Biografia Nacque da una famiglia nobile di Alessandria ed intraprese gli studi in legge a Pavia per poi perfezionarli a Bologna. Fu allievo del giurista umanista Andrea Alciato.Alessandro Dani, Il Cinquecento e il Seicento, in Alessandro Dani, Maria Rosa Di Simone, Giovanni Diurni, Marco Fioravanti, Martino Semeraro, Profilo di storia del diritto penale dal Medioevo alla Restaurazione, pp. 39-40, Giappichelli, Torino, 2012, ISBN 9788834829974
Venne nominato podestà di Cremona, ricoprendo tale incarico dal 1559 al 1561. Fu membro del prestigioso tribunale supremo del Senato di Milano.
Filippo II di Spagna lo nominò reggente del Supremo Consiglio d'Italia di Madrid, l'organo consultivo del re per il governo dei territori italiani.
Opere
In ambito dottrinale è conosciuto per aver scritto le Sententiae receptae: l'opera tratta di diritto civile, feudale e criminale. Tale opera fu oggetto di numerose ristampe sino al XVIII secolo. È in particolare la trattazione del diritto criminale (oggi si direbbe penale) che gli procurò l'attenzione dei giuristi del tempo: contenuta nel quinto libro, essa ebbe anche circolazione autonoma col nome di Practica criminalis. La sua opera si caratterizza per l'impegno nella comparazione tra la giurisprudenza milanese e quella degli altri ordinamenti dell'epoca, caratterizzata da un forte particolarismo giuridico.
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Categoria:Criminologi italiani Categoria:Studenti dell'Università degli Studi di Pavia Categoria:Studenti dell'Università di Bologna