Yeşilköy ("villaggio verde" in turco), prima del 1926 conosciuto come San Stefano o Santo Stefano (, , ) è una mahalle del distretto (belediye) di Bakırköy nella parte europea di Istanbul, in Turchia. Prima del rapido aumento della popolazione di Istanbul negli anni 1970, Yeşilköy era soltanto un villaggio ed una località balneare. La popolazione del quartiere è di solito benestante.
Confini amministrativi
Il quartiere si trova lungo il Mar di Marmara circa 11 chilometri a ovest del centro storico di Istanbul. Esso confina con i quartieri di Yeşilyurt a est, Ataköy a nordest, Florya a ovest, e col distretto di Küçükçekmece a nord. La parte occidentale del quartiere è denominata Çiroz.
Origini del nome Il suo nome originale (, in Italiano Santo Stefano) deriva da una leggenda: in epoca bizantina, la nave che trasportava le ossa del santo da Costantinopoli a Roma fu costretta a fermarsi qui a causa di una tempesta. Le ossa furono conservate in una chiesa fino a quando il mare si calmò, e questo dette il nome alla chiesa e al luogo.Tuna (2004) Il paese deve il suo nome attuale (Yeşilköy: "Villaggio verde" in turco) alla legislazione che nel 1926 impose di dare un nome turco a ciascuna comunità. Il nome venne dato dallo scrittore Halid Ziya Uşaklıgil, che trascorse qui gli ultimi anni della sua vita.
Storia
Nel 1203, la spiaggia di Agios Stefanos fu il luogo di sbarco dell'esercito latino della quarta crociata, che avrebbe conquistato Costantinopoli l'anno successivo.
Nel XIX secolo l'intero villaggio era di proprietà della potente famiglia armena Dadyan, che lo ottenne in dono dal sultano Mahmud II dopo aver rifiutato di emigrare all'estero.
Durante la guerra di Crimea vi erano stanziate forze francesi; nel territorio del villaggio (ma oggi appartenente alla mahalle di Yeşilyurt) venne costruito uno dei tre fari storici di Istanbul ancora in uso. Yeşilköy è anche il luogo dove le forze russe si fermarono alla fine della guerra del 1877-1878 e fu il luogo in cui fu firmato il trattato di Santo Stefano tra Impero russo e Impero ottomano. Nel 1909 la decisione di inviare il sultano Abdul Hamid II in esilio a Salonicco fu presa dai membri del Comitato dell'Unione e Progresso riuniti presso lo Yacht club di Yeşilköy.
Il 10 luglio 1894 Istanbul fu colpita da un forte terremoto, le cui scosse di assestamento durarono tre giorni. Il sisma colpì anche Yeşilköy. Il mare si ritirò di 100 metri dalla battigia, e lo tsunami susseguente creò marosi giganti i quali devastarono la costa. La rimessa per le barche, le opere del porticciolo e grandi strutture in legno furono danneggiate, molte case furono distrutte o danneggiate e persino i binari della ferrovia furono divelti.
La prima base dell'aviazione militare ottomana fu fondata a Yeşilköy (ora Yeşilyurt) nel 1909-1911.
Nel 1912, durante le guerre balcaniche, migliaia di soldati ammalati a causa del colera furono portati qui, e circa di loro morirono e furono sepolti vicino alla stazione ferroviaria.
Nel secolo XIX e all'inizio del ventesimo secolo, Yeşilköy era una località costiera e il luogo di caccia preferito dalla classe superiore di Istanbul, e aveva una popolazione mista, fatta di turchi, greci, (oggi quasi completamente emigrati), armeni (che vivono ancora lì numerosi) e levantini (italiani e francesi di Istanbul - ormai quasi completamente emigrati). Fra questi ultimi, sono da notare gli architetti Giovanbattista Barborini, Giulio Mongeri, Guglielmo Semprini, Philippe Bello (pseudonimo di Pietro Bello) e Carlo Amancich, il pittore Amedeo Preziosi ed Edouard Crespin, commerciante e figlio del console francese a Bursa. A queste minoranze storiche si sono aggiunti nel quartiere, a causa degli eventi della primavera araba e della guerra civile in Siria, diverse migliaia di fedeli della chiesa ortodossa siriaca, arrivati negli anni dieci del XXI secolo. Come eredità del carattere cosmopolita del quartiere esistono ancora - oltre a due moschee - la missione e chiesa cattolica italiana, il cimitero levantino (parzialmente smantellato nel 2019 per far posto ad una Chiesa assiro-caldea) una chiesa armena e una greca, entrambe ancora in attività.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture civili
Yeşilköy conserva alcuni notevoli esempi di case di legno in stile Art Nouveau, costruite tra la fine del diciannovesimo secolo e l'inizio del Novecento. Fra queste particolarmente notevoli sono: Villino Simenoğlu
Costruito intorno alla fine dell'Ottocento, secondo alcune fonti fu la sede della firma del trattato di Santo Stefano che concluse la guerra del 1877-1878 fra l'impero Ottomano e quello zarista. La casa fu poi donata ad Hayrettin Bey, un albanese giunto in Turchia nei primi anni del secolo e parente del re Zog, dal sultano Abdul Hamid II, e negli anni settanta fu il set di numerosi film.
Casa Crespin La casa, che è una delle più antiche residenze di Yeşilköy, è oggi un boutique hotel che serve soprattutto turisti stranieri.Tuna & al. (2013), p. 30 Il padre di Edouard Crespin, una delle personalità più note di Yeşilköy, venne a Bursa come Console in rappresentanza del re di Francia durante il regno di Mahmud II. Quando si ritirò, rimase a Bursa e iniziò il commercio della seta. Suo figlio Edouard Crespin si stabilì a Yeşilköy e costruì la casa, situata in Istanbul Caddesi 29. Gli oggetti che decorano la sala di ricevimento non provengono dai Crespin, ma dalla collezione degli attuali proprietari.
Case Semprini
Tra gli edifici storici di Yeşilköy ci sono tre case a schiera costruite nel 1900 su Istasyon Caddesi da Guglielmo Semprini, architetto e impresario edile levantino di origine italiana, che progettò molte opere a Istanbul, ed è noto soprattutto per il Grand Hotel de Londres a Tepebaşı, Taksim.
Fontana di Abdülmecid I
Adiacente alla moschea di Bezmi Alem si trova una Fontana dHan () monumentale, fatta erigere dal sultano Abdülmecid I nel 1842.Tuna & al. (2013), p. 31 La fontana, situata in un'area dove sostavano le carovane che transitavano da e per Istanbul, aveva il triplice scopo di fornire acqua potabile, di distribuire l'acqua per le abluzioni e di far abbeverare gli animali.
Architetture religiose Nel quartiere sono presenti tre moschee e quattro chiese notevoli (greco-ortodossa, cattolica, armena e siriaca). Le prime tre chiese sono dedicate a Santo Stefano, l'ultima a Sant'Efrem. Moschea Mecidiye
La moschea, la prima in ordine di tempo delle tre presenti nella località, è la Mecidiye camisi (così chiamata in onore dell'ordine ottomano di Mecidiye). Essa venne costruita su progetto dell'architetto ottomano Kemaleddin Bey negli anni fra la fine del regno di Mehmet V e l'inizio della Repubblica.
Chiesa greco-ortodossa di Agios Stefanos
La chiesa, che si ritiene sia stata costruita sul luogo di sepoltura di personalità importanti nella storia del villaggio, si trova su Mirasyedi Sokak. L'attuale struttura, che reca sulla facciata frammenti della prima chiesa costruita nel periodo bizantino, è stata costruita nel 1845. Le sue dimensioni esterne sono 22,31 × 13,75 metri, mentre l'altezza è di circa 10,5 metri. La chiesa ha pianta basilicale a tre navate. Il campanile è stato costruito successivamente. Le piccole icone nella parte superiore dell'iconostasi contengono episodi della vita di Gesù Cristo, mentre quelle più grandi nella parte inferiore contengono, da sinistra a destra, le raffigurazioni di Santo Stefano, Maria e Gesù Bambino, Gesù Cristo e Giovanni Battista.Tuna & al. (2013), p. 24
Chiesa Armena di Surp Stepanos
La chiesa, situata su Inci Ciceǧi Sokak, fu costruita nel 1844 sotto la guida di Bogos Bey, un membro della potente famiglia armena dei Dadyan, e ancora oggi serve la numerosa comunità armena di Yeşilköy. Artisticamente rilevante è fra l'altro la porta del complesso, che è separato dalla strada da un alto muro.Tuna & al. (2013), p. 25 Negli anni settanta del XIX secolo, accanto alla chiesa fu costruita una scuola, il cui edificio continua a fornire istruzione anche oggi.
Chiesa Cattolica Romana di Santo Stefano
La chiesa, la cui costruzione venne iniziata nel 1865 su progetto dell'architetto Vitaliano Poselli, e terminata nel 1886, è situata su Cumbuṣ Sokak.Tuna & al. (2013), p. 26 Il primo edificio crollò nel terremoto del 1894, e venne sostituito da un nuovo tempio. Il soffitto in legno venne realizzato con artigiani e materiali austriaci. Sulla facciata sono esposte tre statue degne di nota provenienti dalla Francia. Da vedere anche il dipinto sull'altare, raffigurante la morte per lapidazione di Santo Stefano. Durante il terremoto di Marmara del 1894, gli alloggi in fondo alla chiesa furono danneggiati e ricostruiti. Il piano inferiore dell'edificio in cui si trova il ristorante, proprio di fronte alla chiesa, venne utilizzato dall'ufficio affari finanziari dell'esercito russo durante la guerra del 1877-78.
Chiesa ortodossa siriaca di Mor Efrem
A Yeşilköy il 3 agosto 2019, alla presenza del patriarca della chiesa ortodossa siriaca, del patriarca Bartolomeo e del sindaco di Istanbul Ekrem İmamoğlu, il presidente Erdoğan ha posto la prima pietra della prima chiesa siriaca eretta in Turchia dalla fondazione della repubblica. L'area scelta per la costruzione è una parte del terreno dell'antico cimitero levantino. Il tempio è stato completato nel 2023.
Aghiasma di Agia Fotini Nelle vicinanze della chiesa greca c'è un'aghiasma (), cioè una fonte sacra greco-ortodossa, risalente al periodo bizantino e dedicata ad Agia Fotini ().Tuna & al. (2013), p. 27 Essa è situata nel sotterraneo di un'abitazione ed è liberamente accessibile dalla strada, chiamata ufficialmente Camözü Sokak ed informalmente Ayazma Sokağı. Questa è un percorso pedonale coperto ospitante diversi ristoranti. LAyazma di Agia Fotini è l'unica superstite delle quattro fonti sacre del periodo bizantino un tempo presenti a Yeşilköy, e come spesso accade a Istanbul per luoghi del genere, è un esempio di sincretismo religioso, essendo visitata da persone di tutte le religioni, che vi si recano per pregare e chiedere grazie.
Cimitero levantino Il cimitero levantino, parzialmente smantellato per la costruzione della chiesa di Mor Ephrem, ospita le tombe di diversi cattolici che vissero a San Stefano, fra cui il pittore maltese Amedeo Preziosi, che visse e morì nel villaggio.
Galleria d'immagini di edifici religiosi a Yeşilköy
Società Tradizioni e folclore Tradizioni religiose Nella chiesa greco-ortodossa di Agios Stephanos il 27 dicembre di ogni anno (giorno del Santo nella chiesa ortodossa) si celebra la tradizione della Thysias (). Diverse pecore comprate in precedenza vengono sacrificate nel giardino della chiesa e la carne viene distribuita ai poveri e ai bisognosi. Alla cerimonia partecipano i Rūm di Yeşilköy (compresi parecchi emigrati) e degli altri quartieri di Istanbul. La cerimonia ricorda l'approdo forzato a Santo Stefano della nave recanti le ossa del Santo. L'equipaggio, diretto a Roma e costretto ad approdare per una tempesta, custodì le reliquie per 10-12 giorni sotto una tenda eretta in corrispondenza della futura chiesa, e durante questo periodo la popolazione del villaggio sfamò i marinai macellando le pecore delle loro greggi.
Cultura Scuole Il quartiere possiede diverse scuole, fra queste tre scuole superiori turche:
Il Liceo Anadolu 50. Yıl di Yeşilköy;
Il Liceo Anadolu di Yeşilköy;
Il Liceo professionale Nüket Ercan Adalet;
Due scuole elementari e medie turche:
La scuola elementare e media Hamdullah Suphi Tanrıöver;
La scuola elementare e media Şehit Pilot Muzaffer Erdönmez;
Inoltre ci sono alcune scuole dedicate alle minoranze, fra cui la Scuola elementare greca, quella elementare e media armena e quella siro-caldea.
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