Il Ri (anche Rì., Rii, Rij, Ry. o Rile) è un torrente della provincia di Novara, principale affluente dell'Arbogna. È lungo 10 km e ha una portata media alla foce di 0,5 m³/s.

Percorso

Il Ri nasce da alcune risorgive nella valle dell'Arbogna, in comune di Novara, proseguendo incassato per alcuni chilometri. Lambisce Garbagna Novarese, dove viene canalizzato e scorre attraverso Nibbiola sino a Vespolate.

Regime

Essendo un torrente utilizzato per scopi irrigatori. e avendo un bacino idrografico molto limitato, senza affluenti di particolare rilievo, il Ri può variare notevolmente la sua portata. In estate il corso d'acqua ha una portata molto bassa, con secche complete presso le sorgenti. Al contrario, in caso di precipitazioni eccezionali, la conformazione delle collinette del terrazzo fluvioglaciale Novara-Vespolate (valle dell'Arbogna) può far provocare al corso d'acqua ingenti colature e quindi raggiungere livelli notevoli e straripare facilmente, causando danni alle coltivazioni e alle abitazioni adiacenti al suo corso.

Fauna Gli animali che popolano le sue rive sono tanti: la nutria, il germano reale, l'oca selvatica, la gallinella, il martin pescatore, la civetta, l'airone, l'airone cenerino ed il passero.

I pesci che popolano il torrente sono vari: il cavedano, l'alborella, la carpa, il luccio, e la scardola.

Storia

XIX secolo A metà Ottocento il Ri fu al centro di un'importante causa a Garbagna, che contrappose il parroco Giuseppe Depaoli, spalleggiato dall'intera comunità del paese, e Francesco Antonio Cavalli, proprietario della tenuta Marijna. L'oggetto del contendere furono proprio le acque del torrente e il diritto di disporne a piacere, in particolare la facoltà di deviarne il corso.

Nel 1863 fu realizzato il colossale ponte canale in muratura a sei arcate (talvolta indicato come diga o acquedotto) nella regione Vallazza, al confine tra i comuni di Nibbiola e Garbagna Novarese, al fine di consentire alle acque del cavo Ricca di superare il dislivello della valle del Ri e proseguire verso Nibbiola e Vespolate..

XX secolo Negli anni '90 esplose a Novara l'emergenza rifiuti, essendo la discarica della Bicocca (sorta nei primi anni '70) non più in grado di riceverne. Il digestore di Trecate (talvolta indicato come impianto di compostaggio, progettato nell'80, finanziato dal 1984, realizzato tra luglio 1984 e marzo 1988, ad ottobre 1989 non ancora in funzione), che avrebbe dovuto risolvere il problema ma era ancora in fase di sperimentazione, necessitava di un luogo per erigete la piccola discarica che ne stoccasse i residui dei rifiuti lavorati (sovvalli). Tali residui sarebbero stati di volume molto inferiore a quello dei rifiuti non lavorati, grazie al potere compattante del digestore stesso, nonché totalmente innocui.

A ottobre 1990 il Consorzio Smaltimento Rifiuti, che raggruppava 27 comuni della provincia, scrisse a tutti i membri per sondare la disponibilità di zone da destinare alla nuova discarica. Garbagna Novarese fu l'unico comune a rispondere positivamente (solo relativamente alla disponibilità del sito, non all'effettiva idoneità ancora), previa garanzia della sicurezza ambientale, durante il mandato di Giuseppino Boeri.

Nel 1992 si tennero diversi incontri tra il Consorzio Smaltimento Rifiuti, i rappresentanti dei suoi 27 comuni e diversi rappresentanti politici locali. Lo scopo era rispondere ai dubbi dei comuni e affrontare la preoccupazione dei cittadini, che si riunirono in associazioni che osteggiavano l'iniziativa e reputavano la nuova discarica incompatibile con l'habitat naturale, supportate dal parere di non idoneità del sito espresso più volte dai tecnici e dalle migliaia di firme di cittadini raccolte contro l'iniziativa. Nonostante la Regione avesse approvato la creazione della discarica consortile, il consorzio stesso ribadì che, oltre alle garanzie, era ovviamente necessario anche l'accordo della popolazione. I rappresentanti politici consideravano il digestore (che non funzionava) un grande spreco e la nuova discarica non servirebbe, se si facesse la raccolta differenziata.

Tra le varie iniziative partite dalla cittadinanza, nel 1993 sorse un comitato contro la discarica a Garbagna, che a novembre 1994, a seguito delle azioni di protesta, raggiunse l'obiettivo: il comune di Garbagna stabilì all'unanimità di annullare la delibera del 1991 che proponeva la Val del Rì come luogo possibile per la discarica.

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Note

Bibliografia

Categoria:Fiumi della provincia di Novara Categoria:Affluenti dell'Arbogna