Il governo Fanfani IV è stato il diciassettesimo esecutivo della Repubblica Italiana, il quinto e ultimo della III legislatura.

Esso, nato in seguito alle dimissioni del governo precedente, rimase in carica dal 22 febbraio 1962 al 22 giugno 1963 (sebbene già dimissionario dal precedente 16 maggio), per un totale di 485 giorni, ovvero 1 anno e 4 mesi.

Ottenne la fiducia alla Camera dei deputati il 10 marzo 1962 con 295 voti favorevoli, 195 contrari e 83 astenuti. Ottenne la fiducia al Senato della Repubblica il 15 marzo 1962 con 122 voti favorevoli e 68 contrari.

Storia A seguito delle dimissioni del terzo governo Fanfani, formalizzate il 2 febbraio 1962, il 10 febbraio il Presidente della Repubblica Gronchi conferì nuovamente a Fanfani l'incarico di formare un nuovo governo. Il 21 febbraio Fanfani forma il suo quarto governo formato da esponenti di DC, PRI e PSDI e con l'appoggio esterno del PSI. Il governo viene presentato alle camere il due marzo. La fiducia viene votata alla Camera il 10 marzo che viene approvata con 295 voti a favore, 195 contrari e l'astensione del PSI mentre al Senato la votazione avviene il 15 marzo che viene approvata con 122 voti a favore e 68 contrari.

Il 18 giugno il Consiglio dei ministri approva la legge per la nazionalizzazione dell’energia elettrica, fra i punti principali del programma del PSI e che sarà approvata dal parlamento a novembre e viene istituito l’Ente per l’energia elettrica con conseguente trasferimento a esso delle industrie elettriche. A fine novembre si procede a un rimpasto con la sostituzione di alcuni ministri e alcuni sottosegretari e le modifiche vengono approvate dalla Camera il 5 dicembre e il 6 dicembre dal Senato.

Al fine di cercare un compromesso fra i vari partiti che sostengono il governo per definire come concludere la legislatura, dal 4 all'8 gennaio si svolgono riunioni e incontri dei segretari dei rispettivi partiti. In particolare ci sono contrasti fra DC e PSI sulla legge per l’attuazione dell’ordinamento regionale che la DC vorrebbe condizionare alla rottura del PSI con il PCI negli enti locali. Tuttavia, dato la ormai vicina conclusione della legislatura, il PSI esclude la crisi di governo.

Il Presidente del Consiglio si reca, dal 16 al 18 gennaio, in visita ufficiale negli Stati Uniti dove incontra John F. Kennedy.

Il parlamento viene sciolto il 18 febbraio.

Compagine di governo Appartenenza politica L'appartenenza politica dei membri del Consiglio dei ministri al momento dell’insediamento si può così riassumere: Partito Presidente Ministri Sottosegretari Totale 1 19 32 52 - 3 5 8 - 2 1 3Totale 1 24 38 63

Provenienza geografica La provenienza geografica dei membri del Consiglio dei ministri si può così riassumere: RegionePresidenteMinistriSottosegretariTotale1 -45 -4812 -336 -246 -325 -4 -4 - -44 -213 - -33 -3 -3 - -22 - -22 - -22 - -22 -1 -1 -11 - -11

Situazione parlamentare Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei Deputati Maggioranza Centrismo (301): DC (273), PSDI (22), PRI (6) Appoggio esterno Misto (4) Astensione PSI (84) Opposizione PCI (140), PDIUM (25), MSI (24), PLI (17), Misto (1)Senato della Repubblica Maggioranza Centrismo (128): DC (123), PSDI (5) Appoggio esterno Misto (2) Astensione PSI (36) Opposizione PCI (60), MSI (8), PDIUM (7), Misto (5)

Composizione Presidenza del Consiglio dei ministri CaricaTitolare Sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio Presidente del Consiglio dei ministri Amintore Fanfani (DC) Umberto Delle Fave (DC)Sottosegretario del Consiglio dei ministri Giovanni Giraudo (DC)Sottosegretario con delega per le informazioni Vicepresidente del Consiglio dei ministri Attilio Piccioni (DC)Ministri senza portafoglio Riforma della pubblica amministrazione Giuseppe Medici (DC) Cassa del Mezzogiorno Giulio Pastore (DC) Rapporti con il Parlamento Giuseppe Codacci Pisanelli (DC) Ricerca scientifica Guido Corbellini (DC)Dal 30/11/1962MinisteriMinistriSottosegretari di StatoAffari esteri Antonio Segni (DC)Fino al 07/05/1962 Giuseppe Lupis (PSDI)Sottosegretario con delega per l'emigrazione Carlo Russo (DC)Fino al 30/11/1962 Edoardo Martino (DC)Dal 01/12/1962 Amintore Fanfani (DC)(ad interim)Dall'08 al 29/05/1962 Attilio Piccioni (DC)Dal 29/05/1962 Interno Paolo Emilio Taviani (DC) Guido Bisori (DC) Egidio Ariosto (PSDI) Bilancio Ugo La Malfa (PRI) Giancarlo Matteotti (PDSI) Dino Penazzato (DC)Fino al 15/06/1962 Cristoforo Pezzini (DC)Dal 01/12/1962 Finanze Giuseppe Trabucchi (DC) Antonio Pecoraro (DC) Filippo Micheli (DC) Tesoro Roberto Tremelloni (PSDI) Lorenzo Natali (DC) Giovanni Bovetti (DC) Cesare Augusto Fanelli (DC) Grazia e giustizia Giacinto Bosco (DC) Salvatore Mannironi (DC) Difesa Giulio Andreotti (DC) Gustavo De Meo (DC) Guglielmo Pelizzo (DC) Vittorio Pugliese (DC) Industria e commercio Emilio Colombo (DC) Vittorio Cervone (DC) Remo Gaspari (DC) Commercio con l'estero Luigi Preti (PSDI) Ferdinando Storchi (DC) Agricoltura e foreste Mariano Rumor (DC) Ludovico Camangi (PRI) Giacomo Sedati (DC) Lavori pubblici Fiorentino Sullo (DC) Guido Ceccherini (PSDI) Tommaso Spasari (DC) Lavoro e previdenza sociale Virginio Bertinelli (PSDI) Ettore Calvi (DC) Giuseppe Salari (DC) Trasporti ed aviazione civile Bernardo Mattarella (DC) Luigi Angrisani (PSDI) Renato Cappugi (DC) Marina mercantile Cino Macrelli (PRI) Francesco Maria Dominedò (DC)Poste e telecomunicazioni Lorenzo Spallino (DC)Fino al 27/05/1962 Corrado Terranova (DC) Crescenzo Mazza (DC) Guido Corbellini (DC)Dal 29/05 al 30/11/1962 Carlo Russo (DC)Dal 30/11/1962 Pubblica istruzione Luigi Gui (DC) Maria Badaloni (DC) Domenico Magrì (DC) Carlo Scarascia-Mugnozza (DC) Partecipazioni statali Giorgio Bo (DC) Eugenio Gatto (DC) Sanità Angelo Raffaele Jervolino (DC) Natale Santero (DC) Turismo e spettacolo Alberto Folchi (DC) Dario Antoniozzi (DC) Ruggero Lombardi (DC)

Cronologia Salvo diversa indicazione le notizie sono tratte dal sito dellarepubblica.it, richiamato in bibliografia

1962 3 febbraio: il Presidente della Repubblica inizia le consultazioni ricevendo i Presidenti delle camere, Giovanni Leone e Cesare Merzagora, e gli ex presidenti della Costituente Umberto Terracini e Giuseppe Saragat. A causa di un'indisposizione di Gronchi i tempi si dilatano, e nel frattempo Oronzo Reale per il PRI e Giuseppe Saragat per il PSDI si dichiarano concordi con le conclusioni del congresso della DC per l'entrata del PSI nella maggioranza. L'accordo di maggioranza prevede la nazionalizzazione dell'energia elettrica, l'istituzione delle regioni e la scuola media unificata.Il Messaggero, 29, 30, 31 gennaio, 2,3 febbraio 1962 10 febbraio: Fanfani riceve l'incarico. Dalle consultazioni emerge un accordo per una maggioranza DC-PSDI-PRI con l'appoggio esterno del PSI. Quest'ultimo pone un veto, poi ritirato, sulla nomina di Antonio Segni a Ministro degli esteri. Decisa contrarietà del PLI, dei monarchici e del MSI.Il Messaggero, 11-20 febbraio 1962 21 febbraio: Fanfani annuncia la lista dei ministri. Il giorno dopo il governo giura nelle mani di Giovanni Gronchi.Il Messaggero, 22,23 febbraio 1962 3-10 marzo: il Governo si presenta alla Camera: la mozione di fiducia è approvata con 295 voti a favore e 195 contrari. Si astiene il PSI. Contrari PCI, PLI, Monarchici, MSI. 12-15 marzo: il Governo si presenta al Senato: la mozione di fiducia è approvata con 122 voti a favore e 68 contrari. Il PSI vota a favore perché al Senato l'astensione equivale a voto contrario. Contrari PCI, PLI, Monarchici, MSI. 23 marzo: Consiglio dei Ministri: viene fissata la data delle elezioni amministrative (10 giugno): sono approvati l'aumento del 30% delle pensioni INPS e la gratuità dei libri di testo per le scuole elementari.Il Messaggero, 24 marzo 1962 27 marzo: Gaetano Martino è eletto presidente dell’Assemblea parlamentare delle Comunità europee, che assume nello stesso giorno il nome di “Parlamento europeo”. 28 marzo: parlando a Tribuna politica Fanfani assicura che il Governo non si dimetterà qualunque sia il risultato delle elezioni amministrative di giugno. Annunciata la regolamentazione del diritto di sciopero.Il Messaggero, 29 marzo 1962 30 marzo: Consiglio dei Ministri; approvata la relazione sull'andamento economico del paese, che segna un +7,9% del reddito nazionale. Aumentato a 10.000 lire il minimo di pensione per gli artigiani. 5-8 aprile: congresso del PLI: Giovanni Malagodi e Gaetano Martino sono rieletti segretario e presidente del partito. Approvata una dura mozione contro il centro-sinistra: "aprendo al PSI la DC ha infranto la diga contro il comunismo" dichiara Malagodi ai giornaliIl Messaggero, 9 aprile 1962. 10 aprile: il Presidente della Camera, Giovanni Leone, convoca il Parlamento in seduta comune per l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Il MSI si oppone alla prima convocazione dei rappresentanti regionaliIl Messaggero, 10 aprile 1962. 12 aprile: parlando a Tribuna politica, Palmiro Togliatti rifiuta di rispondere a un fuoco di fila di domande sulla libertà e la democraziaIl Messaggero, 13 aprile 1962.La Camera approva il disegno di legge "Revisione dei film e dei lavori teatrali", con 235 voti favorevoli (DC, PSDI, PRI), 177 contrari (PCI, PLI e con opposte motivazioni MSI e monarchici), 42 astenuti (PSI). L’approvazione definitiva il 18 aprile al Senato. 13 aprile: a Roma, si svolge un convegno internazionale antifranchista cui partecipano fra gli altri José Ortega y Gasset, Jules Moch, Pietro Nenni, Fausto Nitti, Aldo Garosci, Gian Carlo Pajetta, Altiero Spinelli. Nel corso dei lavori è data lettura dei messaggi di prigionieri politici nel carcere di Burgos. All’uscita gli intervenienti sono contestati violentemente da un folto gruppo di missini fra i quali Francesco Petronio, Massimo Anderson, Stefano Delle Chiaie, Arturo Bellissimo, Giulio Caradonna, che vengono fermati insieme ad altre 25 persone.PCI, PSI e PSDI designano Giuseppe Saragat loro candidato alla presidenza della Repubblica. La direzione socialdemocratica precisa che la scelta non ha conseguenze sulla maggioranza di governo ed è finalizzata all'elezione di una figura di spicco della sinistra progressista.Il Messaggero, 14 aprile 1961 14 aprile: consiglio nazionale della DC: Aldo Moro elogia il valore politico dell'astensione socialista e difende la validità della coalizione di governo. Per l'ingresso ufficiale nella maggioranza, con propri rappresentanti nell'esecutivo, al PSI è richiesto il formale impegno di non formare giunte locali col PCI.Il Messaggero, 15 aprile 1961 18 aprile: pressato dalle correnti di "Rinnovamento" e "La base", interessate alla definizione di Fanfani quale candidato democristiano per il Quirinale, Moro annuncia la convocazione della direzione nazionale per il 26 aprile. Nel corso dell'assise lo stesso Moro dichiara che la designazione spetta ai gruppi parlamentari e respinge la richiesta dei basisti di discutere la candidatura del Presidente del Consiglio.Il Messaggero, 19 e 27 aprile 1962 1 maggio: l'assemblea dei grandi elettori democristiani designa Antonio Segni candidato ufficiale della DC per il Quirinale.L'Unione Monarchica Italiana invita i parlamentari del PDI ad astenersi.Il Messaggero, 3 maggio 1962 2-15 maggio: Elezione del presidente della Repubblica. Antonio Segni viene eletto al nono scrutinio con 443 voti contro i 334 andati a Giuseppe Saragat. Fanfani assume l'interim degli esteri. Moro rassicura gli alleati che la DC rimarrà fedele al programma di governo e sottolinea il carattere equilibrato della scelta di Segni, un moderato che sarà chiamato ad arbitro di una stagione politica che gli è culturalmente avversa. Comunisti e missini, dalla diversa posizione di oppositori ed elettori del neo-presidente, ritengono che il gabinetto Fanfani non ha dato prova di grande soliditàIl Messaggero dal 2 al 17 maggio 1962