La kobellite (simbolo IMA: Kbl) è un minerale non molto diffuso della serie degli omologhi alla kobellite; appartiene alla famiglia dei "solfuri e solfosali" (in particolare, è un solfosale) e possiede composizione chimica .

Etimologia e storia La kobellite prende il proprio nome in onore del mineralogista tedesco Wolfgang Xavier Franz Ritter von Kobell (1803-1882), professore di mineralogia all'Università di Monaco e inventore dello stauroscopio, uno strumento ottico utilizzato per determinare la posizione dei piani di vibrazione luminosa nelle sezioni di cristalli.

Classificazione La classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009, elenca la kobellite nella classe "2. Solfuri e solfosali" e da lì nella sottoclasse "2.H Solfosali di archetipo SnS"; questa viene ulteriormente suddivisa in base alla composizione chimica del minerale, in modo tale che la kobellite possa essere trovata nella sezione "2.HB Con Cu, Ag, Fe, Sn e Pb" dove forma il sistema nº 2.HB.10a insieme alla tintinaite.

Tale suddivisione resta invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org".

Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß la kobellite è nella classe dei "solfuri e solfosali (solfuri, seleniuri, tellururi, arseniuri, antimoniuri, bismuturi)" e nella sottoclasse dei "solfosali (S : As,Sb,Bi = x)"; qui è nella sezione costituita dai "solfosali di piombo con bismuto (x= 6,0 - 1,6)" dove forma il sistema nº II/E.33 insieme a giessenite, daliranite, marrucciite, tintinaite, izoklakeite, rouxelite, eclarite, nuffieldite e berryite.

Anche la classificazione dei minerali secondo Dana, usata principalmente nel mondo anglosassone, elenca la kobellite nella famiglia dei "solfuri e solfosali"; qui è nella classe dei "solfosali" e nella sottoclasse dei minerali con "2 < ø < 2.49" dove forma il sistema nº 03.06.19 insieme alla tintinaite.

Abito cristallino La kobellite cristallizza nel sistema ortorombico nel gruppo spaziale Pnnm (gruppo nº 58) con le costanti di reticolo a = 22,62 Å, b = 34,08 Å e c = 4,02 Å, oltre a possedere 4 unità di formula per cella unitaria.

Origine e giacitura La kobellite ha origini idrotermali ad alta temperatura ed è in paragenesi con arsenopirite, bismutinite, calcopirite, cobaltite, jamesonite e minerali del gruppo della tetraedrite.

Il minerale non è particolarmente diffuso, essendo stato trovato in 150 siti. Qui si ricorda solo la sua località tipo, le miniere "Vena" () presso Hammar, nel comune svedese di Askersund.

Forma in cui si presenta in natura La kobellite forma solitamente aggregati con struttura massiva, fibrosa o granulare, costituiti da cristalli lamellari lunghi fino a 2 mm. Il minerale è opaco con lucentezza metallica o semi metallica; il colore va dal grigio piombo nerastro al grigio acciaio, anche se può appannarsi e assumere un'iridescenza bluastra, mentre il colore dello striscio è nero.

Note

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Solfuri e sali dello zolfo (minerali) Categoria:Minerali dell'antimonio Categoria:Minerali del bismuto Categoria:Minerali del ferro Categoria:Minerali del piombo Categoria:Minerali del rame