V. è il primo romanzo dello scrittore statunitense Thomas Pynchon, pubblicato negli Stati Uniti nel 1963, considerato uno dei testi che hanno contribuito alla nascita della narrativa postmoderna. In V. sono già presenti alcune cifre stilistiche tipiche di Thomas Pynchon: il gusto per il pastiche, il tono apocalittico, lo stile debordante, lo humor nero.Leonardo Colombati, "Perché Thomas Pynchon piace tanto (per le ragioni sbagliate)", “Nuovi Argomenti” n. 28, Questo non è un romanzo, ottobre-dicembre 2004 Il romanzo ebbe il riconoscimento del premio "First Novel Award", da parte della fondazione William Faulkner, che contribuì a portare all'attenzione della critica mondiale lo stile di Thomas Pynchon.

Il titolo del romanzo allude all'oggetto della ricerca nella quale è impegnato Herbert StencilGioco di parole: "stencil", in italiano "copia ciclostilata", giovane viaggiatore e avventuriero inglese, il cui padre faceva parte dei servizi segreti ed è morto a Malta in circostanze misteriose nel 1919, mentre indagava sui "moti di giugno"Thomas Pynchon, V.,pag. 74, Bompiani, 1996, ISBN 88-452-2769-3. Stencil decide di fare luce sulla fine di suo padre andando alla ricerca di una donna della quale conosce solo l'iniziale del nome, V., rinvenuto tra gli appunti del padre.

Trama

Il romanzo, considerato uno dei più originali pubblicati nel 1963, è un puzzle che lentamente si sviluppa attraverso flashback episodici, tenuti insieme dallo stratagemma della ricerca di V. La narrazione alterna capitoli nei quali il protagonista è l'ex marinaio Benny Profane con capitoli che narrano la storia dell'inglese Herbert Stencil, più altri capitoli di “digressioni” nei quali non appare nessuno dei due, e che solo alla fine della narrazione si integrano in un quadro complessivo. Questa struttura si apre su un considerevole spaccato della storia del XX secolo ed una galleria di personaggi che si muovono intorno a Stencil e Profane, il primo alla ricerca di qualcosa che ha perduto, mentre il secondo è uno schlemihlIn Yiddish: "uomo impacciato, goffo, dalle dita fatte di burro, un uomo posto furoir dal suo ambiente (pesce fuor d'acqua). Leo Rosten, The Joys of Yiddish, Penguin, Harmondsworth, 1985, pag. 352-354 che non ha più nulla da perdere, in un viaggio che li porta da New York ad Alessandria, Il Cairo, Parigi, Firenze, Malta ed in Africa.

L'inquietante e misteriosa V., l'emblema inseguito tra i continenti, non può essere identificato singolarmente, in quanto l'iniziale qualifica una serie di personaggi che rimandano al principio dell'eterno femminino, la sfinge, l'alma mater, la donna fatale, dalla regina Vittoria a Venere, dalla mitica Vheissu a località geografiche (la Valletta, Malta); riecheggiando Breton e Baudelaire, oggetto del desiderio privo di corporeità. I - Nel quale Benny Profane, schlemihl e anche un po' yo-yo, arriva a toccare l'apocheir Norfolk (Virginia), 1955. Benny Profane, appena congedatosi dalla marina degli Stati Uniti,Benny Profane è un personaggio nel quale si potrebbe vedere un comico autoritratto di Pynchon, che da marinaio a bordo di una nave militare americana aveva visitato Malta negli anni cinquanta incontra in un locale alcuni ex-commilitoni. Fa anche la conoscenza della giovanissima cameriera maltese Paola Maijstral, che ha sposato il suo amico marinaio Pappy Hod per ottenere un visto d'ingresso negli Stati Uniti. Dopo avere rischiato l'arresto per una bravata, la sua amica Rachel Owlglass gli procura un biglietto d'autobus per New York, e Benny porta con sé Paola nella metropoli; qui passa le giornate facendo lo "yo-yo" su è giù per la metropolitana e sbarcando il lunario con lavori occasionali, finché conosce per caso un gruppo di ragazzini ispano-americani che lo convincono a lavorare nelle fogne come cacciatore di coccodrilli albini.

II - La Whole Sick Crew Benny Profane, il vero antieroe del romanzo, frequenta la "Whole sick crew" (tradotta in italiano come "Banda dei Morbosi"), la compagnia di amici di Rachel Owlglass, passando il tempo in discussioni letterarie, da una festa all'altra, e da una sbronza alla successiva. Tra gli altri ci sono l'artista itinerante Slab che si autodefinisce un "espressionista catatonico", ed Esther Harvitz, giovane ebrea che divide l'appartamento con Rachel (e adesso anche con Paola, l'amica di Benny Profane), che ossessionata dalla forma del proprio naso decide di sottoporsi a un intervento di chirurgia estetica dal dottor Schoenmaker. A pagare l'intervento è però Rachel, perché Esther è squattrinata.

Durante una festa le ragazze conoscono Herbert Stencil, un uomo che gira il mondo a caccia di un fantasma del quale ha trovato tracce nel diario del padre, Sidney Stencil, agente dei servizi segreti britannici, morto misteriosamente a Malta nel 1919. Le memorie di Stencil padre contengono un'allusione a qualcosa o qualcuno chiamato "V.": "Dietro V., dentro di lei c'è molto di più di quanto nessuno abbia mai sospettato." In colpa per avere trascurato il rapporto con il padre, Stencil è deciso a risolvere il mistero di V. III - Nel quale Stencil, un abile trasformista, assume otto personalità diverse Il titolo suggerisce come interpretare questo capitolo, ambientato alla fine del XIX secolo tra la comunità inglese in Egitto, che si sviluppa in otto sezioni, ognuna raccontata attraverso il punto di vista di un personaggio differente: camerieri, ferrovieri, fellahin che si trovano a contatto con i protagonisti; siccome nessun punto di vista abbraccia l'insieme degli avvenimenti, parecchi particolari vanno perduti. Per comprendere la dinamica degli eventi bisogna rifarsi a un racconto pubblicato da Thomas Pynchon nel 1961, “Sotto la rosa” (Under the Rose, 1961), del quale questo capitolo è una riscrittura.

A New York, Stencil divide l'appartamento con Bongo-Shaftsbury, il cui padre aveva ucciso in duello in Egitto un collega di suo padre Sidney Stencil. Era accaduto al Cairo nel 1890, dove Porpentine, agente segreto inglese, complottava per assassinare il console generale Lord Cromer, l'unico in grado di fare fronte alle conseguenze dell'incidente di Fashoda, la località dell'Alto Nilo dove l'esercito francese e quello inglese si scontrarono nella corsa frenetica all'espansione coloniale. Archeologo di professione, il vecchio Bongo-Shaftsbury divideva con un collega di Porpentine, di nome Goodfellow, le attenzioni della giovane Victoria Wren (prima apparizione di V. nella trama). Porpentine rimane ucciso durante un tentativo di assassinare a teatro Lord Cromer. IV - Nel quale Esther si fa fare la plastica al naso Esther Harvitz conosce tramite Stencil il dottor Schoenmaker, medico che la opera al naso, e che si è appassionato di chirurgia estetica a causa di un incidente di guerra. Nel 1918 si trovava in Europa, in qualità di meccanico addetto alla manutenzione degli aerei da guerra: il giovane aviatore inglese Evan Godolphin, ferito al viso durante un'azione, subì una terapia ricostruttiva del viso. Tornato negli Stati Uniti, Schoenmaker inizia a studiare medicina. Dopo l'operazione estetica lui ed Esther diventano amanti. V – Nel quale Stencil per poco non va a finire all'Ovest con un alligatore Durante la caccia a un alligatore nelle fogne, Profane penetra in una zona del sottosuolo della metropoli conosciuta come “parrocchia di Fairing”. Negli anni trenta padre Fairing era arrivato alla conclusione che alla morte di New York il controllo della città sarebbe passato ai topi. Decise perciò di evangelizzare gli abitanti delle fogne. I suoi diari, ritrovati postumi dagli operai delle fognature accanto a un tumulo di terra, parlano dei suoi tentativi di insegnare le sacre scritture ai ratti. Spiccano i nomi di santi con i quali ha battezzato i suoi parrocchiani: Ignazio, Bartolomeo, Teresa, Agostino e così via; il ratto Veronica (di nuovo un nome che inizia per V) è ritenuta da padre Fairing "l'unica anima del gregge da salvare". Nel frattempo Rachel riceve la visita del marinaio Pig Bodine"Pig" Bodine è un personaggio quasi fisso nei romanzi di Pynchon, dai primi racconti pubblicati a L'arcobaleno della gravità, senza contare sporadiche comparse successive., che viene a intercedere presso Paola per conto del suo ex marito Pappy Hod; Pappy, commilitone di Bodine, si trova nel Mediterraneo con la marina statunitense. VI – Nel quale Profane ritorna in superficie A New York City, Profane abita a casa del collega Geronimo Mendoza, la cui sorella Fina ha una enorme influenza su una banda di piccoli teppisti di periferia. Ben presto, con l'esaurirsi degli alligatori nella fognatura, viene meno il lavoro di Profane nel sotterraneo. Mentre comincia a guardarsi intorno in cerca di un nuovo impiego, Benny decide di lasciare casa Mendoza per evitare complicazioni sentimentali con Fina che si è innamorata di lui. VII – È appesa alla parete che dà sul lato ovest L'odontoiatra Eigenvalue custodisce una dentiera di metalli preziosi che Stencil ritiene appartenere alla misteriosa V., la donna che suo padre Sidney ha conosciuto nella città di Firenze, a fine secolo scorso. Il resto del capitolo è un lungo flashback nel passato che contiene diverse allusioni a nomi che iniziano con la lettera V: Victoria, Venezuela, Venere, Vheissu, località mitica la cui pronuncia sembra echeggiare la frase tedesca wie heißt du (in tedesco: "Come ti chiami?"), oppure Venus (Venere).

Nell'aprile 1899 il giovane Evan Godolphin riceve un messaggio dal padre Hugh, che gli chiede di raggiungerlo a Firenze. Entrambi sono nei servizi segreti britannici. Nello stesso momento nella città toscana il Gaucho, fuoriuscito venezuelano (di origine italiana) si accorda con il rivoluzionario Mantissa per sottrarre dal museo degli Uffizi la nascita di Venere del Botticelli. A Firenze è presente nello stesso tempo anche la diciottenne Victoria Wren, che incontra per caso in strada Hugh Godolphin in stato confusionale; il vecchio agente segreto le racconta della propria spedizione nella perduta città africana di Vheissu, luogo surreale che tormenta i suoi sogni da 15 anni.

Un messaggio avverte il console del Venezuela dell'attività cospiratoria degli esuli, si sospetta una manovra diversiva alla galleria degli Uffizi per assaltare la vicina rappresentanza consolare: il Gaucho viene arrestato (insieme a Evan Godolphin, il cui cognome viene confuso con quello del fiorista Gadrulfi da un impiegato del consolato) e interrogato da Sidney Stencil, convinto che la congiura dei venezuelani abbia a che vedere con il mistero di Vheissu. Hugh Godolphin confessa a Mantissa di aver raggiunto il Polo sud, e di aver trovato una scimmia-ragno di Vheissu sepolta sotto uno strato di ghiaccio. I suoi complici decidono di portare il dipinto di Botticelli fuori dal museo, nascosto nel tronco cavo di un albero di Giuda, ma il furto del dipinto va a monte. I due Godolphin fuggono dalla città insieme a Mantissa. VIII – Nel quale Rachel si riprende il suo yo-yo, Roony canta una canzone e Stencil chiede l'aiuto di Bloody Chiclitz Benny Profane si reca nell'ufficio di collocamento in cui lavora Rachel, che gli procura un impiego presso la Anthroresearch Associates. L'odontoiatra Eigenvalue presenta Stencil al suo amico Bloody Chiclitz, presidente del gruppo YoyodineDella Yoyodine risulta proprietario il defunto Pierce Inverarity nel successivo romanzo di Pynchon, L'incanto del lotto 49; in uno degli stabilimenti della società, Stencil conosce quasi per caso un ingegnere tedesco di nome Mondaugen, che durante la guerra aveva lavorato a Peenemünde ai progetti della V-1 e della V-2, la cui lettera iniziale incuriosisce naturalmente Stencil. Mondaugen gli racconta una storia vissuta in prima persona negli anni venti. IX – La storia di Mondaugen