La dieta, parola derivata dal termine latino diaeta, derivato a sua volta dal termine greco δίαιτα, dìaita, «stile di vita», in modo particolare nei confronti dell'assunzione di cibo, indica l'insieme degli alimenti che gli animali e gli esseri umani assumono abitualmente per la loro nutrizione ovvero lo spettro alimentare.Dizionario etimologico, Tristano Bolelli, Milano 2006

Premessa Regime alimentare, in italiano corrente, si sovrappone abitualmente al termine dieta. Questo indica metodi per variare il peso corporeo, per attenersi alle prescrizioni relative a particolari quadri clinici, come quelle per ottenere differenti risultati sul proprio fisico, per esempio, le diete dell'atleta.

La dieta pertanto non è necessariamente privativa, infatti può essere uno stile di vita che magari si abbina a pratiche sportive o ricreative.

Generalità Gli organismi viventi eterotrofi necessitano dell'introduzione di nutrienti per il fabbisogno energetico, tramite reazioni ossidoriduttive, e per le necessità di costituzione del proprio organismo. Nel caso degli animali l'introduzione è definita dieta.

Dieta nei differenti organismi Una dieta definisce quindi, in senso lato, cosa l'animale mangia. Se le piante, autotrofe, sintetizzano le sostanze nutritive direttamente, gli animali dipendono da una o più specie per il cibo. Una dieta carnivora, erbivora o altro ha una grande e fondamentale influenza sul comportamento animale. Essa determina, in particolare, lo stato di predatore o preda nella catena alimentare. La pratica comportamentale può essere molto variata per gli onnivori alimentari o più o meno specializzata per organismi stenofagi. La specializzazione per una fonte di cibo aziona anche l'evoluzione delle varie strutture anatomiche connesse all'assunzione ed elaborazione del cibo, l'apparato digerente.

Alcune specie animali hanno diete nello stadio larvale o giovanile e diete negli adulti; il girino degli anfibi, per esempio, è erbivoro o detritivoro, gli adulti carnivori. Questo vale in generale per i mammiferi, che allattano i piccoli dalla nascita.

Regimi dietetici carnivori Afidivorismo, che si nutre di afidi: coccinelle, crisope o perle. Cannibalismo, che si nutre di esemplari della sua stessa specie Carnivorismo in senso stretto, o carnivoro che si nutre prevalentemente di carne animale: felidi e canidi Necrofagia, scavenger o spazzino, che si nutre di carogne, animali morti: iene, avvoltoi Entomofagia o insettivorismo, si nutrono principalmente di insetti: rane, talpe Ematofagia, che si nutre prevalentemente di sangue, come pulci e zecche Piscivorismo o ittiofagia, che si nutre prevalentemente di pesci: la lontra, il falco pescatore Lepidofagia, che si nutre di squame di pesce Malacofagia, che si nutre prevalentemente di molluschi Mirmecofagia, che si nutre prevalentemente di formiche: formichieri Oofagia, che si nutre di uova: Biacco Ofiofagia, che si nutre di serpenti Ornitofagia, che si nutre prevalentemente di uccelli Planktivoro, nutrendosi principalmente di plancton: balene Vermivoro, che si nutre prevalentemente di vermi Saprofagia, che si nutre di materiale decomposto, animale o meno: le mosche carnarie Zoofagia, alimentazione in generale su base animale.

Alimentazione lattea

Regimi dietetici erbivori Baccivoro, che si nutre di bacche: Bluebird orientale Frugivoro, che si nutre principalmente di frutta: scimmie arboricole, pipistrelli della frutta Exsudativoro o gommivoro, che si nutre di essudati di piante gomme e linfa: ustitì Folivoro, che si nutre di foglie Granivoro, che si nutre principalmente di semi: passeracei, muridi Erbivoro o fitofago, che si nutre principalmente di erba, piante della vegetazione prativa: ruminanti Mellifago, che si nutre prevalentemente di miele Nettarivoro che nutre principalmente di nettare: colibrì Pollinivoro, che nutrono principalmente di polline, molti imenotteri apoidei Xilofago o lignivoro, che si nutre prevalentemente di legno: termiti, Cerambici Zeofago, che si nutre di mais

Altre diete Absorbotropia, alimentazione da assorbimento: verme parassita Adefago, che si nutre voracemente (da non confondersi con l'omonimo raggruppamento dei coleotteri) Batteriofago, che si nutre prevalentemente di batteri Coprofago, alimentati principalmente da sterco: lo scarabeo stercorario Detritofago o spazzino, nutrizione principalmente di detriti, cadaveri, escrementi Geofago, che si nutre prevalentemente di terra, e del suo contenuto organico come i lombrichi Limivoro, che trova il suo cibo nel fango Litofago, che si nutre variamente, ma attacca le rocce: dattero di mare Mallofagi, che si nutre prevalentemente di sangue e parti cutanee di uccelli Melofago, che si nutre prevalentemente di sangue di pecora Micetofago o micofago, che si nutre principalmente di funghi: Mycetophilidae Microfago, che assorbe e digerisce particelle o cellule di piccole dimensioni: fenicotteri, balene, squali balena Onnivoro, che ha la capacità di nutrirsi di alimenti d'origine vegetale o animale: scimpanzé, riccio, uomo, opossum, orso. Polifago, in genere sinonimo di animali appartenenti a diversi schemi nutrizionali, e da non confondersi con l'omonimo raggruppamento di coleotteri Pantofago che si nutre prevalentemente di tutto indiscriminatamente, spesso sinonimo di onnivoro Saprofago, nutrentesi principalmente da materia in decomposizione Spermovoro o Spermofago, che si nutre prevalentemente di liquido seminale Saproxilofago, che si nutre prevalentemente di legno morto in decomposizione: le larve di alcuni coleotteri come i lucanidi Spongivoro, che si nutre prevalentemente di spugne Xerofago, a regime alimentare secco

Le diete umane La specie umana è in grado di consumare una grande varietà di materiali vegetali e animali. Durante il paleolitico l'Homo sapiens impiegava caccia pesca e raccolta quali fonti primarie di cibo, alternando ai vegetali spontanei (frutti, semi, radici, tuberi, funghi) le proteine animali (carne, pesce, insetti, molluschi, crostacei). Si è provato che gli umani abbiano usato il fuoco sin dal tempoFrancesco Berna, Paul Goldberg, Liora Kolska Horwitz, James Brink, Sharon Holt, Marion Bamford,and Michael Chazan; PNAS Plus: Microstratigraphic evidence of in situ fire in the Acheulean strata of Wonderwerk Cave, Northern Cape province, South Africa PNAS 2012 109 (20) E1215–E1220; published ahead of print April 2, 2012, doi:10.1073/pnas.1117620109 della predominanza dalla specie Homo erectus, che del fuoco faceva documentato uso, probabilmente anche per preparare e cucinare cibo prima di consumarlo. L'uso del fuoco è diventato documentatamente regolare nelle specie H.sapiens e H.neanderthalensis. Si ipotizza su basi scientifiche che un motore evolutivo per H. erectus, il primo ominide documentatamente in grado di cuocere i cibi, sia stato costituito dal ricavare con la cottura più calorie dalla dieta, diminuire le ore dedicate all'alimentazione superando le limitazioni metaboliche che negli altri primati non hanno permesso un'encefalizzazione e uno sviluppo neuronale legato alle dimensioni del cervello in proporzione alle dimensioni corporeeKarina Fonseca-Azevedo, Suzana Herculano-Houzel, Metabolic constraint imposes tradeoff between body size and number of brain neurons in human evolution, PNAS 2012 109 (45) 18571-18576; published ahead of print October 22, 2012, doi:10.1073/pnas.1206390109. Questo, unito a un crescente consumo di proteine animali, documentatamente ascritto alla separazione Homo-Australopithecus, o H.habilis-H.erectusUngar, Peter S. Dental topography and diets of Australopithecus afarensis and early Homo. Journal of Human Evolution, 46: 605-622, 2004.David Holzman, Meat eating is an old human habit, newscientist, September 2003 avrebbe costituito un potente impulso evolutivo. Lo studio della dieta ha prodotto lo sviluppo d'una scienza alimentare. In genere, gli uomini possono sopravvivere da due a otto settimane senza cibo, a seconda del grasso depositato nel corpo. La sopravvivenza senz'acqua è invece limitata a non più di tre, quattro giorni. La carenza di cibo resta un serio problema, con circa 300.000 morti per fame ogni anno.Death and DALY estimates for 2002 by cause for WHO Member States World Health Organisation. Accessed 29 Oct 2006 In realtà esiste anche il problema contrario alla fame, l'obesità, che nei paesi industrializzati cresce in maniera quasi epidemica, portando problemi di salute e aumentando la mortalità. L'uomo ha sviluppato l'agricoltura e l'allevamento all'inizio del Neolitico, circa diecimila anni fa,Earliest agriculture in the AmericasEarliest cultivation of barley Earliest cultivation of figs - URLs retrieved 19 febbraio, 2007 che ha rivoluzionato il tipo di cibo che l'uomo assume, passando velocemente a una dieta base ricca di carboidrati amilacei da cereali, proteine vegetali da legumi e proteine animali, probabilmente in minore quantità, da latte, uova, e carne di specie allevate, lipidi da semi. Si trattava di calorie a reperibilità facilitata rispetto all'ottenimento con la caccia e con la raccolta. La disponibilità di calorie per un sempre più elevato numero di individui ha contribuito allo sviluppo di popolazioni, città e, a causa dell'aumento della densità della popolazione, a una maggiore diffusione delle malattie infettive epidemiche, nonché a variazioni nella costituzione fisica e nei caratteri antropometrici. Il tipo di cibo che si consuma e il modo in cui si prepara varia da cultura a cultura e nel corso del tempo. Progressivamente vennero introdotti nella dieta nuovi cibi. La dieta umana rispecchia i fabbisogni sostanziale e energetico, oltre che le condizioni di vita e abitudini alimentari che la persona segue. Determina, assieme con le caratteristiche metaboliche individuali, il peso corporeo.

Diete di esclusione La dieta umana è influenzata da numerosi fattori, tra cui: la reperibilità di sostanze nutritive nell'ambiente di vita le regole igieniche, culturali e religiose le condizioni economiche, le abitudini, le preferenze, le ideologie o le scelte alimentari. Un certo numero di umani consumano cibi crudi, altri si astengono dalla carne, di tutti o di alcuni tipi, altri ancora non consumano prodotti derivanti da animali, e ciò per diversi motivi, quali la religione, l'etica o la salute; la dieta umana dipende dalla cultura e dall'ambiente, contemplando popoli come gli Inuit, praticamente carnivori, e vasti strati di popolazioni tropicali pressoché vegetariane.

Diete dimagranti

Nel gergo comune il termine dieta viene usato per indicare i metodi per dimagrire. Le diete sono un regime alimentare volto alla diminuzione del peso corporeo. Devono essere consigliate e studiate caso per caso da un medico o un biologo nutrizionista. I dietisti possono rilasciare diete solo sotto ausilio medico. Spesso però le diete sono scelte in modo arbitrario dagli individui che ritengono di dovere ridurre il proprio peso, spesso per avvicinarsi a un determinato canone di bellezza. Malgrado vi siano numerose fonti (riviste, siti web o il semplice sentito dire) che suggeriscono questa o quella dieta, intraprendere una dieta dimagrante senza stretto controllo medico può comportare rischi per la salute e danni permanenti. Le diete dimagranti si basano generalmente su un regime ipocalorico, inteso a ridurre l'apporto di calorie con i cibi, privilegiando gli alimenti meno ricchi in nutrienti calorici come i lipidi e i glucidi. Molte diete inoltre si basano su una generale riduzione dell'assunzione di cibo, indipendentemente dal tipo di alimento. Segno di una dieta dimagrante scorretta è l'effetto yo-yo, ovvero la perdita e il riacquisto di peso conseguente a diete eccessivamente ipocaloriche per adattamento del metabolismo. L'adozione di un regime alimentare controllato non è sufficiente: per controllare il peso è necessario anche svolgere attività fisica regolare.

Diete etiche