La crociata livoniana fu un conflitto combattuto nel Basso Medioevo tra una coalizione composta da crociati e da alcune potenze europee contro le popolazioni indigene presenti negli odierni Paesi baltici, in particolare in Livonia. Le cause che la scatenarono furono diverse, non ultime quelle di tipo commerciale e politico, ma il pretesto ufficiale fu quello di cristianizzare le odierne Lettonia ed Estonia. Le popolazioni locali risultavano infatti le ultime in Europa ancora legate ai riti pagani tradizionali (mitologia baltica). A mano a mano che procedeva il conflitto e di pari passo con la prosecuzione delle conversioni religiose, i tedeschi e i danesi portarono a termine sia delle conquiste militari sia un ampio programma di colonizzazione della Livonia.
Poiché le comunità tribali baltiche avevano respinto con violenza i missionari da loro giunti per diffondere il cristianesimo, nel 1198 papa Innocenzo III decise di proclamare una crociata contro la Livonia. L'intervento dell'intraprendente vescovo Alberto di Buxthoeven, che supervisionò tra le altre cose la fondazione della città di Riga, portò alla costituzione di un ordine religioso cavalleresco conosciuto con il nome di Cavalieri portaspada, il cui contributo fu essenziale nelle prime campagne di conquista. Anche grazie all'ausilio della Danimarca e dei crociati giunti da varie aree d'Europa, la superiorità degli occidentali consentì un'espansione verso tutte le direzioni, con le regioni assoggettate che poi finirono sottoposte all'autorità amministrativa ed ecclesiastica del clero. Nel 1215, su proclamazione di Innocenzo III, venne istituita nelle aree acquisite un'entità denominata Terra Mariana, formalmente sottoposta alla Santa Sede e al Sacro Romano Impero come Stato vassallo.. Ben presto insorsero delle dispute interne nella coalizione cristiana che terminarono soltanto con l'intervento del legato pontificio Guglielmo di Modena, fautore della spartizione in sei principati feudali di quanto acquisito dai tedeschi, dai danesi, dal clero e dall'ordine cavalleresco. La crociata proseguì più o meno agevolmente a seconda degli avversari, ma molto complicata si rivelò la conquista dell'isola di Saaremaa e la gestione delle insurrezioni più volte scoppiate su incitamento delle tribù locali, le quali si sentivano vessate dall'autorità dei nuovi signori.
La conclusione della crociata livoniana viene individuata nel 1290, anno in cui fu sedata l'ultima ribellione esplosa nell'odierna Lettonia e momento dal quale i crociati si concentrarono sull'acquisizione delle regioni ancora non assoggettate collocate in Lituania.
La storiografia tradizionale, la cui visione appare oggi superata, non iscriveva il conflitto in esame alla categoria delle crociate, ritenendolo differente dalle lotte combattute in Terra santa per svariati motivi. Le recenti analisi compiute da studiosi di varie nazionalità nella seconda metà del XX e nel XXI secolo hanno permesso di gettare nuova linfa e degli inediti spunti di riflessione sulla crociata livoniana, anche grazie a un'analisi certosina delle fonti a disposizione e all'adozione di approcci storiografici più consapevoli.
Antefatti
Con il termine Balti si designa storicamente un insieme di tribù più o meno variegate che visse nelle odierne Polonia nord-orientale, Russia (nello specifico l'oblast' di Kaliningrad), Lituania, Lettonia ed Estonia meridionale già millenni prima rispetto al Basso Medioevo. L'impianto sociale dei Balti, ovvero quello tipico delle comunità tribali, non subì grossi mutamenti con il passare dei secoli e tra le diverse società non vi erano differenze sostanziali, se si pensa alle affinità in campo religioso o linguistico.. Il lungo percorso di avvicinamento alle società dell'Europa occidentale dei Balti si protrasse tra l'anno Mille e il Duecento e portò alla costituzione di una divisione cetuale più netta, alla formazione di eserciti stabili e all'adozione di un sistema commerciale basato sull'utilizzo del denaro come mezzo di scambio. Con il declino dell'epopea dei Vichinghi, quando i governanti scandinavi si trovarono tagliati fuori dalle conquiste d'oltremare a lungo raggio del passato, nell'Europa orientale cominciarono a imporsi nuove potenze, come ad esempio la Danimarca.. Principalmente nel XIII secolo, anche i tedeschi iniziarono ad avviare i commerci con le zone costiere del Baltico, soprattutto lungo la via variago-greca; assieme a loro giunse il cristianesimo, il quale attecchì in maniera molto limitata e convinse alcuni nativi a sottoporsi al battesimo.. È alla fine del X secolo che si comincia infatti a riscontrare il fenomeno della cosiddetta «spinta verso est (Drang nach Osten), un'importante movimento di migrazione che uni[va] colonizzazione agricola, germanizzazione e cristianizzazione»..
Le prime crociate del Nord, avvenute nella metà dell'XI secolo, avevano visto come protagonisti i danesi e i tedeschi lungo le coste baltiche situate tra le odierne Germania e Polonia. Desideroso di attirare nuovi cristiani anche più a est, dove vivevano le popolazioni livoni pagane, Meinardo di Riga giunse a Ikšķile (Üxküll) nel 1184, convincendo poi il papa a nominarlo arcivescovo della Livonia nello stesso anno. o nel 1186.. Da quel momento, Ikšķile assurse a principale centro di coordinamento delle operazioni di conversione nella regione, specie dopo la costruzione di una chiesa..
I nativi Livoni (talvolta Līvi), che pagavano tributi al Principato di Polack ed erano spesso esposti agli attacchi delle comunità slave orientali localizzate a sud dei Semgalli, percepirono inizialmente i tedeschi come validi alleati.. Con il tempo, compresero che conveniva preservare le ostilità tra tedeschi e rus', attraversando un ponderato ricorso all'astuzia; non si deve infatti credere «che i vecchi delle tribù fossero impotenti testimoni della propria rovina».. Il primo capo livone a essere convertito fu Caupo di Turaida, battezzato attorno al 1189..
Già Celestino III, al soglio pontificio dal 1191 al 1198, aveva emanato una bolla in cui chiedeva ai cristiani di diffondere la parola di Dio alle popolazioni locali; l'esplicita proclamazione della crociata si deve al suo successore papa Innocenzo III, il quale ordinò di convertire i «pagani nella regione baltica» nel 1195... A suo dire, i cristiani nella chiesa di Livonia erano stati perseguitati e bisognava accorrere in difesa dei confratelli fedeli.. Sia pur senza ricevere grossi sostegni, Meinardo era riuscito a realizzare due piccoli castelli in pietra e contava di finanziarli grazie alle decime che gli indigeni locali avevano promesso di pagargli.. Lo scontro fu ritardato da Meinardo quanto più a lungo possibile, ma alla fine egli ebbe la peggio e fu ucciso nel 1196; i suoi successori non si dimostrarono altrettanto pazienti. Peraltro, al momento della sua morte non era riuscito a convincere molti degli abitanti locali a rinnegare i loro antichi culti. Al suo posto fu nominato nel 1197 il vescovo Bertoldo di Hannover, un abate cistercense che aveva molte abilità diplomatiche. Tuttavia, pur avendo ricercato l'amicizia dei capi locali, il periodo di convivenza senza lotte finì ed egli fu scacciato. Ritornò nel luglio del 1198 in Livonia con un piccolo ma ben equipaggiato contingente militare. Nonostante i combattenti riuscirono a scacciare i pagani quando si venne alle armi, Bertoldo rimase tra le vittime e, dopo averlo vendicato, i suoi uomini decisero di ritornarsene in patria...
Cause
Le crociate nel Baltico si basavano su motivazioni plurime.. Con particolare riferimento a quella della Livonia, lo scopo restava, quanto meno ufficialmente, quello di garantire ai pellegrini e ai commercianti cristiani la sicurezza di poter viaggiare in Europa orientale.Come sottolineato efficacemente dagli studiosi: Prima ancora che cominciassero le battaglie religiose in zona, a interessarsi alla regione furono i principi occidentali (specie quelli delle vicine Svezia, Danimarca e Polonia) e i prelati desiderosi di espandere i loro domini. Questi uomini scorsero inoltre nelle crociate l'opportunità di ottenere supporto militare dal resto del continente...
Le motivazioni e gli interessi delle singole reclute giunte dall'Occidente non sempre erano uniformi, né vi era tempo per i comandanti di effettuare scelte in base alle qualità morali. Di certo dovettero infatti coesistere chi si mostrava sincero nelle proprie credenze cristiane, chi non vedeva alcuna contraddizione tra l'ascoltare la chiamata della Chiesa e il portare avanti i propri interessi in terre lontane, mercenari in cerca di denaro, nobili desiderosi di possedimenti, prelati che bramavano potere e fama, missionari che anelavano a un posto in paradiso, probabilmente persone affette da disturbi psichici o non pronte ad affrontare un'avventura simile o ancora in fuga da un passato difficile in terra natia. I coloni si muovevano per ambizioni altrettanto diverse; oltre ai cavalieri in cerca di fama, vi erano contadini bramosi di terre coltivabili, donne che desideravano suggellare matrimoni redditizi e mercanti alla ricerca di nuovi rotte. A livello politico, i papi e i legati pontifici affrontarono lo scenario orientale nel timore che i popoli baltici rimanessero al di fuori dalla cristianità oppure che venissero sedotti dal credo ortodosso, circostanza che valeva quasi quanto il lasciarli aggrappati al paganesimo.
Anche le ricchezze che entrambe le fazioni stavano accumulando costituirono una causa immanente del conflitto. La prospettiva di lauti bottini infatti spinse spesso entrambe le compagini a rompere i già fragili indugi e a scontrarsi freneticamente in lotte assai cruente.
Svolgimento del conflitto Periodizzazione
La crociata livoniana viene tradizionalmente collocata tra il 1198, anno in cui Innocenzo III proclamò una guerra santa in Livonia, e il 1290, ovvero quando l'Ordine teutonico riuscì a sedare le ultime rivolte scoppiate nell'odierna Lettonia per concentrarsi sulla Lituania. Tuttavia, benché vi sia unanimità sul momento del principio del conflitto, un filone minoritario individua nel 1261 l'anno di conclusione delle lotte, cioè quando la coalizione di potenze cristiane era riuscita finalmente a spegnere i focolai delle ultime proteste esplose sull'isola di Saaremaa. Meno dibattuto risulta invece il luogo in cui si svolsero le operazioni militari, ovvero nel più delle volte in Livonia...
Guerre contro i Livoni e i Letgalli (1198–1209)