Biografia

Entrò nei francescani recolletti del convento di Cibottola di Piegaro nel 1752 e nel 1757 venne ordinato sacerdote. Fu impiegato nella predicazione delle missioni popolari e svolse tale ministero in varie zone dello Stato della Chiesa: nel 1768 fu nominato missionario apostolico.

Nella sua predicazione seguiva il metodo di Leonardo da Porto Maurizio, teso a coinvolgere gli ascoltatori con una forte carica emotiva: si presentava avvolto da catene, con una corona di spine sulla testa e si flagellava recitando il Miserere.

Nel 1788 scelse il Santuario di San Francesco a Monteluco di Spoleto come ritiro spirituale di stretta osservanza. Nel 1809 tentò di cacciare le truppe napoleoniche salite sul monte a piantare l'albero della libertà, ma l'invasione napoleonica lo costrinse a lasciare il convento e ad abbandonare il suo ministero: subì anche il carcere per il suo rifiuto di aderire alla Repubblica.

Riprese a predicare dopo la Restaurazione; contribuì alla riapertura dei conventi soppressi ed eresse numerose viae crucis.

Morì a Monteluco nel 1815. Le sue spoglie riposano all'interno della chiesetta del santuario di San Francesco, ai limiti del Bosco sacro.

Il culto Fu dichiarato venerabile il 13 febbraio 1855 e venne beatificato da papa Leone XIII il 12 marzo 1893.

Il suo elogio si legge nel Martirologio romano al 2 aprile.

Bibliografia

Guido Pettinati, I Santi canonizzati del giorno, vol. IV, edizioni Segno, Udine 1991, pp. 27–31.

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