La Cavese 1919 S.r.l., meglio nota come Cavese, è una società calcistica italiana con sede a Cava de' Tirreni. Milita in Serie C, terza divisione del campionato italiano.
Fondata nel 1919, i suoi colori sociali sono il bianco ed il blu, il simbolo della squadra è l'Aquilotto e disputa le partite casalinghe allo Stadio Simonetta Lamberti di Cava de' Tirreni. Il punto più alto della storia della società è rappresentato dalla partecipazione a tre campionati di Serie B fra il 1981 e il 1984 con il sesto posto raggiunto nella stagione 1982-1983.
Nell'estate del 2011, in seguito a gravi inadempienze finanziarie, la Cavese è esclusa dal campionato di Lega Pro Seconda Divisione, così sorgono due ulteriori realtà calcistiche a Cava: lA.S.D. Aquilotto Metelliano Cavese, militante nel girone F di Prima Categoria ed il Vis San Giorgio, già militante in Eccellenza, che cambia denominazione in A.S.D. Città de la Cava 1934 e che nella stagione 2011-12 ha disputato il girone B del campionato di Eccellenza Campania.
In seguito, la squadra assumerà la denominazione di U.S.D. Pro Cavese, e, con il ritorno del presidente Gino Montella, la squadra si fonderà con A.S.D Aquilotto Cavese; dopo aver raggiunto l'accordo con l'amministratore unico della S.S. Cavese 1919 S.r.l., Michele Angelo Sica, la nuova società acquisisce anche i beni immateriali della vecchia Cavese. Nel 2014 la società assume la denominazione di "U.S.D. Cavese 1919". Tra i gruppi facenti parte della tifoseria, di particolare rilievo è quello degli NDC (Noi di Cava), fondato nel 1993. Caratterizzati da coreografie e frequenti manifestazioni, risultano tra le tifoserie più calde della regione.
La Cavese 1919 è una società a responsabilità limitata; dal 2 agosto 2022 la carica di presidente è ricoperta da Alessandro Lamberti.
Storia Le origini Come in altre parti d'Italia, anche a Cava de' Tirreni il calcio nasce come fenomeno prevalentemente borghese che, solo successivamente, trova un consenso più popolare. Nel maggio del 1919, grazie all'interesse di alcuni giovani borghesi, viene fondata lUnione Sportiva Cavese. Almeno inizialmente, essa è concepita come una sorta di polisportiva in cui viene praticato, oltre al calcio, anche podismo e ciclismo. Le prime partite si disputano su campi di fortuna e rientrano, in genere, fra i tornei con compagini locali.
Anni 1920 Il primo presidente della Cavese è Michele Coppola, un illustre e facoltoso cittadino metelliano, che offre alla squadra la possibilità di misurarsi su un vero e proprio campo di gioco, l'impianto "Arena", inaugurato nel 1921 con un'amichevole contro il Naples.
Nello stesso anno il club disputa gli spareggi per la qualificazione in Prima Divisione, corrispondente all'attuale Serie A, perdendoli contro la , che poi non sarà comunque ammessa a causa di una controversa decisione della Confederazione.
Nella stagione 1921-22 gioca ancora una volta gli spareggi con la Nocerina: gli avversari, però, non si presentano in campo per la "bella" e la Cavese è promossa in Prima Divisione, grazie anche alle mancate iscrizioni alla stessa di Unione Sportiva Puteolana e Unione Sportiva Salernitana. Da evidenziare, oltre a conferme locali, la presenza in squadra di Giovanni Gallina, che aveva militato nel campione d'Italia del 1914 e collezionato due presenze in Nazionale. In agosto il club si fonde con la Libertas Sporting Club Cava, altra squadra locale.
Nella partita del debutto in Prima Divisione, la Cavese perde in casa, per 4 a 2, contro lo Stabia Sporting Club, anche se il riscatto non tarda ad arrivare, con le affermazioni sui campi di FBC Internaples (antenato del Napoli odierno) ed Ilva Bagnolese. Tuttavia la squadra metelliana, eccezion fatta per la gara di ritorno con la Bagnolese, perde tutte le restanti gare di campionato, segnato dalla tragica scomparsa del suo allenatore-giocatore, Pietro Bensi, assassinato in circostanze mai del tutto chiarite. Termina, al fine, quarta nel girone campano dietro Unione Sportiva Savoia, Internaples e Stabia.
Nella stagione 1923-24 la Cavese, manca di un punto la qualificazione alle semifinali di Lega Sud in seguito alla decisione della F.I.G.C. di trasformare l'1 ad 1 casalingo contro lo Stabia in un 2 a 0 a tavolino a favore degli ospiti. Da segnalare, inoltre, i primi derby ufficiali contro la Salernitana, vinti entrambi.
La stagione successiva, la Cavese si ritrova ai nastri di partenza ancora più ambiziosa, con una serie di acquisti importanti, su tutti l'ungherese Mayer ed il boemo Stejskal, i primi due stranieri mai ingaggiati dalla squadra, e soprattutto, con la scelta del simbolo societario che l'avrebbe accompagnata per il prosieguo della sua storia, laquilotto. La Cavese, a causa di una inopinata sconfitta per 2-0 nella trasferta contro i fanalini di coda della Salernitanaudax, chiude inizialmente il girone al terzo posto, ma i dirigenti metelliani scoprono che i salernitani avevano schierato irregolarmente sotto falso nome (Masoero e Serra) due giocatori tesserati per la Vigevanese, e sporgono reclamo presso la Federazione, chiedendo la vittoria a tavolino; la FIGC, ammettendo la buona fede dei salernitani, manda a ripetere la partita il 29 marzo 1925: la Salernitanaudax tuttavia non si presenta in campo e la Cavese, grazie alla conseguente vittoria a tavolino per forfait, sale al secondo posto nel girone campano, riuscendo a qualificarsi alle semifinali di Lega Sud, dove viene inserita nel girone B, che comprende Foot-Ball Club Liberty Bari (ascendente dell'attuale ), Alba Roma (poi Roma) e U.S. Messinese (il corrente Messina); alla fine si classificherà seconda dietro l'Alba Roma, qualificata alla finale.
Col ritiro della famiglia Coppola dall'avventura calcistica, viene meno il principale motore economico della Cavese che deve ridimensionare di molto le proprie aspirazioni. Cosicché, nell'autunno del 1925, dopo tre stagioni disputate ai massimi livelli del panorama calcistico, la squadra non riuscì a iscriversi al campionato successivo.Dopo la bocciatura della riforma del campionato interregionale, nell'ottobre 1925 la Lega Sud delle società maggiori aprì le iscrizioni per i nuovi campionati regionali di Prima Divisione (gestiti direttamente dalla Lega Sud fin dallo spostamento della sede a Napoli nel settembre 1924). Nel novembre 1925 la Lega Sud comunicò che per la Campania si erano iscritte solo tre squadre: Internaples, Bagnolese e Casertana. Successivamente, con la prima giornata già disputata, la Lega Sud ammise tardivamente al campionato Stabia e Puteolana, ricompilando in parte il calendario. Cfr. L'Impero, 2-3 dicembre 1925, p. 6. Le norme generali dell’epoca avrebbero permesso in questi casi di prendersi un anno di inattività senza inficiare necessariamente il titolo sportivo (soprattutto se il tetto massimo di sei squadre per regione non era stato raggiunto, rendendo possibili eventuali riammissioni d'ufficio per meriti sportivi), se non che intervenne una storica riforma del calcio italiano, la Carta di Viareggio, che al Sud trasformò la Prima Divisione in un girone unico meridionale a numero chiuso, da cui quindi la Cavese rimase esclusa. Ripartì quindi nel 1926 dalla Seconda Divisione, l'attuale Serie C, ma con una squadra composta principalmente da giovani, non riuscendo ad evitare la retrocessione, terminando ultima con appena tre punti. Rimasta nel frattempo anche senza campo (lo stadio "Arena" è sacrificato in nome del progresso), la Cavese esce di scena, con la totale mancanza di fondi che la costringe ad un certo periodo di inattività.
Anni 1930 Dopo circa un decennio, in cui la Cavese ha preso parte soltanto a competizioni a carattere ufficioso, nella stagione 1937-38 gli aquilotti riescono a ripartire da zero dalla Seconda Divisione, a quell’epoca il più basso torneo locale, categoria disputata anche nell'anno seguente. Sono dei campionati, per così dire, "interlocutori", in cui gli aquilotti si riaffacciano timidamente sul proscenio, essendo ancora sprovvisti, tra l'altro, di un proprio rettangolo di gioco e costretti a chiedere, talvolta, ospitalità ai comuni limitrofi.
La svolta avviene nel 1939, in concomitanza dell'inaugurazione di un nuovo campo sportivo, il "Francesco Palmentieri" (intitolato, su pressione del regime fascista, ad un cittadino cavese morto nella guerra civile spagnola), quando le redini societarie sono prese dall'ex aquilotto Pio Accarino e dal presidente Vincenzo Luciano, che riesce a reclutare oltre 400 soci. Per la stagione 1939-40, i dirigenti metelliani riescono ad ingaggiare Virgilio Felice Levratto che, sebbene a fine carriera, si rivela fondamentale nell'aiutare la squadra a vincere il campionato e risalire in Serie C.
Anni 1940: la Cavese di Virgilio Felice Levratto Nella stagione successiva la Cavese paga l'impatto con un campionato molto competitivo, iniziando male la sua avventura e terminando ultima nel girone d'andata. In quello di ritorno, però, trascinata da Levratto, riesce a salvarsi senza fatica, giungendo settima in classifica.
Nella stagione 1941-42 gli aquilotti disputano un ottimo campionato arrivando terzi dietro e mentre la stagione seguente si classifica ottava. Nei due anni successivi, 1944 e 1945, vengono interrotte temporaneamente le attività sportive a causa della guerra. Quando i campionati riprendono, nel 1945-46, la Cavese dovrebbe partecipare al campionato di Serie C .
La squadra metelliana torna a disputare un campionato ufficiale soltanto nel 1948-49, quando si iscrive in Seconda Divisione. Nell'occasione, vince il campionato, venendo promossa in Prima Divisione. Anche la stagione successiva la Cavese vince il proprio girone, qualificandosi agli spareggi; la squadra campana vince anche gli spareggi ed è promossa in Promozione. Facente parte della rosa, lo slavo Petar Manola, con dei trascorsi nella e nel .
Anni 1950: la Cavese di Antonio Nonis
La Cavese, in vista della stagione 1950-51, si rinforza ma non riesce ad andare oltre un ottavo posto. Tuttavia la stagione successiva vince il campionato, staccando di sei punti la . A causa di una riforma dei campionati però, non è promossa in Serie C ma nella neo costituita IV Serie, dove resta fino alla stagione 1954-55.
In quella stagione, la Cavese, indebolita dalle partenze di Biondo e Willicich, arriva ultima con soli 13 punti e viene retrocessa in Promozione dove gioca dal 1955-56 al 1968-69. Dopo un campionato anonimo chiuso al sesto posto, nel 1956-57 sfiora la promozione in IV Serie, arrivando seconda a pari merito con la Nocerina, ad una sola lunghezza dalla capolista . Seguono campionati anonimi, sfiorando addirittura la retrocessione nella categoria inferiore nelle stagioni 1958-59 e 1959-60.
Anni 1960: il ritorno di Nonis Dopo un'altra salvezza stentata nel 1960-61, nel 1961-62 la Cavese chiude al terzo posto dietro a Battipagliese e Nocerina. Nella stagione seguente sfiora di nuovo la promozione, arrivando seconda ancora dietro la Battipagliese. Nel 1963-64, nonostante la penalizzazione di tre punti, vince il proprio girone e si qualifica alle finali regionali per la Serie D, perdendole.
Dopo alcuni campionati anonimi, nella stagione 1967-68 la Cavese arriva terza con tre punti in meno del capolista . Il capocannoniere aquilotto è Cuomo, che segna 14 reti. Nel 1968-69 termina la regular season al secondo posto dietro il ma la Lega decide di ripescarla in Serie D per meriti sportivi. Bomber della squadra Valerio Franchini, che segna 29 reti. Nella stessa stagione è inoltre inaugurato un nuovo stadio, il "Comunale", al tempo uno degli stadi più capienti e moderni della Campania.
Anni 1970: la Serie D e il ritorno tra i professionisti Tornata in IV Serie, la Cavese si rinforza in modo da raggiungere la salvezza, acquistando Varljen, Brivio, Spolaore e Scarano. Grazie a questi nuovi acquisti termina la stagione al decimo posto.