Il santuario di Artemide Brauronia o Brauroneion (greco Βραυρώνιον) era un santuario che sorgeva nell'Acropoli di Atene, nell'angolo sud-occidentale del pianoro dell'Acropoli, tra la Calcoteca e i Propilei. Fu forse istituito in età pisistratide come diramazione cittadina del culto di Braurone, mentre la sistemazione monumentale conservata risale all'età classica avanzata (anni 430 a.C. circa).
Il santuario è ricordato da Pausania che attribuisce a Prassitele un'immagine cultuale della dea, mentre il Museo dell'Acropoli espone la testa di una statua colossale rinvenuta nell'area e collegata a tale tradizione antica.
Storia Origini del culto e fondazione Artemide Brauronia, divinità protettrice delle donne in gravidanza e del parto, aveva il suo santuario principale a Braurone, un demo sulla costa orientale dell'Attica, area di provenienza dello stesso Pisistrato.
Dal Brauroneion ateniese, nell'ambito della festa detta Arkteia/Brauronia, partiva una processione quadriennale diretta al santuario principale, a circa 30 km di distanza.
La creazione del Brauroneion sulla rocca è talvolta riferita alla stagione dei Pisistratidi, come suggerisce la tradizione su un primo impianto arcaico del culto cittadino.
Età classica (V secolo a.C.) La sistemazione monumentale nota del santuario è inquadrata dall'archeologia nel V secolo a.C. avanzato, in rapporto con i lavori dell'area dei Propilei e con l'assetto pericleo dell'Acropoli.
Testimonianze antiche e statua di culto Pausania menziona sull'Acropoli «il santuario di Artemide Brauronia; l'immagine è opera di Prassitele», distinguendola dall'antico xoanon conservato a Braurone. Il Museo dell'Acropoli conserva la Testa di Artemide Brauronia, rinvenuta nel 1839 presso l'area del santuario e riferita alla statua colossale di culto menzionata da Pausania.
Documentazione epigrafica e offerte Dalle iscrizioni di età classica provengono gli inventari del tesoro di Artemide Brauronia sull'Acropoli (copie delle liste del santuario principale a Braurone), che elencano doni femminili in oro e bronzo nonché capi d'abbigliamento dedicati alla dea. Tali liste confermano l'associazione del culto con la sfera femminile (voti, vesti e oggetti di ornamento) ricordata anche dalle fonti letterarie.
Descrizione
Impianto e architettura Il complesso aveva una non convenzionale forma irregolare trapezoidale e non possedeva un tempio a cella: la funzione cultuale era svolta da una stoà dorica longitudinale con due ali laterali aggettanti attorno a una corte interna, impostata davanti alla cortina meridionale dell'Acropoli e aperta verso nord.
L'accesso al piccolo recinto sacro presso l'angolo nord-est è segnato da gradini scavati nella roccia; essi, col loro recinto settentrionale, probabilmente erano stati eretti da Mnesicle durante la costruzione del Propilei.
Le ricostruzioni archeologiche propongono per la stoà uno sviluppo di circa 38 × 6,8 m con ali di circa 9,3 m, su fondazioni di roccia e pochi resti architettonici calcarei superstiti.
Immagini e dediche nel santuario Nel Brauroneion era collocata (oltre alla statua cultuale della dea) una monumentale statua bronzea del Cavallo di Troia attribuita allo scultore Strongilione, menzionata dalle fonti e attestata da una base iscritta d'età classica sull'Acropoli (IG I³ 895).
Le dediche inventariate nel tesoro del santuario sull'Acropoli includono oggetti metallici e vesti femminili registrati su stele a scrittura stoichedon, riflesso epigrafico della pratica votiva femminile connessa al culto di Artemide Brauronia.
Note
Bibliografia
Voci correlate Acropoli di Atene Braurone (sito archeologico) Calcoteca (acropoli di Atene) Partenone Propilei Strongilione
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