La diocesi di Zucchabar () è una sede soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica.
Storia Zucchabar, forse identificabile con Miliana nell'odierna Algeria, è un'antica sede episcopale della provincia romana della Mauritania Cesariense.
Sono tre i vescovi conosciuti di questa diocesi africana. Alla conferenza di Cartagine del 411, che vide riuniti assieme i vescovi cattolici e donatisti dell'Africa romana, presero parte il cattolico Massimiano e il Germano Pascasio.Mandouze, Prosopographie de l'Afrique chrétienne, p. 726, Maximianus 9; pp. 536-537, Germanus 5.
Il nome di Stefano appare al 20º posto nella lista dei vescovi della Mauritania Cesariense convocati a Cartagine dal re vandalo Unerico nel 484; Stefano, come tutti gli altri vescovi cattolici africani, fu condannato all'esilio.Mandouze, Prosopographie de l'Afrique chrétienne, p. 1094, Stephanus 4.
Dal 1933 Zucchabar è annoverata tra le sedi vescovili titolari della Chiesa cattolica; dal 23 febbraio 1996 il vescovo titolare è Theotonius Gomes, C.S.C., già vescovo ausiliare di Dacca.
Cronotassi Vescovi residenti Massimiano † (menzionato nel 411) Germano † (menzionato nel 411) (vescovo donatista) Stefano † (menzionato nel 484)
Vescovi titolari Nicolas Kinsch, S.C.I. † (26 settembre 1967 - 15 aprile 1971 dimesso) John Anthony Kelly † (16 novembre 1972 - 24 luglio 1987 deceduto) João Maria Messi, O.S.M. (15 giugno 1988 - 22 marzo 1995 nominato vescovo di Irecê) Theotonius Gomes, C.S.C., dal 23 febbraio 1996
Note
Bibliografia Pius Bonifacius Gams, Series episcoporum Ecclesiae Catholicae, Leipzig, 1931, p. 470 Stefano Antonio Morcelli, Africa christiana, Volume I, Brescia, 1816, p. 371 Anatole Toulotte, Géographie de l'Afrique chrétienne. Maurétanies, Montreuil-sur-mer, 1894, pp. 180-181 Joseph Mesnage, L'Afrique chrétienne, Paris, 1912, p. 462 André Mandouze, Prosopographie chrétienne du Bas-Empire, 1. Prosopographie de l'Afrique chrétienne (303-533), Paris, Éditions du Centre National de la Recherche Scientifique, 1982
Collegamenti esterni La sede titolare nel sito di www.catholic-hierarchy.org La sede titolare nel sito di www.gcatholic.org
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