Le notizie sull'esistenza e sull'attività di questo architetto sono state fornite esclusivamente da Domenico Maria FedericiD.M. Federici, Memorie trevigiane sulle opere di disegno, Venezia 1803, t. II, pp. 110-111, studioso non sempre affidabile, a cui si è riferita gran parte della storiografia artistica successiva.
La tradizione attribuisce a Pagnossin il progetto di villa Sandi, ora Cassis, a Crocetta del Montello, delle barchesse di villa Albrizzi FranchettiSulla tradizionale attribuzione delle due barchesse al Pagnossin, cfr. D.M. Federici, Memorie trevigiane sulle opere di disegno, Venezia 1803, t. II, p. 143 a Preganziol, di villa de Reali, ora Canossa, a Casier, di palazzo Dolfin a TrevisoLorenzo Crico, Lettere sulle belle arti trivigiane, p. 313; il rifacimento della chiesa di Sant'Agnese a Treviso e del palagio Onigo a Trevignano ed altre ville del Trevigiano.
L'esistenza di un architetto che ebbe tale nome è stata confutata da alcuni tesi di laurea; il dato sembra essere definitivamente confermato dal rinvenimento di alcune fonti documentali che attribuiscono con certezza la costruzione di villa Sandi (l'opera più rilevante attribuita a Pagnossin) a esperti mastri muratori trevigiani e feltrini assistiti dalla progettazione di Andrea Cominelli, nell'arco temporale che va dal 1675 al 1685.
Note
Bibliografia D.M. Federici, Memorie trevigiane sulle opere di disegno, Venezia 1803.
Marina Morandi, L'enigma di Andrea Pagnossin, tesi di laurea discussa (rel. prof. Vincenzo Fontana) nell'anno accademico 1989-90 presso la Facoltà di lettere e filosofia dell'Università degli Studi di Venezia. Emanuela Cattaneo, tesi di laurea (rel. prof. Paolo Carpeggiani) alla Facoltà di architettura del Politecnico di Milano Lucio De Bortoli, Acqua Patrizia. Ville e Canali nell'alta campagna trevigiana, in "Il dissegno generale di tutta la Brentella" di Angelo Prati, Canova 2004