Ancien Régime (o Antico Regime) è un'espressione che i rivoluzionari francesi utilizzavano per riferirsi al sistema di Governo che aveva preceduto la loro rivoluzione omonima, ossia la monarchia assoluta. Il termine all'epoca aveva una chiara connotazione dispregiativa e come tale venne usato per estensione anche per le altre monarchie europee che mostravano sistemi di governo simili; in chiara contrapposizione al precedente venne coniato il termine di Nouveau Régime (in Spagna, Régimen Liberal).

Origine del termine Il termine cominciò a essere usato durante la Rivoluzione franceseLa prima utilizzazione della locuzione ancien régime si trova in una brochure d'origine nobiliare e in alcuni cahiers di parroci risalenti al 1788. Il termine fu ripreso in una lettera di Mirabeau indirizzata al re nel 1790. (cfr. P. Goubert, L'Ancien Régime, t. I, Parigi 1969, pp. 14-16), ma si generalizzò, soprattutto in ambito letterario, grazie a Alexis de Tocqueville, autore del saggio L'Ancien régime et la révolution. Nel testo viene indicato che «la rivoluzione francese ha battezzato ciò che ha abolito» (in francese: «la Révolution française a baptisé ce qu'elle a aboli»). Tocqueville conferì al concetto un vago sapore di contrapposizione fra l'Ancien régime e il periodo rinascimentale, che venne generalmente accettata dalla storiografia del XIX e della prima metà del XX secolo e che è stata ampiamente discussa dagli storici posteriori (e, in particolare, da François Furet)François Furet scrisse numerosi saggi dedicati a tale tema, da La Révolution française, in collaborazione con Denis Richet (Fayard, Paris, 1965), fino a un Dictionnaire critique de la Révolution Française (Flammarion, Paris, 1988)..

L'uso del termine nelle discipline economiche e sociali viene attribuito a Ernest Labrousse, celebre studioso dell'Ancien Régime (vedasi il saggio Crise de l'économie française à la veille de la Révolution del 1945) e fu diffuso dalla contemporanea École des annales, con grande accettazione in Italia e in EuropaL'espressione ancien régime è divenuta oggi, a livello popolare, sinonimo di società tradizionale, pre-industriale, anteriore cioè a tutti i fenomeni di modernizzazione economica e politica, determinati dalla rivoluzione industriale e dalla Rivoluzione francese. Dal momento che tale modernizzazione ebbe tempi assai lunghi, numerose sopravvivenze dellancien régime (nelle strutture produttive come nei modi di vita e nelle mentalità) hanno accompagnato questa lunga transizione ben dentro il secolo XIX e anche oltre..

Il contesto storico Inizi Lo storico francese Goubert ha scritto:

da qui la difficoltà a periodizzarlo.

La maggioranza degli storici ritiene che il passaggio dal Medioevo allAncien Régime non sia segnato da una frattura netta, ma da una lenta evoluzione tra il XIV e il XVII secolo. Si tratta infatti di una transizione lungo vari assi. Economicamente, si potrebbe vedere come la transizione dal feudalesimo al capitalismo; socialmente, come una crescente contrapposizione fra l'aristocrazia di corte e una nascente borghesia che non ha ancora accesso alle prerogative e privilegi della classe dominante; politicamente, come l'affermazione della monarchia assoluta che difende le prerogative del clero e dell'aristocrazia.

Lo sviluppo economico e demografico Considerata tendenzialmente immobile, la società dellAncien Régime subì in realtà alcune profonde trasformazioni nel corso del XVIII secolo. La crescita demografica fu lenta, ma ininterrotta, difatti nel XVIII secolo la popolazione europea crebbe del 66%, passando da 118 a 193 milioni di abitanti. In Italia la crescita fu più o meno in linea con le altre nazioni europee, registrando un incremento del 38%, passando dai circa 13 milioni di abitanti del 1700 ai quasi 18 milioni di fine secolo.

Gli storici e i demografi non sono in grado di dare motivazioni univoche a questo incremento della popolazione. Le ragioni principali vanno comunque cercate nella riduzione della mortalità e da un incremento della natalità, soprattutto a causa della riduzione delle epidemie che avevano flagellato tutto il Medioevo, delle guerre e delle carestie. Infine, si interruppe il tradizionale andamento ciclico della demografia caratterizzato dal rapporto e dalla dipendenza reciproca fra popolazione e risorse alimentari. Si parla in demografia di un Ancien Régime demografico, caratterizzato per l'appunto da una transizione demografica che contempla nella sua teoria il passaggio dagli alti tassi di nascita e mortalità dell'epoca precedente ad una speranza di vita più lunga e ad una ridotta mortalità, dovuta alla riduzione delle catastrofi che colpivano periodicamente la popolazione.

Era comune, durante lAncien Régime, il matrimonio tardivo rispetto ai secoli precedenti. Questo avveniva tipicamente dopo la morte del padre, il quale esercitava la patria potestà per tutta la vita su tutti i figli. Il figlio primogenito prendeva il posto di Pater Familias, assicurando a se stesso e alla sua famiglia la continuità della stabilità economica. Una vita di celibato era l'alternativa a una vita di ristrettezze per secondogeniti e terzogeniti. Si intuisce perché l'aumentare della speranza di vita abbia fortemente influito sulla società verso la fine del periodo. Lo sviluppo economico era reso difficile a causa dei forti vincoli ai quali la coltivazione della terra era sottomessa. Ricordiamo che, fino alla rivoluzione industriale, la maggior parte della popolazione era contadina e la proprietà della terra era nelle mani della nobiltà o del clero, poteri che esercitavano forti imposte sulla produzione.

I feudi in questo periodo non erano ereditari perché il vassallo aveva tutto il potere di concedere e revocare i diritti di utilizzo del feudo a proprio piacimento e questo rendeva difficile la crescita economica delle famiglie contadine. A tal proposito influivano anche la Chiesa, che teneva a "manomorta" i propri territori, e i comuni, che possedevano il resto delle terre coltivabili. Le conseguenze di questa distribuzione delle ricchezza faceva sì che non si potesse disporre liberamente delle proprietà terriere, bloccando di fatto il libero mercato della terra. Solo i mercanti, investendo le ricchezze accumulate nel commercio, riuscirono a poco a poco ad acquistare vaste aree di terreno, soppiantandosi localmente alla nobiltà tradizionale.

Al tempo stesso, su una parte delle terre feudali la comunità contadina godeva di certi diritti, i cosiddetti usi civici, come quelli di pascolo, di spigolatura, di raccolta della legna, ecc. Questi erano ben lontani da un regime equilibrato di reciprocità, ma indicavano un'erosione dei privilegi signorili. I contadini non erano più servi della gleba dal Basso Medioevo, il che permetteva loro durante lAncien Régime di approfittare nell'eccedenza produttiva delle terre del signore, almeno in Europa Occidentale, mentre in Europa Orientale venivano asserviti agli inizi del XVII secoloLa servitù della gleba cominciò ad affermarsi nel 1601, quando lo zar Boris Godunov limitò la libertà di movimento dei contadini, con Pietro il Grande che nel 1723 fece una normativa legale della servitù della gleba.. I signori feudali tentavano di recuperare quanto più potevano di questa ricchezza inasprendo i gravami feudali come reazione dalla mancanza di privatizzazione integrale della terra.

La società Gli Stati

Una delle caratteristiche principali dellAncien Régime è un ordinamento sociale in tre ceti, la cui appartenenza è perfettamente definita praticamente sin dalla nascita, i cosiddetti Stati: clero (Primo Stato), nobiltà (Secondo Stato) e resto del popolo (Terzo Stato). L'aristocrazia era laica, anche se in parte coincideva con il clero. Aristocrazia e clero erano al di sopra del resto della popolazione, anche se il Terzo Stato era costituito dalla stragrande maggioranza dei cittadini. I diritti delle persone non erano uguali: legalmente gli ecclesiastici e i nobili detenevano una serie di privilegi che erano negati al resto del popolo.

L'interpretazione storiografica della naturalezza della società suddivisa in compartimenti stagniI ceti sociali non erano del tutto "impermeabili", anche se strettamente divisi: era possibile entrare nel clero per ordinazione o acquisire un titolo nobiliare per concessione del titolo da parte del sovrano o del capo dello stato. ha dato origine a un dibattito animato fra chi usa il concetto di classe, derivato dal materialismo storico e chi da una posizione vicina dal funzionalismo sociologico e antropologico preferisce parlare di una società costituita da ordini. Roland Mousnier identifica l'onore, lo status e il prestigio come marcatori sociali più significativi della ricchezza. Secondo questa prospettiva, la società dellAncien Régime era divisa verticalmente secondo dei ranghi sociali, ossia secondo relazioni fra padrone e cliente e non orizzontalmente secondo le classi sociali.

Il ruolo della borghesia è stato anche oggetto di profonde controversie. In alcuni casi, i ricchi commercianti sono stati l'appoggio principale dei monarchi per rafforzare il loro potere, in un'alleanza benefica per entrambe le parti che ha spinto alla formazione dei mercati nazionali, a sfavore della nobiltà e del clero. In altre occasioni e periodi sembra che la monarchia non sia null'altro che una super-struttura che esercita un potere a beneficio degli Stati dominanti, clero e aristocrazia, mentre i borghesi sono messi da parte, anche se tentano di accedere ai poteri della nobiltà facendosi assegnare un titolo. Il "salto" di classe per i borghesi è rappresentato dall'acquisto di terre e il matrimonio ineguale con nobili impoveriti, a volte i titoli nobiliari erano semplicemente dispensati dai monarchi in cambio di risorse finanziarie.

Gli Stati si riunivano nell'assemblea degli Stati generali e le delibere avvenivano mediante il computo delle votazioni unitarie di ogni singolo Stato. La convocazione degli Stati generali, i cui poteri decisionali erano nulli, era a completa discrezione del re, tant'è che in Francia, tra il 1614 e il 1789 gli Stati generali non furono mai convocati. Il 20 giugno 1789, il Terzo Stato, parte del clero e della nobiltà formarono l'Assemblea Nazionale Costituente, con l'intento di abbattere lAncien régime e redigere una costituzione.

Sistema politico

Nel Basso Medioevo, per aumentare il proprio potere, i comuni appoggiavano i sovrani contro i nobili feudali, portando a uno scambio: i Signori, riconoscendo l'imperatore e pagandogli imposte, vennero legittimati e riconosciuti come autorità da sudditi e principi. Questo cambiamento fu reso possibile grazie all'incapacità dei sovrani tedeschi di mantenere l'ordine nell'Italia del nord, per esempio, e grazie alla poca difficoltà che i Signori incontravano per essere riconosciuti come autorità legittima. Durante il Trecento le borghesie cittadine con complesse manovre economiche, tendevano a procurarsi il controllo di territori sempre più vasti attorno alla città per imporre il proprio monopolio economico e anche allo scopo di eliminare, anche con la forza, le signorie minori. "Dalla piccola signoria, cioè, si passa al principato, che è uno stato regionale in cui i poteri sono saldamente concentrati nelle mani di un principe, il quale, come i monarchi europei, è riuscito a limitare i poteri della vecchia nobiltà e delle gerarchie ecclesiastiche".

Da parte sua, il sovrano restringeva il potere dei rappresentanti delle Signorie, che fossero borghesi, patrizi o signori. Essi non erano quasi mai convocati a corte e, quando questo succedeva, non avevano mai la decisione finale. Nel caso della corte di Castiglia, i rappresentanti delle signorie erano convocati solo per approvare gli imposti. Il modello viene rotto solo nel caso in cui le istituzioni rappresentative ottengono un ruolo maggiore, come nel caso del Parlamento inglese nel XVII secolo o degli Stati generali in Francia nel 1789.