Il è stato un incrociatore pesante della Marina imperiale giapponese, appartenente alla classe Myoko e così chiamato in onore di una montagna presente nella vecchia provincia di Kii (Honshū). Fu varato nel giugno 1927 dal cantiere navale di Kure.
Con gli altri incrociatori della classe formò dapprima la 4ª, poi la 5ª Divisione, operando nelle acque nazionali e cinesi nel corso degli anni trenta. Nel dicembre 1941 operò a sostegno dell'invasione delle Filippine, possedimento statunitense, e tra il gennaio e il febbraio 1942 supportò la rapida occupazione delle Molucche; infine ebbe una parte importante nella battaglia del Mare di Giava (27 febbraio) e nella caccia successiva alle unità alleate sopravvissute. Fu trasferito poco dopo alla 5ª Flotta in qualità di nave ammiraglia e fu presente alla battaglia delle Midway (4-6 giugno), dopo la quale rimase nelle acque settentrionali del Giappone con compiti di scorta e guardia dei porti militari. Partecipò alla lunga ma grama battaglia delle isole Komandorski a fine marzo 1943, durante la quale fu danneggiato, quindi spese il resto dell'anno e la prima metà del 1944 tra le basi di Ominato, Paramushiro e Sasebo, ricevendo potenziamenti e modifiche. In estate fu spostato a Kure e da qui, a metà ottobre, vicino a Formosa, dove il comandante della 5ª Flotta Kiyohide Shima apprese di essere stato assegnato all'ultimo momento alla complessa operazione Shō-Gō 1, rivolta a distruggere le flotte anfibie statunitensi ancorate dinanzi all'isola di Leyte. La formazione partecipò alla seconda, breve fase della battaglia dello Stretto di Surigao (24-25 ottobre), durante la quale il Nachi addivenne a una collisione di prua con l'incrociatore pesante severamente danneggiato. Rifugiatosi a Cavite, fu rimesso in efficienza entro l'inizio di novembre, ma il 5 del mese fu letteralmente distrutto nel corso di alcune incursioni portate dai velivoli imbarcati della Terza Flotta statunitense: affondò nel primo pomeriggio con grandi perdite di vite umane.
Caratteristiche
L'incrociatore pesante Nachi era uno dei quattro componenti la classe Myoko. Presentava una lunghezza fuori tutto di 203,76 metri, una larghezza massima di 17,34 metri e un pescaggio medio di 5,90 metri; il dislocamento standard era pari a tonnellate (un poco superiore al limite imposto dal trattato navale di Washington del 1922) e quello a pieno carico a tonnellate invece delle tonnellate di progetto.
Rispetto alla precedente classe Aoba l'armamento era stato incrementato nettamente. In cinque torri binate, tre a prua con quella mediana sopraelevata e due a poppa sovrapposte, erano stati distribuiti dieci cannoni Type 3 numero 1 da 200 mm lunghi 50 calibri (L/50). Inoltre, nonostante alcune polemiche da parte della squadra tecnica, lo stato maggiore generale impose l'installazione in ogni murata di sei tubi lanciasiluri fissi da 610 mm. Poiché la minaccia aerea al naviglio militare era ancora poco riconosciuta, erano disponibili solo sei cannoni Type 10 da 120 mm L/45;. erano coadiuvati da due mitragliatrici Lewis da 7,7 mm. La corazzatura fu più curata rispetto agli Aoba: alla cintura era spessa 100 mm e si estendeva per circa 123 metri; le barbette erano state rivestite con un guscio spesso 75 mm; il primo ponte era dotato di acciaio spesso 35 mm e quello superiore era formato da due strati di corazza distanziati. Sotto la linea di galleggiamento furono fissate delle controcarene che, combinate a un sistema interno di paratie stagne longitudinali, costituivano la protezione contro siluri e detonazioni subacquee.. Le torri erano protette da piastre spesse 25 mm.
Il sistema di propulsione contava dodici caldaie Kanpon che alimentavano quattro turbine a ingranaggi a vapore, a ciascuna delle quali era vincolato un albero motore con elica. Era erogata una potenza totale di shp e la velocità massima di toccava i 35,5 nodi; l'autonomia era pari a miglia (circa chilometri) alla velocità di crociera di 14 nodi. La scorta di carburante ammontava a tonnellate di olio combustibile. L'incrociatore era manovrato da un equipaggio di 773 tra ufficiali e marinai e disponeva di una catapulta a poppavia, rivolta al lancio dei due idrovolanti Nakajima E2N di bordo poi ricuperabili mediante un argano.
Il Nachi fu modificato più volte assieme alle unità sorelle. Tra il 1931 e il 1934 scambiò i pezzi principali con la versione aggiornata a 203 mm. Tra il novembre 1934 e il 1936 i lanciasiluri fissi furono completamente rimpiazzati con due complessi quadrinati brandeggiabili, sul tetto della nuova sala furono inchiavardate due catapulte di modello recente (gli idrovolanti erano ora quattro Nakajima E8N) e i pezzi Type 10 furono sostituiti da quattro torri binate con cannoni Type 89 da 127 mm L/40; furono anche rafforzata e allargata la controcarena, riorganizzata la distribuzione dei proiettori di nuovo tipo e aggiunti due impianti quadrinati di mitragliatrici pesanti Type 93 da 13,2 mm. Gli ultimi interventi furono rivolti a rafforzare lo scafo e gli alberi tripodi di prua e poppa. Tra il 1939 e l'inizio del 1941 furono implementati una catapulta ancora più capace e moderni sistemi per il controllo del tiro; furono poi aggiunti altri due impianti quadrinati di lanciasiluri atti a utilizzare gli ordigni Type 93 da 610 mm, le caldaie vennero ritubate e la controcarena antisiluro fu nuovamente allargata (con effetti positivi su stabilità e pescaggio).. Furono invece rimossi gli affusti quadrinati e le Lewis in favore di quattro installazioni binate di cannoni contraerei Type 96 da 25 mm L/60 e di due altre su mitragliatrici Type 93. L'aumento di dislocamento ( tonnellate a vuoto, a pieno carico) significò la riduzione dell'autonomia a miglia a 14 nodi e della scorta di olio combustibile a tonnellate, mentre l'equipaggio salì a 970 uomini..
Impiego operativo Varo e 1930-1940
L'incrociatore pesante Nachi fu ordinato nell'anno fiscale edito nel 1923. La sua chiglia fu impostata nel cantiere navale di Kure il 26 novembre 1924 e il varo avvenne il 15 giugno 1927; fu completato il 26 novembre 1928. Il comando fu affidato già il 10 settembre 1928 al capitano di vascello Yoshiyuki Niiyama, che supervisionò gli ultimi ritocchi all'unità. A fine maggio 1929 l'imperatore Hirohito completò l'ispezione dell'incrociatore nel quadro di una serie di visite agli stabilimenti cantieristici per incoraggiare la produzione nazionale. Dopo un anno di comando di un ufficiale sconosciuto, il capitano di vascello Noboru Hirata fu nominato comandante il 1º dicembre 1930; il 15 novembre 1934 fu sostituito dal capitano di vascello Teruhisa Komatsu e questi fu a sua volta rimpiazzato dal pari grado Michitarō Tozuka il 2 dicembre 1935. Il Nachi formò con il resto della classe la 4ª Divisione incrociatori (2ª Flotta), dal cui organico fu però rimosso in favore della classe Takao; dal maggio al settembre 1933 entrò nella 5ª Divisione incrociatori, con la quale partecipò alle esercitazioni annuali. La divisione fu nuovamente sciolta e il Nachi servì tra gli Squadroni di guardia di Kure e Sasebo, sino al biennio 1934-1936 quando fu sottoposto all'ammodernamento più radicale. Nell'autunno 1936 i quattro incrociatori riformarono la 5ª Divisione, impegnata nelle acque del Giappone e della Cina. Il 20 agosto 1937, all'inizio della seconda guerra sino-giapponese, salpò da Atsuta (Nagoya) con gli incrociatori , Ashigara, , , Jintsu e otto cacciatorpediniere: a bordo portava i quartier generali della 3ª Divisione, del 6º Reggimento e la 1º Compagnia di quest'ultimo reparto; il giorno successivo tutti furono trasferiti sui cacciatorpediniere per lo sbarco sulle coste cinesi. Nei successivi tre anni l'attività bellica del Nachi non è nota; si sa solo che cambiò altri due comandanti, i capitani di vascello Ryozō Fukuda (16 novembre 1937- ?) e Sukeyoshi Yatsushirō (? -15 novembre 1939), il quale ultimo fu rimpiazzato dal pari grado Tamotsu Takama un anno esatto più tardi. Il 26 novembre 1940 il Nachi salpò da Sasebo, dove si era fermato per due giorni, alla volta della base militare di Mako, nelle Pescadores.
1941-1942 Ulteriori attività del Nachi non sono conosciute per quasi tutto il 1941, eccettuato il passaggio agli ordini del capitano di vascello Takahiko Kiyota (20 agosto). Il 2 dicembre si trovava alle isole Palau con il resto della 5ª Divisione incrociatori tranne lo Ashigara, guidata dal contrammiraglio Takeo Takagi e compresa nella 3ª Flotta del viceammiraglio Ibō Takahashi, quando ricevette segnale in codice di prepararsi alle ostilità contro le potenze occidentali e all'attacco già pianificato alle Filippine. Il 6 dicembre tutte le navi partirono: la 5ª Divisione fu demandata alla copertura della squadra del contrammiraglio Kyūji Kubo, formata dalle navi portaidrovolanti e con due incrociatori leggeri e cinque cacciatorpediniere, che eseguì con facilità lo sbarco a Legaspi l'11 dicembre; il 15 i quattro incrociatori passarono nella formazione del contrammiraglio Raizō Tanaka, inviato da Takahashi a Mindanao: il 19 e il 20 dicembre si svolse senza difficoltà la conquista del porto di Davao, quindi il 24 il Nachi con le unità sorelle appoggiò lo sbarco sull'isola di Jolo. Rientrati alle Palau, il 31 si spostarono a Davao e qui, il 4 gennaio 1942, furono oggetto di un attacco condotto da una manciata di bombardieri quadrimotori Boeing B-17 Flying Fortress, che però danneggiarono leggermente solo il Myoko. Il 9 gennaio il Nachi e lo Haguro furono messi in stato d'allerta, pronti a salpare per recare soccorso alle operazioni anfibie su Celebes se necessario; esse si svolsero tuttavia incontrastati. Il 29 gennaio i due incrociatori si posizionarono a un ancoraggio di Celebes, da dove fornirono protezione all'invasione dell'isola di Amboina (30-31 gennaio), poi il 5 si spostarono alla baia Staring e vigilarono sull'occupazione di Makassar, che il 10 si concluse; infine tra il 17 e il 20 formarono lo schermo difensivo agli sbarchi di Dili e Koepang, su Timor. Il 24 il Nachi e lo Haguro lasciarono Celebes e fecero rotta su Giava con il resto della 3ª Flotta: assieme agli incrociatori leggeri Jintsu e e a quattordici cacciatorpediniere formavano la scorta avanzata a un convoglio di oltre quaranta trasporti truppe e cargo per l'invasione dell'isola. Nel pomeriggio del 27 febbraio questa squadra si scontrò con la flotta ABDACOM in un prolungato combattimento nel Mare di Giava; lo scontro fu aperto alle 16:15 dalle salve dei pezzi da 203 mm del Nachi e dello Haguro, che rischiarono di essere distrutti verso sera mentre riprendevano a bordo gli idrovolanti lanciati prima del combattimento. Dopo un lungo e vano scambio di cannonate, alle 23:22 il Nachi e l'altro incrociatore lanciarono uno sciame di siluri che tra le 23:36 e le 23:40 colpirono gli incrociatori leggeri olandesi (ammiraglia alleata) e : entrambi saltarono in aria e affondarono rapidamente..