Biografia Miera apparteneva alla famiglia normanna il cui nome originario viene trascritto in vario modo (Faloch, Falloc, Falloch, Falluch, Foloch, ecc.) e italianizzato in «Falluca». Suo padre Ugo rimase sempre fedele a Roberto il GuiscardoGaufridi Malaterrae De rebus gestis Rogerii Calabriae et Siciliae comitis et Roberti Guiscardi ducis fratris eius, III, 5 (testo elettronico in www.thelatinlibrary.com) il quale gli concesse in feudo un territorio che comprendeva Rocca Falluca e Catanzaro, e probabilmente anche Belcastro e SimeriPatrizia Melella, «FALLUCA (Falluc, Fallucca, Falloch, Faloch, Foloch), Riccardo», Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. XLIV, Roma: Istituto della Enciclopedia Italiana, 1994.
Alla morte del Guiscardo (1085) scoppiò la lotta per la successione fra il secondogenito Ruggero Borsa, erede designato dal Guiscardo, e il primogenito Boemondo, a cui tuttavia erano stati destinati dal padre i possedimenti nei Balcani. I Falluca in quel periodo erano ancora feudatari di Rocca Falluca, Catanzaro, Belcastro e SimeriPatrizia Melella, «FALLUCA (Falluc, Fallucca, Falloch, Faloch, Foloch), Riccardo», Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. XLIV, Roma: Istituto della Enciclopedia Italiana, 1994. Miera, descritto dal cronista Goffredo Malaterra come un soldato di grande valore sebbene fosse mancinoGaufridi Malaterrae De rebus gestis Rogerii Calabriae et Siciliae comitis et Roberti Guiscardi ducis fratris eius, IV, 9: "Miera, figlio di Ugo Falloc, uomo dal carattere volubile ma eccellente soldato, mancino nell'uso delle armi" (testo elettronico in www.thelatinlibrary.com) fu dapprima a fianco di Ruggero Borsa. Nel 1087 tuttavia Miera cercò di impossessarsi di Maida; poiché Ruggero Borsa si oppose all'usurpazione, Miera decisa di passare nel campo di Boemondo. Miera pertanto accolse Boemondo a Rocca Falluca, permettendogli di sfuggire a Ruggero Borsa e al conte Ruggero, che era accorso in aiuto di Ruggero Borsa dalla Sicilia, i quali lo credevano a Maida. Ma dopo che Boemondo lasciò Rocca Falluca per Taranto, Miera tentò di riconciliarsi con Ruggero Borsa consegnandogli Maida.
Poco dopo, tuttavia, Miera si trovò in difficoltà; decise pertanto di abdicare a favore del proprio figlio Adamo nella speranza di poter conservare alla famiglia i domini di Rocca Falluca e di Catanzaro. Nel 1088 Miera vestì l'abito monastico e si ritirò in un convento di Benevento. I possedimenti dei Falluca passarono così a Ruggero di Sicilia e a Rodolfo di Loritello.
Note
Bibliografia Patrizia Melella, «FALLOCH (Faloch, Foloch, Falluca), Miera de'». In: Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. XLIV, Roma: Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1994
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Categoria:Normanni in Italia meridionale