Biografia Formazione e attività politica fino al 1905 Potresov nacque nel 1869Liebich, A., From the Other Shore: Russian Social-Democracy After 1921 Harvard University Press, 1997, pag. 339 da una famiglia della piccola nobiltà russa, il padre era generale dell'esercito. Si sposò con una donna con problemi psicologiciLiebich, A., From the Other Shore: Russian Social-Democracy After 1921 Harvard University Press, 1997, pag.353. Si laureò in scienze naturali all'Università di San Pietroburgo nel 1891voce Alexander Potresov sulla Grande enciclopedia sovietica, Mosca, 1979 pag. 1. Fra il 1891 e il 1893 studio giurisprudenza presso la stessa università ed entrò in contatto con i circoli rivoluzionari populisti della capitale. Durante questo periodo aderì ai circoli marxisti studenteschiIsrael Getzler, Martov. A political biography of a Russian Social Democrat, Cambridge University Press, 1967, pag. 12. Verso il 1890 divenne marxista, aderendo al gruppo clandestino di Struve e Martov e mantenendosi in corrispondenza con lEmancipazione del lavoro di Plechanov. Nell'autunno del 1892 approfittò di una vacanza in Svizzera per portare clandestinamente in Russia opere del gruppo Emancipazione del lavoro, come anche di altri gruppi socialisti francesi e spagnoliIsrael Getzler, Martov. A political biography of a Russian Social Democrat, Cambridge University Press, 1967, pag. 15Haimson, L., The Russian Marxists and the Origins of Bolshevism., Cambridge, Mass., Harvard University Press, 1957, pag.69.

Nel 1896, dopo gli arresti di Lenin e Martov, entrò nellUnione di lotta per l'emancipazione della classe operaia. Arrestato nel 1897, fu esiliato nella Vjatka. Nel 1895 fondó insieme a Lenin e Martov la Unione di Lotta per la Liberazione della Classe Operaia. Incarcerato dalle autorità, fu confinato nel Governatorato di Vjatka nel 1898. Durante questo periodo mantenne rapporti epistolari tanto con Lenin che con Martov, entraambi deportati in Siberia, e così lì informò dell'espansione della corrente economicista sia in Russia che presso le comunità di emigratiLeonard Schapiro, The Communist Party of the Soviet Union, Vintage Books, 1971, pag. 35.

Liberato nel 1900, lasciò la Russia e visse in Germania e in Svizzera, dove frequentò Plechanov, Aksel'rod e Vera Zasulič. Qui negoziò con il gruppo di Emancipazione del lavoro e i Partito Socialdemocratico di Germania per accordarsi per la pubblicazione di una nuova rivista marxistaIsrael Getzler, Martov. A political biography of a Russian Social Democrat, Cambridge University Press, 1967, pag. 46Haimson, L., The Russian Marxists and the Origins of Bolshevism., Cambridge, Mass., Harvard University Press, 1957, pag.118. Nel dicembre dello stesso anno fondò, anche questa volta con Lenin e MartovHaimson, L., The Russian Marxists and the Origins of Bolshevism., Cambridge, Mass., Harvard University Press, 1957, pag.117, Iskra ("La scintilla"), per opporsi alla corrente economicistaLih Lars T., Lenin Rediscovered: What Is to Be Done? In Context, Aakar Books, 2013, pag. 239Liebich, A., From the Other Shore: Russian Social-Democracy After 1921 Harvard University Press, 1997, pag.35. Il periodico, che avrebbe dovuto uscire ogni due settimane, avrebbe dovuto servire ad organizzare e consolidare la ideologia del movimento marxista in RussiaLeonard Schapiro, The Communist Party of the Soviet Union, Vintage Books, 1971, pag. 37, che era cresciuto notevolmente negli anni precedenti. Potresov fu uno dei sei componenti della redazione, insieme a Georgij Plechanov, Pavel Aksel'rod, Vera Zasulič, Lenin e MartovAscher Abraham, The Mensheviks in the Russian Revolution, Ithaca, Cornell University Press, 1976, pag. 8Lih Lars T., Lenin Rediscovered: What Is to Be Done? In Context, Aakar Books, 2013, pag. 164, 281. Non era fra coloro che contribuivano maggiormente al periodicoLeonard Schapiro, The Communist Party of the Soviet Union, Vintage Books, 1971, pag. 52, ma era una delle principali fonti di finanziamento della rivista. Potresov viveva separato dal gruppo di giovani redattori della Iskra, Lenin e Martov, che comprendeva anche Fëdor Dan e Nadežda Krupskaja. Come gli altri redattori, all'inizio esaltò il libello Che fare? di LeninLiebich, A., From the Other Shore: Russian Social-Democracy After 1921 Harvard University Press, 1997, pag. 36Lih Lars T., Lenin Rediscovered: What Is to Be Done? In Context, Aakar Books, 2013, pag. 387Leonard Schapiro, The Communist Party of the Soviet Union, Vintage Books, 1971, pag. 40. Nei primi anni di pubblicazione i redattori più giovani, Lenin, Martov e Potresov, formavano un gruppo nelle discussioni interne in contrapposizione agli "anziani", in particolare a Plechanov, che aveva un carattere difficileIsrael Getzler, Martov. A political biography of a Russian Social Democrat, Cambridge University Press, 1967, pag. 63. Il gruppo dei giovani si stabilì a Monaco di Baviera fino all'aprile del 1902, mentre gli "anziani" abitavano in Svizzera. Nel 1902 i giovani si trasferirono a Londra, dove le relazioni fra i tre peggioraronoIsrael Getzler, Martov. A political biography of a Russian Social Democrat, Cambridge University Press, 1967, pag. 64. Durante il periodo londinese Potresov si ammalava spesso e perdeva contatto con la redazione dellIskra, sempre più controllata da LeninIsrael Getzler, Martov. A political biography of a Russian Social Democrat, Cambridge University Press, 1967, pag. 66. All'inizio del 1903 i rapporti con Lenin si guastarono notevolmenteIsrael Getzler, Martov. A political biography of a Russian Social Democrat, Cambridge University Press, 1967, pag. 67. A partire dal II Congresso del Partito Operaio Socialdemocratico Russo Potresov fece parte della fazione menscevica.

Potresov aderì al Partito Operaio Socialdemocratico Russo (POSDR) che nel 1903 si divise nelle due correnti dei bolscevichi e dei menscevichi. Potresov fu tra questi ultimi e rimase nella redazione dellIskra, abbandonata da Lenin. Venne però in conflitto con Plechanov, favorevole alla riunificazione delle due frazioni del POSDR, e con la Zasulič lasciò il giornale. Espulso dalla redazione dellIskra durante lo stesso congressoHaimson, L., The Russian Marxists and the Origins of Bolshevism., Cambridge, Mass., Harvard University Press, 1957, pag.179, Potresov tornò a farne parte nel novembre del 1903, quando Plechanov ruppe la sua precedente alleanza con LeninIsrael Getzler, Martov. A political biography of a Russian Social Democrat, Cambridge University Press, 1967, pag. 80Lih Lars T., Lenin Rediscovered: What Is to Be Done? In Context, Aakar Books, 2013, pag. 497.

Come gli altri dirigenti menscevichi, Potresov era convinto che in Russia prima dovesse avere luogo la rivoluzione borgheseLeonard Schapiro, The Communist Party of the Soviet Union, Vintage Books, 1971, pag. 47 e che in seguito ad essa ci sarebbe stato un lungo periodo di dominio borghese. Riteneva peraltro che il movimento liberale russo avrebbe esteso le libertà costituzionali e che non avrebbe avuto paura dei socialdemocratici, che non rappresentavano ancora una minaccia per i liberaliHaimson, L., The Russian Marxists and the Origins of Bolshevism., Cambridge, Mass., Harvard University Press, 1957, pag.201.

Potresov fu un deciso avversario di Lenin a partire dal II Congresso del Partito Operaio Socialdemocratico Russo, nel 1904 e nel 1905 pubblicó una serie di articoli criticando severamente Che fare?, che bollò come opera eccessivamente ottimista, scritta da un attivista romantico che si aspetta troppo dall'appoggio delle masse e si pone obiettivi irraggiungibiliLih Lars T., Lenin Rediscovered: What Is to Be Done? In Context, Aakar Books, 2013, pag. 29. Gli stessi aspetti che aveva descritto come poetici nel marzo del 1902 gli sembrarono allora espressioni di ingenuità. Nel 1905 pubblicó un'altra serie di articoli criticando i gruppi di attivisti rivoluzionari russi, tacciandoli di provincialismo e accusandoli di lasciarsi influenzare da LeninLih Lars T., Lenin Rediscovered: What Is to Be Done? In Context, Aakar Books, 2013, pag. 164, 506-7. Al IV Congresso del POSDR, tenutosi a Stoccolma nell'aprile 1906, Potresov fu scelto per essere uno dei redattori della nuova rivista del partito, Social-DemokratLeonard Schapiro, The Communist Party of the Soviet Union, Vintage Books, 1971, pag. 73, 75-76.

Alla rivoluzione del 1905 tornò in Russia, collaborando ai giornali Načalo (L'inizio) e Nevskij Golos (La voce della Neva) , e partecipando ai congressi menscevichi del 1906 e 1907. Dopo la sconfitta della rivoluzione, Potresov si allineò con i «liquidatori», che chiedevano di sospendere l'attività illegale dei partiti rivoluzionari, contro l'opinione di Lenin ma anche del menscevico Martov, e pubblicò la rivista Naša Zarja (La nostra aurora), oltre che dei quattro volumi de Il movimento sociale in Russia nel XX secolo (Общественное движение в России в начале XX века, Obščestvennoe dviženie v Rossii v načale XX veka).

Il periodo fra le due rivoluzioni Dopo la Rivoluzione russa del 1905 Potresov fu un "liquidazionista", cioè sosteneva che le attività clandestine del Partito dovessero cessare; durante la prima guerra mondiale fu fautore di una linea "difensivista", mentre nel periodo della Rivoluzione russa fece parte della destra menscevicaLiebich, A., From the Other Shore: Russian Social-Democracy After 1921 Harvard University Press, 1997, pag. 59. Questa corrente, detta "gruppo Zariá", finì per uscire dal partito dopo la Rivoluzione d'ottobre.

Potresov era un delegato al V Congresso del Partito, che si tenne a Londra e che si sostanziò in una vittoria per i bolscevichiIsrael Getzler, Martov. A political biography of a Russian Social Democrat, Cambridge University Press, 1967, pag. 119. Terminato il Congresso, Potresov tornò a San PietroburgoIsrael Getzler, Martov. A political biography of a Russian Social Democrat, Cambridge University Press, 1967, pag. 120. Fra il 1910 e il 1914 diresse uno dei più importanti centri dei menscevichiLeonard Schapiro, The Communist Party of the Soviet Union, Vintage Books, 1971, pag. 104 ovvero la rivista culturale Naša Zaria ("Il nostro mattino") di San PietroburgoAscher Abraham, The Mensheviks in the Russian Revolution, Ithaca, Cornell University Press, 1976, pag. 22. Rigettava le accuse di "liquidazionismo", sostenendo che il partito si era dissolto in seguito al fallimento della Rivoluzione del 1905 e perciò non c'era più niente da "liquidare"Ascher Abraham, The Mensheviks in the Russian Revolution, Ithaca, Cornell University Press, 1976, pag. 23Leonard Schapiro, The Communist Party of the Soviet Union, Vintage Books, 1971, pag. 105. Ebbe una lunga polemica con Plechanov, che si opponeva al "liquidazionismo"Israel Getzler, Martov. A political biography of a Russian Social Democrat, Cambridge University Press, 1967, pag. 127, ma sembra che il disaccordo nascesse piuttosto da motivi personali che da differenze ideologicheLeonard Schapiro, The Communist Party of the Soviet Union, Vintage Books, 1971, pag. 116. Secondo Potresov per ricostruire il Partito, anziché cercare di ricostituire i comitati clandestini, che secondo lui non erano mai stati nulla più che uno scheletro, era necessario approfittare delle occasioni di collaborazione con il proletariato russo consentite dalla leggeLeonard Schapiro, The Communist Party of the Soviet Union, Vintage Books, 1971, pag. 105-106. Potresov era il principale dirigente di un gruppo di intellettuali socialdemocratici che sfruttava le limitate opportunità offerte dal "periodo reazionario" per pubblicare testi socialistiLeonard Schapiro, The Communist Party of the Soviet Union, Vintage Books, 1971, pag. 104-105.