L'arte della cavalleria (Περὶ ἱππικῆς), scritto nel 350 a.C. circa da Senofonte è probabilmente uno dei primi trattati sull'equitazione nel mondo occidentale. In quest'opera, Senofonte illustra la selezione, la gestione e l'addestramento dei cavalli, sia per uso militare che per lavoro. Una delle qualità più importanti del cavallo, scrive Senofonte, è di avere una schiena muscolosa. L'importanza di questa caratteristica anatomo-funzionale è stata recentemente rivalutata.
Il trattato di Senofonte è anche considerato uno dei primi lavori che descrivono i principi del dressage classico, compresa la raccomandazione di utilizzare una tecnica di addestramento senza dolore.
Composizione Parte I: Scegliere un cavallo giovane Senofonte descrive come esaminare un cavallo per acquistarlo come cavallo da guerra. Insiste soprattutto sulla mancanza di zoppìa. Le sue raccomandazioni comprendono: Uno zoccolo con una muraglia spessa, e un fettone sollevato dal suolo. Pastorali non eccessivamente verticali, perché infastidiranno il cavaliere e tenderanno maggiormente ad indolenzirsi, e non troppo lunghi o troppo corti, perché urteranno il terreno al galoppo e potrebbero ferirsi sulle rocce. Pastorali robusti Buona flessibilità del ginocchio, per ridurre il rischio che il cavallo inciampi o cada Anteriori robusti e muscolosi Petto ampio, sia per questioni estetiche che per ridurre il rischio di interferenza fra gli arti Collo ad impianto e postura alta. Senofonte riteneva che questo permettesse al cavallo una migliore visione frontale, e che lo rendesse anche meno capace di prendere la mano al cavaliere, essendogli più difficile abbassare la testa. Una testa ossuta con una mascella piccola, una bocca morbida, e occhi prominenti per una buona vista Narici larghe, per una buona respirazione e un aspetto più focoso Un grande criniera e orecchie piccole Garrese alto, per rendere più facile montare al cavaliere e per fornire una solida connessione fra la spalla e il corpo Una "doppia schiena" (un dorso muscoloso), più morbida e più comoda, oltre che più bella Un fianco profondo e arrotondato, che permette al cavaliere di stare sul cavallo più facilmente, e al cavallo di digerire meglio Lombi ampi e corti, che permettono al cavallo di sollevare gli anteriori e di caricare i posteriori (Senofonte descrive con queste parole la capacità di riunione) e che sono più forti dei lombi lunghi. I posteriori dovrebbero essere muscolosi e solidi, per favorire la velocità I garretti e gli stinchi dovrebbero essere ben separati, in modo che il cavallo stia piazzato su una base larga, permettendogli un migliore equilibrio e un portamento più fiero Non dovrebbe avere testicoli voluminosi
Senofonte suggerisce al lettore di valutare i pastorali del puledro giovane, per prevedere la sua altezza.
È interessante notare che molti dei suggerimenti di Senofonte sono ancora seguiti nel momento di scegliere un cavallo agonistico.
Parte II: Domare il puledro Senofonte innanzitutto raccomanda di non perdere il proprio tempo e di non mettere a rischio la propria sicurezza tentando di domare personalmente un puledro.
Prima di consegnarlo all'addestratore, il proprietario dovrebbe assicurarsi che il cavallo abbia un buon carattere e sia di natura gentile. Il cavallo deve avere fiducia nella gente, sapendo che gli fornisce acqua e cibo. Se tutto è stato fatto in modo corretto, il giovane puledro dovrebbe crescere amando le persone. Lo stalliere dovrebbe dargli delle pacchette e delle grattatine, in modo che apprezzi la compagnia dell'uomo, e dovrebbe portare il puledro in mezzo alla folla, per abituarlo a immagini e a suoni inconsueti. Se il puledro è spaventato, lo stalliere deve rassicurarlo piuttosto che punirlo, e insegnare al cavallo che non c'è niente da temere.
Parte III: Scegliere un cavallo più adulto Senofonte scrive che queste note intendono proteggere il lettore da eventuali truffe.
Innanzitutto occorre stabilire l'età del cavallo. Per farlo, Senofonte raccomanda al lettore di esaminarne la dentatura. Se il cavallo ha perso tutti i suoi denti da latte (segno che ha più di cinque anni), l'autore sconsiglia il lettore di acquistarlo.
Il cavallo poi dev'essere imbrigliato, per assicurarsi che accetti il morso, e montato, per confermare che stia fermo mentre il cavaliere sale. Poi dev'essere cavalcato allontanandosi dalla stalla, per verificare che sia disponibile a lasciare gli altri cavalli.
La morbidezza della bocca del cavallo dev'essere verificata eseguendo una volta in entrambe le direzioni. Poi in cavallo dev'essere fatto galoppare, fermato bruscamente, e girato nella direzione opposta per vedere se risponde bene alle redini. Senofonte suggerisce al lettore di accertarsi che il cavallo sia docile alla frusta, perché un cavallo non sottomesso sarà anche disobbediente, cosa particolarmente pericolosa in battaglia.
Se s'intende usare un cavallo in battaglia, devono essere fatti saltare fossi e muretti, andare su e giù da alti argini, e dev'essere anche fatto galoppare su e giù da ripidi pendii. Queste prove devono essere eseguite per verificare il suo coraggio e l'assenza di zoppia. Tuttavia, Senofonte raccomanda al lettore di non rifiutare un cavallo che non fornisce con facilità queste prestazioni, perché si tratta con ogni probabilità di inesperienza piuttosto che di incapacità, e se il cavallo è addestrato bene impara rapidamente a fornire queste prestazioni con facilità. Mette tuttavia in guardia riguardo a un cavallo che sia nervoso, ombroso o viziato, perché si tratta di animali assolutamente inadatti all'uso militare.
Senofonte conclude che un buon cavallo da guerra dovrebbe essere esente da zoppia, gentile, veloce e soprattutto ubbidiente.
Parte IV: La cura del cavallo Il cavallo dovrebbe essere ospitato in una stalla dove può essere controllato con facilità dal responsabile. Questo permette al responsabile di accertarsi che l'animale stia ricevendo le cure appropriate, per prevenire il furto dei suoi alimenti, e per controllare se sparpaglia il cibo. Senofonte riteneva che se il cavallo sparpaglia il suo cibo, mostra i segni di un eccesso di sangue, richiede l'assistenza del veterinario, è sovraffaticato e ha bisogno di riposo oppure soffre di indigestione o di qualche altra malattia. Sottolinea che questo sintomo dev'essere valorizzato come un segno precoce di malattia, che può essere quindi diagnosticata e trattata in fase iniziale.
Senofonte sottolinea anche l'importanza di attenzioni per i piedi del cavallo. La pavimentazione della stalla non dovrebbe essere umida né scivolosa, e dovrebbe essere fatta di ciottolato in canali inclinati, con ciottoli delle dimensioni dello zoccolo di un cavallo. Lo spazio davanti alla stalla dovrebbe essere fatta di ciottoli sciolti, per rinforzare gli zoccoli del cavallo, circondati da un bordo di ferro per impedire che si disperdano. Queste superfici hanno lo scopo di rinforzare la muraglia, il fettone, e la suola degli zoccoli.
Lo stalliere dovrebbe strigliare ogni mattina il cavallo, dopo che ha mangiato, e dovrebbe slegarlo appena ha finito di mangiare.
Per pulire un cavallo, bisogna prendere una striglia, e con piccoli cerchietti fatti sul pelo smuovere la terra e lo sporco. Poi, con una brusca dalle setole lunghe e dure, usata nel senso del pelo dal collo verso la groppa, togliere lo sporco smosso dalla striglia. Poi, va passata la brusca morbida sul muso, senza toccare la froge, che va pulita con una spugnetta bagnata. Poi, bisogna prendere lo zoccolo del cavallo, mettendoci con la faccia rivolta verso la coda, massaggiare il tendine e fare con la bocca "la rana". Passiamo poi l'uncinetto nei solchi, e puliamo con lo spazzolino, anche la corona.
La bocca dev'essere curata e resa morbida con l'applicazione di olio.
Parte V: Governo del cavallo Lo stalliere dev'essere ben addestrato. Non dovrebbe legare la cavezza alla mangiatoia in modo che il cavallo urti con la testa sulla mangiatoia e si ferisca. Questo tipo di lesioni lo rendono più difficile da trattare nel momento in cui viene imbrigliato o governato. Dovrebbe invece legare il cavallo più in alto della sua testa, in modo che, quando il cavallo alza la testa, allenti la fune piuttosto che tenderla.
Lo stalliere dev'essere istruito a pulire la stalla ogni giorno. Deve applicare una museruola al cavallo ogni volta che il cavallo è portato fuori per essere governato o spostato, o comunque quando è condotto senza morso, in modo che il cavallo non possa mordere, evitando al cavallo questo antipatico vizio.
Lo stalliere deve pulire per prima la testa e la criniera, e poi procedere verso il basso del corpo. Il pelo dev'essere spazzolato prima contropelo, per portare in superficie la sporcizia, e poi nella direzione del pelo, per rimuoverla. Tuttavia, la schiena non dev'essere mai toccata con una spazzola, ma lo stalliere deve usare solo le mani per pulirla, procedendo nella direzione del pelo, in modo che l'area dove siede il cavaliere non sia mai irritata.
La testa dev'essere pulita soltanto con acqua, perché è ossuta e sarebbe irritata. Senofonte nota che il ciuffo ripara gli occhi da materiali irritanti. La coda e la criniera dovrebbero essere lavate, per farle crescere in lunghezza, visto che la coda è utilizzata per allontanare gli insetti e la criniera può essere afferrata dal cavaliere con maggiore facilità se è lunga. Senofonte nota anche che la criniera e la coda sono l'orgoglio del cavallo, e che una giumenta non si lascia montare facilmente da un asino, a meno che la sua criniera non sia tagliata.
Suggerisce di non lavare le gambe, perché gli zoccoli sono danneggiati dal lavaggio quotidiano, ma semplicemente di sfregarle con le mani. Anche il ventre non dev'essere lavato, non solo perché la cosa infastidisce il cavallo, ma anche perché un ventre pulito raccoglie maggiormente la sporcizia, e subito quest'area sarebbe nuovamente sudicia.
Parte VI: Governare e imbrigliare il cavallo in modo corretto e sicuro Lo stalliere dev'essere rivolto verso la parte posteriore del cavallo mentre lo governa, e tenersi alla larga dalla gamba del cavallo, vicino alla scapola, per non essere morso né colpito con il ginocchio. Deve sempre evitare di avvicinarsi al cavallo direttamente da davanti o da dietro, perché il cavallo può facilmente sopraffarlo impennandosi. Quindi, il lato del cavallo è il posto più sicuro per stare.
Lo stalliere dovrebbe pulire lo zoccolo sollevandolo e piegando il pastorale verso l'alto.
Conducendo un cavallo alla longhina, lo stalliere non dovrebbe stargli davanti. Questo gli impedisce di mettersi al riparo, e permette al cavallo di fare tutto ciò che vuole. Ma non dev'essere nemmeno il cavallo ad andare avanti, perché può causare facilmente problemi o può girarsi improvvisamente per affrontare il conduttore. Quindi, la cosa migliore è condurre il cavallo di lato, perché sarà più controllabile, ed inoltre è la posizione più comoda per salirgli in groppa rapidamente, quando se ne presentasse la necessità.
Per inserire il morso nella bocca di un cavallo, lo stalliere dovrebbe stargli a fianco, vicino, e sollevare la testiera nella sua mano destra mentre dirige il morso verso la bocca del cavallo con la sinistra. Se il cavallo rifiuta il morso, lo stalliere dovrebbe reggere il morso contro i denti del cavallo, e inserire il pollice sinistro nella sua bocca. Se il cavallo rifiuta ancora, lo stalliere dovrebbe premere il labbro del cavallo contro il suo dente canino, e questo gli farà aprire la bocca.
Senofonte suggerisce a questo punto che il morso non venga solo applicato prima di essere lavorato, ma anche prima di essere alimentato e quando è portato a casa dopo una cavalcata, in modo che non lo consideri una cosa antipatica.
Lo stalliere dovrebbe sapere come "dare la gamba" al modo Persiano, per aiutare il suo istruttore, che potrebbe essere una persona anziana, a montare.