Il massacro di Ludlow è un eccidio avvenuto il nella cittadina statunitense di Ludlow, una zona mineraria del Colorado.

Durante uno sciopero dei minatori, alcune guardie armate al soldo di Colorado Fuel and Iron Company spararono sulla folla dei dimostranti uccidendo diciannove persone, di cui undici bambini e tre donne. La Guardia Nazionale, presente sul posto, non intervenne in difesa dei manifestanti.

Esso fu l'evento più luttuoso del periodo delle lotte sindacali dei minatori statunitensi, che coinvolsero fino a dodicimila lavoratori tra l'autunno del 1913 e il dicembre 1914.

Le condizioni dei minatori del Colorado

La lotta dei minatori del Colorado del 1913-1914 si inserisce nel più ampio contesto delle lotte operaie degli Stati Uniti d'America di inizio Novecento, una potenza in impetuosa crescita economica che attirava forza lavoro da tutto il mondo. La legislazione sulla sicurezza nelle miniere era allora assai carente, e tale sarebbe rimasta per lunghissimo tempo. Il tasso di incidenti mortali nelle miniere del Colorado era circa il doppio della media nazionale.

I minatori protestavano anche per il fatto che i muli della compagnia erano trattati di gran lunga meglio dei lavoratori. I muli e gli asini erano infatti obbligati per legge a trascorrere un mese all'anno fuori dalle miniere per non diventare ciechi, mentre i minatori avevano poche disposizioni di sicurezza, non potevano iscriversi facilmente ai sindacati e vedevano i loro salari diminuire costantemente. Un aneddoto significativo riportava infatti le prime parole di uno degli operatori delle miniere quando una di queste crollò: «I muli ne sono usciti?».

Lo sciopero Vittime1. John Bartolotti, 45 anni2. Charlie Costa, 31 anni3. Fedelina Costa, 27 anni4. Lucy Costa, 4 anni5. Onofrio Costa, 6 anni6. James Fyler, 43 anni7. Cloriva Pedregon, 4 anni8. Rodgerlo Pedregon, 6 anni9. Frank Petrucci, 4 mesi10. Joe Petrucci, 4 anni11. Lucy Petrucci, 2 anni12. Frank Rubino, 23 anni13. William Snyder Jr., 11 anni14. Louis Tikas, 30 anni15. George Ullman, 56 anni16. Elvira Valdez, 3 mesi17. Eulala Valdez, 8 anni18. Mary Valdez, 7 anni19. Patria Valdez, 37 anni

In conseguenza dello sciopero, le famiglie dei lavoratori erano state sloggiate dalle case dove abitavano, di proprietà delle compagnie minerarie, ed avevano costruito un accampamento su un terreno pubblico. I lavoratori in sciopero erano per la maggior parte greci, italiani, slavi e messicani.

In un attacco che parve freddamente preparato, le guardie private spararono sull'accampamento e poi gli diedero fuoco, uccidendo venti persone, di cui una dozzina fra donne e bambini. Indagini successive dimostrarono l'uso del kerosene per appiccare gli incendi. Sette delle vittime avevano meno di sei anni. Il compito assegnato alla Baldwin Felts Detective Agency era stato specificatamente quello di sopprimere i minatori in sciopero. Allo scopo venne anche utilizzata un'automobile dotata di una mitragliatrice, chiamata la Death Special.

Il giorno del massacro i minatori stavano celebrando la Pasqua greco-ortodossa. Alle dieci del mattino la milizia, guidata dal comandante Karl E. Lindenfelter, circondò il campo ed iniziò a sparare sulle tende. Alcuni dei leader dello sciopero furono sequestrati nei giorni successivi e assassinati dalle guardie dei padroni delle miniere. Nessuno dei responsabili del massacro venne mai punito.

Il giornalista John Reed, inviato del Metropolitan Magazine, giunse in Colorado pochi giorni dopo il massacro. Di questa strage e dell'eco che suscitò fra i lavoratori e la popolazione Reed scrisse in un suo famoso articolo, La guerra del Colorado (1914). Un monumento, eretto dalla UMWA (United Mine Workers of America), è oggi presente a Ludlow, per ricordare le vittime di quel massacro.

Note

Voci correlate Controversie su memoriali e monumenti negli Stati Uniti d'America#Monumento Ludlow John Reed Movimento operaio John Davison Rockefeller

Altri progetti

Collegamenti esterni The Ludlow Massacre and the Birth of Company Unions -

Ludlow Ludlow Ludlow Ludlow Ludlow