Il governo Cossiga I è stato il trentaseiesimo esecutivo della Repubblica Italiana, il primo dell'VIII legislatura.

Esso, nato in seguito alle elezioni politiche dello stesso anno, rimase in carica dal 5 agosto 1979Presidenza del Consiglio dei Ministri. Comunicato, in "Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana", "Serie generale", n. 218, 9 agosto 1979, pp. 6682-6683. al 4 aprile 1980 (sebbene già dimissionario dal precedente 19 marzo), per un totale di 243 giorni, ovvero 7 mesi e 30 giorni.

Ottenne la fiducia della Camera dei deputati l'11 agosto 1979, con 287 voti favorevoli (DC, PSDI, PLI, SVP e Union Valdôtaine), 242 voti contrari (PCI, PR, PdUP, MSI, Indipendenti di Sinistra e il rappresentante dell'Associazione per Trieste) e 65 astenuti (PSI e PRI).

Il Senato della Repubblica gli votò la fiducia il successivo 12 agosto, con 153 voti favorevoli (DC, PSDI, PLI, SVP e Union Valdôtaine) e 118 voti contrari (PCI, PR, MSI e Indipendenti di Sinistra). Poiché per il regolamento del Senato l'astensione valeva come voto contrario, PSI e PRI uscirono dall'aula e non parteciparono al voto.

Il governo Cossiga I diede le dimissioni il 19 marzo 1980Presidenza del Consiglio dei Ministri. Comunicato, in "Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana", "Serie generale", n. 100, 11 aprile 1980, p. 3235. dopo la svolta determinata dalla "politica del preambolo", con cui la Democrazia Cristiana pose fine alla “solidarietà nazionale” con il Partito Comunista Italiano di Enrico Berlinguer (nata con il compromesso storico) e fece prevalere l'alleanza con i socialisti e gli altri partiti laici (c.d. centro-sinistra "organico"), dopo un periodo di avvicinamento che aveva fatto porre in discussione la conventio ad excludendum fino a quel momento praticata.

Compagine di governo Appartenenza politica L'appartenenza politica dei membri del governo e dei sottosegretari di Stato, al momento del giuramento, si può così riassumere:

Partito Presidente Ministri Sottosegretari Totale 1 17 38 56 - 3 6 9 - 2 2 4 Indipendenti di area Partito Socialista Italiano - 2 1 3Totale 1 24 47 72

Provenienza geografica La provenienza geografica dei membri del Consiglio dei ministri si può così riassumere: +RegionePresidenteMinistriSottosegretariTotale1 -34 -7613 -21012 -4610 -178 -336 -235 -134 -123 -123 -123 - -33 -112 - -22 - -22 - -11

Situazione parlamentare Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei Deputati Governo Centrismo (291): DC (262), PSDI (20), PLI (9) Appoggio esterno Misto (5) Astensione PSI (62), PRI (16) Opposizione PCI (201), MSI-DN (30), PR (18), PdUP-PIC (6), Misto (1)Senato della Repubblica Governo Centrismo (149): DC (138), PSDI (9), Misto (2) Appoggio esterno Misto (8) Astensione PSI (32), PRI (7) Opposizione PCI (110), MSI-DN (13), Misto (2)

Composizione CaricaTitolare SottosegretariPresidenza del Consiglio dei ministri Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Presidente del Consiglio dei ministri Francesco Cossiga (DC) Piergiorgio Bressani (DC)Segretario del Consiglio dei ministri Aldo Bassi (DC) Francesco Salerno (DC)Sottosegretario con delega alla Cassa del Mezzogiorno Sergio Cuminetti (DC)Sottosegretario con delega alla Stampa Francesco Mazzola (DC)Sottosegretario con delega ai Servizi di sicurezza Dino Riva (PSDI)Sottosegretario con delega alla Ricerca scientificaMinistri senza portafoglio Coordinamento delle iniziative per la Ricerca scientifica e tecnologica Vito Scalia (DC) Organizzazione della Pubblica amministrazione e delle Regioni Massimo Severo Giannini(Indipendente di area PSI) Interventi straordinari nel Mezzogiorno Michele Di Giesi (PSDI)Rapporti con il Parlamento Adolfo Sarti (DC)(fino al 14 gennaio 1980) Clelio Darida (DC)(dal 14 gennaio 1980) MinisteroMinistri Sottosegretari di StatoAffari esteri Franco Maria Malfatti (DC)(fino al 14 gennaio 1980) Antonio Baslini (PLI) Giorgio Santuz (DC) Giuseppe Zamberletti (DC) Attilio Ruffini (DC)(dal 14 gennaio 1980) Interno Virginio Rognoni (DC) Clelio Darida (DC)(fino al 14 gennaio 1980) Marino Corder (DC)(dal 14 gennaio 1980) Nicola Lettieri (DC) Bruno Kessler (DC) Grazia e Giustizia Tommaso Morlino (DC) Giuseppe Gargani (DC) Raffaele Costa (PLI) Bilancio e Programmazione economica Beniamino Andreatta (DC) Lucio Abis (DC) Finanze Franco Reviglio (Indipendente di area PSI) Giuseppe Amadei (PSDI) Giuseppe Azzaro (DC) Francesco Colucci (PSI) Mauro Ianniello (DC) Tesoro Filippo Maria Pandolfi (DC) Enzo Erminero (DC) Giorgio Ferrari (PLI) Vincenzo Mancini (DC) Rodolfo Tambroni Armaroli (DC) Eugenio Tarabini (DC)Difesa Attilio Ruffini (DC)(fino al 14 gennaio 1980) Giovanni Del Rio (DC) Amerigo Petrucci (DC) Martino Scovacricchi (PSDI) Adolfo Sarti (DC)(dal 14 gennaio 1980) Pubblica Istruzione Salvatore Valitutti (PLI) Baldassare Armato (DC) Antonino Drago (DC) Franca Falcucci (DC) Lavori Pubblici Franco Nicolazzi (PSDI) Renato Corà (DC) Gianni Fontana (DC) Luigi Giglia (DC) Agricoltura e Foreste Giovanni Marcora (DC) Ferruccio Pisoni (DC) Calogero Pumilia (DC)(dal 6 novembre 1979) Giuseppe Zurlo (DC) Trasporti Luigi Preti (PSDI) Bartolo Ciccardini (DC) Costante Degan (DC) Calogero Pumilia (DC)(fino al 6 novembre 1979) Poste e Telecomunicazioni Vittorino Colombo (DC) Giosi Roccamonte (PSDI) Elio Tiriolo (DC) Industria, Commercio ed Artigianato Antonio Bisaglia (DC) Alberto Ciampaglia (PSDI)(fino al 13 febbraio 1980) Bruno Corti (DC)(dal 13 febbraio 1980) Francesco Rebecchini (DC) Ferdinando Russo (DC) Sanità Renato Altissimo (PLI) Bruno Orsini (DC) Vittoria Quarenghi (DC)Commercio con l'EsteroGaetano Stammati (DC) Carlo Baldi (DC) Carlo Fracanzani (DC)Marina mercantile Franco Evangelisti (DC)(fino al 4 marzo 1980) Natale Pisicchio (DC) Nicola Signorello (DC)(dal 4 marzo 1980) Partecipazioni statali Siro Lombardini (DC) Alberto Bemporad (PSDI)(dal 13 febbraio 1980) Giuseppe Antonio Dal Maso (DC) Carlo Vizzini (PSDI)(fino al 13 febbraio 1980) Lavoro e Previdenza sociale Vincenzo Scotti (DC) Costantino Belluscio (PSDI) Peppino Manente Comunale (DC) Arturo Pacini (DC) Francesco Quattrone (DC) Beni culturali ed Ambiente Egidio Ariosto (PSDI) Rolando Picchioni (DC) Turismo e Spettacolo Bernardo D'Arezzo (DC) Leandro Fusaro (DC)

Cronologia

1979

Giugno

3 giugno: Il Partito Comunista Italiano è il principale sconfitto delle elezioni poiché alla Camera dei deputati si ferma al 30,38%, lontano dai trionfali successi delle elezioni amministrative del 1975 e delle elezioni politiche del 1976. Perde circa il 4%, un milione e mezzo di elettori. Passa da 227 a 201 seggi. Inizia così un lento declino elettorale, politico e organizzativo. La Democrazia Cristiana con il 38,3% arretra di mezzo punto percentuale, da 263 a 262 seggi. Il Partito Socialista Italiano passa dal 9,6% al 9,8%, da 57 a 62 seggi. Il Partito Repubblicano Italiano si attesta al 3%. Aumentano leggermente il Partito Liberale Italiano che passa dall'1,3% all'1,9%, da 5 a 9 seggi, e il Partito Socialista Democratico Italiano, dal 3,4% al 3,8%, dai 15 ai 20 seggi. Il Partito di Unità Proletaria per il Comunismo si ferma all'1,4%. La grande sorpresa è il Partito Radicale, che alla Camera dei deputati dall'1,07% raggiunge il 3,45%, conquistando 18 parlamentari rispetto ai 4 del 1976. Al Senato della Repubblica passa dallo 0,8% all'1,3%, eleggendo 2 senatori. Più di ogni altra forza politica intercetta il malessere della sinistra critica rispetto al compromesso storico. Strappa al Partito Comunista Italiano il 10% circa del consenso elettorale ottenuto fra i giovani. 8 giugno: Il segretario del Partito Comunista Italiano, Enrico Berlinguer, rivolge agli elettori un appello in TV per le elezioni europee.

10 giugno: Per la prima volta si vota per il Parlamento europeo. Rispetto al 4 giugno la Democrazia Cristiana ed il Partito Comunista Italiano sono in flessione. Aumentano, anche se di poco, il Partito Socialista Italiano ed i partiti minori, continuando così l'affermazione del Partito Radicale. 17 - 18 giugno: Si svolgono le elezioni regionali in Sardegna. Il Partito Comunista Italiano cala di cinque punti rispetto alle elezioni politiche. 18 giugno: La direzione del Partito Comunista Italiano conferma la richiesta che ad un esponente comunista spetti la presidenza di una delle due camere. Pietro Ingrao rinuncia a ricandidarsi. 19 giugno: Si svolge lo sciopero generale indetto dalla Federazione unitaria della Confederazione Generale Italiana del Lavoro, Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori e della Unione Italiana del Lavoro per i contratti. 20 giugno: Si insedia l'VIII legislatura della Repubblica Italiana. Alla presidenza della Camera dei deputati viene eletta Nilde Iotti ed Amintore Fanfani viene confermato presidente del Senato della Repubblica.

Luglio

4 luglio: Si svolge lo sciopero nazionale dei metalmeccanici con cortei e blocchi stradali in tutta Italia. 5 luglio: Giulio Andreotti, presidente incaricato, avvia le consultazioni con i partiti. Il Partito Socialista Italiano si oppone al tentativo e, secondo un principio di alternanza, chiede che il presidente del Consiglio del nuovo governo non sia un democristiano ma un laico. Di fronte a questa richiesta, non condivisa dalla Democrazia Cristiana, Giulio Andreotti il 7 luglio rinuncia all'incarico. 6 luglio: Nel quadro dei contatti bilaterali promossi dal Partito Socialista Italiano si svolge l'incontro con il Partito Comunista Italiano. Al di là di quanto affermato nelle dichiarazioni ufficiali, nel corso della discussione la delegazione socialista prospetta al Partito Comunista Italiano l'ipotesi di un'astensione tecnica dei due partiti della sinistra ad un nuovo esecutivo. Il segretario comunista esclude ogni coinvolgimento in governi in cui non sia rappresentato il Partito Comunista Italiano. 7 luglio: Dopo che Giulio Andreotti ha rinunciato all'incarico, il capo dello Stato riprende le consultazioni. 9 luglio: Bettino Craxi, segretario del Partito Socialista Italiano, riceve l'incarico di formare il governo. Di fronte all'opposizione della Democrazia Cristiana il 24 luglio scioglie negativamente la riserva. 10 luglio: La direzione del Partito Socialista Italiano appoggia all'unanimità il tentativo Craxi.

12 luglio: A Milano tre killer uccidono l'avvocato Giorgio Ambrosoli, curatore fallimentare della Banca Privata Italiana di Michele Sindona. Si svolge l'incontro fra il presidente incaricato, Bettino Craxi, ed il Partito Comunista Italiano. Al termine Enrico Berlinguer dichiara che il Partito Comunista Italiano esprime interesse ed apprezzamento per il tentativo che sta portando avanti, per un governo formato dal Partito Socialista Italiano, dalla Democrazia Cristiana, dal Partito Socialista Democratico Italiano e dal Partito Repubblicano Italiano, ma resterà all'opposizione anche se seguirà con spirito costruttivo l'evolversi della situazione e non esclude di rivedere questa posizione sulla base dell'azione del nuovo governo. Si attende la risposta della Democrazia Cristiana che ha riunito per il 13 la direzione. 13 luglio: A Roma un commando delle Brigate Rosse uccide il tenente colonnello dell'Arma dei Carabinieri Antonio Varisco. 14 luglio: Il presidente incaricato, Bettino Craxi, riferisce al capo dello Stato, Sandro Pertini, sulle consultazioni avute con i partiti e chiede di poter avviare un secondo giro di incontri.