La via dello Zen è un saggio del 1957 sul buddismo zen e sulla filosofia orientale scritto dal filosofo e studioso delle religioni Alan Watts. Il libro fu un best-seller e svolse un ruolo importante nell'introduzione del buddismo in occidente, interessando prevalentemente un pubblico giovane.

Storia editoriale Watts focalizzò i suoi interessi sulle religioni orientali, a tal punto che già intorno ai venti anni scrisse un libro, intitolato The Spirit of Zen (1936), che sotto certi aspetti può essere considerato l'antesignano de "La via dello Zen". Successivamente, Watts torna sull'argomento pubblicando nel 1957 The way of Zen, spinto dalla motivazione di creare un'opera che mettesse ordine nella confusione occidentale sullo zen, data la "mancanza di un'esposizione fondamentale, ordinata e comprensiva sull'argomento".

Trama Nel libro, descrivendo il suo interesse per il Buddismo, Watts afferma che "il percorso del nostro pensiero e della nostra storia recente ha seriamente minato gli assunti generalmente accettati posti alla base delle nostre convenzioni sociali delle nostre istituzioni. Concetti familiari quali spazio, tempo, storia e cambiamento sociale, della stessa personalità umana si sono dissolti, lasciandoci alla deriva senza punti di riferimento in un universo che sempre di più assume i contorni del principio buddista del Grande Vuoto [...] Ecco perché, io ritengo, ci sia così tanto interesse in un modello di vita culturalmente produttivo, che per qualcosa come 1500 anni si è sentito a suo agio nel cosiddetto Vuoto, non soltanto non provandone alcuna paura, ma piuttosto un positivo diletto". Utilizzando le sue stesse parole, la posizione dello Zen è sempre stata

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