La rivoluzione industriale in Svizzera copre la storia economica e sociale della Svizzera durante il XIX secolo.

Secondo gli storici la prima rivoluzione industriale si colloca temporalmente tra il 1760 e il 1830. In Svizzera l'industrializzazione incominciò verso la fine del XVIII secolo, ma per imitare il processo di industrializzazione inglese si dovevano possedere terre fertili e coltivabili, materie prime e sbocchi sul mare, che a differenza di Francia, Belgio e Germania, la Svizzera non aveva. Ma nonostante tutto già nei primi anni del 1800 era uno dei paesi maggiormente industrializzati, punto di forza fu l'industria del cotone che tra il 1801 e i 1814 fu quasi totalmente meccanizzata. Rimaneva comunque il problema del carbone, così dal 1886 grazie alla presenza delle montagne e alla grande quantità di corsi d'acqua la Svizzera incominciò a produrre ingenti quantità di energia idraulica, che venne utilizzata per alimentare i vari processi industriali.

L'industrializzazione fu agevolata per diversi aspetti:

Manodopera con elevato livello di istruzione; Disponibilità di capitali; Esportazione di manufatti per finanziare l'importazione di generi alimentari; Vicinanza tra i protagonisti politici ed economici.

Le esportazioni erano rappresentate da manufatti elaborati come orologi, macchine e tessuti di lusso. A partire dal 1870 la Svizzera incominciò ad effettuare investimenti diretti in altri paesi. Infatti prima della prima guerra mondiale la Svizzera possedeva il 18% delle multinazionali presenti in tutto il mondo, cosa sconvolgente perché la popolazione Svizzera rappresentava solo il 2% della popolazione mondiale.

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