Il castello di Jovençan (fr., château de Jovençan), castello dei tiranni (fr., château des tyrans) o torre dei tiranni (fr., tour des tyrans) è un castello medievale letteralmente raso al suolo che sorgeva su di un promontorio a picco sulla Dora Baltea, nel territorio del comune di Jovençan, in Valle d'Aosta. Oggi restano visibili solo le sue fondamenta, ossia il basamento dell'antica torre cilindrica o mastio, cumuli di pietre sparse e tracce delle robuste mura di cinta, che dimostrano l'ampiezza del sito. I ruderi del castello vengono spesso confusi con i resti ben più visibili della Torre dei Salassi che sorge poco più in basso sullo stesso promontorio, a fianco all'antica cappella di servizio del Castello, oggi detta cappella di Saint-Georges-en-Châtelair.
Storia Per l'esiguità delle rovine e - come avviene in analoghi casi di castelli valdostani considerati "minori" - per la mancanza di studi approfonditi, la datazione della costruzione del castello varia a seconda delle fonti: per lo storico Giacosa
Secondo altre fonti, il castello di Jovençan era un castello costruito probabilmente intorno al XIII secolo nel territorio di Jovençan (all'epoca sotto la giurisdizione di Aymavilles) per volere della famiglia JovensanoIl de Tillier ricorda che sul territorio si trovavano, oltre ai Jovensano, anche le nobili famiglie dei De Plantata e dei Pompiod. Cfr. , proprietaria anche di una casaforte a Pompiod, e il cui cognome deriverebbe dall'antico nome del primo proprietario Juventius del Fundus Juventianus. A sua volta, l'architetto Carlo Nigra non azzarda una data di fondazione ma afferma che il castello esisteva già nel 1430..
A proposito della distruzione del castello, la maggior parte delle fonti sostiene che avvenne nel XIV secolo; sulla dinamica dei fatti esistono due versioni, probabilmente integrabili tra loro: per il Nigra, il castello venne distrutto dalla popolazione stanca delle angherie dei proprietari tiranni del fondo, da cui gli venne il nomeLa data della distruzione del castello citata dal Nigra, probabilmente ricavata da fonti orali, è il 1430: è una data poco probabile, perché successiva a quella citata nei documenti sull'infeudamento di Aimone di Challant; il castello difficilmente venne distrutto quando era già di proprietà degli Challant, grandi costruttori e restauratori di castelli in Valle d'Aosta.. La maggior parte delle fonti invece sostiene che il castello, come altre architetture militari della Valle d'Aosta, fu distrutto a scopo punitivo dai Conti di Savoia: a partire dal 1191 il casato savoiardo mise in atto una campagna di accentramento del potere, obbligando all'obbedienza i vari signori locali con atti di sottomissione o acquisto coatto, spogliandoli delle loro signorie e delle loro giurisdizioni, spesso infeudandovi a nuove condizioni o i signori stessi o la famiglia in rapida ascesa degli Challant; alcune famiglie, come i Curia Majori di Aymavilles, si piegarono al nuovo corso, mentre altre, troppo abituate a tiranneggiare sul proprio territorio o semplicemente a disporne a piacimento, non si piegarono e vennero per questo sterminate. I Jovensano furono tra queste: vennero privati dei diritti su Charvensod e videro il castello raso al suolo nel 1354AA.VV., "Les châteaux", in Jovençan, cit., p. 38., mentre la casaforte di Pompiod venne seriamente danneggiataAA.VV., "Les châteaux", in Jovençan, cit., p. 39.:
Finito il dominio dei Jovensano sul castello di Jovençan, ad appropriarsi a poco a poco delle parrocchie e dei territori della signoria di Aymavilles - di cui faceva parte anche il castello - fu Amedeo VI di Savoia, il quale il 24 febbraio 1357 infeudò Aimone di Challant della giurisdizione di Aymavilles per fiorini. Aimone divenne quindi feudatario, mentre molti dei precedenti signori divennero suoi vassalli.. Delle sei parrocchie della vendita (Chevrot, Gressan, La Madelaine, Jovençan, Saint-Martin e Saint-Léger) quella di Jovençan viene definita "mediocre" dal de Tillier. I discendenti di Aimone, gli Challant del ramo Aymavilles, che ereditarono i diritti di primogenitura con la contea di Challant, trasformarono in baronia i territori in loro possesso nel 1532..
Nel 1784 un regio editto pose fine ai censi feudali e di conseguenza il signore del mandamento di Aymavilles, il barone Philippe-Maurice di Challant, dovette procedere con la liquidazione dei suoi diritti feudali in cambio di una somma una tantum: il castello di Jovençan restò in mano alla famiglia degli Challant-Aymavilles fino al 1789, quando il 28 gennaio i comuni di Gressan, Jovençan e Aymavilles si riscattarono per una cifra di lire, da pagarsi in vent'anni.
Dopo secoli di degrado, l'amministrazione comunale sta procedendo con i comuni di Gressan e Aymavilles e in collaborazione con l'Assessorato Istruzione e Cultura della Regione, alla progettazione di un percorso storico-culturale che valorizzi i luoghi d'interesse di questi comuni della Plaine valdostana, tra i quali rientrerebbe anche l'area del castello.
Architettura Oggi si conservano solo qualche resto del mastio centrale e tracce delle spesse mura di cinta. Nel XVII secolo, a seguito della terribile peste del 1630, venne fatta costruire nei pressi del castello la cappella di Saint-Georges.
Probabilmente, le fondamenta e i resti degli edifici del promontorio di Chatellair risalgono a epoche diverse: la torre scoperchiata a levante della cappella, la cosiddetta Torre dei Salassi o Tour Ville de Cordèle, sarebbe successiva al castello.
Note
Bibliografia (fonte) (fonte) (fonte)
AA.VV., Jovençan, pubblicato in occasione del XXVII Concours Cerlogne, Jovençan, 8-9-10 mai 1989, con la collaborazione di Sandro Pépellin e Andreino Colliard, Quart (Aosta): Musumeci ed., 1989, pp. 33-40. Robert Berton, "Château des Tyrans", Les Châteaux du Val d'Aoste, Turin: Ed. Rigois, 12ème éd., 1956, p.26. (1er édition: 1950)
Voci correlate Castelli in Valle d'Aosta
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