Di famiglia senatoriale, Gaudenzio era amico dell'influente Quinto Aurelio Simmaco, che lo raccomandò presso Minervio e Cecina Decio Albino (due alti funzionari della corte imperiale) nel 398/399.Simmaco, Lettere, IV 38, VII 45. Nel 401 era alla corte imperiale; in tale occasione intercedette affinché l'imperatore Onorio desse il suo consenso a un matrimonio tra due cugini, parenti di Simmaco.Simmaco, Lettere, IX 133. Spinola, p. 968. Nel 409, sette anni dopo la morte del suo amico e protettore, ricopriva la carica di vicarius Africae; in tale qualità ricevette un rescritto imperiale, conservatosi nel Codice teodosiano.Codice teodosiano, VII.15.1, datato 29 aprile 409.

È stato identificato con il Gaudentius che possedette una villa sul Celio, eretta tra la Basilica Hilariana e la domus dei Simmaci, e probabilmente l'Antinoo Casali.Spinola.

Note

Bibliografia «Gaudentius 3», PLRE II, Cambridge University Press, 1980, ISBN 9780521201599, p. 493. Giandomenico Spinola, «Il Dominus Gaudentius e l'Antinoo Casali: alcuni aspetti della fine del paganesimo da una piccola domus sul Celio?», Mélanges de l'Ecole française de Rome. Antiquité, 1992 104, pp. 953-979.

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