Invito a cena con delitto (Murder by Death) è un film del 1976 diretto da Robert Moore.
Trama L'eccentrico milionario Lionel Twain invita al suo castello per il weekend i cinque migliori investigatori del mondo: i coniugi newyorkesi Dick e Dora Charleston col loro Airedale terrier Myron, l'ispettore di Catalina di etnia cinese Sidney Wang col figlio adottivo Willie, il belga Milo Perrier con l'autista Marcel Cassette, Sam Diamante di San Francisco con la segretaria Tess Skeffington e l'inglese Jessica Marbles con l'infermiera Miss Withers; per l'occasione, il padrone di casa, ha anche assunto la cuoca analfabeta e sordomuta Yetta. Al loro arrivo gli ospiti sono, a uno a uno, bersaglio di un attentato per mezzo di una pesante statua che viene lasciata cadere dalle logge del castello proprio sopra la porta d'entrata dopo sono disegnate le impronte di piedi. Rimasti tutti indenni, vengono poi accolti nella magione dal bizzarro maggiordomo cieco Jamesignora Bensignore che, mentre li accompagna nelle loro stanze, spiega loro come il proprietario ami mantenere nella residenza un'atmosfera tetra con l'ausilio di sofisticati congegni elettronici.
I dieci ospiti, una volta seduti attorno alla grande tavola per la cena - che non possono consumare a causa di una grottesca incomprensione tra il maggiordomo cieco e la cuoca sordomuta e analfabeta - continuano a esser bersaglio di attentati personalizzati che mettono alla prova il loro ingegno, fino al momento in cui fa la sua teatrale apparizione Lionel Twain che, indispettito dalla fama d'infallibili solutori di enigmi dei suoi ospiti, li sfida apertamente annunciando che proporrà loro un delitto insolubile: allo scoccare della mezzanotte qualcuno sarà ucciso con dodici coltellate e sia vittima che assassino sono tra le persone che siedono a quella tavola; poco dopo, promesso un milione di dollari e i diritti cinematografici della vicenda a chi risolverà il mistero, Twain se ne va altrettanto teatralmente e sbarrando ogni via di uscita dal castello.
Costretti loro malgrado ad accettare la sfida, i cinque investigatori decidono quindi di rimanere insieme nella sala da pranzo per evitare che il delitto avvenga senza testimoni ma, mezz'ora prima della mezzanotte, Yetta sopraggiunge chiedendo aiuto; è così che Wang, Perrier e la Marbles vanno in cucina, dove trovano il cadavere del maggiordomo, presumibilmente avvelenato dal contenuto della tazzina da cui stava bevendo. Quando però, al loro ritorno alla sala da pranzo, la trovano chiusa a chiave, Perrier torna in cucina per prendere il passe-partout dalle tasche del maggiordomo ma qui trova solto i vestiti dell'uomo - posizionati come se qualcuno li stia indossando - e non il suo cadavere. Inoltre, aperta la sala con la chiave, i tre detective la trovano deserta; solo grazie a un indizio di Twain, che parla loro attraverso una testa d'alce impagliata sul muro, i tre riescono infine a ricongiungersi con gli altri ospiti.
Successivamente, attirati dal rumore di alcuni spari, è il turno di Diamante e Dick Charleston di andare in cucina, dove trovano il cadavere nudo del maggiordomo che, tuttavia, non presenta ferite da arma da fuoco. Quando decidono di ritornare in sala da pranzo, anch'essi la trovano deserta e, per riunirsi ai loro compagni, devono anche loro seguire l'indizio di Twain. È così che i cinque detective ipotizzano l'esistenza di due stanze perfettamente uguali, che vengono in qualche modo scambiate fra loro per confonderli e distoglierli dalla preparazione del vero delitto: l'assassinio del maggiordomo è solo un diversivo, dato che non sedeva a tavola al momento dell'annuncio di Twain ed è stato ucciso prima dell'orario da lui indicato.
Mancando pochi istanti alla mezzanotte, gli invitati decidono di sedersi a tavola e tenersi per mano in attesa del delitto: al dodicesimo rintocco Lionel Twain entra nella sala e stramazza a terra mostrando un coltello piantato nella schiena. Dora Charleston, notata la scomparsa della cuoca che fino a pochi istanti prima era lì con loro, indica immediatamente Yetta come assassina, ma Diamante scopre presto che la cuoca è in realtà un robot creato da Twain.
Nel tentativo di risolvere il caso, i cinque iniziano a sostenere le teorie più varie e strampalate e finiscono col rendersi conto che ognuno di loro aveva un valido motivo per uccidere: Twain aveva lasciato all'altare Miss Marbles 54 anni prima, adottato e poi diseredato Sidney Wang quando scoprì che era cinese, trattato sua nipote Tess Skeffington come una bambina anche quando aveva già più di 20 anni, ucciso la barboncina di Milo Perrier, prestato soldi a Dick Charleston in modo che si indebitasse con lui fino al collo e ricattato Sam Diamante con foto sessualmente compromettenti.
Stanchi e sfiduciati, gli ospiti decidono d'interrompere le indagini e concedersi una nottata di riposo, chiudendosi prudentemente a chiave nelle rispettive camere per proteggersi dall'assassino ancora libero, ma ignorando che ogni camera nasconde una trappola studiata per ucciderne gli occupanti: mentre il soffitto della stanza di Perrier e Marcel si abbassa per stritolarli e in quella di Sam Diamante e Tess Skeffington ticchetta una bomba, in quelle di Miss Marbles e Miss Withers, di Sidney e Willie e dei Charleston vengono introdotti rispettivamente del gas, un serpente e uno scorpione. Mentre ogni detective sembra ormai spacciato, il losco anfitrione, convinto di averli uccisi tutti, comincia a depennare dalla lista degli invitati il nome di ciascuno di loro finché Wang - scampato all'attentato grazie al figlio - entra nella stanza rivelando che, come nei gialli da quattro soldi, la diabolica mente altri non è che il maggiordomo Jamesignora il quale, oltre a non esser affatto cieco, ha inscenato la propria morte con uno degli automi di Twain. Convinto di aver risolto il caso, Wang reclama il milione di dollari ma, uno dopo l'altro, tutti e quattro gli altri investigatori, scampati anch'essi ai rispettivi attentati, entrano nello studio fornendo ciascuno la propria soluzione del caso e reclamando la ricompensa: Miss Marbles - scampata alla morte facendo assorbire tutto il gas a Miss Withers - indica che in realtà il maggiordomo è Irving Goldman, l'avvocato di Twain e colui che lo uccise 5 anni prima, Dick Charleston - scappato mentre lo scorpione pungeva la moglie - sostiene che il maggiordomo non è Irving Goldman, morto il mese prima in un incidente con gli sci, ma il contabile Marvin Metzler (tutto quel weekend era stato noleggiato), Perrier - sopravvissuto grazie alla straordinaria forza di Marcel - identifica nel maggiordomo la figlia di Twain, Irene, decisa a vendicarsi degli uomini (Twain, Goldman e Metzler) giacché ritenuta da essi bruttissima, e Sam Diamante - sopravvissuto grazie alla prontezza di spirito di Tess che ha gettato la bomba nel water - rivela di essere J.J. Loomis, un attore ingaggiato per interpretare Sam Diamante e che, quindi, il maggiordomo dev'essere il vero Diamante che, invidioso dei milioni che gli altri quattro riescono a guadagnare con le loro avventure, voleva vendicarsi di loro.
Jamesignora, dopo aver di volta in volta avvalorato le versioni che gli vengono sottoposte da ognuno dei cinque, svela infine la vera soluzione del caso e, togliendosi la maschera dal volto, rivela di essere Lionel Twain: l'uomo confessa di non aver mai sopportato nessuno di loro, di disprezzare i loro ragionamenti contorti che portano a finali senza senso, a volte al limite dell'assurdo, e li accusa d'inserire solo alla fine personaggi e fatti taciuti fino ad allora, col solo scopo di togliere ai lettori ogni possibilità d'individuare l'autore del crimine. Ora che è riuscito a giocarli completamente, Twain può finalmente prendersi la sua vendetta personale, distruggendo la loro immagine pubblica e il mercato dei loro libri.
Liberati così dalla loro prigionia, gli investigatori se ne vanno sconsolati e sconfitti, mentre Twain, rimasto solo, si toglie un'ulteriore maschera, rivelando la sua effettiva identità: la cuoca Yetta che, accesasi una sigaretta, si concede una diabolica risata.
Parodie
La trama del film è una parodia del celebre romanzo Dieci piccoli indiani di Agatha Christie.
I cinque investigatori sono parodie, facilmente riconoscibili, di famosi detective letterari e cinematografici: Isp. Sidney Wang è un petulante, sentenzioso e sgrammaticato replicante di Charlie Chan, l'ispettore inventato dallo scrittore statunitense Earl Derr Biggers per sei libri e trasposto in 59 lungometraggi cinematografici nella prima metà del XX secolo; così come Chan, anche Wang è accompagnato da uno dei vari figli, in questo caso adottivo. Dick e Dora Charleston fanno il verso a Nick e Nora Charles, la coppia di investigatori privati creati dallo scrittore statunitense Dashiell Hammett e successivamente portati sullo schermo in una serie di film tra gli anni '30 e '40; così come Nick e Nora sono accompagnati dal Fox terrier Asta, anche Dick e Dora sono accompagnati dal loro cane, Myron. Milo Perrier è la copia ridicolizzata di Hercule Poirot, il raffinato investigatore privato belga (spesso preso per francese) inventato dalla celebre giallista inglese Agatha Christie. Sam Diamante ricorda un più rude e sboccato Sam Spade, l'investigatore privato inventato dallo scrittore statunitense Dashiell Hammett per il romanzo Il falcone maltese (1929). Come Spade era spesso affiancato dalla segretaria Effie Perine, anche Diamond viaggia con la segretaria Tess Skeffington. Jessica Marbles è una versione più dinamica e spigliata di Miss Jane Marple (forse ispirata all'attrice Margaret Rutherford, che la interpretò in quattro film di George Pollock tra il 1961 e il 1964), l'impicciona investigatrice dilettante inventata dalla celebre giallista inglese Agatha Christie.
Il campanello che si sente quando i detective giungono alla residenza di Twain, è in realtà la riproposizione delle urla di terrore di Fay Wray nel film King Kong (1933).
Doppiaggio Nel doppiaggio sono andati persi o cambiati giochi di parole in lingua inglese intraducibili in italiano. Di seguito vengono riportati alcuni esempi. Quando, nella versione originale, Sidney Wang chiede al figliastro di leggere l'indirizzo (sulla targa è scritto 22 Twain), Willie sillaba "Two... two...", e il padre adottivo conferma "Exactly: two-two Twain". A causa dell'accento cinese dell'ispettore la frase suona come un'onomatopea: choo-choo train (approssimativamente trenino ciuf-ciuf). In questo caso la versione italiana ha rinunciato al calembour, limitandosi alla traduzione letterale. Al loro arrivo nel castello di Lionel Twain, Dick Charleston e la moglie vengono accompagnati dal maggiordomo alla loro camera. Alla loro domanda, il maggiordomo risponde di averli messi nella stessa ala dove alloggia l'ispettore Wang. A quel punto Charleston dice, rivolto alla moglie: "Pensa, cara, siamo sotto l'ala di Wang". Anche in questo caso è andato perduto il gioco di parole originale, giacché si perde l'assonanza dei termini "wing", in italiano ala, e Wang (il cognome dell'ispettore), che si sente nella frase inglese "Under Wang's wing". La parte finale del dialogo tra i coniugi Charleston e il maggiordomo Jamesignora, nella versione originale, recita quanto segue: {| |Dick Charleston:||How odd!||Che strano! |- |Jamesignora:||My father's name, sir.||Il nome di mio padre, signore. |- |Dick Charleston:||What was your father's name?||Qual era il nome di suo padre? |- |Jamesignora:||Howard, Howard Bensonmum. |} Il doppiaggio risolve l'impossibilità di rendere l'assonanza "how odd"/"Howard" assegnando anche al padre del maggiordomo un nome surreale: {| |Dick Charleston:||O Signore! |- |Jamesignora:||Era il nome di mio padre, signore. |- |Dick Charleston:||Qual era il nome di suo padre? |- |Jamesignora:||Ossignore, Ossignore Jamesignora. |} Dopo il monologo di Lionel Twain si trova il seguente dialogo: {| |Lionel Twain: |I'm the greatest, I'm number one! |-