairrener Loontitetermairrelehoinner Moomairremener Poredareme Portmairremener Pydairrerme Toorernomairremener Tyreddeme Gruppo delle Midlands Tribù del Ben Lomond: comprendente 150-200 persone, suddivise in tre (o forse quattro) bande che occupavano un territorio di circa 260 km² attorno all'altopiano di Ben Lomond, una zona piuttosto brulla ed inospitale. Fra gli esponenti celebri di questa tribù vi sono Walter George Arthur (uno degli aborigeni del campo di Wybalenna che stilò la petizione del 1847 per la Regina Victoria) e Mannalargenna, uno dei capi della guerriglia aborigena durante la Guerra Nera ed il primo aborigeno tasmaniano al quale sia stata data sepoltura con rito cristiano. Plangermaireener Plindermairhemener Tonenerweenerlarmenne Tribù del Big River Braylwunyer Larmairremener Leenowwenne Luggermairrernerpairrer Pangerninghe Tribù delle Midlands settentrionali Leterremairrener Panninher Tyerrernotepanner Gruppo marittimo Tribù del Nord Ovest: comprendente fra le 400 e le 600 persone, suddivise in almeno otto bande, questa tribù era in buoni rapporti con la tribù del Nord, ai membri della quale veniva concesso l'approvvigionamento di risorse lungo la costa nord-occidentale del territorio. Situata in una zona piuttosto inospitale e generalmente ritenuta inadatta all'insediamento di coloni, la tribù ha tuttavia subito il numero più alto di uccisioni e soprusi ad opera degli europei. Manegin Parperloihener Pendowte Pennemukeer Peerapper Peternidic Tarkinener Tommeginer Tribù del Sud Ovest Mimegin Ninene Needwonnee