La sella curùle (in lat. sella curūlis) o sedia curule era un sedile pieghevole a forma di "X" ornato d'avorio, in uso presso l'antica Roma.
Simbolo del potere giudiziario, fu riservato inizialmente ai re di Roma e in seguito ai magistrati superiori dotati di giurisdizione, detti perciò "curuli", e agli imperatori. Gli imperatori romani avevano inoltre diritto a sedersi sulla sella aurea, un trono alto e dorato, variante della sedia curule introdotta da Giulio Cesare.
Storia Il simbolo di potere rappresentato dalla sedia curule affonda le sue radici nell'antica Etruria; infatti già gli Etruschi consideravano lo scranno pieghevole a forma di sella una prerogativa di chi poteva esercitare il potere (giudiziario ed esecutivo) sul popolo. Fu portato a Roma dal quinto re, Tarquinio Prisco, l’uomo d’origine etrusca.Floro, Epitoma de Tito Livio bellorum omnium annorum DCC, I, 5.6.
Durante il periodo della Repubblica, il diritto di sedere sulla sella curule era riservato a: consoli, pretori, edili curuli, pontefici massimi, dittatori e al magister equitum.
In epoca imperiale l'uso della sedia curule fu ampliato anche all'imperatore, al praefectus urbi e ai proconsoli.
Funzioni I magistrati solevano portare con sé la sella curulis assieme agli altri simboli del loro potere (fasci, verghe e scuri) e ovunque disponessero questi simboli, lì era stabilita la sede del loro tribunale.
Note
Voci correlate Pontefice massimo Magistratura (storia romana) Tribunale Bisellio
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