Egli rappresenta l'ultimo esponente di importanza della medicina greco-romana ed è da considerarsi come il “ponte” tra quest'ultima e la medicina medievale. Il primo medico di rilievo dopo l'eginate è stato Abulcasis, nato ben tre secoli dopo.Mario Tabanelli, Studi sulla chirurgia bizantina - Paolo di Egina, Firenze, Leo S. Olschki Editore, 1964, Introduzione

Biografia Paolo nasce in Egina, isoletta del Mar Egeo posta di fronte ad Atene, verosimilmente verso il 625.Nicolas François Joseph Eloy, Dictionnaire historique de la médecine ancienne et moderne, Parigi, Mons, 1778 Pochi elementi sono noti circa la sua vita e, di questi, la maggior parte si è tramandata tramite scrittori postumi medievali. L'eginate è stato uno dei seguaci della scuola medica di Alessandria d'Egitto. Oribasio di Pergamo, Aezio di Amida, Alessandro di Tralles e Paolo di Egina, tutti seguaci della prestigiosa scuola alessandrina, sono oggi considerati i medici più eminenti dell'epoca bizantina.Mario Tabanelli, Studi sulla chirurgia bizantina - Paolo di Egina, Firenze, Leo S. Olschki Editore, 1964, p. 4 Per approfondire i suoi studi in campo medico è probabile che l'eginate abbia visitato i due centri culturali di quel periodo: Roma e Costantinopoli.

Nella città di Alessandria trascorse buona parte della sua vita e lì rimase anche dopo l'invasione islamica del 640, avvenuta per mano del generale arabo-islamico ʿAmr b. al-ʿĀṣ (latinizzato in Amru). Il medico bizantino continuò a esercitare la professione anche sotto il nuovo regime. Gli Arabi riconobbero la sua abilità in ginecologia e ostetricia e ciò gli valse l'appellativo di “al-Tawalīd”, l'Ostetrico.Mario Tabanelli, Studi sulla chirurgia bizantina - Paolo di Egina, Leo S. Olschki Editore, Firenze 1964, pag. 10 In questo campo si ricorda per l'uso dello speculum bronzeo vaginale conico bivalve, le cui valve, una volta inserite, erano separate mediante un meccanismo a vite. Questo attrezzo, per quanto all'epoca fosse ancora rudimentale, è stato il predecessore di uno strumento indispensabile nella pratica comune ostetrica,Mario Tabanelli, Studi sulla chirurgia bizantina - Paolo di Egina, Firenze, Leo S. Olschki Editore, 1964, p. 84, il forcipe. Paolo di Egina morì verso la fine del VII secolo.

Opere Paolo di Egina scrisse le seguenti opere: un trattato di medicina; un libro sulle malattie delle donne; un trattato sull'accudimento dei bambini (opera che non si è in grado di attribuirgli sicuramente.George Wenrich, Sulle versioni degli autori greci, siriani, ecc., Kùhn, Lipsia 1842) Il “Trattato di medicina” è l'unica opera scritta da Paolo di Egina che ci è giunta. Dall'analisi della sua opere ci si rende perfettamente conto del fatto che l'eginate fu soprattutto un compilatore che, con una esposizione concisa e ordinata delle informazioni tratte dai manuali dei maggiori "maestri dell'arte", riuscì a racchiudere in un libro dalle modeste dimensioni buona parte del sapere medico dell'epoca greco-romana.

Il "Trattato di medicina"

L'opera contiene una trattazione di argomenti piuttosto vasti così suddivisi: arte di conservare la salute; trattato sulle febbri ( o delle malattie delle parti simili); affezioni interne; affezioni esterne; piaghe, morsicature, veleni; chirurgia; medicamenti semplici e composti.

Gli argomenti trattati risultano estremamente sintetizzati, ma non per questo poco chiari. Gli Arabi, che apprezzano molto l'opera del medico bizantino e impiegano ben poco tempo a tradurla e diffonderla, modificano il titolo in Kunnāsh al-Thurayyā, ovvero "Taccuino delle Pleiadi."Mario Tabanelli, Studi sulla chirurgia bizantina - Paolo di Egina, Firenze, Leo S. Olschki Editore, 1964, p. 11 In una scritta trovata fra le pagine di un antico manoscritto in lingua greca è spiegato che il nome fu dato perché i libri sono: Suo traduttore nel mondo arabo è Ḥunayn b. Isḥāq (latinizzato in Joannitius), medico cristiano di origine siriana, che la conclude intorno all'800. L'opera, eccetto il libro III, viene pure tradotta dal greco al latino, intorno al 900, probabilmente per mano dei monaci di Montecassino, che ancora oggi ne conservano una copia. Il manuale dell'eginate qui tradotto si diffonde presto in Italia e costituisce uno dei pilatri della futura scuola medica salernitana, crogiolo delle diverse conoscenze del periodo (secondo un racconto tradizionale riportato da Salvatore De Renzi, grande storico del suddetto istituto, la scuola fu fondata da 4 maestri: un greco, un ebreo, un arabo e un latino; per quanto inverosimile, questo racconto ci suggerisce le varie tradizioni mediche che vi confluirono e ne fecero la fortuna.Luca Borghi, Umori - Il fattore umano nella storia delle discipline biomediche, Roma, SEU, 2012, p. 43) Il Manuale di Paolo di Egina giunge pure in Spagna, intorno alla seconda metà del X secolo, e viene lì utilizzato da parecchi medici e chirurghi di rilievo, tra cui Abū l-Qāsim al-Zahrāwī, detto nell'Occidente latino Abulcasis. Circola durante questo periodo pure un'altra traduzione latina dell'opera, stavolta con il nome di “De re medica”. Questa traduzione di una traduzione, come la chiama Briau, ad opera di uno sconosciuto, sembra non sia stata troppo fedele al testo originale ed abbia solo parzialmente riflesso il pensiero del Maestro.Mario Tabanelli, Studi sulla chirurgia bizantina - Paolo di Egina, Leo S. Olschki Editore, Firenze 1964, pag. 15 La diffusione definitiva dei testi dell'eginate avviene nel 1454. La conquista della città di Costantinopoli per mano dei Turchi obbliga parecchi dotti, tra cui medici e chirurghi, ad emigrare e a diffondere così il proprio sapere attorno alle aree del Mediterraneo. I 7 libri vengono per la prima volta stampati in greco da Aldo Manuzio a Venezia nel 1528, mentre la prima traduzione in lingua latina che viene mandata in stampa è di Giovanni Guinter, pubblicata a Parigi nel 1532 con il titolo di "Opus de Re Medica, nunc primum latinitate donatum".Mario Tabanelli, Studi sulla chirurgia bizantina - Paolo di Egina, Firenze, Leo S. Olschki Editore, 1964, p. 17 L'opera di Paolo di Egina è la sola che ci permetta di conoscere la storia della chirurgia da Celso fino all'epoca di Bisanzio.

Il corpus delle opere di Paolo di Egina è costituito da notizie molto importanti e osservazioni mediche che rimasero come guida per quasi mille anni. Fra tutti, il libro sulla chirurgia è quello che sicuramente riscosse più successo. Tra le tante caratteristiche del libro sesto, la classificazioni delle parti da trattare risulta sicuramente insolita e peculiare.

Fra le sue descrizioni figurano in maniera particolare: l'escissione con il coltello del cancro dell'utero; il taglio perineale mediante incisione lateralizzata a sinistra come via di accesso alla vescica; la litotomia della pietra vescicale; il cateterismo dell'uretra maschile e la riduzione dell'ernia inguinale sistematicamente associata alla castrazione.Giorgio Cosmacini, La vita nelle mani - Storia della chirurgia, Editori Laterza, Bari 2003, pag. 57 Quest'ultimo intervento, che consiste nel fissare il paziente su un letto di legno applicando una trazione dal lato cefalico ed una contro estensione dalla parte dei piedi,Mario Tabanelli, Studi sulla chirurgia bizantina - Paolo di Egina, Firenze, Leo S. Olschki Editore, 1964, p. 124 venne eseguito secondo la sua descrizione fino al XVII secolo. Particolarmente interessante risulta inoltre il capitolo dedicato all'estrazione delle frecce, uno degli argomenti più importante riguardo alla cosiddetta "Chirurgia di guerra" esposta dagli antichi.

La critica di Daremberg Il medico Charles Victor Daremberg, eminente storico della medicina, critica aspramente l'opera del chirurgo bizantino. Egli asserisce che: Ed ancora, nel trentasettesimo capitolo del libro sesto del suo "Trattato di medicina", fatta eccezione per l'esordio palesemente tratto da Galeno, riassume Antillo. Daremberg conclude la sua analisi dell'opera dell'eginate affermando che:

Note

Bibliografia

Nicolas François Joseph Eloy, Dictionnaire historique de la médecine ancienne et moderne, Parigi Mons, 1778 Johann Georg Wenrich, De Auctorum Graecorum Versionibus et Commentariis Syriacis , Arabicis , Armeniacis , Persisque, Lipsia, 1842 Charles Victor Daremberg, La medicine. Historie et doctrines; Paul d'Egine et les compilateurs, Parigi, Bailliere et fils, 1865 Mario Tabanelli, Studi sulla chirurgia bizantina - Paolo di Egina, Firenze, Leo S. Olschki Editore, 1964 Giorgio Cosmacini, La vita nelle mani - Storia della chirurgia, Bari, Editori Laterza, 2003 Luca Borghi, Umori - Il fattore umano nella storia delle discipline biomediche, Roma, SEU, 2012

Voci correlate Medicina greca Medicina medievale Medicina romana Storia della chirurgia Storia della medicina

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