Linsorgenza tirolese (in lingua tedesca Tiroler Aufstand) è l'insieme delle vicende storiche avvenute nel 1809 quando il Tirolo, al tempo dominio bavarese, fu uno dei teatri di guerra secondari nel conflitto fra Primo Impero francese, Regno di Baviera ed alleati, e la Quinta coalizione. Nel territorio tirolese l'esercito asburgico fu affiancato da insorti tirolesi sotto la guida di Andreas Hofer e il territorio tornò momentaneamente sotto il controllo degli Asburgo.
Dopo la sconfitta austriaca e il conseguente trattato di Schönbrunn gli insorti riuscirono a sopraffare autonomamente le truppe francobavaresi, assumendo brevemente il controllo del territorio, per poi venire definitivamente sconfitti.
La vicenda fu una delle diverse insorgenze antifrancesi in Italia e anche in Europa che si ebbero nel 1809.
Da un punto di vista militare le vicende legate all'insorgenza furono marginali, sia per estensione sia per durata ed ebbero una trascurabile influenza sul corso della guerra. Il nazionalismo ottocentesco enfatizzò le battaglie tirolesi (più propriamente scontri o combattimenti), e vengono considerate di grande importanza per l'identità tirolese ed austriaca..
Antefatti Nel 1796, allo scoppio delle guerre napoleoniche, la Contea del Tirolo e l'Elettorato di Baviera erano entrambe entità semiautonome, nell'ambito del Sacro Romano Impero.
La Contea del Tirolo era parte dell'Arciducato d'Austria dal 1363., disponeva di un Landstände (una Dieta in cui erano rappresentati quattro stati: la nobiltà, il clero, la borghesia e il contado) che amministrava il paese e di un capitano provinciale, incaricato del potere giudiziario e della difesa della Contea, della religione cattolica e della libertà della provincia. L'autorità austriaca era rappresentata da un governatore di nomina imperiale.. Alla fine del XVIII secolo, il Tirolo aveva abitanti, dei quali il 4% appartenevano alla nobiltà e al clero, 17% alla borghesia e 78% al contado..
La popolazione della Contea era molto legata al cattolicesimo, circostanza che è stata attribuita all'intensa opera svolta dai gesuiti nel corso del XVIII secolo, e si era opposta alle riforme laiche e centralizzatrici del Giuseppinismo, politica iniziata dall'imperatore Giuseppe II del Sacro Romano Impero, che aveva portato la Contea sull'orlo della rivolta. Tale politica perdurò fino ai regni di Leopoldo II e Francesco II..
Erano presenti nel suo territorio i Tiroler Schützen che traevano le loro origini in un editto del 1511 (Landlibell). La milizia era stata mobilitata per la prima volta nel 1705 a causa della guerra di successione spagnola. Nell'occasione aveva respinto truppe francesi e bavaresi a Pontlatzer Brücke nei pressi di Landeck. A seguito di questo successo, tale milizia era stata rafforzata: gli uomini fra i 18 e i 40 anni erano mobilitati nelle compagnie di tiratori (Schützen), quelli fra i 40 e i 60 di riserva nella milizia territoriale (Landsturm). Erano tenuti ad esercitarsi al tiro tutte le domeniche, eleggevano i loro capitani e non potevano essere impiegati al di fuori del Tirolo.. Nel 1808 la struttura e l'organizzazione di tale milizia fu utilizzata per mobilitare gli insorti.
Guerre napoleoniche dal 1796 al 1803
Il Sacro Romano Impero fu fra i promotori delle guerre della prima, seconda e terza coalizione, venendo ripetutamente sconfitto.
Nel corso della campagna d'Italia, a partire dal 1796, l'esercito asburgico subì ripetute sconfitte. Un'eccezione fu costituita battaglia di Cembra (2 novembre 1796), uno scontro secondario che non influì sulle sorti della guerra.
Nel 1797, durante la spedizione del Tirolo, l'esercito asburgico (affiancato dalle milizie) tentò invano di contrastare una divisione francese al comando del generale Joubert, che attraversò, aprendosi la strada con le armi, l'intero territorio della contea, per raggiungere il grosso dell'esercito napoleonico a Leoben, in Carinzia.
Poiché le milizie tirolesi non portavano uniforme, gli uomini fatti prigionieri dai francesi venivano fucilati. I tirolesi adottarono allora una sorta di uniforme a partire dal 1799: pur rimanendo di foggia differente, fu prescritto di portare una coccarda verde chiaro sul cappello, un colletto verde ed un risvolto pure verde alle maniche.
Nel 1800 scoppiò la guerra della seconda coalizione. Nel contesto della seconda campagna d'Italia le milizie furono impiegate in azione alla frontiera svizzera.. Dopo che le fortezze asburgiche di Scharnitz e Leutasch erano state conquistate dai francesi, il Tirolo divenne un territorio aperto all'occupazione. Le truppe regolari austriache abbandonarono quindi il territorio, che divenne zona d'occupazione militare francese. Le associazioni di tiratori (Schützenverbände) vennero sciolte.
Nel 1803, in conseguenza del Trattato di Lunéville, la Contea si ingrandì a spese dei soppressi principati Vescovili di Trento e Bressanone.
Annessione alla Baviera, 1805 Nel 1805, al tempo della guerra della terza coalizione, le truppe austriache comandate dall'arciduca Giovanni, il fratello minore dell'imperatore d'Austria Francesco I, furono schierate in Tirolo. Ma a seguito della vittoria di Napoleone a Ulma, le truppe francesi condotte dal maresciallo Ney entrarono in Tirolo in novembre. Su ordine dell'imperatore, l'arciduca Giovanni dovette abbandonare il territorio. I francesi sbaragliarono i tirolesi a Scharnitz, ma furono sconfitti al Passo Strub: ciononostante tutto il territorio fu occupato entro novembre. In un proclama l'arciduca Giovanni promise alla popolazione che l'Austria sarebbe tornata a liberare il Tirolo.
Alla fine del mese le truppe francesi furono rilevate dalle truppe bavaresi. Il 26 dicembre l'Impero austriaco, sconfitto ad Austerlitz, firmò il trattato di Presburgo, che definì i nuovi equilibri europei. Con la nascita della Confederazione del Reno la Germania fu sottratta all'influenza degli Asburgo, che fu sostituita da quella francese. Il Sacro Romano Impero, ormai privo di significato, fu sciolto. Nell'ambito della confederazione, venne costituito il Regno di Baviera il cui sovrano divenne il principe elettore Massimiliano I Giuseppe.
Il Tirolo fu annesso al Regno di Baviera, alleato dell'Impero Francese.
Riforme illuministiche bavaresi
Il primo ministro della Baviera Maximilian von Montgelas promosse una politica volta alla modernizzazione del paese, abolendo i privilegi feudali, secolarizzando i beni ecclesiastici, riformando l'amministrazione dello Stato in senso unitario e accentrato. Ridusse l'influenza della Chiesa cattolica nella cultura e nella politica bavarese, estese i diritti civili ai protestanti e concesse alcuni diritti alle comunità ebraiche della Baviera. Abolì la tortura, introdusse l'istruzione obbligatoria gratuita, il servizio militare obbligatorio e le vaccinazioni obbligatorie, introdusse il divorzio. Si affermarono i principi di uguaglianza e di libertà della rivoluzione francese: una modernizzazione del sistema giudiziario e finanziario, furono abrogati i privilegi dell'aristocrazia, fra cui il diritto dei proprietari terrieri di giudicare i loro contadini personalmente.
I principi della Rivoluzione francese furono recepiti nella Costituzione, promulgata il 1º maggio 1808.
Nei territori di montagna dell'ex Tirolo le riforme incontrarono resistenze, ma nelle città molti accettarono con entusiasmo le nuove riforme e sperarono, anche grazie ai nuovi confini e nella prossimità della capitale Monaco, in nuovi vantaggi e migliori strutture.
Amministrazione Nel giugno del 1806 l'amministrazione della Baviera fu riformata e il regno venne diviso in 15 dipartimenti (Regierungsbezirk), secondo il modello francese. Le specificità locali, che derivavano dai privilegi dell'aristocrazia, furono abrogate e fu imposta una legislazione uniforme in tutto il regno. La dieta (Landstände) del Tirolo fu quindi soppressa. Il potere civile in Tirolo era esercitato dal Commissario di Corte Carlo d' Arco, che fu rimpiazzato da tre commissari: Maximilien Lodron, Georg von Aretin e Johann von Welspeg, ciascuno a capo di un dipartimento. Dei funzionari venuti direttamente dalla Baviera furono inviati nell'ex contea.. La costituzione riorganizzò il territorio bavarese in senso centralistico sull'esempio francese, la "Baviera Meridionale" venne divisa in tre circondari denominati dai loro corsi d'acqua principali: Adige (ted. Etsch), Isarco (ted. Eisack) ed Inn.
Nel nuovo contesto le arcaiche istituzioni tirolesi infatti, non potevano più essere tollerate. La dieta Tirolese, col relativo ordinamento di stampo medievale e la relativa divisione in classi sociali, fu abrogata, cosa che comportò la perdita dei privilegi dell'alto clero e dell'aristocrazia. Il modello centralistico prevedeva una legislazione uguale in tutte le zone del regno, in un'ottica di razionalizzazione tipica dell'illuminismo e della rivoluzione francese.
Leva militare
Le innovazioni belliche napoleoniche resero necessaria l'introduzione della "levéé en masse" su modello francese; nel Tirolo la questione era fino a quel momento regolata dall'anacronistico Landlibell del 1511, che prevedeva che il servizio militare si svolgesse esclusivamente nella milizia territoriale. Si trattava di un'innovazione che riguardava tutta l'Europa, Impero austriaco compreso e che gli Asburgo reintrodussero successivamente.
Come in tutta Europa il servizio di leva suscitò malcontento. Nel 1806 la Baviera organizzò il servizio di leva, per aumentare gli effettivi militari. Inizialmente addestrato un battaglione di volontari, tuttavia non appena fu inviato in Baviera 300 uomini su 900 disertarono.
Nel gennaio 1809 il governo decretò una chiamata alle armi, in base alla quale l'ex Tirolo avrebbe dovuto fornire uomini per un servizio di 6 anni, i coscritti sono estratti a sorte, ma quasi tutti prescelti fuggirono andando a nascondersi in montagna.. Fra il 12 ed il 13 marzo 1809 ad Axams, allorquando furono richieste le quote di coscritti, ci furono importanti fenomeni di renitenza alla leva, con giovani che si davano alla fuga, e contadini armati che portarono in prigione i soldati bavaresi, dopo averli disarmati.
Ridimensionamento potere ecclesiastico
Fu varata una politica religiosa anticlericale. Molte feste religiose furono proibite, allo stesso modo i pellegrinaggi e le processioni, con l'obiettivo di migliorare il tenore di vita dei contadini aumentando il numero di giorni lavorativi. A partire dal 1807, numerosi conventi furono soppressi e i loro beni incamerati dallo Stato. Il clero protestò, numerosi preti rifiutarono di obbedire, molti furono arrestati dalla polizia ed esiliati. L'anno 1807 vide la formazione dei primi gruppi di congiurati..
I provvedimenti per la limitazione del potere ecclesiastico suscitarono malcontento, come già era successo ai tempi di Giuseppe II, che aveva varato riforme simili, che non erano state applicate per il netto rifiuto dell’aristocrazia e del clero tirolesi.
Il governo illuminista bavarese aveva ridotto il numero di feste religiose e soppresso un buon numero di enti religiosi. Il fine era quello di accrescere il numero dei giorni lavorativi, alquanto ristretto dall'abbondanza di festività, e di favorire un passaggio di beni fondiari da proprietari ecclesiastici, che li trascuravano e non sapevano amministrarli, ad imprenditori capaci. Si trattava quindi di provvedimenti di natura economica.
Altre norme che suscitarono contrasti perché accusate di "empietà" furono l'istruzione elementare obbligatoria, la costruzione di nuovi cimiteri all'esterno dei centri abitati (per ragioni sanitarie) e la proibizione dell'uso delle campane per prevenire le tempeste. L'utilizzo delle campane per impedire tempeste e grandinate era una pratica risalente al Medioevo, giudicata “superstiziosa” dagli stessi teologi cattolici e la cui origine derivava da credenze del paganesimo germanico.