La battaglia di Filottrano fu l'ultimo episodio che vide in combattimento il Corpo Italiano di Liberazione, comandato dal generale Umberto Utili. Nell'episodio reparti italiani appoggiati da unità polacche riuscirono a sloggiare i tedeschi dai centri di Filottrano, Castelfidardo e Osimo, aprendosi la strada per Ancona, obiettivo strategico per il suo porto che consentiva un accorciamento delle linee di rifornimento per le unità alleate dal lato adriatico della penisola italiana.
Fatti che precedono la battaglia
16-17 aprile
Il pomeriggio del 16 aprile 1944, prima domenica dopo Pasqua, un furgone tedesco venne assaltato da un gruppo di partigiani in Via Cesare Battisti a Filottrano. Il primo ad accorgersi del fatto fu Don Costantino, il priore della Chiesa di San Cristoforo ed è grazie a lui che conosciamo quest'episodio. Due dei quattro soldati morirono, mentre due rimasero feriti. Tutti e quattro avevano la pistola tra le mani, molto probabilmente l'avevano estratta perché era stato un istinto naturale. I soldati feriti vennero subito soccorsi dagli abitanti che li portarono all'ospedale. Per vendicare l'attentato i tedeschi intervennero alle 21:00 circondando Filottrano e prelevando 16 uomini che condussero nella caserma dei carabinieri. I sedici uomini vennero rilasciati a mezzanotte. Intanto nella stessa via dove era avvenuto l'attentato vennero bruciate alcune case.
I tedeschi rimasero a Filottrano e, alle 7:00 del mattino seguente, vennero catturati altri civili che vennero fatti mettere con la faccia contro il muro lungo Corso Vittorio Emanuele II proprio sotto la casa di Luigi Olivi, caduto nella Grande Guerra. Nel frattempo si incontrarono in un ufficio comunale vari ufficiali tedeschi con le autorità filottranesi. I tedeschi intimarono di scrivere i nomi di tutti i ribelli, gli antinazisti, gli anglofili, e gli antifascisti. Il podestà Aurelio Buschi e il segretario del partito fascista Igino Lardinelli si rifiutarono sostenendo che la popolazione di Filottrano non c'entrava niente con i partigiani e che quelli che avevano provocato l'attentato venivano dalle montagne. All'inizio il generale tedesco non accolse questa tesi ma poi Igino Lardinelli riuscì a convincere il generale che a non uccidere gli ostaggi perché la popolazione era innocente, infatti aveva soccorso i militari feriti portandoli all'ospedale. Inoltre si rese garante per i filottranesi sostenendo che non avrebbero compiuto attentati contro i tedeschi. Il generale tedesco disse però che un filottranese aveva già partecipato ad un attentato, ma a questo punto Lardinelli disse che l'uomo che aveva compiuto l'attentato era di Montoro e non si poteva controllare, infatti la frazione era a 6 km distante da Filottrano; inoltre disse che lui si rendeva garante solo del centro abitato. Inoltre Marconi, che era un professore filottranese che insegnava tedesco e faceva da intermediario, elogiò la Germania dicendo che doveva tanto ai tedeschi dato che era stato molto in Germania e questo gli aveva permesso di imparare molte cose. Il generale tedesco decise di desistere dal suo terribile intento e insieme ai suoi soldati lasciò Filottrano ma fece mettere il seguente manifesto:
IL COMANDO SUPERIORE DELLE FORZE GERMANICHE COMUNICA:
1) Chi si trova in possesso di armi e di esplosivi e non li denunzia al comando tedesco più vicino, SARA' FUCILATO!
2) Chi ospita banditi oppure li protegge e fornisce loro alimenti o armi SARA' FUCILATO!
3) Chi dà informazioni al nemico oppure ai banditi, dove si trovano i comandi tedeschi o depositi militari SARA' FUCILATO!
4) Ogni paese dove si possa provare che vi siano banditi, o dove sono stati commessi attentati contro soldati tedeschi o italiani, oppure atti di sabotaggio diretti a danneggiare o distruggere materiale bellico SARA' FUCILATO! Inoltre gli abitanti maschi avente un minimo di diciotto anni SARANNO TUTTI FUCILATI!
ITALIANI! Il benessere della vostra patria e la fortuna delle vostre famiglie sono ora nelle vostre mani. Le forze armate germaniche agiranno con giustizia ma senza pietà e con tutto il rigore e le conseguenze del caso.
IL COMANDANTE SUPERIORE DELLE FORZE GERMANICHE
Da quel momento la Feldgendarmerie segnalò Filottrano come paese ribelle e non ci fu più un'alleanza tedeschi italiani nemmeno tramite la Repubblica di Salò. Quella di filottrano sarà solamente un'occupazione militare.
30 giugno
Un altro episodio che precede la battaglia di un giorno è la rappresaglia del 30 giugno. In quella mattina infatti vennero catturati qualche decina di civili. Vennero esclusi le donne, i bambini, i ragazzi e gli anziani. Alcuni civili vennero rilasciati perché erano troppi, così ne rimasero solamente dieci. Questi dieci vennero caricati sopra un autocarro tedesco e vennero condotti nell'attuale via 30 giugno dove vennero fucilati. Prima della fucilazione vennero chiamati il parroco e il podestà di Filottrano. Entrambe le autorità si opposero offrendo la loro vita in cambio di quella dei cittadini ma le loro proposte non furono accettate e i cittadini vennero fucilati. In quello stesso punto oggi sorge un monumento. I motivi di questa rappresaglia non sono chiari. Subito dopo la fucilazione venne appeso un cartello dove era scritto che un autocarro tedesco era stato centrato da dei colpi di arma da fuoco. Ma lo stesso cartello è apparso in molte altre città stampato allo stesso modo ed era utilizzato per motivare una rappresaglia che in realtà serviva per incutere terrore alla popolazione prima della battaglia in modo da non essere disturbati. Ma nella relazione della V Brigata Garibaldi dei partigiani si legge che un attentato sarebbe avvenuto nella zona tra Filottrano e Macerata la notte del 27 giugno dove tre autocolonne tedesche sarebbero state danneggiate. Ulteriori testimonianze hanno poi confermato gli scontri avvenuti tra tedeschi e partigiani - durante la ritirata - nei ditorni di Filottrano.
La battaglia
La battaglia fu un'altra tappa importante della guerra di liberazione italiana, che vide unità del II Corpo Polacco e il 183º Reggimento paracadutisti "Nembo" della Divisione "Nembo", contrapposti alla 71. e 278. Infanterie-Division tedesche facenti parte della 10. Armee, con il paese di Filottrano punto di cerniera tra le due divisioni tedesche. Queste ultime avevano ricevuto l'ordine di "tenere Ancona quanto più a lungo possibile, senza farsi colpire in forma distruttiva...". Prologo alla battaglia fu la fucilazione da parte tedesca di dieci cittadini di Filottrano, in rappresaglia per un non meglio precisato attacco a colpi d'arma da fuoco, contro un autocarro tedesco il 30 giugno. Il giorno dopo il 15º reggimento Ulani di Poznan, avanguardia della 5ª divisione polacca Kresowa, attaccò l'abitato di S. Biagio costringendo alla reazione i tedeschi, il cui contrattacco del 2 luglio si arenò di fronte alle truppe alleate. Di conseguenza, carristi polacchi e paracadutisti italiani della Nembo, appoggiati da guastatori, proseguirono il tentativo di sfondamento in direzione di Ancona. Nei giorni successivi e fino al 7 luglio, il paese e le zone circostanti vennero aspramente contese dalle due parti con accaniti contrattacchi di fanteria e forze corazzate; però, persi Castelfidardo e Osimo i tedeschi dovettero ritirarsi dalla zona lasciando Filottrano in mano agli italiani, che entrarono la città col XIV battaglione paracadutisti. Perdite italiane furono di 135 morti e 231 feriti, con 59 dispersi.
Qui di seguito la cronaca della battaglia nei particolari giorno per giorno:
1º luglio Nei giorni che vanno dal 21 al 30 giugno gli alleati avevano combattuto lungo il fiume Chienti, dopo una resistenza durata ben 9 giorni, avevano occupato nuove posizioni costituendo la linea Albert. La linea seguiva il corso del Fiumicello fino a giungere al Musone e poi al mare i cui importanti capisaldi erano: Cingoli, Filottrano, Osimo, Castelfidardo. A difendere questa linea si schieravano due divisioni di granatieri: la 278ª divisione la 71ª divisione. La 71ª divisione aveva il compito di difendere le montagne e dunque difendeva il territorio che va da Cingoli fino a Filottrano. A Filottrano invece si schierava la 278ª divisione che aveva il compito il territorio comunale fino al mare. Questa divisione era divisa in tre reggimenti: il 994^ difendeva il territorio di Filottrano mentre il 992^ il territorio che va dalla frazione di Montoro fino ad Osimo e il 993^ il territorio da Castelfidardo fino al mare. Questi tre reggimenti erano validamente sostenuti dal 278º reggimento di artiglieria. Su questo fronte operavano anche due reparti misti del gruppo divisionale controcarro Panzerjaeger-Abteilung 278. Il 994º reggimento che difendeva Filottrano era composto a sua volta da due battaglioni il I e il II battaglione granatieri.
Le truppe alleate erano costituite dal Corpo Italiano di Liberazione comandato dal generale Umberto Utili, composto di due divisioni incomplete di fanteria, due reggimenti di artiglieria, inoltre aveva reparti minori di servizi e collegamenti; in tutto il C.I.L. era costituito da mille ufficiali e sedicimila settecento soldati. Il Corpo Italiano di Liberazione era scarsamente equipaggiato, soffriva di una mancanza di mezzi corazzati e autocarri. A fianco del C.I.L. combatteva il secondo corpo polacco, che era composto da due divisioni di fanteria, una brigata corazzata, forte di almeno duecento carri armati due reggimenti di ulani corazzati e motorizzati, cinque reggimenti di artiglieria di ogni calibro, inoltre era composta da unità minori di genieri, di collegamenti e servizi di contraerea. Il corpo era composto da quattromila ufficiali e cinquantamila soldati.
È chiaro che Filottrano rappresentava un punto strategico in questa linea. Infatti per gli alleati c'erano due possibilità: o avrebbero conquistato Osimo e quindi avrebbero costretto i tedeschi a ritirarsi liberando il porto di Ancona importantissimo per i rifornimenti, oppure avrebbero potuto accerchiare i tedeschi che si trovavano ad Ancona, passando per Filottrano, costringendoli alla resa. Solo il corso della battaglia avrebbe determinato la soluzione.
Sul fronte di Filottrano la mattina del 1º luglio i tedeschi occuparono le posizioni che erano ritenute indispensabili per mantenere il caposaldo: Villa Centofinestre, le frazioni di Montoro, San Biagio ad est ed Imbrecciata a sud.
Nel pomeriggio i polacchi con il 15º reggimento Ulani di Poznan avanguardia della 5ª divisione Kresowa oltrepassarono il Fiumicello, anche se dovettero sopportare pesanti perdite dato che i tedeschi con la loro artiglieria si difendevano molto bene da San Biagio e Centofinestre. Una volta oltrepassato il Fiumicello, i polacchi si diressero verso San Biagio e lo conquistarono. Il combattimento durò tre ore dalle 17:00 alle 20:00. Intanto più ad ovest il Gruppo tattico Nembo e il Corpo Italiano di Liberazione avanzavano anch'essi a cavallo della rotabile Macerata-Jesi in direzione di Filottrano.
2 luglio