Il Piemonte (AFI: ; Piemont in piemontese, in occitano e in lombardo, Piémòn in patois valdostano; Piemont nella variante Töitschu della lingua walserMichele Musso, Imelda Ronco, D'Eischemtöitschu : vocabolario töitschu-italiano, Walser Kulturzentrum, Gressoney-Saint-Jean, ed. Musumeci, Quart, 1998, p. 299., Piemónte in ligure; Piémont [pje.mɔ̃] in francese) è una regione a statuto ordinario di abitanti dell'Italia nord-occidentale, istituita nel 1948 e resa operativa nel 1970. Il suo capoluogo amministrativo – nonché capitale storica – è la città di Torino. Confina a ovest con la Francia (regioni Alvernia-Rodano-Alpi e Provenza-Alpi-Costa Azzurra), a nord-ovest con la Valle d'Aosta, a nord con la Svizzera (Canton Vallese e Canton Ticino), a est con la Lombardia, a sud-est con l'Emilia-Romagna e a sud con la Liguria.

È la seconda regione italiana per superficie, settima per numero di abitanti, seconda per maggior numero di comuni, la più occidentale d'Italia e fa parte della Conferenza delle regioni e delle province autonome, dell'Euroregione Alpi-Mediterraneo, della Macroregione alpina e, limitatamente ai territori delle province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola, della Regio Insubrica. È inoltre la quarta regione per esportazioni, con una quota del 10% sul totale nazionaleExport per regioni - Commercio internazionale e Conti regionali ISTAT 2008, e quinta per valore del prodotto interno lordo, con circa 143 miliardi di euro totali. Il reddito pro capite è superiore alla media italiana.

Etimologia Inizialmente la parola Piemonte, che a partire dalla fine del XII secolo apparve scritto nelle cartine topografiche nella versione latina Pedemontium o Pedemontis (che significa "ai piedi dei monti"), identificava i possedimenti dei Savoia, limitati ai tratti compresi in prossimità del Sangone, della Dora Riparia e del Po. Successivamente il termine si estese ad indicare una parte sempre più ampia della pianura al di qua delle Alpi, elevata nel 1418 a Principato, in concomitanza con le conquiste sabaude. Il legame con il paesaggio alpino è evidente nella storia. In Val di Susa nella zona di Novalesa, posta alla base del Colle del Moncenisio, che presenta un ripido dislivello tra passo e fondovalle circondato da alte cime, un edificio ecclesiastico posto lungo la frequentata Via Francigena veniva già indicato tra XII e XIII secolo come S. Maria ad Pedem Montis Cenisii, o S. Maria de PedemontioLuca Patria, All'insegna della Croce Bianca: il borgo medievale di Novalesa e il suo valico in Ruffino Michele (a cura di), Le Alpi ospitali. Viaggio nella cultura storica ed artistica di Novalesa medievale, Clut, Torino 2014, p e Giuseppe Sergi, L'aristocrazia della preghiera, Roma, Donzelli, 1994, pag. 146.

Geografia fisica

Il territorio della regione è suddivisibile in tre fasce concentriche, di cui la prevalente e più esterna è quella alpina ed appenninica (ben il 43% del territorio regionale). Al suo interno vi è la zona collinare (30% del territorio), la quale racchiude la zona pianeggiante (26% del territorio). Nella regione scorrono moltissimi fiumi e torrenti, tutti affluenti del fiume Po che nasce al Pian del Re ai piedi del Monviso.

Orografia Le catene montuose che interessano il Piemonte sono le Alpi e gli Appennini, che circondano la regione su tre lati, senza soluzione di continuità, da Nord a Sud in senso antiorario. In particolare, i settori alpini che attraversano la regione sono le Alpi Liguri, le Alpi Marittime, le Alpi Cozie, le Alpi Graie (Alpi Occidentali, a confine con la Francia e la Valle d'Aosta), le Alpi Pennine e le Alpi Lepontine (Alpi Centrali, a confine con la Svizzera). Il settore appenninico che interessa il Piemonte è invece l'Appennino ligure (Appennino settentrionale), situato al confine con Liguria ed Emilia-Romagna. Le catene montuose costituiscono così un confine naturale su tre lati.

La montagna piemontese ha un aspetto imponente ed aspro: le sommità al di sopra dei tremila metri scendono rapidamente verso la pianura, caratterizzando la zona occidentale della regione che, a differenza di tutte le altre regioni alpine, è priva delle Prealpi. Questo fenomeno è particolarmente evidente in Val di Susa, dove ad esempio a Susa il fondovalle si trova a una quota di soli 503 metri s.l.m., mentre le cime che circondano l'abitato superano i metri e raggiungono i metri s.l.m. con il Rocciamelone. Al di sotto delle rocce e dei pascoli ci sono ampie estensioni di boschi di conifere (il Piemonte è la prima regione italiana per superficie forestale, con circa un milione di ettari di boschi), tra le quali gli abeti sono meno diffusi che in altre sezioni delle Alpi; scendendo di quota esse lasciano presto il posto a faggeti e castagneti. In questa fascia sono presenti le più alte cime della regione, che superano i : la Punta Nordend (), massima elevazione regionale nonché seconda cima più alta del massiccio del Monte Rosa; e il Massiccio del Gran Paradiso, che tocca quota 4026 m con il Roc; vi sono poi numerose cime che superano i , tra cui il Monviso, l'Uia di Ciamarella, il Rocciamelone, il Monte Leone e l'Argentera.

Nelle valli sono evidenti le impronte umane, rappresentate da importanti vie di comunicazione internazionali stradali e ferroviarie. Nelle valli minori si trovano dighe, impianti idroelettrici e centri turistici. Le principali zone collinari sono il Canavese a nord-ovest, le Langhe e il Roero a sud, il Monferrato e le Colline del Po al centro, le Colline Novaresi e del Vergante a nord e i Colli Tortonesi a sud-est. Le colline meridionali delle Langhe e del Monferrato sono formate da antichi sedimenti marini e sono poco resistenti all'acqua, che vi scava un labirinto di solchi e di valli. I versanti bene esposti sono coltivati a vite, cereali e foraggi ma anche a frutteti e noccioleti, mentre l'allevamento, un tempo molto diffuso, è ora concentrato nelle pianure meridionali. Nel 2014 le colline vitate delle Langhe, del Roero e del Monferrato sono state incluse nella Lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

Tra queste colline e le Alpi, un altopiano ricco di acqua arriva fino a Cuneo, ad oltre cinquecento metri di altezza: qui i campi sono coltivati soprattutto a foraggi e cereali. Proprio nella regione ha inizio la Pianura Padana, che, soprattutto nelle province di Vercelli e Novara, è ampiamente coltivata a risaie, grazie anche alla grande quantità d'acqua disponibile, sia per le risorgive che, soprattutto, per i canali artificiali, il più importante dei quali è sicuramente il Canale Cavour. Nell'area attorno alle grandi città, in particolare a Torino e Novara, il paesaggio tipico è quello dello sviluppo antropico seppure meno accentuato rispetto al resto della pianura padana, mentre nel resto della pianura il riso si avvicenda ad altri cereali e foraggi e le piantagioni di pioppi si intercalano ai campi.

Idrografia Fiumi Il territorio piemontese è ricco di corsi d'acqua, tutti tributari del fiume Po, che attraversa interamente la regione da ovest a est. Da citare, oltre allo stesso Po, sono:

Tanaro, il principale affluente di destra, lungo con i suoi sub-affluenti principali, la Bormida e la Stura di Demonte; confluisce nel Po a Rivarone; Maira, affluente di destra, lungo circa , percorre con il suo affluente Grana - Mellea le valli omonime, la pianura Cuneese e il Saviglianese, per gettarsi poi nel Po a Lombriasco; Varaita, primo affluente di destra, lungo , nasce nell'omonima valle presso Bellino, passa tra il Saluzzese e il Saviglianese e sfocia nel Po nel territorio comunale di Casalgrasso; Pellice, primo affluente di sinistra, lungo , col suo principale sub-affluente Chisone percorre le Valli del Pinerolese e sfocia presso il comune di Villafranca Piemonte; Sangone, affluente di sinistra, lungo , percorre l'omonima valle, sfociando tra Moncalieri e Torino; Dora Riparia, affluente di sinistra, lunga , percorre interamente la Val di Susa; confluisce nel Po a Torino; Stura di Lanzo, affluente di sinistra, lunga , coi suoi 3 rami percorre le Valli di Lanzo; confluisce nel Po nei pressi di Torino; Malone, affluente di sinistra, lungo , il cui corso separa il Canavese geografico dal ciriacese; confluisce nel Po tra Brandizzo e Chivasso; Orco, affluente di sinistra, lungo circa , origina dal Lago Rosset (nel Parco nazionale del Gran Paradiso), percorre la valle omonima e il Canavese da nord a sud, gettandosi nel Po nei pressi di Chivasso; Dora Baltea, affluente di sinistra, lunga , dopo aver attraversato interamente la Valle d'Aosta bagna Ivrea e attraversa la parte orientale del Canavese, gettandosi nel Po nei pressi di Crescentino; Sesia, affluente di sinistra, lunga , attraversa il vercellese ed è uno dei più importanti fiumi del Piemonte orientale; confluisce nel Po nei pressi di Candia Lomellina; Cervo, affluente di sinistra, lungo , dopo avere raccolto le acque dell'Elvo confluisce nel Sesia non lontano da Vercelli; Agogna, affluente di sinistra, lungo , nasce dal monte Mottarone e affluisce nel Po in Lombardia. Presso Novara il fiume dà origine alla ''Piana dell'Agogna''; Ticino, affluente di sinistra, lungo , è il secondo fiume italiano per portata d'acqua, immissario ed emissario del Lago Maggiore, scorre interamente in Piemonte (provincia di Novara) solo per pochi km e nel restante percorso segna il confine con la Lombardia; Toce, lungo , il più importante immissario del Lago Maggiore dopo il Ticino nel quale confluisce, scorre interamente nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola; Belbo, affluente di destra, lungo , il maggiore corso d'acqua che attraversa le Langhe per poi confluire nel Tanaro; Scrivia, affluente di destra, lungo , scorre quasi completamente in Piemonte per poi confluire nel Po in Lombardia; Curone, affluente di destra, lungo , scorre in Piemonte e in Lombardia e confluisce nel Po presso Ghiaie di Corana.

Laghi

Numerosi sono i laghi alpini di origine glaciale e morenica presenti nella regione. Il lago Maggiore, che segna il confine a est con la Lombardia, insieme al suo emissario, uno dei laghi più grandi d'Italia, mentre altri, naturali o artificiali, non superano i . Tra tutti i laghi presenti si ricordano in particolare: Lago Maggiore, il più vasto lago della regione, posto al confine con la Lombardia e la Svizzera, tra le province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola, ha una superficie di ed una profondità massima di ; Lago d'Orta, il secondo lago della regione per estensione, tra le province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola, ha una superficie di ed una profondità massima di . La sua peculiarità è di avere al centro l'Isola di San Giulio; Lago di Viverone, il terzo lago per estensione, tra le province di Torino e di Biella, ha una superficie di ed una profondità massima di .

Tra i laghi naturali di dimensioni decisamente più ridotte si citano il Lago di Mergozzo (), il Lago Sirio (), il Lago di Candia () e i Laghi di Avigliana (0,9 e ).

Clima Il Piemonte ha un clima di tipo temperato umido con estate calda nelle zone di pianura che sulle Alpi diventa progressivamente temperato-umido con estate tiepida e freddo salendo in quota. Nelle zone situate a bassa quota gli inverni sono relativamente freddi ma poco piovosi e spesso soleggiati, con possibilità di nevicate, talvolta abbondanti, nelle zone lungo il Po, sulle zone collinari come le Langhe e il Monferrato e nelle aree pedemontane. Precipitazioni nevose sono invece meno frequenti e occasionali nelle zone di nord-est. Le estati invece sono calde ed afose con locali possibilità di forti temporali, specialmente nelle zone a nord del Po, mentre nelle zone a sud del Po le precipitazioni estive rappresentano il minimo pluviometrico assieme a quello invernale (le precipitazioni minori in estate sono dovute al fatto che sono meno esposte alle perturbazioni atlantiche, portatrici di piogge e temporali).