Il governo Rumor V è stato il trentesimo esecutivo della Repubblica Italiana, il terzo della VI legislatura.

Esso, nato in seguito alle dimissioni del governo precedente, rimase in carica dal 15 marzo al 23 novembre 1974 (sebbene già dimissionario dal precedente 3 ottobre), per un totale di 253 giorni, ovvero 8 mesi e 8 giorni.

Storia Il quinto governo Rumor è il canto del cigno di un centro-sinistra che appariva logorato già alla caduta dell'esecutivo precedente. Il proseguimento dell'esperienza del tripartito DC-PSI-PSDI con l'appoggio esterno del PRI è stata fortemente voluta da Fanfani, che è riuscito a convincere in tal senso i direttivi dei gruppi parlamentari, ma il partito è lacerato dalla spinosa questione del divorzio. In particolare tra i sostenitori dei comitati civici di Luigi Gedda e i fautori della libertà di scelta.

La vittoria del NO all'abrogazione della legge segna una pesante sconfitta per la maggioranza centrista che governa il partito di maggioranza, e la successiva sconfitta in un turno elettorale amministrativo parziale sembra dover provocare le dimissioni del segretario. Fanfani, da parte sua, rifiuta di farsi da parte e per rivalsa mette in atto una gestione autoritaria del partito che non ottiene altro effetto che marcare le divisioni con le correnti di sinistra.

La scarsa capacità decisionale della DC si ripercuote sulla stabilità e la capacità dirigenziale dell'esecutivo, che si trova alle prese coi problemi del terrorismo, dell'ordine pubblico minato dagli scioperi, del carovita e dalle prime avvisaglie del caso Sindona Rumor presenta le dimissioni già il 10 giugno (ritirate dopo un accordo sulla politica economica col PSI) e le reitera quando si profila il ritiro dei ministri socialdemocratici.

Compagine di governo Appartenenza politica L'appartenenza politica dei membri del Consiglio dei ministri al momento dell’insediamento si può così riassumere:

Partito Presidente Ministri Sottosegretari Totale 1 15 22 38 - 6 12 18 - 4 8 12Totale 1 25 42 68

Provenienza geografica La provenienza geografica dei membri del Consiglio dei ministri al momento dell’insediamento si può così riassumere:

RegionePresidenteMinistriSottosegretariTotale1236 -459 -178 -426 -426 -145 -145 -134 -123 -123 -123 - -33 -2 -2 -1 -1 -1 -1 - -11 - -11

Situazione parlamentare Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei Deputati Maggioranza Centro-sinistra "organico" (356): DC (266), PSI (61), PSDI (29) Appoggio esterno PRI (15), Misto (4) Opposizione PCI (179), MSI-DN (56), PLI (20)Senato della Repubblica Maggioranza Centro-sinistra "organico" (179): DC (135), PSI (33), PSDI (11) Appoggio esterno PRI (8), Misto (8) Opposizione PCI-PSIUP (85), MSI-DN (26), IND-SIN (9), PLI (6)

Composizione CaricaTitolare SottosegretariPresidenza del Consiglio dei ministri Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Presidente del Consiglio dei ministri Mariano Rumor (DC) Adolfo Sarti (DC)Segretario del Consiglio dei ministri Gianuario Carta (DC) Guglielmo Nucci (DC)Ministri senza portafoglio Beni culturali ed Ambiente Giuseppe Lupis (PSDI) Coordinamento delle iniziative per la Ricerca scientifica e tecnologica Giovanni Pieraccini (PSI) Organizzazione della Pubblica amministrazione Luigi Gui (DC) Interventi straordinari nel Mezzogiorno Giacomo Mancini (PSI) Problemi relativi all'attuazione delle Regioni Mario Toros (DC) Rapporti con il Parlamento Giovanni Gioia (DC) MinisteroMinistri Sottosegretari di Stato Affari esteri Aldo Moro (DC) Cesare Bensi (PSI) Luigi Granelli (DC) Mario Pedini (DC) Interno Paolo Emilio Taviani (DC) Bruno Lepre (PSI) Umberto Righetti (PSDI) Vincenzo Russo (DC) Grazia e Giustizia Mario Zagari (PSI) Erminio Pennacchini (DC) Bilancio e Programmazione economica Antonio Giolitti (PSI) Tommaso Morlino (DC) Finanze Mario Tanassi (PSDI) Giuseppe Amadei (PSDI) Salvatore Lima (DC) Giuseppe Macchiavelli (PSI) Tesoro Emilio Colombo (DC) Renato Colombo (PSI) Francesco Fabbri (DC) Ernesto Pucci (DC) Dante Schietroma (PSDI) Difesa Giulio Andreotti (DC) Lucio Mariano Brandi (PSI) Vito Lattanzio (DC) Pubblica Istruzione Franco Maria Malfatti (DC) Alberto Bemporad (PSDI) Vito Vittorio Lenoci (PSI) Francesco Smurra (DC) Lavori Pubblici Salvatore Lauricella (PSI) Gian Aldo Arnaud (DC) Salvatore Cottoni (PSDI)Fino al 24/09/1974 Agricoltura e Foreste Antonio Bisaglia (DC) Arcangelo Lobianco (DC) Elvio Alfonso Attilio Salvatore (PSI) Trasporti ed Aviazione Civile Luigi Preti (PSDI) Sebastiano Vincelli (DC) Poste e Telecomunicazioni Giuseppe Togni (DC) Renato Massari (PSDI) Mario Vignola (PSI) Industria, Commercio ed Artigianato Ciriaco De Mita (DC) Giuseppe Averardi (PSDI) Giuseppe Di Vagno (PSI) Antonio Mario Mazzarrino (DC) Sanità Vittorino Colombo (DC) Alberto Spigaroli (DC) Commercio con l'Estero Gianmatteo Matteotti (PSDI) Giulio Orlando (DC) Stefano Servadei (PSI) Marina mercantile Dionigi Coppo (DC) Antonio Caldoro (PSI) Partecipazioni statali Antonino Pietro Gullotti (DC) Francesco Principe (PSI) Lavoro e Previdenza sociale Luigi Bertoldi (PSI) Tina Anselmi (DC) Onorio Cengarle (DC) Bruno Corti (PSDI) Turismo e Spettacolo Camillo Ripamonti (PSDI) Giuseppe Fracassi (DC)

Cronologia 1974 Marzo 4 marzo: alla vigilia delle consultazioni del capo dello Stato iniziano a trapelare notizie sui risvolti politici dello scandalo dei petroli. Tra i documenti esaminati dalla commissione inquirente fa scalpore una relazione dattiloscritta dal segretario di Vincenzo Cazzaniga, ex presidente dell'Unione petrolifera italiana e della filiale milanese della Esso. È un promemoria sui pagamenti e le insolvenze delle compagnie petrolifere da cui emerge una corrispondenza tra le date dei provvedimenti di legge e dei versamenti. Emerge inoltre che i partiti di governo hanno quantificato in sette miliardi di lire la tangente del 5% sui guadagni, calcolati in 140 miliardi per il biennio 1971-72.Il Messaggero, 5 marzo 1974 5-7 marzo: Giovanni Leone riceve le delegazioni di tutti i partiti, i presidenti delle camere e gli ex presidenti della Repubblica. Il direttivo dei parlamentari DC rinnova il mandato a Mariano Rumor per ricostituire il quadripartito di centro-sinistra. Socialisti e socialdemocratici sono d'accordo, i repubblicani - che stanno vivendo un travaglio interno per le dimissioni di Ugo La Malfa dalla segreteria nazionale - condizionano le loro decisioni alle linee della politica economica interna ed internazionale del nuovo esecutivo.Il Messaggero, 6-8 marzo 1974 8 marzo: sul settimanale diocesano "Il risveglio", il vescovo di Ivrea, mons. Luigi Bettazzi, commenta la notificazione della CEI sul referendum, affermando che il voto non investe la sfera religiosa. Per il prelato il bene dell'indissolubilità matrimoniale va considerato anche dal punto di vista civile, e che si deve tener conto dei credenti che, pur dando validità al sacramento del matrimonio, si trovano volenti e nolenti alle prese con la fine dell'unione.Dopo un primo vertice dei quattro partiti del centro-sinistra emerge la volontà dei repubblicani di non entrare nell'esecutivo e dare solo un appoggio esterno.L'arcivescovo di Milano, Giovanni Colombo, costringe un parroco alle dimissioni per aver sostenuto in un'omelia la libertà di coscienza sul referendum.Il Messaggero, 9 marzo 1974

11 marzo: in una notificazione alla sua diocesi l'arcivescovo di Torino, Michele Pellegrino, sostiene che le parrocchie non devono scendere direttamente in campo nella campagna referendaria. Il divorzio è una questione di coscienza che coinvolge non credenti contrari e credenti favorevoli, e va affrontata dagli uni e dagli altri secondo la legge naturale e la dottrina della chiesa. Ogni fedele farà quindi conoscere la posizione ufficiale della CEI senza prendere una posizione personale. La conferenza dei vescovi della Sardegna sostiene invece che sacerdoti e fedeli devono illuminare ogni persona che pensa di votare a favore della legge ricordando che i divorziati conviventi o risposati sono in stato di grave peccato.Il Messaggero, 12 marzo 1974 13 marzo: mentre le trattative per la formazione del nuovo governo procedono a rilento la camere riunite in seduta comune prendono atto delle conclusioni della commissione inquirente sullo scandalo dei petroli: viene proposto di aprire una indagine sui ministri Mauro Ferri e Athos Valsecchi, nel 1972 ministri rispettivamente dell'Industria e delle Finanze, e di archiviare la posizione di Giulio Andreotti, Luigi Preti, Giacinto Bosco e Mario Ferrari Aggradi. I parlamentari del PCI esercitano il diritto di opposizione e aprono una raccolta di firme tra deputati e senatori per rivedere le archiviazioni.Gli aderenti al movimento giovanile democristiano di Padova rifiutano ufficialmente le direttive della segreteria nazionale e si dichiarano favorevoli al mantenimento della legge sul divorzio, in quanto non si può trasferire a forza un principio religioso nell'ordinamento civile.Il Messaggero, 14 marzo 1974 14 marzo: Mariano Rumor scioglie la riserva e presenta la lista dei ministri del nuovo governo, dove spicca il ritorno di Giulio Andreotti al Ministero della Difesa. Moro confermato agli Esteri, De Mita all'Industria, Taviani torna agli Interni: la triade economica è composta da Mario Tanassi (Finanze) Antonio Giolitti (Bilancio) Emilio Colombo (Tesoro). Come annunciato i repubblicani non entrano nell'esecutivo.Il quotidiano la Nazione di Firenze pubblica il documento conclusivo dell'ultimo consiglio nazionale dell'Azione Cattolica, riguardante il referendum, inviato alla Segreteria di Stato vaticana e che doveva rimanere almeno al momento riservato. A maggioranza, dopo un dibattito molto animato, l'associazione ha deciso di non impegnarsi nella campagna referendaria. Dal momento che nessuno può imporre niente a nessuno, dice il documento, i membri si impegnano a discutere con le persone per far sì che la loro scelta, favorevole o contraria che sia al mantenimento della legge, sia ponderata e informata. La stessa posizione è sostenuta dai vescovi di Trento Alessandro Gottardi e di Camerino Bruno Fatteggiani e da 25 parroci romani, che hanno inviato una lettera in proposito al settimanale Sette giorni.Il Messaggero, 15 marzo 1974 15 marzo: la presidenza della CEI emette un comunicato in cui, senza far cenno al documento dell'Azione Cattolica sul referendum, esprime la necessità di richiamare l'associazione alla disciplina. Nello stesso giorno i repubblicani, che appoggiano il nuovo governo senza farne parte, richiamano la DC al rispetto della laicità e dell'autonomia legislativa dello Stato. Un editoriale non firmato de La voce repubblicana esprime forte preoccupazione per il massiccio impegno propagandistico cui il partito di maggioranza si sta abbandonando senza disdegnare di andare a braccetto col MSI.Il Messaggero, 16 marzo 1974 16 marzo: il quotidiano comunista l'Unità pubblica il testo di una circolare inviata dalla direzione nazionale del MSI-DN a tutte le federazioni. Firmata dal vice-segretario Tullio Abelli la lettera rilancia il proclama di Giorgio Almirante per un centro-destra di governo libero da egoismi di parte e raccomanda ai quadri locali del partito dì approfittare della campagna referendaria per insinuarsi in tutti i settori (donne, ceto medio, lavoratori) sensibili al messaggio anticomunista. A Brescia e a Savona, intanto, i vescovi invitano i parroci a mettere alla porta i missini e a stracciare la circolare di Abelli.