Biografia
Figlia di Andrea Renier e Cecilia Manin, appartenne a una importante famiglia del patriziato veneziano (gli ultimi due dogi, Paolo Renier e Ludovico Manin erano, rispettivamente, il nonno paterno e lo zio materno di Giustina).
Studiò presso le Cappuccine di Treviso, quindi presso una dama francese. Seguì corsi di fisica, botanica, chimica presso lo Studio padovano. Conobbe le lingue francese e inglese.
Dal matrimonio con Marcantonio Michiel, celebrato nel 1775, nacquero tre figlie: Elena (1776-1828), la quale sposerà il nobile Alvise Bernardo ma non avrà figli, Chiara (1777-1787) e Cecilia (1778-?) che sposerà il nobile bresciano Lodovico Martinengo dal Barco ed avrà tre figli, Leopardo, Maddalena e Giustina.
Approfittando dell'alta carica di ambasciatore a Roma rivestita dal padre di Giustina, la coppia si trasferisce per un anno a Palazzo Venezia. La dama ha dunque modo di frequentare la società romana; in particolare l'incontro con Vincenzo Monti segna l'inizio dell'interesse per la cultura e per gli studi letterari.
Nel 1784 si divide dal marito: la motivazione, addotta dalla stessa Giustina, è "molesta coabitazione". Un riavvicinamento si avrà nel 1828, a seguito della morte della figlia Elena.
Intrattenne per molti anni un celebre salotto letterario in corte Contarina a S. Moisè frequentato, tra l'altro, da Francesco Rizzo Patarol, Ugo Foscolo, Antonio Canova, Ippolito Pindemonte, Madame de Staël, Melchiorre Cesarotti, Vincenzo Monti, Lord Byron, Cesare Cantù, Giuseppe Greatti.
Morì nel 1832 a Venezia, nel proprio palazzo presso le Procuratie Vecchie, accanto alle Mercerie.
Un'iscrizione posta nella Basilica di San Marco, ove ebbero luogo i funerali, così la ricordava:
Fu sepolta nel secondo cortile del Cimitero di San Michele (Chiostro grande, fine emiciclo) ove una lapide ancora la ricorda:
La sua amica e rivale Isabella Teotochi Albrizzi la commemorò scrivendone un Ritratto nel 1833.
Opere
Origine delle feste veneziane A partire dal 1817 vengono pubblicati in italiano e francese i primi fascicoli dell'Origine delle feste veneziane. Per circa vent'anni Giustina dedica il proprio tempo a sfogliare libri e documenti, a consultare esperti, a correggere e pubblicare la propria opera.
Una raccolta delle feste veneziane, curata da Alessandro Venier, è stata pubblicata nel 2007 da M&C di Martellago per conto di Filippi Editore di Venezia. Contiene anche il "Ritratto di Giustina Renier Michel" fatto da Isabella Teotochi Albrizzi e una "Biografia" scritta da Girolamo Dandolo.
Traduzione di Shakespeare Fu inoltre la prima a tradurre in italiano, pare con l'aiuto di Melchiorre Cesarotti., alcune opere di Shakespeare. Le traduzioni di tre tragedie (Otello, Macbeth e Coriolano) furono edite dapprima a Venezia nel 1798, quindi a Firenze nel 1801.
Note
Bibliografia
Luigi Carrer, Anello di sette gemme o Venezia e la sua storia. Considerazioni e fantasie, Venezia, co' tipi del Gondoliere, 1838, pp. 1-96: Prima gemma. Giustina Renier Michiel.
Voci correlate Isabella Teotochi Albrizzi le è stata realizzata una scuola in suo onore
Altri progetti
Collegamenti esterni
Le traduttrici di Shakespeare dal 1798 al primo decennio fascista di Alessandra Calvani. Giustina Renier in Le autrici della letteratura italiana a cura di Patrizia Zambon, Dipartimento di Italianistica dell'Università di Padova.
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